search

Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

SCIENZA VIVA IN GIARDINO. Progetto della Rete degli orti botanici lombardi

(Wisteria sinensis) e palazzo Brera (foto Archivio Orto Botanico di Brera)

Nella rete degli orti botanici della Lombardia, gli antichi saperi si tramutano in nuove pratiche per la diffusione della cultura scientifica.

Entra nel vivo la parte di divulgazione e restituzione al pubblico del progetto ScienzaViva. Orti botanici e giardini di delizia. Antichi saperi e nuove pratiche per la diffusione della cultura scientifica (SVING. Scienza Viva in Giardino), di cui la Rete degli Orti Botanici della Lombardia è partner insieme con ReGiS – Rete dei Giardini Storici e con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, capofila di questa iniziativa cofinanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito delle iniziative per la diffusione della cultura scientifica, che si concluderà entro il 2024.
Nell’ambito del progetto SVING, i tre partner indagano sul patrimonio di antichi saperi custodito all’interno dei rispettivi circuiti per contribuire a dargli valore attraverso forme creative di diffusione della conoscenza e soluzioni espositive e didattiche innovative e coinvolgenti. L’obiettivo: creare un ponte tra passato e futuro e sostenere la scienza quale “materia viva” per raccontare i grandi temi del presente, dalla biodiversità agricola al cambiamento climatico alla sostenibilità della filiera alimentare.
La Rete degli Orti Botanici della Lombardia supporta l’attività dei singoli orti botanici del circuito che, nel loro continuo operare per la valorizzazione delle collezioni botaniche viventi e non, nel progetto hanno voluto attuare un focus di ricerca e recupero di un nucleo del loro patrimonio da riscoprire, finora poco noto al pubblico, per farlo conoscere in maniera innovativa e condivisa.

Di seguito, alcuni focus sulle indagini condotte dai singoli orti botanici aderenti alla Rete lombarda.

SEI COLLEZIONI INEDITE

214 pomi di fine Ottocento in mostra

L’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota” ha approfondito lo studio della collezione pomologica costituita da 214 modelli in ceroplastica di antichi frutti risalente al 1887, all’epoca fornita dalla Ditta Gaspani.
Parte della collezione pomologica è attualmente esposta presso la Sala Viscontea in Piazza Cittadella – Passaggio Torre di Adalberto in Città Alta (BG), alla mostra “L’altro Orto Botanico di Bergamo. Dalla Pomona alla Città Amica delle Api dei Fiori”, visitabile fino al 31 maggio con entrata libera.

800 varietà di semi che raccontano come cambia la montagna

Il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio ha riportato alla luce da un archivio una collezione di 790 provette contenenti i semi di altrettante specie alpine raccolti negli Anni ‘50, oltre a una collezione di 162 tavole di un erbario alpino. Il lavoro sulle due collezioni intende renderle fruibili ai visitatori, creando percorsi ad hoc in giardino.

Le 183 etichette in porcellana firmate Richard-Ginori

Durante i lavori di restauro dell’Orto Botanico di Brera, appartenente all’Università degli Studi di Milano, sono venute alla luce circa 200 etichette di fine Ottocento realizzate appositamente dalla manifattura Richard-Ginori per indicare i nomi delle specie coltivate.

Grazie ad un percorso dedicato, il pubblico potrà così osservare come nel tempo la modalità per indicare l’identità delle piante è cambiata non solo per quanto riguarda il materiale usato nel realizzare i cartellini, ma anche nella quantità di informazioni fornite.

Tutti i colori del regno vegetale

L’Orto Botanico “Città Studi”, appartenente all’Università degli Studi di Milano, racconta una storia che ha fatto la fortuna e la ricchezza dell’arte e dell’industria tessile italiana: quella delle piante tintorie, ampiamente utilizzate prima dell’avvento dei coloranti di sintesi. Sono state individuate 12 tavole parietali storiche aventi per soggetto specie tintorie presenti in collezione, la cui riproduzione verrà posizionata in orto a integrare l’esistente percorso e creando un link con la collezione vivente.

Anche la botanica fa sfilare i suoi 150 modelli

L’Orto Botanico di Pavia sta lavorando alla valorizzazione di 150 preziosi modelli vegetali prevalentemente in cartapesta o gelatina, antecedenti al 1893, 135 dei quali provenienti dalle mani degli artigiani dalla Antica Manifattura Brendel (fondata da Robert Brendel nel 1866 in Breslavia, Polonia, poi spostata in Germania dal successore e figlio Reinhold Brendel) e 15 da Henrich Gässer, collaboratore tecnico del botanico Gottlieb Haberlandt attivo a Graz (1880-1910) e in seguito a Berlino. 

Droghe vegetali in viaggio: studio di 47 reperti vegetali in resina

L’Orto Botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno, appartenente all’Università degli Studi di Milano, raccoglie l’eredità delle collezioni appartenute alla Stazione botanica sperimentale dell’Azienda Farmaceutica Milanese “SIMES La Cardioterapica”, di proprietà del professor Giordano Emilio Ghirardi, e ancora oggi dedito ad acclimatazione, coltivazione e studio di piante officinali.

CS Rete Orti Botanici Lombardia_SVING

 

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Giardini in viaggio Laura Pirovano