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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

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Libreria della natura: la storia continua...
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Libreria della natura: la storia continua…

La libreria della natura inizia una nuova fase della sua lunga esistenza a partire dalla nuova bellissima sede in centro ...
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Landscape festival a Bergamo: 6-22 settembre
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Landscape festival a Bergamo: 6-22 settembre

Piazza vecchia Quest’anno l’allestimento di Piazza Vecchia a Bergamo, all’interno del Lanscape festival, sarà firmato dalla paesaggista francese Catherine Mosbach, ...
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News in tema di concorsi, fesival, fiere, libri....
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News in tema di concorsi, fesival, fiere, libri….

Concorsi è uscito il bando della decima edizione delle Borse di studio sul paesaggio, istituite annualmente dalla Fondazione Benetton Studi ...
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Dal mio giardino a Laveno
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Dal mio giardino a Laveno

Non è ancora venuta in massa la popillia ma a breve so che mi devasterà, come ogni estate, la mia ...
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Chiamare a raduno..., mostra di Chiara Camoni. Hangar Bicocca Milano
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Chiamare a raduno…, mostra di Chiara Camoni. Hangar Bicocca Milano

Ho trovato molto bella e poetica la grande retrospettiva dedicata a questa artista piacentina che si può vedere a Pirelli ...
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Il nuovo Parco della luce a Milano su progetto di AG&P
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Il nuovo Parco della luce a Milano su progetto di AG&P

Il 16 maggio è stato inaugurato a Milano il Parco della luce all'interno di Monterosa91, il grande progetto di riqualificazione ...
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Approvata dal Consiglio europeo la legge sul Ripristino della natura
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Approvata dal Consiglio europeo la legge sul Ripristino della natura

Lunedì 17 giugno il Consiglio dell’Unione Europea, l’istituzione che riunisce i ministri dei paesi membri in base alla materia di ...
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Orticolario 2024 Anteprima
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Orticolario 2024 Anteprima

Il 18 giugno si è svolta, come di consueto nello spazio Ethimo a Milano, la conferenza stampa di presentazione della ...
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Paesaggi della Namibia
/ Giardini

Paesaggi della Namibia

Sono di ritorno da un viaggio di un paio di settimana in Namibia che ha attraversato la parte centrale e ...
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La flora della Namibia
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La flora della Namibia

Come prima cosa, arrivata a Windhoek, la capitale, sono andata a visitare l'orto botanico, ben tenuto ed etichettato con molte ...
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Fauna della Namibia
/ Giardini

Fauna della Namibia

La Namibia ha molti parchi protetti, il più grande Etosha national park, dove è possibile avvistare tanti animali in safari ...
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Horti aperti. festival del verde in città tornerà a Pavia il 21-22 settembre
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Horti aperti. festival del verde in città tornerà a Pavia il 21-22 settembre

ANNUNCIATA LA TERZA EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE: DUE GIORNI DI CONFERENZE, WORKSHOP E MOSTRE MERCATO SU VIVAISMO E SOSTENIBILITÀ. APPUNTAMENTO IL ...
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Libreria della natura: la storia continua…

Uno degli interni della nuova sede della Libreria della natura

La libreria della natura inizia una nuova fase della sua lunga esistenza a partire dalla nuova bellissima sede in centro a Milano, in corso di Porta Romana al civico 23.

Entrando nelle belle salette della libreria si ha subito una sensazione di piacevole accoglienza, un pò come se ci si trovasse ad osservare gli scaffali di una casa amica; tutto è curato alla perfezione, con uno stile funzionale, elegante ma sobrio, con una bella luce naturale e con un affaccio laterale sul vecchio cortile che come spesso accade a Milano è un luogo segreto e di fascino.

Sono andata a fare due chiacchiere con Valentina Romano, che da anni si occupa con energia, creatività e grande competenza, della libreria e più di recente delle edizioni LDN. La libreria è entrata a far parte della famiglia Brioschi editore ma questo non significa un cambiamento di rotta, bensì un potenziamento.

“Quello a cui penso è una sorta di ‘Gabinetto botanico’, un luogo di divulgazione culturale e scientifica dove accogliere e far dialogare tutte le differenti figure che si occupano di paesaggi, giardini, piante e in generale di natura, dal giardiniere, al paesaggista, al botanico, all’agronomo, al naturalista, al vivaista…” così racconta Valentina. “Una serie di incontri che possono scaturire da un libro, da una stagione, da un tema cruciale, o anche da un nuovo progetto…”.

Per gli incontri la libreria dispone, cosa non comune, di una bella saletta perfettamente attrezzata al piano inferiore, spazio che sarà a disposizione su prenotazione anche di committenti privati, associazioni, istituzioni e singoli che hanno bisogno di un luogo accogliente e funzionale per organizzare i propri eventi.

Grande spazio avrà la letteratura per l’infanzia che è uno dei fiori all’occhiello di Brioschi con Valentina edizioni. L’idea è quella di sviluppare una serie di attività innovative rivolte ai bambini e ai ragazzi. “Non penso soltanto ai classici laboratori ma, piuttosto a incontri nei quali possano confrontarsi come relatori un bambino e un esperto, ad esempio del museo di storia naturale, e dove il dibattito si può allargare ai compagni di classe”.

La saletta con le edizioni dedicate all’infanzia, accuratamente suddivise per fasce di età

Ho chiesto infine a Valentina quali sono i prossimi progetti editoriali di LDN.

I primi titoli che usciranno a settembre saranno Sicilia. Alberi e paesaggi, di Giuseppe Barbera, che raccoglie i testi e le fotografie di Margherita Bianca che l’autore scrisse per la rivista Gattopardo diretta da Laura Anello; una nuova edizione aggiornata con molti nuovi giardini di Giardini in viaggio, di Laura Pirovano, che raccoglierà più di cento giardini e, infine, un testo dedicato al Radice pura Garden festival con un focus botanico di Antonio Perazzi e una panoramica dei progetti di paesaggio in concorso.

Complimenti a auguri alla Libreria della natura che farà una inaugurazione ufficiale il prossimo 24 settembre.

 

Landscape festival a Bergamo: 6-22 settembre

Rendering della piazza vecchia nel progetto 2024 di Catherine Mosbach. Crediti Arketipos

Piazza vecchia

Quest’anno l’allestimento di Piazza Vecchia a Bergamo, all’interno del Lanscape festival, sarà firmato dalla paesaggista francese Catherine Mosbach, fondatrice dello studio parigino Mosbach paysagistes, oltre che della rivista Pages Paysages.
Della paesaggista ricordiamo tra gli altri progetti quello dell’Orto botanico di Bordeaux (https://jardin-botanique-bordeaux.fr/decouvrir-jardin/histoire-jardin/jardin-public) e Louvre Lens Museum park a Pas de Calais  (https://www.louvrelens.fr/en/architecture-et-parc/).
“La green square immaginata dalla progettista francese invita i visitatori a esplorare uno spazio dove la materia minerale inerte si mescola con quella vegetale, e dove luce e suono si intrecciano in un’esperienza sensoriale unica, stimolando una riflessione profonda sulla relazione tra il corpo umano e gli elementi naturali. Catherine Mosbach ha paragonato la geometria a losanghe di piazza vecchia al terreno arso dalla siccità che si riempie di fenditure per rilanciare un messaggio ottimistico. Un pavimento minerale, materico, apparentemente sterile, inanimato e sottomesso alla desertificazione degli eventi catastrofici o bellici, caratterizzato tuttavia da preziose fenditure nelle quali riescono a ripararsi i semi di una nuova vita, così da far ripartire la vegetazione pioniera. Si esprime in questo modo il messaggio di superamento della crisi globale da parte della Landscape Designer francese, che posa agli incroci delle fenditure un centinaio di gruppi di piante erbacee e perenni. A completare l’istallazione, circa 60 piante d’alto fusto inserite in mastelli di colore bianco, la stessa cromia scelta anche per i contenitori delle piante di piccole dimensioni e per gli arredi e le sedute della piazza, per rafforzare ulteriormente la dimensione concettuale ed evocativa di questa installazione. Un progetto, dunque, in grado di ingenerare nelle persone la possibilità di considerare le città come terreni fertili, pronti ad accogliere nuovi giardini, nuova vitalità, nuova socialità e un nuovo orizzonte di benessere collettivo.”
(Fonte Comunicato stampa)

Per approfondire

www.mosbach.fr

mosbach paysagistes

Educational

XIV edizione di Landscape Festival, il festival internazionale dedicato alla promozione della cultura e della progettazione del Paesaggio, promosso dall’associazione Arketipos e dal Comune di Bergamo.
Tra i momenti topici e immancabili, il tradizionale International Meeting of Landscape and Garden, che si terrà il 20 e 21 settembre. Il tema centrale dell’edizione 2024 del Landscape festival è “Facing the crisis”. Tra i relatori di quest’anno, Andrew Laidlaw (Australia), Andrew Grant (UK), Catherine Mosbach (Francia), Arit Anderson (UK), Arthur Adeya (Kenya), Yoonjin Park (Corea del Sud), Margherita Brianza (Italia), Garden Masterclass, un workshop pratico, ormai appuntamento fisso del Landscape festival, che accompagnerà i partecipanti attraverso una visione concettuale della progettazione del paesaggio. Guidati dal metodo FLOW e dall’esperienza di Nigel Dunnet, Professore di Planting Design & Urban Horticulture presso l’Università di Sheffield, i corsisti lavoreranno come dei veri artisti per creare progetti che sono radicati nella scienza dell’ecologia. L’incontro si terrà il 18 settembre presso il Monastero di Astino.

Il 19 settembre avrà invece luogo l’International Seminar, con Cristobal Elgueta, Ton Muller, Jason Siebenmorgen. Modera Giacomo Guzzon. L’incontro, che si terrà presso la Sala Alfredo Piatti, si propone di esplorare le dinamiche e le sfide che i grandi centri dovranno gestire e affrontare nel prossimo futuro, soprattutto per ciò che concerne la relazione tra ambiente urbano, aree verdi e società. Nel corso del seminario verrà esaminato il lavoro dei tre professionisti provenienti da Sud America, Europa e Stati Uniti e si analizzeranno i modelli di successo e gli insuccessi che hanno contribuito a plasmare i loro approcci.
Landscape Talk, seminari di approfondimento gratuiti dedicati alla cultura e al progetto del paesaggio e indirizzati a un pubblico di professionisti, studenti e cultori della materia. Per maggiori informazioni e per iscriversi agli incontri: www.landscapefestival.it/educational

 

News in tema di concorsi, fesival, fiere, libri….

NARI WARD GROUND BREAK HANGAR

Concorsi

  • è uscito il bando della decima edizione delle Borse di studio sul paesaggio, istituite annualmente dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche per sostenere giovani laureati desiderosi di intraprendere un percorso di ricerca nel campo della cultura del paesaggio e del giardino, e della cura dei luoghi. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito fbsr.it
    La domanda dovrà essere inviata all’indirizzo paesaggio@fbsr.it entro venerdì 30 agosto 2024, alle ore 12.

Corsi e convegni

Festival

Fiere e vivai

Giardini e parchi

  • Apprendo dal Parco Segantini che nel corso del 2024 e 2025 il Comune procederà al completamento del progetto del parco.
    L’intervento inizia in questi giorni con la realizzazione dell’area fitness (adulti, ragazzi e disabili) e l’area giochi per i bambini più grandi nella zona compresa tra il canneto e la cascina Argelati, dove sono previsti anche nuovi gruppi di alberi e i nuovi percorsi in calcestre attrezzati con illuminazione pubblica, panchine e bidoni della spazzatura. I lavori dovrebbero essere completati entro fine anno.
    Secondo i programmi annunciati, nel corso del 2025 l’impresa procederà alla sistemazione della parte sud del Parco e in particolare dell’area prossima a piazza Belfanti, area ancora priva di alberi e di attrezzature.
    Per info http://www.parcosegantini.it/
  • High line di New York compie 15 anni.
    Un interessante articolo apparso sul new York Times racconta la gestione e manutenzione del parco
    https://www.nytimes.com/2024/06/26/realestate/high-line-nyc.html?unlocked_article_code=1.3k0.VBiz.rZa94cIWmV5j&smid=nytcore-ios-share&referringSource=articleShare

  • Il 15 giugno è stato inaugurato il parco pubblico San Marco di Osio Sotto (BG):
    un progetto di rigenerazione urbana e di comunitàfirmato dallo Studio di paesaggio GPT di Bergamo, una visione innovativa e totalmente diversa del parco pubblico.
    Comunicato stampa00. nota Osio Sotto_Inaugurazione parco San Marco_18 06 2024

Libri

 

Dal mio giardino a Laveno

Con Yoko davanti a Hydrangea serrata ‘Stellata’ che mi dà sempre grandi soddisfazioni

Non è ancora venuta in massa la popillia ma a breve so che mi devasterà, come ogni estate, la mia piccola pergola di vite: è sempre uno strazio assistere inermi a queste devastazioni; ho abbandonato la pratica delle trappole perchè era come invitare per un banchetto tutte le popillia della zona. Proverò di nuovo a spruzzare olio di neem e olio di senape e vediamo se otterrò qualche risultato.

Per il resto grazie alle piogge copiose è tutto un rigoglio.

Una new entry, dono dell’amica Marina, che mi sta dando grandi soddisfazioni:  Clematis texensis ‘Princess Diana’ che sta molto bene con i colori della rosa ‘Dorothy Perkins’ e che dovrebbe fiorire per tutta l’estate

Dopo la grande potatura le ortensie quercifolia lasciano più luce alle piante sottostanti

 

Ho cambiato di nuovo la grande aiuole centrale con tante nandine nane e molte Cleome spinosa, annuale che dà grandi soddisfazioni con fioritura continua fino ai primi geli e che nel corso della stagione cresce fino a creare dei cespugli che sembrano piccoli arbusti. Intorno salvie ornamentali e perovskia

Un’altra aiuola con le fucsie magellaniche, Hydrangea serrata ‘Preziosa’, tanti anemoni giapponesi non ancora in fiore e le foglie porpora di Physocarpus opulifolius ‘Diabolo’, ormai diventato molto grande e che ha fatto una bellissima fioritura primaverile

Sulla parete di sasso Hydrangea petioalris e davanti Loropetalum porpora, fucsia, e Hydrangea ‘Ayesha’

Un’altra Hydrangea ‘Preziosa’ tra le felci e sopra Lonicera Henyi, un caprifoglio sempreverde

Chiamare a raduno…, mostra di Chiara Camoni. Hangar Bicocca Milano

CHIARA CAMONI HANGAR

Ho trovato molto bella e poetica la grande retrospettiva dedicata a questa artista piacentina che si può vedere a Pirelli Hangar della Bicocca fino al 21 luglio.

Artista che si cimenta in diverse tecniche, dalla scultura, al disegno, alle stampe vegetali fino ai video, utilizzando differenti materiali spesso naturali e oggetti comuni di uso domestico. Mi ha poi colpito sapere che spesso i suoi lavori sono una pratica collettiva, perchè spesso coinvolge molte persone, amici e parenti, attraverso laboratori e workshop. Molto belli, nelle loro forme differenti e naturali, i tanti vasi di terracotta e di gres, misteriosi a affascinanti i gruppi scultorei intitolati “Sisters”, figure di donne arcaiche, un pò streghe o maghe o divinità protettrici, tutte avvolte da tanti oggetti di ceramica oppure organici. E poi ancora tante stampe vegetali di seta appese con figure misteriose sullo sfondo, i mosaici di marmo a formare pavimenti labirintici.

Per info https://pirellihangarbicocca.org/mostra/chiara-camoni/

Ecco alcune immagini

Chiara Camoni, Una delle Sister

Chiara Camoni, Vasi e altri oggetti di ceramica

Ancora vasi di ogni forma e dimensione

Piastrelle smaltate  amalgamando differenti materiali raccolti dall’artista

Chiara Camoni: una sorta di tappeto con tanti materiali vegetali

Chiara Camoni testa di lupa

Chiara Camoni Vasi farfalla

Chiara Camoni Arazzi

Chiara Camoni. Sister, terracotta nera, ferro, fiori freschi e secchi

Chiara Camoni: al termine del percorso espositivo due fusioni in alluminio che rappresentano due cani.

Il nuovo Parco della luce a Milano su progetto di AG&P

L’opera ‘Momentum’ nella corte di Monterosa91.

Il 16 maggio è stato inaugurato a Milano il Parco della luce all’interno di Monterosa91, il grande progetto di riqualificazione dell’edificio progettato da Renzo Piano nel 2004 che fu sede del Sole 24 ore fino a qualche anno fa.
Già interamente affittato ad aziende che qui hanno scelto di stabilire i propri uffici, il complesso punta così a realizzare la sua più ambiziosa missione, secondo la visione dell’architetto genovese: con la sua collina, la gigantesca piazza centrale, gli ambienti regolari e ampi, nasceva come spazio di lavoro, ma con tutte le potenzialità per diventare anche un luogo di relazioni, di eventi, di incontri, di pause nel verde, di vita pubblica.

L’originaria collina artificiale, con le interessanti presenze arboree di liquidanabar, carpini e querce, si è trasformata con il progetto firmato dallo studio di architettura del paesaggio AG&P,  nel Parco della Luce, un giardino intitolato alla biodiversità, fruibile dai cittadini – non solo dai residenti – con spazi interni attigui destinati ad accogliere servizi di varia natura.

La corte, contornata dalle alberature rivalorizzate e da nuovi alberi, si pone come suggestivo spazio eventi, mentre l’area verde a bosco di circa un ettaro, è stata interamente recuperata e ripensata come un interessante e suggestivo percorso attraverso passerelle sospese in mezzo alla vegetazione. Peccato che rispetto al progetto oiriginario illustrato nei rendering sia rimasta solo una piccola isola con sedute, perchè sarebbe stato molto più accogliente per la fruizione aver realizzato gli altri spazi di relax.
Molto interessante la vegetazione scelta per il sottobosco, con molte felci, maonie, e grandi macchie composte da camelie, ortensie quercifoglia, osmanti, viburni. L’aspetto complessivo è molto naturale e sicuramente quando maturerà sarà molto affascinante.

Ecco alcune immagini

La corte costituita da tante aiuole come piccole isole fiorite con solanum.

Particolare del sottobosco con felci e maonie (Mahonia eurybracteata ‘Soft caress’)

Un altro particolare della corte

L’inizio del percorso nel bosco con ai fianchi macchie di ortensie

Una delle sculture, firmata da Cecchini

La passerella che attraversa il bosco

L’angolo con sedute

Rendering che mostra come nel progetto originario fossero previste diverse isole di sosta

Particolare delle fioriture del giardino pensile

 

Approvata dal Consiglio europeo la legge sul Ripristino della natura

Lunedì 17 giugno il Consiglio dell’Unione Europea, l’istituzione che riunisce i ministri dei paesi membri in base alla materia di discussione, ha approvato in via definitiva Nature Restoration Law, un importante regolamento per la tutela dell’ambiente che rientra nel Green Deal, cioè l’ambizioso piano europeo per il clima. Le istituzioni europee ci stavano lavorando da oltre due anni, ma la legge ha avuto un percorso molto complicato a causa delle resistenze di molti partiti e paesi. A questa votazione l’Italia ha votato contro, insieme a Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Svezia. Il Belgio si è astenuto.

Le nuove regole prevedono l’obbligo di ripristinare le condizioni naturali in almeno il 20 per cento della superficie terrestre e marina dei territori dell’Unione entro il 2030 (e il 30 per cento di territori selezionati), in modo da impedirne lo sfruttamento commerciale; prevedono anche di estendere gradualmente la tutela a tutti gli ecosistemi scelti entro il 2050. Saranno direttamente applicabili ai paesi membri dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione.

Per quanto la Nature Restoration Law sia un regolamento importante e tra i primi del suo genere, i suoi obiettivi sono ritenuti molto meno ambiziosi rispetto alla versione iniziale proposta della Commissione Europea nel 2022, e sono il risultato di notevoli compromessi al ribasso. La proposta aveva trovato forti resistenze soprattutto nei partiti europei di destra, secondo i quali avrebbe comportato troppi vincoli per il settore agricolo e infine l’aumento dei prezzi dei generi alimentari: Vannia Gava, la viceministra italiana dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Lega, ha detto che anche la sua versione definitiva è «assolutamente non soddisfacente, perché la normativa aumenta gli oneri amministrativi ed economici per il settore agricolo».

Il regolamento era fermo al Consiglio da mesi anche a causa delle proteste degli agricoltori che avevano reso questi temi particolarmente complessi da gestire, soprattutto a ridosso delle elezioni europee.

(Tratto da Il Post)

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/06/17/nature-restoration-law-council-gives-final-green-light/

Orticolario 2024 Anteprima

Lo staff di Orticolario Bernacchini – Scalvinoni – Zubani – Ferraris – Moritz Mantero – Lucia Mantero – Migliaccio – Peretto

Il 18 giugno si è svolta, come di consueto nello spazio Ethimo a Milano, la conferenza stampa di presentazione della prossima, quattordicesima edizione di Orticolario che si terrà a Villa Erba sul lago di Como dal 3 al 6 ottobre.

LE COORDINATE 2024 – Il titolo è Orticolario “Terrae”, il tema è la “terra”, le piante protagoniste sono quelle per la fitodepurazione. La quattordicesima edizione si propone come un itinerario nella profondità della terra, non quella con la T maiuscola, che gira, maestosa. L’altra, la grande sconosciuta, che sporca, si sbriciola, “è bassa”, fa fare fatica.

Come ospite d’onore, Michele De Lucchi, architetto, designer e fondatore di AMDL CIRCLE, tra i protagonisti indiscussi dell’architettura e del design italiano. Vincitore per due volte del Premio Compasso d’oro, oltre ad altri prestigiosi premi, ha progettato oggetti di design che hanno fatto storia e numerosi edifici e allestimenti espositivi, attraversando settori e culture distanti tra loro. Nelle sue architetture predilige materiali naturali e, se può, sta ben lontano dal cemento. Avverte la necessità di ripensare gli spazi in cui viviamo per renderli parte di un tutto più ampio, in grado di rispettare il ciclo vitale dell’ecosistema. La natura è silenziosa musa nei suoi progetti. A Orticolario, Michele De Lucchi, oltre a essere insignito del premio “Per un Giardinaggio Evoluto” 2024, mette in atto la sua inarrestabile creatività con oggetti da lui disegnati, alcuni in anteprima assoluta, come la panca per villa Erba.

LE NOVITÀ – Quattro le novità sostanziali. Prima tra tutte, il ruolo differente del Padiglione Centrale che, vestito del progetto “Semi a terra, parole alate” firmato da Vittorio Peretto di Hortensia, si trasforma in una vera agorà, dove hanno luogo alcuni degli eventi culturali in programma. Significa posizionare al centro la cultura, in modo simbolico e concreto. Vittorio Peretto ha raccontato le due suggestioni che lo hanno ispirato per il padiglione 2024: il viaggio di ritorno (-tornio) di Ulisse da cui il tema della materia grezza che esce raffinata, dal viaggio si ritorna più saggi e sempre pensando ad Ulisse guidato da Eolo,  i vasi eolici pieni di piante seminate dal vento.
Seconda novità: il Gazebo nel parco diventa una singolare wunderkammer, dove i visitatori possono ammirare rarità botaniche accuratamente selezionate tra gli esemplari portati dai vivaisti. Profuma di nuovo anche l’assegnazione del progetto che narra le piante dell’anno ad Annalisa Ferraris e Lino Zubani di Flora Conservation, vincitori del Concorso Internazionale Spazi Creativi 2023, come a tessere un filo tra il concorso stesso e l’edizione dell’anno successivo: ed ecco nella Piazza del Grande Prato, nel parco, “Altro Livello”, esercizio d’immaginazione sulla fitodepurazione, progetto che rende omaggio alla straordinaria attività compiuta dalle piante e dai microrganismi. Infine, un’altra prima volta, un programma di incontri e attività dedicato specificamente ai ragazzi dai 14 ai 19 anni.

Spazi creativi
Otto i finalisti chiamati a celebrare l’importanza del suolo creando spazi originali e innovativi. Giardini vivibili e fruibili, in grado di definire una differente esperienza di paesaggio.  https://www.orticolario.it/it/spazi-creativi/

Allestimenti
Progetti d’arte per riflettere, trascendere, dare forma all’incanto. Installazioni di design per abitare secondo natura, pensando il giardino come una vera e propria stanza da vivere. https://www.orticolario.it/it/arte-design/

Per info: https://www.orticolario.it/it/orticolario-2024/

Paesaggi della Namibia

deserto del kalahari con la tipica sabbia rossa

Sono di ritorno da un viaggio di un paio di settimana in Namibia che ha attraversato la parte centrale e costiera del paese, molto grande e uno dei meno abitati al mondo dopo la Mongolia (circa 3 milioni di abitanti). Paese di recente indipendenza, dal 1990, molto civile, molto attento al rispetto ambientale e al riciclo.

Devo premettere che mi aspettavo di più da questo viaggio che, rispetto alla Patagonia, mi ha regalato alcuni paesaggi stupendi ma anche lunghi percorsi in macchina assolutamente monotoni e rispetto al deserto della Libia scene moolto meno suggestive e soprattutto più uniformi.

La Namibia è composta essenzialmente da tre entità geografiche principali: a ovest il deserto del Namib (da cui prende il nome il paese), il più antico e arido del mondo,  che si allunga lungo la costa e per un centinaio di Km all’interno e che comprende le dune più alte al mondo (più di 300 metri), al centro l’altopiano centrale, la parte più elevata con altitudini intorno ai 1500 metri e il deserto del Kalahari a est, dominato dalla savana e dal colore rosso della sabbia.
Bibliografia
– Namibia, cultura e natura, Earth Viaggi
– Bottswana e namibia, Lonely Planet
– M. Leliève, Géologie, faune et flore de Namibie, 2018
– Trees & shrubs of Namibia, NPH

Ecco alcuni dei paesaggi più interessanti

Namib desert dal nostro Lodge in una posizione strategica

Namib desert

Namib desert al tramonto

 

Una delle mete più iconiche del viaggio: le dune di Soussvlei nel parco Nazionale del Namib Naukluf

DUNE DI SOSSUSVLEI: molto suggestivo lo spettacolo delle dune di forme differenti con giochi di ombre che ne evidenziano le forme e profondità

DUNE DI SOSSUSVLEI con zone bianche costituite da fango secco, cotto e spaccato dal sole ardente del deserto

Nel percorso che costegia le dune si arriva al grande ‘vlei’, che nelle stagioni della pioggia è una grande lago e durante il periodo siccitoso è una distesa di fango essiccato con silhouette di alberi marmorizzati che si sono conservati nei secoli grazie all’assenza di batteri e alla secchezza del deserto.

Paesaggio verso Swakopmund con sullo sfondo le montagne rosate nelle prime luci del mattino

La cittadina si Swakopmund, con molte architetture di stile tedesco, un bel lunmare e filari di palme

Percorso da Walvis bay a Sandwich Harbour: si viagia sulla baattigia tra l’oceano e le dune attrracersando saline su un mezzo 4×4

DA WALVIS BAY A SANDWICH HARBOUR

Qui le dune che arrivano direttamente sull’oceano sono altissime e attraversarle con le Toyota è un pò da brividi!

La meravigliosa laguna blu di Sandwich harbour

Fenicotteri nella laguna

Il deserto sassoso del Damaraland dove c’era il nostro campo tendato

OZONDJOU TENTED CAMP

Capre al pascolo

L’immenso Etosha national Park, al nord del paese; in lingua oshivambo significa ‘il grande lago bianco’ per la presenza della grande depressione saline, il Pan, al suo centro. Vi si incontrano diversi tipi di savana, da quella più arida, a quelle arbustive alle praterie. All’interno del parco si possono avvistare tanti aninamli, dalle antilopi, alle giraffe, agli elefanti, alle zebre, ai rinoceronti fino al ghepardo!

Etosha national Park: tra gli alberi le presenze maggiori sono quelle delle acacie e dei mopane

 

Parte del parco con maggiori presenze arboree

 

La flora della Namibia

stipagrostis (il genere più diffuso di graminacee) sabulicola nelle dune di sossusvlei

Come prima cosa, arrivata a Windhoek, la capitale, sono andata a visitare l’orto botanico, ben tenuto ed etichettato con molte piante collocate in un contesto paesaggistico molto piacevole: solo così di può capire il tipo di vegetazione di un paese. Va detto che, pur ospitando per buona parte deserti molto aridi, la Namibia offre una vegetazione molto varia e che ha saputo ben adattarsi alle difficili condizioni climatiche adottando intelligenti srategie di sopravvivenza. Gli alberi hanno radici molto profonde, mentre le erbe ornamentali (Stipagrostis) sopravvivono grazie alle loro radici superficiali, per assorbire l’umidità delle nebbie mattutine. Spesso le foglie di molte delle specie del deserto sono dotate di membrane che minimizzano l’evapotraspirazione (il caso delle aloe o delle Salvadora persica.

Windhoek Botanic garden

La pianta più particolare tipica della Namibia è Welwitschia mirabilis, una vera curiostà botanica descritta dal botanico austriaco Welwitsch nel 1859; una pianta appartenente alle Gimnosperme ma dalle caratteristiche estremamente peculiari, tanto che Darwin la definì “l’ornitorinco del regno vegetale”. alcuni esemplari hanno più di 2000 anni. Ha solo due grandi foglie, una circonferenza di quasi due metri, ha come infiorescenze maschili e femminili dei coni.

WELWITSCHIA MIRABILIS

Essendo il periodo invernale, il migliore per viaggiare, non ho visto fioriture ma ho potuto apprezzare le silhouette e le forme architettoniche delle tante specie di acacia, la cui più diffusa è Acacia erioloba (Camel thorn), che raggiunge anche 20 metri di altezza, privilegia suoli sabbiosi, ha un apparato radicale molto profondo che le consente di attingere a riserve idriche in grande profondità e un tronco molto denso che consente una migliore termoregolazionw,  e ha baccelli molto caratteristici a forma di orecchio e dalla superficie vellutata, estremamente nutrienti e sono usati nella medicina tradizionale. Per difendersi dalle agressioni dei numerosi animali erbivori producono tannino, sostamza amara e indigesta ed etilene come segnale per le altre piante.

Acacia erioloba portamento

ACACIA ERIOLOBA: frutti

ACACIA HEREROENSIS, portamento arbustivo, con altezza fino a 3-4 metri,, infiorescenze a spiga color crema e frutti come fegioli

ACACIA TORTILIS con una chioma molto espansa, raggiunge gli 11 metri di altezza e ha un frutto di forma contorta a spirale

Molto presenti le aloe; la più caratteristica, con interessante portamento architettonico, Aloe dicothoma, pianta succulenta caratteristica dei terreni rocciosi, con branche biancastre che riflettono i raggi solari diminuendo l’insolazione e quindi la perdita d’acqua.

ALOE DICHOTOMA

Tra le altre aloe molto diffusa Aloe littoralis

Tra gli alberi più diffusi ci sono Boscia albitrunca, che ha uno straordinario apparato radicale lungo quasi 70 metri, con frutti molto graditi dagli aninali

BOSHA ALBITRUNCA

Altro albero molto presente in Namibia, soprattutto nel Nord-ovest, è Mopane (Colospermum mopane) dalle caratteristiche foglie a farfalla molto nutrienti per gli animali, con un legno resistente alle termiti e usato nelle costruzioni e come combustibile; presso l’etnia Himba riveste un significato sacro; per evitare l’eccessiva evapotraspirazione durante il giorno le due parti delle foglie si sovappongono per fare ombra.

COLOSPERMUM MOPANE

COLOSPERMUM MOPANE FOGLIE FARFALLA

Un albero molto bello, per il portamento, il colore del tronco, da grigio chiaro a violetto,  è Moringa ovalifolia, presente soprattutto nella zona del Namib, ma anche nell’altopiano centrale; è pianta succulenta capace di accumulare acqua per molto tempo, nel tronco.

MORINGA OVALIFOLIA

Altre piante succulente molto particolari sono Butter tree (del genere Cyphostemma), con un tronco molto largo alla base di colore giallastro che si sfoglia.

BUTTER TREE CYPHOSTEMMA CURRORII

Un altro albero succulento è Bottle tree (Pachypodium lealii), succulenta così chiamata per la base larga, altezza fino a 3 metri, branche molto spinose.

Bottle tree

Tra le euforbie si trovano in particolare Euphorbia virosa e damarana, molto velenosa

Euphorbia virosa, Namib desert

EUPHORBIA DAMARANA

Nelle parti sabbiose dei fiuni trale dune del desrto si incontra !Nara (Ancanthosicyos horridus), della famiglia dei cocomeri, che produce un frutto della grandezza di un arancio; nel corso dell’evoluzione le sue foglie si sono trasformate in spine per ridurre l’evapotraspirazione

NARA ANCANTHOSICYOS HORRIDUS

ICE GRASS tra le dune

SALVADORA PERSICA ARBUSTO SV SPINOSO FRUTTI ROSSI

 

Giardini in viaggio Laura Pirovano