Bergamo Maestri di paesaggio 2025: International meeting
Nuovi ecosistemi urbani il tema molto attuale della quindicesima edizione del Landscape Festival organizzato a Bergamo alta da Maestri di paesaggio/Arketipos.
Nelle due giorni sono sfilati relatori di paesi diversi e di differenti sensibilità progettuali e scale di intervento. Qui mi limiterò a segnalare alcuni relatori e progetti che mi hanno particolarmente colpita. Per una rassegna completa dei relatori con i loro profili vi rimando a https://www.landscapefestival.it/2025
Ho trovato emozionante il racconto di Mariana Siqueira, un’ architetta paesaggista brasiliana che crea giardini naturalistici per promuovere la bellezza e la diversità del Cerrado, la savana del Brasile centrale. I suoi giardini pionieristici celebrano la flora locale in composizioni che mettono in scena i fiori unici del Cerrado tra le sue bellissime erbe.Ci ha illustrato il lungo e complesso progetto di un giardino nel quale è riuscita a convincere il cliente privato a realizzare uno spazio con il recupero delle piante autoctone del Cerrado. Un progetto molto lungo e complesso (durato quasi 10 anni) che l’ha portata a studiare sul campo gli ecosistemi del Cerrado composti da foreste, praterie con e senza alberi, a fare plant hunting, a coltivare le specie native in un vivaio. Per approfondire https://www.jardinsdecerrado.com/quem-somos
Straordinari, come sempre, i progetti presentati da Katryn Gustafson, architetta paesaggista di fama internazionale con studio londinese Gustafson Porter + Bowman. Il primo: i giardini intorno alla Tour Eiffel a Parigi, frutto della vincita ad un concorso del 2019, dei quali è stata fino ad ora realizzata la prima parte che ha visto la riduzione del 35% delle superfici minerali.
Il secondo Taikoo Place, uno dei più importanti centri direzionali di Hong Kong, include uno spazio aperto e inclusivo con una rigogliosa vegetazione autoctona e scultoree installazioni d’acqua, parte di un ampio progetto di trasformazione.
Il terzo Sydney Modern Project – Ampliamento della Art Gallery of New South Wales, progetto che prevede un campus museale unitario, collegando l’edificio esistente con le nuove strutture e articolandosi in una sequenza di esperienze tra spazi aperti e giardini. Il design valorizza l’architettura del nuovo edificio della Galleria e al tempo stesso massimizza le aree a cielo aperto. Tra gli interventi principali figurano un nuovo giardino pubblico d’arte, che include la piazza d’ingresso del nuovo edificio, e la riqualificazione del piazzale antistante l’edificio esistente.
Molto interessanti i progetti realizzati a Zurigo dallo studio Vulkan presentati da Florian Strauss, che dopo aver terminato una formazione professionale in orticoltura e aver lavorato per alcuni anni come supervisore di cantiere, ha studiato architettura del paesaggio presso l’Università di Scienze Applicate di Weihenstephan e l’Università Tecnica di Monaco dal 2006 al 2012 e fa parte dello Studio Vulkan sin dalla sua fondazione nel 2014.
Toni Areal Campus, un parco urbano sul tetto a 30 metri da terra nel campus dell’Università delle arti di Zurigo aperto al pubblico. Qui due i problemi principali: tempistica molto berve e capacità di carico molto limitata.
Butzenbüel, Zurich Airport, parco inaugurato nel 2020 con due esperienze spaziali: radura con un anello di alberi che rappresenta uno spazio simbolico e la collina collegata con una piccola funicolare
Infine merita una menzione speciale l’intervento del paesaggista indiano Aniket Bhagwat che ha emozionato la platea per il suo approccio attento alle dinamiche sociali, alla memria e identità dei luoghi e per l’attenzione all’aspetto della realizzazione che implica il coinvolgimento dei giardinieri fin dalle prime fasi di ideazione dei progetti.
Tags: Maestri del paesaggio
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