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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

Il Parco Segantini, un’eccellenza a Milano

Uno dei viali alberati del Parco Segantini a Milano

In questo strano  periodo  di sospensione siamo portati a valorizzare i luoghi di prossimità e questo ci aiuta a riscoprire gli angoli di verde urbano che spesso trascuriamo.
Un esempio, di cui vi voglio parlare è il Parco Segantini, che avevo visitato solo al momento della sua inaugurazione e che rappresenta a mio parere uno degli esempi più interessanti e di successo nel panorama delle iniziative promosse da gruppi di cittadini consapevoli della necessità di collaborare con l’amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita in città.

Due cenni di storia. Il parco attuale sorge dove un tempo si estendeva il parco del primo Istituto di ricerca medica sui vaccini in Italia , l’Istituto Sieroterapico Milanese, fondato nel 1894 dall’immunologo Serafino Belfanti. Sull’area, al tempo della Giunta Moratti (2006-2011) era stato realizzato un insediamento residenziale con l’impegno, siglato nel 2008, di consegnare al Comune, l’intera area bonificata e riportata a” verde primordiale” cioè un grande prato senza alcuna attrezzatura. Per mancanza di fondi, il progetto, firmato dall’arch Desvigne, era stato interrotto e l’area fu lasciata al degrado più totale.
A partire dal maggio 2012 un gruppo di cittadini di Zona 5 e 6 si era messo in contatto con il Municipio 6 e con l’Assessorato comunale al verde presentando proposte per la progettazione di un nuovo Parco, compatibili con le scarse risorse pubbliche disponibili. Il gruppo, prima costituitosi in Comitato Segantini, si è poi trasformato in Associazione Parco Segantini ONLUS (ASPo) nel 2013 e da allora è – in collaborazione con il Comune di Milano – il soggetto attivatore e manutentore del parco, inaugurato ufficialmente nel 2015. Un ottimo esempio di sinergia tra pubblico e privato.
Oggi si estende per 9 ettari e rappresenta uno straordinario polmone verde per la città e un esempio progettuale che ha saputo creare valore sociale, ambientale ed economico.
Nel parco si trovano viali alberati, un boschetto di bamboo (Phyllostachis bambusoides), aree gioco, orti comunitari, sia tradizionali che nella forma di orti-giardino, prati fioriti, un grande tappeto erboso che si estende verso nord fino all’area naturalistica lungo le sponde della roggia Boniforti, un’oasi naturalistica,‘OasIncittà’ , un habitat protettivo per la fauna avicola (una trentina di specie) e terrestre che si sta gradualmente reinsediando.
Molte le specie di alberi piantati nel corso degli anni, tra cui diverse specie di aceri, carpini, pioppi, prunus, querce.
Tra le tante attività promosse dall’Associazione – oltre ai momenti ludici e di lavoro collettivo sugli orti, i cui prodotti sono suddivisi tra i soci ma anche elargiti agli enti di beneficenza – progetti di educazione alla natura per i bambini,  percorsi di integrazione corpo-mente, iniziative su cibo e salute e più di recente progetti digitali (tra cui l’attivazione di una centralina per la registrazione della qualità dell’aria).

La planimetria del parco Segantini

L’ingresso ad uno degli orti comunitari

Il boschetto-labirinto di bamboo: Phyllostachis bambusoides

Edera tappezzante alla base dei bamboo

Per info https://parcosegantini.it/il-progetto-del-parco/

video https://www.youtube.com/watch?v=WVV7-FM_Oi0&feature=emb_title

 

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Giardini in viaggio Laura Pirovano