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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

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Corsi, convegni 

Festival di giardini

  • 5-7 aprile XIII edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, la più grande manifestazione espositivo-culturale in Italia dedicata al verde in città e al paesaggio urbano nel suggestivo Giardino Pensile dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma (Viale Pietro De Coubertin, 30 orari 10.00 – 19.00). FestivalDelVerde2024
  • 20-26 maggio a Torino II edizione del Festival del verde, una settimana di eventi, mostre, spettacoli, iniziative culturali, sociali e artistiche, aperture straordinarie di giardini e visite guidate per scoprire il vasto patrimonio naturalistico di Torino e provincia. La manifestazione ,”diffusa” tra ampi parchi pubblici, orti urbani e piccoli giardini privati nascosti, è organizzata da Orticola del Piemonte ed è finalizzata a far scoprire l’ampio patrimonio naturalistico del capoluogo sabaudo e della sua area metropolitana. Festival del Verde_20_26 maggio a Torino

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Giardini e parchi

  • La riapertura dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, come di consueto, è fissata per venerdì 29 marzo 2024.

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Paesaggio e ambiente: una visione unica” Barbera e Ferrucci al corso di aggiornamento del Giardino storico

 “Paesaggio e ambiente una visione unica”

Relazione di Giuseppe Barbera – Università degli Studi di Palermo, Associazione Parchi e Giardini d’Italia, Fondazione Benetton Studi Ricerche

Come sempre il relatore ha affrontato il tema con pensieri e parole molto interessanti, che ci aiutano a riflettere.
Riporto qui di seguito una breve sintesi.

Richiama due avvenimenti recenti
Il primo: con la protesta degli agricoltori si rischi di fare un pericoloso passo indietro rispetto alla consapevolezza della difesa dell’ambiente. Il secondo: in un recente convegno a Caltanisetta si è parlato della figura di Rosario Assunto, il cui pensiero è ancora molto attuale, un grande interprete delle vicende legate al paesaggio.

Il pensiero di Rosario Assunto è un invito a non essere sopraffatti dalla ideologia (come avveniva  negli anni ’80 quando si contrapponeva l’ecologia alla visione sistemica e si stigmatizzava chi indugiava sui temi della bellezza e del giardino), ma piuttosto curiosi del pensiero altrui.

L’estetica per Assunto non è pura contemplazione, ma una contemplazione vissuta con responsabilità; un paesaggio si vive e lo si può modificare.
Quello che occorre oggi è una visione sistemica del paesaggio che sappia unire visione estetica, visione agronomica e piacere del giardino.
Il paesaggio, infatti, ci insegna a disprezzare gli specialisti “ignoranti” che non sanno cogliere e godere la complessità.

“Occorre conoscere i sonetti di Shakespeare e le leggi della termodinamica”. Quindi unire una visione umanistica a quella scientifica.

Il paesaggio è la totalità dei caratteri del territorio ma anche la percezione di chi lo guarda.

L’attualità del pensiero di Rosario Assunto è dovuta anche alla sua capacità di porsi i problemi dei paesaggi futuri quando affermava che l’uomo è portato a progettare spazi e non paesaggi. E oggi è proprio quello di cui abbiamo bisogno, cioè progettare paesaggi, non semplicemente spazi.

In conclusione l’appello è quello di coniugare una visione estetica ed etica del paesaggio.

 

Relazione di Nicoletta Ferrucci – Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI), Accademia dei Georgofili

La relatrice ha illustrato in maniera approfondita l’evoluzione della visione giuridica del paesaggio.

Da una visione estetico-culturale “Il bel paesaggio”, Legge 1487/1939 ad una concezione morfologico-ambientale con la legge Galasso 431/1985, al ritorno ad una visione estetica ma mediata dalla percezione e dalla partecipazione con la Convenzione europea del paesaggio del 2000 e con il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004.
Partecipazione nel rapporto tra diritto e paesaggio: diritto delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità e di svolgere un ruolo attivo nell’identificazione degli elementi identitari del paesaggio.

Nell’attuale accezione giuridica la nozione del paesaggio deve essere distinta da quella di ambiente. L’Unione europea si occupa molto di ambiente (un intero capitolo del Trattato) e non del paesaggio.

Nella modifica dell’art. 9 della Costituzione si è aggiunta la tutela dell’ambiente e della biodiversità anche per le future generazioni ma non si parla di tutelare il paesaggio in un’ottica di sostenibilità!

C’è un oggettivo squilibrio nel bilanciamento dei due valori.

Nell’art. 41 della Costituzione l’attività imprenditoriale non può contrastare la tutela dell’ambiente, ma non si fa alcun riferimento al paesaggio.

Alla sostenibilità paesaggistica si fa riferimento nella Convenzione europea all’art.5 e nel Codice dei beni culturali art. 143 e 145 e nel Decreto leg. 3 aprile 2018 n. 34, dove vengono valorizzate le molteplici funzioni del bosco che è un bene paesaggistico.

Per quanto riguarda i giardini storici si sottolinea l’evoluzione nella normativa regionale in materia di turismo dove il giardino storico è visto anche come motore di sviluppo economico del territorio e non solo come bene da conservare e proteggere.

Nella normativa del verde urbano il giardino storico acquista anche una valenza ambientale.

Nel PNRR vengono accolte tutte le differenti valenze del giardino storico, come motore di sviluppo del territorio in tutte le sue funzioni anche per la tutela dell’ambiente e le funzioni paesaggistiche.


In questo è fondamentale il ruolo dei proprietari: vedi esempio di Blenheim (utilizzo di veicoli elettrici, riutilizzo dei contenitori delle bibite…).

 

 

 

Letto per voi. Un bellissimo libro illustrato dedicato alle Piante.

Piante, testi di Riz Reyes e illustrazioni di Sara Boccaccini Meadows, Fabbri Editori, 2024, 61 pp, 22,90 euro

In questo libro spledidamente illustrato gli eroi sono le piante che ogni giorno affrontano le sfide della vita con la loro intelligente adattabilità: un insegnamento prezioso che si ripropone stagione dopo stagione. Ci forniscono cibo, riparo e anche medicamenti.

Ogni capitolo è dedicato ad un “eroe vegetale”, sia delle specie selvatiche che delle varietà addomesticate e ci racconta e mostra i suoi fiori, frutti, e ci fa capire il ruolo vitale che ciascuno svolge. Di ogni pianta vengono mostrate le varie parti, ne viene raccontata la storia, gli utilizzi anche curativi, si allarga il campo ad altri esponenti della stessa famiglia, e si insegna in modo semplice come coltivarla.

La menta, la più popolare aromatica del mondo, con l’olio essenziale che ne deriva serve per attenuare i dolori muscolari; la lattuga e le suediverse varietà; i funghi e la loro capacità di formare comunità; i narcisi che ci segnalano l’arrivo della primavera e che secondo le ultime ricerche potrebbe rappresentare una cura di diversi tipi di cancro. E ancora l’ananas e gli altri esponenti delle bromeliacee, i pomodori e il processo dell’impollinazione, le mele che per alcune culture è un frutto mistico o proibito, le tante vitamine che ci offre il cavolo, le proprietà benefiche della carota, il potere lenitivo dell’aloe vera, la pianta del tè (Camellia sinensis), gli aceri con i semi “elicottero”, il bambù e le sue tante applicazioni utili, la zucca, sinonimo di coltura associata per il suo modo di crescere accanto ad altri vegetali e infine l’orchidea e la sua straordinaria capacità di ingannare gli impollinatori.

Letto per voi. Verde come l’Italia

Gianumberto Accinelli, Verde come l’Italia. Cento anni di storia del nostra paese attraverso i cambiamenti della natura, Il Battello a vapore, 2023, 120 pp, 16 euro

L’autore, entomologo, scrittore e ottimo divulgatore, ci offre 14 racconti attraversando un secolo di storia italiana, per spiegarci “l’importanza delle buone abitudini e il potere dei sogni”. E, soprattutto, di come il destino si possa cambiare e che natura e uomo possano convivere.

Si parla di animali, come il leone Reno che fa ricrescere gli alberi oppure i gabbiani obesi di Roma la cui invasione fu salvata dalla spazzatura differenziata, oppure dei lupi e del loro incontro con le nutrie, di insetti, come quelli alieni provenienti dall’America o delle termiti fameliche in Romagna.

Molto interessante la storia dei fichi che riuscirono a fruttificare in California grazie ad un illustre entomologo, il Prof. Guidi, che scoprì l’unico impollinatore, una piccola vespa (Blastophaga psenes) e anche il racconto del fiume ai piedi del Vesuvio che divenne una cloaca rossa a causa degli spaghetti al pomodoro: le fabbriche di pelati furono poi costrette a scaricare le “pellecchie” in una apposita discarica in modo che potessero essere utilizzate come concime organico per l’agricoltura.

La sorprendente onda anomala che si verificò ad Alghero nel novembre 2013 ci ricorda la doppia faccia dell’anidride carbonica: benefica a basse concentrazioni, dannosa se il suo livello nell’atmosfera cresce; ma molti giovani, oltre a protestare nell’ambito di Fridays for future, hanno iniziato buone pratiche abbandonando motorini e macchine e tirato fuori le bicilette.

Consapevolezza delle tante minacce che incombono sul nostro pianeta ma anche una buona dose di ottimismo, che forse non guasta in questo periodo di sfide complesse.

 

 

 

 

Oltre il giardino. Corso executive per professionisti e operatori del settore

È on line il bando pubblico “Oltre il Giardino. Maturare competenze”, il corso executive rivolto a professionisti, esperti e operatori del settore per la cura e la gestione di parchi e giardini storici.

Il corso si inquadra nell’ambito del programma gratuito di formazione continua e aggiornamento professionale “Oltre il Giardino”,  iniziativa del Ministero della Cultura promossa dal Servizio VIII del Segretariato Generale in collaborazione con il Servizio I della Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali, curata e realizzata dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali con il supporto di APGI Associazione Parchi e Giardini d’Italia, e finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, Misura M1C3 Investimento 2.3 “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”.

“Oltre il giardino” propone due azioni di formazione continua e aggiornamento professionale:

La prima, “Oltre il giardino. Maturare competenze”, è il corso executive rivolto a professionisti, esperti e operatori che già intervengono, con diversi ruoli e livelli di responsabilità, nei processi di cura e gestione di parchi e giardini storici del settore pubblico o privato, profit e non profit. Tra aprile e giugno, il corso prevede lezioni online e incontri in presenza in alcuni tra i più importanti parchi e giardini storici in Italia, partner del progetto: Reggia di Caserta, Reggia di Venaria (TO), Museo Nazionale di Villa Pisani (VE), Villa Durazzo (GE), Giardino della Villa Medicea di Castello (FI), Villa Buonaccorsi (MC).

La selezione dei partecipanti avverrà tramite bando pubblico, aperto fino al prossimo 29 febbraio.

La seconda, “Oltre il giardino. Seminare conoscenze”, è il corso base aperto a un’ampia e differenziata platea di destinatari, ideato per avvicinare e sensibilizzare ai temi del giardino storico, diffondere conoscenze teoriche di base e introdurre ai contenuti e agli strumenti di valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale.

La fruizione, totalmente online, sarà libera e disponibile a partire da aprile e fino ad ottobre 2024.

La partecipazione ai corsi è gratuita e le competenze acquisite saranno certificate tramite Open Badge, lo standard di certificazione utilizzato a livello europeo e spendibile in tutte le sedi europee e nazionali più qualificate.

Per maggiori informazioni: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/offerta-formativa/oltre-il-giardino/

oltre il giardino comunicato stampa

Museo e giardini Albert Kahn

La facciata interna del museo Albert Kahn progettata da Kengo Kuma: grandi vetrate rivestite da lamelle di alluminio e di legno che lasciano intravvedere gli interni.

Da tanto tempo desideravo visitare il museo e i giardini Albert Kahn ma negli ultimi anni sono stati chiusi per un grande intervento di ristrutturazione sia dell’architettura a cura dell’architetto giapponese Kengo Kuma (in onore della passione per la cultura giapponese di Albert Kahn) che delle parti espositive che delle zone del giardino.
Un luogo non molto conosciuto ma assolutamente interessante; si trova a Boulogne-Billancourt ed è facilmente raggiungibile con il metro (Boulogne Pont de Saint Cloud).

Il fondatore del museo e del giardino, il mecenate banchiere Albert Kahn, è stato un personaggio fuori del comune, un umanista visionario con interessi che spaziavano dall’etnografia, alla geografia, alla botanica e alla fotografia. Aveva avviato nei primi decenni del 1900 un progetto ciclopico “Gli archivi del pianeta”, una sorta di inventario visivo di oltre 50 paesi del mondo che comprende circa 72.000 immagini. Lo scopo che si era prefissato era quello di “fissare gli aspetti, i modi di comportamento e le attività umane” con l’impiego dell’autochrome, tecnica fotografica inventata dai Fratelli Lumière nel 1903. Gli interni sono pensati come un percorso espositivo permanente alla scoperta dei materiali – foto e video, che si sviluppa su una superficie di circa mille metri quadrati fra vari edifici – il principale e quelli disseminati nel giardino.

Il giardino – di circa 4 ettari, è stato progettato dallo stesso Albert Kahn, grande appassionato di botanica, dal suo giardiniere Louis Picart e da svariati altri paesaggisti . Un luogo molto affascinante anche nel periodo invernale, suddiviso in alcuni ambienti, dal villaggio nipponico, al giardino giapponese, a quello inglese, francese fino alle stupende foreste, quella dei cedri,  quella dorata con la prateria e quella dei Vosgi.

Ecco alcune immagini del museo e del giardino

La facciata esterna del museo Kahn

Una rievocazione del giardino secco giapponese

L’interno del museo Kahn

Il percorso espositivo

L’affaccio sul giardino

Planimetria

A simulare un corso d’acqua un gioco di pietre

Il giardino e il villaggio giapponese

Piccole case del tè sparse nel giardino

 

Sullo sfondo la foresta dei cedri

Il giardino francese

La foresta dei cedri dell’Atlante

La bellissima foresta dei Vosgi con un letto di edere e pietre

 

Cartoline da parigi

Jardins d’Erevan, creato nel 2009 per commemorare i mori del genocidio armeno, lungo la riva destra della senna tra i ponti des Invalides e d’Alma

Ecco alcune immagini

Una bella composizione con griselina littoralis, un arbusto sempreverde dallle belle foglie verde brillante

Ecoute scultura di henri de Miller a Les halles

Saint eustache

Lo storico cinema Rex

La Bourse

Palais de Tokyo

Sempre molto belle le vetrine dei fioristi

Alla Fondation Vuitton grande mostra dedicata a Rothko

MOSTRA VUITTON ROTHKO

Una mostra che presenta l’intero percorso evolutivo di Mark Rothko dai primi quadri ancora figurativi nei quali progressivamente le figure umane sembrano scomparire quasi assimilate dalle architetture, alla fase surrealista, alle prime astrazioni “Multiforms” della fine degli anni ’40, agli anni ’50 quando la sua pittura si fa più identificabile con 2/3 forme rettangolari colorate che si sovrappongono, ai “Seagram Murales”, alle “Blackforms” degli anni ’60 al limite della monocromia e ai “Black and gray” che vengono giustamente accostati ad alcune sculture di Giacometti.

MOSTRA VUITTON ROTHKO: la prima fase figurativa

MOSTRA VUITTON ROTHKO INIZIO ASTRAZIONE FINE ANNI 40

MOSTRA VUITTON ROTHKO ANNI 50

MOSTRA VUITTON ROTHKO ANNI 60

MOSTRA VUITTON ROTHKO ANNI 60

MOSTRA VUITTON ROTHKO BLACK FORMS

MOSTRA VUITTON ROTHKO ROOM PHYLLIPS COLLECTION

MOSTRA VUITTON ROTHKO SEAGRAM MURALS

MOSTRA VUITTON ROTHKO BLACK AND GRAY GIACOMETTI

Le souffle de l’architecture: una mostra alla Fondation Cartier di Parigi

Bijoy Jain, Fondation Cartier

Alla Fondation Cartier di Parigi una esposizione molto suggestiva e poetica che già nel titolo ‘Le souffle de l’architecture’ evoca atmosfere di armonia e delicatezza: autore l’architetto indiano Bijoy Jain dello Studio Mumbai.

Si viene trasportati in una dimensione di sogno e di contemplazione osservando le delicate strutture architettoniche realizzate in bambù, le piccole sculture in pietra, le facciate di abitazioni vernacolari indiane: il tutto riflette una profonda armonia tra uomo e ambiente in una sorta di esperienza immersiva e sensoriale.

Molto bella la relazione tra le opere e il giardino della Fondazione in queste giornate di gennaio immerso nella neve.

La mostra è aperta fino al prossimo 21 aprile. Per info https://www.fondationcartier.com/en/exhibitions/bijoy-jain-le-souffle-de-larchitecte

Ecco alcune immagini

Un angolo del giardino sotto la neve. Foto Donatella Lupo

Fondation Cartier: Ian Hamilton Finlay, 1925

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

Bellissime le sedute in corda e bambù

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

FONDATION CARTIER MOSTRA BIJOY JAIN

 

Soundscapes: il tema dell’edizione 2024 delle Giornate di studio della Fondazione Benetton

Soundscapes. L’esperienza del silenzio e del suono nel paesaggio. Giornate internazionali di studio sul paesaggio

2024, ventesima edizione

La XX edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, l’evento che costituisce il principale momento di riflessione e confronto pubblico sulle linee di ricerca della Fondazione, si svolgerà a Treviso nei giorni 22 e 23 febbraio 2024.
Il programma di questa edizione propone una riflessione sulla dimensione sonora dei paesaggi, in tutte le sue declinazioni – suono, rumore, musica, voci, silenzi – e a partire dalle diverse prospettive culturali – ecologia, paesaggio, arte dei giardini, architettura, filosofia, pedagogia, letteratura, cinema – attorno alle quali a partire dalla fine degli anni ’60 hanno preso forma i soundscape studies.
Di fronte all’emergenza ambientale che stiamo vivendo e alla sempre crescente pressione del mondo umano su quello non umano, i dispositivi di composizione e di ascolto diventano modi di prestare attenzione agli esseri viventi e offrono strumenti efficaci per riconoscere e misurare gli effetti della crisi climatica sulla biodiversità. D’altro canto, sul versante dell’intervento sui luoghi, teorie e pratiche dimostrano che l’esplorazione dell’ambiente sonoro attraverso installazioni, performance e progetti acustici permette di sviluppare un approccio sensibile che può contribuire in modo significativo a orientare le trasformazioni e la cura del paesaggio e del giardino, oltre che dell’ambito urbano.
Parallelamente, anche la consapevolezza del ruolo del silenzio nell’evoluzione, nel comportamento animale e nell’ecologia, la conservazione di specifici soundascapes, la difesa degli ecosistemi dall’inquinamento acustico e l’incremento della presenza di luoghi di tranquillità nelle zone urbanizzate, sono tutti concetti che, in una prospettiva di futuro sostenibile, non possono più essere ignorati.
Il programma, curato da Luigi Latini (direttore della Fondazione Benetton e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Iuav di Venezia) e Simonetta Zanon (responsabile ricerche e progetti paesaggio della Fondazione Benetton), sarà preceduto venerdì 16 febbraio dalla conferenza online di anteprima Suoni fragili e selvaggi. Ascoltare oltre la superficie con David George Haskell.

 

Giardini in viaggio Laura Pirovano