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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

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Letto per voi: Riccardo Rosetti, Porta Monforte e il suo quartiere
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Letto per voi: Riccardo Rosetti, Porta Monforte e il suo quartiere

Riccardo Rossetti è una firma ormai nota ai lettori di questo blog perchè da tempo vi contribuisce raccontando episodi e ...
Letto per voi. Manuale di progettazione di terrazzi e giardini pensili. Barbara Perini e Luca Ciliani
/ News, Plant design

Letto per voi. Manuale di progettazione di terrazzi e giardini pensili. Barbara Perini e Luca Cilian...

205 pp., 30 euro, 2026 In un piccolo formato che richiama quello di uno sketchbook, il lettore trova l’ABC dell’ideazione ...
Le città spugna. Podcast di Green report
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Le città spugna. Podcast di Green report

Su Green report, il primo quotidiano online ecologista italiano, punto di riferimento dell’ambientalismo scientifico (Direttore editoriale: Erasmo D’Angelis, Direttore responsabile: ...
Orticolario ottobre 2026
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Orticolario ottobre 2026

La sedicesima edizione di Orticolario, inaugurata ieri giovedì 1° ottobre tra paesaggi reali e immaginari e piante fantastiche, ha conferito ...
Arte Sella eventi di ottobre 2026
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Arte Sella eventi di ottobre 2026

In Autunno Arte Sella propone una serie di appuntamenti tra arte e design che aprono al dialogo profondo e straordinario tra ...
Una mostra a Villa Panza
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Una mostra a Villa Panza

Mi piace sempre fare un salto a Villa Panza in occasione di qualche mostra. Quest'estate è stata la volta di ...
Cosa fanno le principali città per affrontare le ondate di calore
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Cosa fanno le principali città per affrontare le ondate di calore

Ho trovato molto interessante questo specchietto pubblicato su La Stampa del 10 agosto 2026 ...
Le conifere dell'Altopiano del Renon
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Le conifere dell’Altopiano del Renon

Dopo tante frequentazioni di questo stupendo Altopiano, questa volta mi sono messa ad osservare con più attenzione le conifere presenti ...
Ancora al Renon piccola rassegna di coprisuolo
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Ancora al Renon piccola rassegna di coprisuolo

Passeggiando a fine agosto nei bellissimi boschi e intorno ai pascoli del Renon ho osservato e ammirato le tante belle ...
Al fresco al Renon
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Al fresco al Renon

Dopo un'estate così calda al lago che quasi di giorno si faticava ad uscire in giardino, è stato un sollievo ...
Sul premio Carlo Scarpa 2025-2026: Hospitalfield
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Sul premio Carlo Scarpa 2025-2026: Hospitalfield

A Hospitalfield, un luogo per l’arte contemporanea e le idee nel paesaggio scozzese, viene dedicata la trentaquattresima edizione del Premio ...
I luoghi del cuore del Fai possibili mete per l'estate
/ Giardini, News

I luoghi del cuore del Fai possibili mete per l’estate

Un viaggio nell’Italia meno conosciuta e più sorprendente tra i luoghi ai primi posti della classifica provvisoria del 13° censimento ...

Letto per voi: Riccardo Rosetti, Porta Monforte e il suo quartiere

Riccardo Rossetti è una firma ormai nota ai lettori di questo blog perchè da tempo vi contribuisce raccontando episodi e luoghi della storia milanese. Lo scorso 4 ottobre a Milano in Piazza Risorgimento – in occasione delle celebrazioni per gli 8 secoli dalla scomparsa di San Francesco – è stato presentato questo prezioso libro sul quartiere della Porta Monforte, progetto reso possibile grazie all’Opera San Francesco a cui se ne può chiedere una copia gratuita.

Tutto comincia dal cinghiale e così apprendiamo che l’animale – per precisione la scrofa semilanuta – è simbolo di Milano perchè i Celti, ufficiali fondatori della città nel 623 a.c., lo avevavo eretto ad animale sacro e simbolo della spiritualità.
La zona del Monforte 4/5000 anni fa fu scelta dalle popolazioni primitive per erigervi le loro capanne grazie alla presenza di foreste, sorgenti d’acqua e molti animali selvatici, tra cui appunto cinghiali e cervi.

Il libro, molto curato anche dal punto di vista grafico, ha un interessante e spesso inedito apparato iconografico che accompagna il racconto che si dipana in 12 capitoli.

Si passa dalla fantomatica pusterla del Monforte, alle vesti rinnovate delle mura spagnole e le nuove passegiate alberate sui bastioni di Porta Venezia, al passato d’acqua del quartiere, alla storia dei frati cappuccini a Milano, alla Porta Monforte con il nuovo quartiere che in pochi anni da campagna periferica divenne zona industriale (Ricordi, Brioschi, Plasmon, Industrie grafiche Bertarelli) e successivamente residenziale. Si parla del monumeto a San Francesco di Piazza Risorgimento, dei tram a Milano, del campo di calcio….

L’ultimo capitolo ci parla rapidamente dell’oggi e del contrasto tra la nuova opulenza del quartiere e la crescita costante dei bisognosi che trovano conforto nei tanti servizi dell’Opera San Francesco.

 

 

 

 

Letto per voi. Manuale di progettazione di terrazzi e giardini pensili. Barbara Perini e Luca Ciliani


205 pp., 30 euro, 2026

In un piccolo formato che richiama quello di uno sketchbook, il lettore trova l’ABC dell’ideazione e della realizzazione di spazi verdi pensili.

Prima di tutto, due parole sugli autori di questo manuale di progettazione. Barbara Perini, esperta di comunicazione, è progettista del verde, docente e divulgatrice; Luca Ciliani è architetto paesaggista, con una formazione tra Italia e Spagna, e affianca all’attività professionale quella didattica.

Con un linguaggio chiaro e preciso, il testo accompagna il lettore attraverso tutte le fasi della progettazione di terrazzi, balconi e giardini pensili. Non manca nulla: dalla scelta iniziale del linguaggio e dello stile progettuale alla valutazione del contesto ambientale e strutturale; dall’interpretazione delle esigenze del cliente e dall’individuazione delle funzioni alla scelta della vegetazione, dei contenitori, delle pavimentazioni e degli arredi.

Gli autori affrontano inoltre tutti gli aspetti tecnici, dal drenaggio all’irrigazione, senza trascurare quelli normativi.

L’ultima parte è dedicata espressamente ai neofiti, con l’obiettivo di offrire suggerimenti pratici a chi desidera cimentarsi in prima persona nella realizzazione del proprio spazio verde.

Mancava, nel panorama editoriale italiano, una guida così completa per affrontare con consapevolezza la progettazione e la realizzazione di spazi verdi «sopra la città».

 

Le città spugna. Podcast di Green report

Su Green report, il primo quotidiano online ecologista italiano, punto di riferimento dell’ambientalismo scientifico (Direttore editoriale: Erasmo D’Angelis, Direttore responsabile: Maurizio Izzo), è possibile accedere allo speciale podcast “Città spugna” si ascolta qui https://www.greenreport.it/podcasts/le-citta-spugna, oltre che su tutte le principali piattaforme streaming, a partire da Spotify.

Alluvioni e ondate di calore, le città sono a rischio? Come renderle resilienti al clima che cambia. Questo podcast parla delle città spugna. Dare tempo all’acqua è la risposta, trattenere l’acqua prima che si riversi nei fiumi e nei canali è una delle cose da fare. Cosa hanno fatto Copenaghen e Amsterdam e perché in Italia sembra così difficile?
Fino ad ora sono stati pubblicati podcast su cosa sono le città spugna; Copenaghen e Amsterdam, le città modello; Barcellona, la città spugna mediterranea; Parigi e Londra; Italia viaggio breve.

Il direttore responsabile Maurizio Izzo e Mauro Grassi – economista, ricercatore, già direttore di Italia Sicura e attualmente direttore della Fondazione Earth and Water Agenda (EWA) e collaboratore di greenreport – si interrogano su come si trasforma una città per adattarla al clima che cambia.

Orticolario ottobre 2026

La sedicesima edizione di Orticolario, inaugurata ieri giovedì 1° ottobre tra paesaggi reali e immaginari e piante fantastiche, ha conferito il premio “Per un giardinaggio evoluto” 2026 all’artista, architetto e autore del celebre Codex Seraphinianus, Luigi Serafini. Il premio è una scultura mobile dell’architetto e artista giapponese Kimiyasu Kato.
“Per la sua genialità, per la sua visione libera e anarchica, per la caparbietà con cui, nel corso della sua straordinaria carriera, ha scelto di non seguire le regole, ma di inventarne di nuove.
Per aver dedicato alla natura uno spazio speciale e profondissimo nella sua ricerca artistica, restituendole forme, creature, linguaggi e possibilità che appartengono tanto al mondo reale quanto a quello dell’immaginazione. Per aver saputo guardarla oltre i confini della conoscenza, trasformandola in un universo fantastico, capace di interrogare il nostro sguardo e di restituirci il senso dello stupore. Questo riconoscimento arriva in un momento particolarmente difficile, Orticolario desidera quindi che questo premio sia anche un gesto di vicinanza e di solidarietà verso chi, attraverso l’arte, continua a immaginare nuovi mondi. A Luigi Serafini, per averci ricordato che anche la natura può essere un atto di immaginazione e che, qualche volta, per tornare a guardare il mondo con occhi nuovi, è necessario avere il coraggio di non comprenderlo, ma sognarlo ad occhi aperti” – ha motivato Moritz Mantero, Presidente di Orticolario durante il conferimento del premio.

Vincitore del Concorso Spazi Creativi è lo Spazio Rosa Velata di Jesus Sanz-Castro e Daniela Giraudo. Il progetto vincitore di questa edizione ha convinto la giuria per la capacità di interpretare il tema non come semplice immagine, ma come esperienza da attraversare. Uno degli aspetti che la giuria ha maggiormente apprezzato è proprio questa dimensione immersiva. Il percorso non è soltanto fisico, ma anche sensoriale e simbolico. La giuria ha riconosciuto anche la forza della struttura compositiva: la vegetazione non viene trattata come semplice ornamento, ma come parte integrante di una partitura fatta di colori, profumi, densità, movimento e luce. È stato inoltre apprezzato il tentativo di rendere il visitatore parte attiva dell’opera.

A testimoniare il crescente riconoscimento del valore artistico della manifestazione, l’edizione 2026 introduce una significativa novità: “La Grande Brera”, un nuovo premio assegnato dalla Pinacoteca.
Premiati anche gli espositori valutati dalla Giuria Tecnica: il premio Collezione a Meriania di Guido Agnelli per la collezione di piante dei generi Acacia e Vachellia, interessanti e diversi per portamento e forma delle foglie, il premio Super Esemplare a Cactusmania by Manera per Cyphostemma laza, il premio Novità a Stranger Plants di Daniele Righetti per Stegolepis hitchcockii, rara pianta originaria dei tepui venezuelani, il premio Preparazione Culturale a Mondocactus di Andrea Cattabriga “per una vita dedicata alle piante succulente, cartellinatura con dati esaustivi comprensivi di tracciabilità vivaistica e fitosanitaria.”

Tra gli spazi creativi a me è piaciuto anche il progetto ‘Frattura fertile’ di Ajadi Bushaj e Pietro Frazzei: una fenditura che attraversa il prato “come il segno di una fora sotterranea, silenziosa e inarrestabile capace di trasformare il terreno i soglia e rivelazione”

Nel padiglione centrale alcune immagini della installazione Hypnos di Mario Mariani e Matteo Boccardo all’insegna di piante fantastiche che come in un sogno sono trasportate in un altro ambiente; ogni isola attraverso un gioco di luci subisce una metamorfosi

Nella mattinata di venerdì 2 ottobre Luigi Serafini ha tenuto una conferenza dal titolo “Sognare l’impossibile. La botanica dell’immaginazione”. Per l’artista le piante sono essere nutrienti e senza di loro non potremmo esistere. Ha proiettato immagini di alcune sue installazioni e tele su olio realizzate nel corso degli anni.

Installazione realizzata nel 2008 in Val Bragaglia: una altalena sul confine tra Italia e Svizzera

Ecco qui una piccola rassegna di piante e oggetti scoperti durante la mia visita

molto delicati questi piccoli decori in filo di ferro di ‘Ruggine in filo’

Peperoni super piccanti!

AJUGA REPTANS ‘BURGUNDY GLOW’

ANEMONE ARIEL

ASTER SNOW FLURRY

EUPHORBIA MINER’S MERLOT

Ipomoea quamoclit

LEUCANTHEMELLA SEROTINA

LIRIOPE SPICATA ‘SILVERY SUNPROOF’ , varietà più piccola e non cespitosa ma rizomatosa

PENNISETUM ALOPECUROIDES RED HEAD

GIBASIS GENICULATA

 

FICUS TIKOUA , Rampicante sempreverde, Ccon belle foglie verde lucido, robusta e resistente, di crescita veloce.

Arte Sella eventi di ottobre 2026

Il Seme – Alison Stigora, Ph Giacomo Bianchi

In Autunno Arte Sella propone una serie di appuntamenti tra arte e design che aprono al dialogo profondo e straordinario tra l’ingegno dell’uomo e il mondo naturale. La fotografia di Francesco Jodice per Elementi si diffonde lungo le rive del fiume Brenta a Borgo Valsugana  sabato 17 ottobre.

Per il progetto pluriennale Elementi, mi confronterò con la parola “terra”.” sottolinea Francesco Jodice –  “Da sempre la mia ricerca intercetta costantemente i movimenti tellurici legati ai fenomeni geopolitici del nostro tempo. Le opere che saranno esposte a Borgo Valsuagana sono rappresentazioni e restituzioni di luoghi dove il concetto di terra declina facilmente verso quello di territorio e dove questioni naturali e geologiche appaiano spesso pervase e contraffatte da temi culturali economici e politici. La terra come il luogo della proiezione dei desideri dell’umanità: un territorio trasformato, sia nel bene che nel male, da potenti segni di antropizzazione.”

Lo stesso sabato nel primo pomeriggio chi vuole, potrà imparare a piantare un albero nella Malga di Arte Sella insieme a WOWnature. L’appuntamento è sabato 17 ottobre alle 14:30 a Villa Strobele, seguito da una passeggiata guidata verso il punto di impianto (14:35).
Alle 14:50 sarà presentato il progetto, con una breve spiegazione su come si pianta un albero, e dalle 15:00 i partecipanti pianteranno i loro alberi.

Domenica 18 ottobre in partneship con LevicoAcque, l’arboricoltore Lorenzo Adami accompagna il pubblico nella passeggiata The Positive Walk, mentre domenica 24 ottobre, a Malga Costa, torna l’appuntamento con il design e lo studio di Benedetta Tagliabue, per vedere finalmente I profili delle Anguane, come non li abbiamo mai visti. Mentre l’arte di Marzia Migliora con “Lotta per l’Esistenza“, a cura di Lorenzo Fusi, prende vita nella mostra permanente a Malga Costa.

In partnership con LevicoAcque, Arte Sella invita a “The positive walk” un incontro e una passeggiata con l’arboricoltore Lorenzo Adami. Ad Arte Sella, tra faggi e abeti, un Museo a cielo aperto nella natura dà il via alla nuova stagione. Qui, il lavoro antico di chi, come il potatore, si prende cura dei dettagli racconta la cura per ciò che cresce. Lorenzo Adami sa che ogni taglio è una promessa di futuro per una natura da accompagnare e scoprire, lentamente. La visita guidata a Malga Costa sarà condotta dalle guide di Arte Sella.
h 10.30 | Villa Strobele
introduzione di Arte Sella e Levico Acque SB
h 11.00 | Passeggiata lungo il Sentiero ArteNatura
condotta da Lorenzo Adami, naturalista e arboricoltore
h 15.00 | Visita guidata dell’area di Malga Costa

2026_10_01_ArteSella_Francesco Jodice_Elementi

 

 

Una mostra a Villa Panza

Le due splendidie Cryptomeria japonica nel giardino di Villa Panza

Mi piace sempre fare un salto a Villa Panza in occasione di qualche mostra. Quest’estate è stata la volta di ‘Meditations’ , dedicata a Jospeph Albers che, pur non appartenendo alla collezione della villa, è assolutamante in linea con lo stile della collezione con la scelta di alcune sue opere tutte all’insegna di rigorosi e straordinari accostamenti cromatici. Così si spiega nella presentazione della mostra “La sua opera appare come uno degli antecedenti più alti e rigorosi di molte ricerche che il collezionista avrebbe riconosciuto, scelto e amato con inflessibile coerenza”. Albers è stato uno degli insegnanti più carismatici ed influenti del Bauhaus. La mostra resterà aperta fino ai primi di gennaio 2027.
Anche qui il giardino ha i prati spelacchiati ed ho apprezzato che li abbiano lasciati così senza sprecare troppa acqua.

Ecco alcune immagini

La bellissima finestra della villa aperta sul paesaggio

Una delle fotografie bellissime di Wim Wenders dedicata a New York settembre 2001

 

 

Le conifere dell’Altopiano del Renon

Un bell’esemplare di pino cembro, il mio preferito!

Dopo tante frequentazioni di questo stupendo Altopiano, questa volta mi sono messa ad osservare con più attenzione le conifere presenti cercando di identificarne le caratteristiche distintive. Alla fine riuscivo bene a riconoscerle quasi tutte o dal portamento o dalla corteccia.

L’Altopiano del Renon è ricoperto da una splendida foresta di conifere subalpine, dove la specie dominante è il peccio (o abete rosso). Secondo i dati delle forestale l’abete rosso, con una percentuale del 60%, è l’essenza più diffusa in Alto Adige, seguito dal larice con una frequenza del 19%. Il pino silvestre, molto diffuso nel piano montano raggiunge il 10%. Il pino cembro domina nelle cembrete pure e nelle cembrete con larice del piano subalpino e presenta una percentuale sul totale del 6%. L’abete bianco (3%) è limitato ai piceo – abieteti ed ai piceo – abieteti con faggio del piano montano.
Le latifoglie in Alto Adige sono presenti con solo il 2% del volume totale e si concentrano nel piano collinare e submontano. Le più diffuse sono il faggio, il carpino nero, la roverella e l’orniello o frassino della manna.

Ecco alcune caratteristiche distintive delle specie più rappresentative che ho raccolto da diversi siti sulla rete. Unisco mie immagini

L’abete rosso (Picea abies) ha una chioma conica, stretta e regolare (a forma di cono quasi perfetto) nei giovani esemplari, che si allarga alla base con l’età; i rami laterali sono spesso disposti in verticilli regolari; i rametti secondari tendono a essere decisamente penduli (rivolti verso il basso). Il tronco è monopodiale, dritto e cilindrico, con corteccia rossastra o bruno-rossastra che si sfalda in sottili scaglie. Gli aghi sono rigidi, pungenti e inseriti singolarmente tutt’intorno al rametto.

Picea abies portamento

Corteccia di abete rosso

Pigna di abete rossa (Crediti Erbario di Raffaele)

Il larice (Larix decidua) ha una chioma piramidale ma spesso irregolare, rada e aperta, con rami principali orizzontali o leggermente ascesi e rametti penduli. Il tronco è diritto, slanciato con corteccia che fessura in placche grigio-marrone nei soggetti adulti. Come caratteristica unica  è una conifera decidua e in autunno assume una colorazione giallo-oro prima di perdere gli aghi.

Larix decidua particolare del ramo

Larix decidua portamento

Corteccia di larice 

Pigna di larice (Crediti Laboratorio Alte valli)

Il pino silvestre (Pinus sylvestris) è una pianta assai frugale e resistente e colonizza anche posti dove altri tipi di piante non si sviluppano (per esempio luoghi asciutti e rocciosi così come posti umidi come per es. torbiere). Si riconosce facilmente per la corteccia che, nella parte alta del tronco, assume calde sfumature color arancione-ramato. La forma della chioma è densa da giovane, ma con l’età diventa aperta, irregolare e a ombrello o globosa nella parte sommitale, poiché i rami inferiori seccano e cadono (auto-potatura). Il tronco è molto caratteristico, dritto in alto ma spesso tortuoso alla base, con la parte superiore del tronco e i rami maggiori dal tipico colore rosso-arancione brillante e la corteccia che si sfalda in sottili foglietti cartacei. Gli aghi sono riuniti in coppie (a due a due), rigidi e leggermente tortuosi.

Pinus sylvestris portamento naturale

Pini silvestri nelle piantagioni forestali dove sono potati in modo da assicurare una crescita verticale e diritta

Corteccia del pino silvestre (Foto dalla rete)

Pigna di pino silvestre (dalla rete)

Il pino cembro (Pinus cembra) si spinge sino al margine superiore del bosco. Come nessun altro albero resiste al clima rigido delle alte quote e sopporta temperature otre i -40 ° C.  La chioma nei giovani esemplari è conica e compatta, mentre nelle piante adulte diventa cilindrica, arrotondata e densa, espandendosi in larghezza. Negli alberi molto vecchi la cima spesso si spacca in più rami (vetta policormica), assumendo forme pittoresche, asimmetriche e “a bandiera” a causa dell’azione del vento e del peso della neve. Il tronco è robusto, spesso nodoso e tortuoso, ramificato fin quasi alla base nei soggetti isolati. Nei boschi densi è invece più dritto e pulito. A crescita molto lenta che raggiunge generalmente i 15-25 metri di altezza e può vivere per molti secoli.

Pinus cembra portamento

Corteccia di pino cembro (dalla rete)

Pigna di pino cembro (foto Wikimedia Commons)

Il pino mugo (Pinus mugo) ha portamento arbustivo e strisicante, è molto resistente e frugale, e in molti luoghi forma il limite superiore del bosco. I suoi rami elastici e ricurvi si piegano fino a terra (per questo è anche definito pino strisciante) e resistono ad ogni tormenta. Dagli aghi e dai rami freschi di mugo si estrae un’essenza: l’olio di pino mugo.

Macchi di pini mugo sul Corno del Renon con epilobi

Pighne di pino mugo (dalla rete)

Aghi di pino mugo

 

Ancora al Renon piccola rassegna di coprisuolo

Campanula glomerata ed euforbia

Passeggiando a fine agosto nei bellissimi boschi e intorno ai pascoli del Renon ho osservato e ammirato le tante belle combinazioni di erbacee tappezzanti al suolo: tante sfumature di verde, giochi di tessiture. Un incanto! E tanto da imparare per i nostri giardini, per farli sembrare un poco meno artificiali.

Ecco alcune immagini

Forse queste foglioline così graziose sono di Argentina anserina. Comunque al di là del nome sono incantevoli

Centaurea nervosa come delle stelline brillanti sul terreno

Felci aquiline ed erica

Eriche, mirtilli e in mezzo foglioline di quercia


il fascino delle muschio che avvolge come una pelle sottile i massi e le pietre

Tantissime macchie di Petasites paradoxa

Euphorbia cyparissias dal verde glauco così luminoso

Al fresco al Renon

Lo splendido Sciliar al tramonto si tinge di rosso

Dopo un’estate così calda al lago che quasi di giorno si faticava ad uscire in giardino, è stato un sollievo tornare per qualche giorno a fine agosto all’Altopinao del Renon.

Ecco alcune immagini

I portasemi piumosi e spettinati del Cirsium arvense

 

Epilobium angustifolium ormai alla fine della fioritura

Bellissimi alberi di susini carichi di frutti, coltivati a spalliera

Recinzioni così semplici e così belle

Dal nostro balcone si vedono in successione Sciliar, Latemar e Rosengarten

La festa della raccolta delle mandrie sul Renon, nota come Barthlmastag o festa di San Bartolomeo, si celebra ogni anno il 24 agosto sull’Alpe del Renon. 
I Saltner (i pastori del Renon) radunano il bestiame che ha pascolato in alta quota durante l’estate. L’incontro serve ai contadini per ispezionare gli animali e un tempo per scambiarli o venderli nel tradizionale mercato.

Paesaggio tra le nuvole

 

Giardini in viaggio Laura Pirovano