Sicilia passeggiate naturalistiche: ritorno sull’Etna, un castagno monumentale e una riserva ornitologica 3
Sono tornata in un’altra stagione a fare una piccola passeggiata sull’Etna sui monti che prendono il nome da Wolfgang Sartorius, barone von Waltershausen, straordinario geologo, topografo e astronomo, che aveva dedicato la parte migliore della propria vita allo studio ed alla riproduzione cartografica dell’Etna. E’ stato naturale quindi intitolargli i crateri del 1865 che si erano formati a quota 1700 sul versante Nord-Est del Vulcano, un complesso di tre coni piroclastici di dimensione maggiore ed altri minori; dalle loro basi si sversò un vigoroso flusso lavico che giunse fino a quota 850, coprendo un’ampia area boschiva e brani di superfici laviche più antiche. L’eruzione ebbe termine nel giugno dello stesso anno senza avere, fortunatamente, distrutto alcun centro abitato.
A differenza di aprile ora le magnifiche betulle etnee sono ancora coperte di foglie, i ciuffi di astragalo sono verdi e non ancora colore della paglia come in autunno: uno scenario diverso non so dire se più bello, senza dubio un poco meno drammatico.
Ecco alcune immagini (per contrasto vedete quelle di aprile https://www.giardininviaggio.it/passeggiata-in-quota-sulletna/)
Nel comune etneo di Sant’Alfio si trova l’albero forse più antico d’Europa, il castagno dei 100 cavalli, un esemplare monumentale che ha un’etù stimata tra i 2000 e i 4000 anni. La leggenda ci narra che sotto le sue gigantesche chiome trovarono riparo durante un temporale la regina Giovanna I di Angiò (1341-1382) e i suoi 100 cavalieri. Oggi ha il tronco spaccato in tre parti ed è ancora carico di castagne.
Ci sono luoghi che in questo mondo così crudele e violento danno speranza e ci fanno pensare che si può agire per il bene della collettività e della conservazione della natura. Uno di questi è una riserva naturalistica vocata alla protezione dell’avifauna lungo la rotta migratoria; artefice del progetto è una fondazione tedesca per la biodiversità
(https://www.stiftung-pro-artenvielfalt.org/). I luoghi della riserva sono tre aree umide: i pantani Cuba, Longarini e Bruno, che si estendono lungo la costa della Sicilia sud-orientale, da Pachino a Pozzallo.
(https://www.stiftung-pro-artenvielfalt.ch/it/content/projekte/projekt-landkaeufe-zugvogelschutzgebiet-pantani-cuba-und-longarini.php)
In due parole: il progetto avviato da alcuni anni e ancora in corso di ampliamento ha realizzato la liberazione di una grande area malfamata che era diventata una discarica e un luogo dove venivano organizzate gare clandestine, la sua rinaturalizzazione con piantumazioni di alberi e arbusti della macchia mediterranea, la costruzione di hotel per insetti e nidi per uccelli. Vengono organizzate, su prenotazioni, interessanti visite guidate che consentono di avvistare molte specie, tra cui il falco pescatore, l’anatra marmorizzata, fenicotteri, garzette,… Nell’insieme sono state avvistate 250 specie di uccelli (su un totale di 500in Italia)
Ecco alcune immagini

ENULA MARINA LIMBARDA CRITHMOIDES PALUDE CUBA. Fiorisce in autunno in terreno salmastro e molto utile per gli insetti
Tags: alberi monumentali, oasi naturali, Sicilia
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