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Trasformare un parcheggio in un parco pubblico, restituendo spazio alla natura e alle persone: è questa la sfida vinta dallo Zuidpark di Anversa, in Belgio, premiato con l’European Prize for Urban Public Space 2026. Il progetto, firmato da Tractebel, atelier adr e Georges Descombes, è stato proclamato vincitore lo scorso 15 ottobre al CCCB, il Centro di cultura contemporanea di Barcellona, conquistando la giuria presieduta dall’architetta Eva Prats.
Il riconoscimento, istituito nel 2000, celebra gli interventi capaci di ripensare gli spazi collettivi e migliorare la qualità della vita urbana. L’edizione 2026 ha registrato un record di partecipazione, con 381 candidature, confermando quanto il tema della rigenerazione urbana sia centrale per il futuro delle città europee.
Da Catania verso il sud ho visitato le piccole cittadine dominate dal tardo barocco, da Noto a Modica e Scicli, queste due ultime molto più autentiche della bellissima ma troppo turistica Noto.
Negli altri post vi mostrerò immagini dall’Etna, dalla Valle dei templi e Kolymbethra e infine da una riserva naturalistica dedicata agli uccelli migratori.
Ecco alcune immagini dalle cittadine barocche e altro ancora
particolari delle architetture di Modica
Cascate di capperi dai muri
Ringhiere molto belle dei lunghissimi balconi, Modica
Lo splendido Duomo di San Giorgio a Modica
Una stupenda bouganvillea bianco-rosata vicino al duomo di Modica
Gli afreschi della chiesa rupestre di san Niccolò inferiore, a Modica
La torre dell’orologio a Modica
Noto filari di ficus
Noto, piccoli dettagli
Un piccolo giardino pubblico a Noto
Sempre a Noto
Una strada a Noto con una bella prospettiva sullo sfondo
Un particolare di un balcone di Palazzo Nicolaci di Villadorata, con 90 stanze, visitabile!
Pachino piazza con un bel disegno di piantagione di Ficus
PALAZZO SPADARO SCICLI
Cascate di gelsomino a Scicli
Solandra maxima che si arrampica ‘ostinata’ su una casa a Scicli
Un contrasto incredibile che la dice lunga sui disastri della speculazione edilizia e sullo scempio del paesaggio
Sono tornata dopo veramente moltissimi anni alla Valle dei templi di Agrigento; rispetto agli anni settanta ho trovato tutto il percorso di visita dei templi e il parco assai migliorati e assai ben curati. Quello che sconcerta oggi, come allora, è il contrasto tra le due scene: i magnifici resti della antica Ἀκράγας e la città moderna.
L’idea era poi quella di visitare il mitico giardino di Kolymbethra con la guida del suo gentile direttore, Giuseppe Lo Pilato. Purtroppo il giorno prima della visita c’era stata una bomba d’acqua che si è protratta per alcune ore danneggiando molte parti dei sentieri. Quindi siamo riusciti a vedere solo alcune parti, le più suggestive e ad ascoltare il racconto della storia di questo luogo magico.
Due piccole note storiche: il suo nome deriva dal greco kolymbethra, che significa “piscina” o “vasca”. “Intorno al 480 a.C., il tiranno di Akragas, Terone, affidò all’architetto Feace la realizzazione di un imponente sistema idraulico per approvvigionare la città. Il sistema degli ipogei: L’acqua veniva raccolta dalle alture circostanti attraverso una rete di gallerie scavate nel sottosuolo (gli ipogei o acquedotti feaci), di cui ne sono state ritrovate tredici su un totale di diciotto descritte dallo storico Diodoro Siculo. La piscina e il vivaio: La valle fu trasformata in un grande bacino di raccolta (piscina) che fungeva anche da vivaio di pesci e punto di sosta per uccelli e cigni”.
Il giardino, bene FAI, ha una estensione di circa 5 ettari, ed è curato da 2 giardinieri. Vi si coltivano 16 antiche varietà di agrumi, di cui 11 di arancio e la collezione costituisce un preziosissimo patrimonio genetico (di ogni varietà un esemplare è custodito nell’Orto botanico di Palermo). Oltre all’agrumeto Kolymbethra raccoglie differenti ambienti naturali e zone, una parte più umida con salici, tamerici e pioppi, pareti aride con macchia mediterranea, una agricola con carrubi, pistacchi e fichi d’India, orti.
Recentemente In uno spazio del giardino storicamente dedicato ai seminativi è stata avviata la coltivazione dell’antica varietà di grano detta “Chiattulidda”, che rappresenta un arricchimento della biodiversità del Bene FAI e serve a tutelare la tradizione e la memoria storica delle campagne siciliane. La piccola superficie, dominata da un maestoso ulivo saraceno, è un prezioso frammento di “seminativo arborato”, ovvero della coltivazione promiscua tra coltura arborea e colture erbacee,come le fave, un modo geniale per ottenere due produzioni dalla stessa superficie!
Ecco alcune immagini
Una delle viste più suggestive del giardino della Kolymbethra
Un bellissimo ulivo secolare
L’agrumeto
Un albero di pistacchio (Pistacia vera)
Tempio della concordia, Valle dei Templi Agrigento
Tempio di Giunone, valle dei Templi di Agrigento
VALLE DEI TEMPLI Icaro caduto di Mitoraj 2011
Necropoli paleocristina, Parco della Valle dei Templi
Quasi una piccola scultura la ferula con i suoi portsemi bruniti
Sono tornata in un’altra stagione a fare una piccola passeggiata sull’Etna sui monti che prendono il nome da Wolfgang Sartorius, barone von Waltershausen, straordinario geologo, topografo e astronomo, che aveva dedicato la parte migliore della propria vita allo studio ed alla riproduzione cartografica dell’Etna. E’ stato naturale quindi intitolargli i crateri del 1865 che si erano formati a quota 1700 sul versante Nord-Est del Vulcano, un complesso di tre coni piroclastici di dimensione maggiore ed altri minori; dalle loro basi si sversò un vigoroso flusso lavico che giunse fino a quota 850, coprendo un’ampia area boschiva e brani di superfici laviche più antiche. L’eruzione ebbe termine nel giugno dello stesso anno senza avere, fortunatamente, distrutto alcun centro abitato.
A differenza di aprile ora le magnifiche betulle etnee sono ancora coperte di foglie, i ciuffi di astragalo sono verdi e non ancora colore della paglia come in autunno: uno scenario diverso non so dire se più bello, senza dubio un poco meno drammatico.
Nel comune etneo di Sant’Alfio si trova l’albero forse più antico d’Europa, il castagno dei 100 cavalli, un esemplare monumentale che ha un’etù stimata tra i 2000 e i 4000 anni. La leggenda ci narra che sotto le sue gigantesche chiome trovarono riparo durante un temporale la regina Giovanna I di Angiò (1341-1382) e i suoi 100 cavalieri. Oggi ha il tronco spaccato in tre parti ed è ancora carico di castagne.
Ci sono luoghi che in questo mondo così crudele e violento danno speranza e ci fanno pensare che si può agire per il bene della collettività e della conservazione della natura. Uno di questi è una riserva naturalistica vocata alla protezione dell’avifauna lungo la rotta migratoria; artefice del progetto è una fondazione tedesca per la biodiversità
(https://www.stiftung-pro-artenvielfalt.org/). I luoghi della riserva sono tre aree umide: i pantani Cuba, Longarini e Bruno, che si estendono lungo la costa della Sicilia sud-orientale, da Pachino a Pozzallo.
(https://www.stiftung-pro-artenvielfalt.ch/it/content/projekte/projekt-landkaeufe-zugvogelschutzgebiet-pantani-cuba-und-longarini.php)
In due parole: il progetto avviato da alcuni anni e ancora in corso di ampliamento ha realizzato la liberazione di una grande area malfamata che era diventata una discarica e un luogo dove venivano organizzate gare clandestine, la sua rinaturalizzazione con piantumazioni di alberi e arbusti della macchia mediterranea, la costruzione di hotel per insetti e nidi per uccelli. Vengono organizzate, su prenotazioni, interessanti visite guidate che consentono di avvistare molte specie, tra cui il falco pescatore, l’anatra marmorizzata, fenicotteri, garzette,… Nell’insieme sono state avvistate 250 specie di uccelli (su un totale di 500in Italia)
Ecco alcune immagini
Tante piante di finocchio selvatico
Macchie di Enula marina e limonium dal fiore violetto
Gli asini ragusani
ENULA MARINA LIMBARDA CRITHMOIDES PALUDE CUBA. Fiorisce in autunno in terreno salmastro e molto utile per gli insetti
LIMONIUM SELVATICO PALUDE CUBA, che cresce in terreni salmastri
Bellissima la scenografia cromatica di Erbario della Gorra. Nella foto Aster tataricus, anemoni e Cimicifuga
Tra tutte le fiere di piante Masino per me è il top e soprattutto la versione autunnale. Il luogo è bellissimo soprattutto con le atmosfere della fine dell’estate e la gente è più autenticamente appassionata rispetto a quella che si incontra mediamente a Orticola. Una bella atmosfera insomma.
Come ormai da qualche anno ero nella giuria per premiare il vivaio con una presentazione più didattica assieme a Nadia Nicoletti, Margherita Lombardi e Samantha Gaiara. Senza esitazione abbiamo premiato il vivaio I fiori della Barisella che oltre ad avere una bellissima collezione di dalie ne presenta una descrizione molto approfondita.
Dahlia ‘Octopus Spark’
DAHLIA HONKA BLACK
Tra le piante più particolari segnalo sicuramente Rifnik Garden & plants che tra le altre ha presentato una erbacea da ombra davvero notevole: Hemiboea subacaulis var jangxiensis, che fiorisce con fiori rosa imbutiformi a fine estate, ha grandi foglie, ama essere divisa in autunno per crescere meglio.
Sempre da Rifnik un piccolo anemone giapponese: ANEMONE PHANTASY POCHOHONTAS
Nello stand del Peccato vegetale ho visto un anemone dall’aspetto quasi arbustivo molto bello
ASTER LATERIFOLIUS LADY IN BLACK
Sempre il Peccato vegetale ha presentato diverse dafne molto interessanti
DAPHNE CALCICULA SICHUAN GOLD
L’Istituto tecnico agrario di Biella ha presentato un originale assortimento di meli dalle foglie particolari
MALUS ERNEST dalle foglie porpora
A proposito di meli ornamentali il vivaio Miretti, che ha allestito uno stand con una bellissima scenografia, ne ha presentati di interessanti
MALUS ‘COMPTESSE DE PARIS’
MALUS ‘INDIAN MAGIC’
Nerine bowdenii ‘Pearls Of Cherry’
PERSICARIA AMPLEXICAULIS ‘LISAN’
Molto belle le composizioni con rami e fiori di Profumo di bosco
una gabbia piena di tillanzie
Deliziose le piccole pecore di sasso di Arrosoir et persil
Nidi di rami intrecciati dell’Associazione passi d’asino
Riccardo Rossetti è una firma ormai nota ai lettori di questo blog perchè da tempo vi contribuisce raccontando episodi e luoghi della storia milanese. Lo scorso 4 ottobre a Milano in Piazza Risorgimento – in occasione delle celebrazioni per gli 8 secoli dalla scomparsa di San Francesco – è stato presentato questo prezioso libro sul quartiere della Porta Monforte, progetto reso possibile grazie all’Opera San Francesco a cui se ne può chiedere una copia gratuita.
Tutto comincia dal cinghiale e così apprendiamo che l’animale – per precisione la scrofa semilanuta – è simbolo di Milano perchè i Celti, ufficiali fondatori della città nel 623 a.c., lo avevavo eretto ad animale sacro e simbolo della spiritualità.
La zona del Monforte 4/5000 anni fa fu scelta dalle popolazioni primitive per erigervi le loro capanne grazie alla presenza di foreste, sorgenti d’acqua e molti animali selvatici, tra cui appunto cinghiali e cervi.
Il libro, molto curato anche dal punto di vista grafico, ha un interessante e spesso inedito apparato iconografico che accompagna il racconto che si dipana in 12 capitoli.
Si passa dalla fantomatica pusterla del Monforte, alle vesti rinnovate delle mura spagnole e le nuove passegiate alberate sui bastioni di Porta Venezia, al passato d’acqua del quartiere, alla storia dei frati cappuccini a Milano, alla Porta Monforte con il nuovo quartiere che in pochi anni da campagna periferica divenne zona industriale (Ricordi, Brioschi, Plasmon, Industrie grafiche Bertarelli) e successivamente residenziale. Si parla del monumeto a San Francesco di Piazza Risorgimento, dei tram a Milano, del campo di calcio….
L’ultimo capitolo ci parla rapidamente dell’oggi e del contrasto tra la nuova opulenza del quartiere e la crescita costante dei bisognosi che trovano conforto nei tanti servizi dell’Opera San Francesco.
In un piccolo formato che richiama quello di uno sketchbook, il lettore trova l’ABC dell’ideazione e della realizzazione di spazi verdi pensili.
Prima di tutto, due parole sugli autori di questo manuale di progettazione. Barbara Perini, esperta di comunicazione, è progettista del verde, docente e divulgatrice; Luca Ciliani è architetto paesaggista, con una formazione tra Italia e Spagna, e affianca all’attività professionale quella didattica.
Con un linguaggio chiaro e preciso, il testo accompagna il lettore attraverso tutte le fasi della progettazione di terrazzi, balconi e giardini pensili. Non manca nulla: dalla scelta iniziale del linguaggio e dello stile progettuale alla valutazione del contesto ambientale e strutturale; dall’interpretazione delle esigenze del cliente e dall’individuazione delle funzioni alla scelta della vegetazione, dei contenitori, delle pavimentazioni e degli arredi.
Gli autori affrontano inoltre tutti gli aspetti tecnici, dal drenaggio all’irrigazione, senza trascurare quelli normativi.
L’ultima parte è dedicata espressamente ai neofiti, con l’obiettivo di offrire suggerimenti pratici a chi desidera cimentarsi in prima persona nella realizzazione del proprio spazio verde.
Mancava, nel panorama editoriale italiano, una guida così completa per affrontare con consapevolezza la progettazione e la realizzazione di spazi verdi «sopra la città».
Su Green report, il primo quotidiano online ecologista italiano, punto di riferimento dell’ambientalismo scientifico (Direttore editoriale: Erasmo D’Angelis, Direttore responsabile: Maurizio Izzo), è possibile accedere allo speciale podcast “Città spugna” si ascolta qui https://www.greenreport.it/podcasts/le-citta-spugna, oltre che su tutte le principali piattaforme streaming, a partire da Spotify.
Alluvioni e ondate di calore, le città sono a rischio? Come renderle resilienti al clima che cambia. Questo podcast parla delle città spugna. Dare tempo all’acqua è la risposta, trattenere l’acqua prima che si riversi nei fiumi e nei canali è una delle cose da fare. Cosa hanno fatto Copenaghen e Amsterdam e perché in Italia sembra così difficile?
Fino ad ora sono stati pubblicati podcast su cosa sono le città spugna; Copenaghen e Amsterdam, le città modello; Barcellona, la città spugna mediterranea; Parigi e Londra; Italia viaggio breve.
Il direttore responsabile Maurizio Izzo e Mauro Grassi – economista, ricercatore, già direttore di Italia Sicura e attualmente direttore della Fondazione Earth and Water Agenda (EWA) e collaboratore di greenreport – si interrogano su come si trasforma una città per adattarla al clima che cambia.
La sedicesima edizione di Orticolario, inaugurata ieri giovedì 1° ottobre tra paesaggi reali e immaginari e piante fantastiche, ha conferito il premio “Per un giardinaggio evoluto” 2026 all’artista, architetto e autore del celebre Codex Seraphinianus, Luigi Serafini. Il premio è una scultura mobile dell’architetto e artista giapponese Kimiyasu Kato. “Per la sua genialità, per la sua visione libera e anarchica, per la caparbietà con cui, nel corso della sua straordinaria carriera, ha scelto di non seguire le regole, ma di inventarne di nuove.
Per aver dedicato alla natura uno spazio speciale e profondissimo nella sua ricerca artistica, restituendole forme, creature, linguaggi e possibilità che appartengono tanto al mondo reale quanto a quello dell’immaginazione. Per aver saputo guardarla oltre i confini della conoscenza, trasformandola in un universo fantastico, capace di interrogare il nostro sguardo e di restituirci il senso dello stupore. Questo riconoscimento arriva in un momento particolarmente difficile, Orticolario desidera quindi che questo premio sia anche un gesto di vicinanza e di solidarietà verso chi, attraverso l’arte, continua a immaginare nuovi mondi. A Luigi Serafini, per averci ricordato che anche la natura può essere un atto di immaginazione e che, qualche volta, per tornare a guardare il mondo con occhi nuovi, è necessario avere il coraggio di non comprenderlo, ma sognarlo ad occhi aperti” – ha motivato Moritz Mantero, Presidente di Orticolario durante il conferimento del premio.
Vincitore del Concorso Spazi Creativi è lo Spazio Rosa Velata di Jesus Sanz-Castro e Daniela Giraudo. Il progetto vincitore di questa edizione ha convinto la giuria per la capacità di interpretare il tema non come semplice immagine, ma come esperienza da attraversare. Uno degli aspetti che la giuria ha maggiormente apprezzato è proprio questa dimensione immersiva. Il percorso non è soltanto fisico, ma anche sensoriale e simbolico. La giuria ha riconosciuto anche la forza della struttura compositiva: la vegetazione non viene trattata come semplice ornamento, ma come parte integrante di una partitura fatta di colori, profumi, densità, movimento e luce. È stato inoltre apprezzato il tentativo di rendere il visitatore parte attiva dell’opera.
A testimoniare il crescente riconoscimento del valore artistico della manifestazione, l’edizione 2026 introduce una significativa novità: “La Grande Brera”, un nuovo premio assegnato dalla Pinacoteca.
Premiati anche gli espositori valutati dalla Giuria Tecnica: il premio Collezione a Meriania di Guido Agnelli per la collezione di piante dei generi Acacia e Vachellia, interessanti e diversi per portamento e forma delle foglie, il premio Super Esemplare a Cactusmania by Manera per Cyphostemma laza, il premio Novità a Stranger Plants di Daniele Righetti per Stegolepis hitchcockii, rara pianta originaria dei tepui venezuelani, il premio Preparazione Culturale a Mondocactus di Andrea Cattabriga “per una vita dedicata alle piante succulente, cartellinatura con dati esaustivi comprensivi di tracciabilità vivaistica e fitosanitaria.”
Tra gli spazi creativi a me è piaciuto anche il progetto ‘Frattura fertile’ di Ajadi Bushaj e Pietro Frazzei: una fenditura che attraversa il prato “come il segno di una fora sotterranea, silenziosa e inarrestabile capace di trasformare il terreno i soglia e rivelazione”
Nel padiglione centrale alcune immagini della installazione Hypnos di Mario Mariani e Matteo Boccardo all’insegna di piante fantastiche che come in un sogno sono trasportate in un altro ambiente; ogni isola attraverso un gioco di luci subisce una metamorfosi
Nella mattinata di venerdì 2 ottobre Luigi Serafini ha tenuto una conferenza dal titolo “Sognare l’impossibile. La botanica dell’immaginazione”. Per l’artista le piante sono essere nutrienti e senza di loro non potremmo esistere. Ha proiettato immagini di alcune sue installazioni e tele su olio realizzate nel corso degli anni.
Installazione realizzata nel 2008 in Val Bragaglia: una altalena sul confine tra Italia e Svizzera
Ecco qui una piccola rassegna di piante e oggetti scoperti durante la mia visita
molto delicati questi piccoli decori in filo di ferro di ‘Ruggine in filo’
Peperoni super piccanti!
AJUGA REPTANS ‘BURGUNDY GLOW’
ANEMONE ARIEL
ASTER SNOW FLURRY
EUPHORBIA MINER’S MERLOT
Ipomoea quamoclit
LEUCANTHEMELLA SEROTINA
LIRIOPE SPICATA ‘SILVERY SUNPROOF’ , varietà più piccola e non cespitosa ma rizomatosa
PENNISETUM ALOPECUROIDES RED HEAD
GIBASIS GENICULATA
FICUS TIKOUA , Rampicante sempreverde, Ccon belle foglie verde lucido, robusta e resistente, di crescita veloce.
In Autunno Arte Sella propone una serie di appuntamenti tra arte e design che aprono al dialogo profondo e straordinario tra l’ingegno dell’uomo e il mondo naturale. La fotografia di Francesco Jodice per Elementi si diffonde lungo le rive del fiume Brenta a Borgo Valsugana sabato 17 ottobre.
Per il progetto pluriennale Elementi, mi confronterò con la parola “terra”.” sottolinea Francesco Jodice– “Da sempre la mia ricerca intercetta costantemente i movimenti tellurici legati ai fenomeni geopolitici del nostro tempo. Le opere che saranno esposte a Borgo Valsuagana sono rappresentazioni e restituzioni di luoghi dove il concetto di terra declina facilmente verso quello di territorio e dove questioni naturali e geologiche appaiano spesso pervase e contraffatte da temi culturali economici e politici. La terra come il luogo della proiezione dei desideri dell’umanità: un territorio trasformato, sia nel bene che nel male, da potenti segni di antropizzazione.”
Lo stesso sabato nel primo pomeriggio chi vuole, potrà imparare a piantare un albero nella Malga di Arte Sella insieme a WOWnature. L’appuntamento è sabato 17 ottobre alle 14:30 a Villa Strobele, seguito da una passeggiata guidata verso il punto di impianto (14:35).
Alle 14:50 sarà presentato il progetto, con una breve spiegazione su come si pianta un albero, e dalle 15:00 i partecipanti pianteranno i loro alberi.
Domenica 18 ottobre in partneship con LevicoAcque, l’arboricoltore Lorenzo Adami accompagna il pubblico nella passeggiata The Positive Walk, mentre domenica 24 ottobre, a Malga Costa, torna l’appuntamento con il design e lo studio di Benedetta Tagliabue, per vedere finalmente I profili delle Anguane, come non li abbiamo mai visti. Mentre l’arte di Marzia Migliora con “Lotta per l’Esistenza“, a cura di Lorenzo Fusi, prende vita nella mostra permanente a Malga Costa.
In partnership con LevicoAcque, Arte Sella invita a “The positive walk” un incontro e una passeggiata con l’arboricoltore Lorenzo Adami. Ad Arte Sella, tra faggi e abeti, un Museo a cielo aperto nella natura dà il via alla nuova stagione. Qui, il lavoro antico di chi, come il potatore, si prende cura dei dettagli racconta la cura per ciò che cresce. Lorenzo Adami sa che ogni taglio è una promessa di futuro per una natura da accompagnare e scoprire, lentamente. La visita guidata a Malga Costa sarà condotta dalle guide di Arte Sella.
h 10.30 | Villa Strobele
introduzione di Arte Sella e Levico Acque SB
h 11.00 | Passeggiata lungo il Sentiero ArteNatura
condotta da Lorenzo Adami, naturalista e arboricoltore
h 15.00 | Visita guidata dell’area di Malga Costa