search

Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

Trekking in Sardegna: tra ulivi secolari, vecchie miniere e grotte strepitose

Sono reduce da un giro a piedi lungo una breve parte del Cammino minerario di Santa Barbara in Sardegna. Il cammino è lungo circa 500 Km e articolato in 30 tappe. Noi siamo sempre partiti dal sito desolato di Carbonia, città mineraria creata dal nulla negli anni ’30 del secolo scorso, e abbiamo percorso una dozzina di Km al giorno attraversando Monteponi, Porto Pino e Candiani, e isole di San’Antioco e San Pietro.
Anche se il tempo non è stato sempre felice abbiamo potuto ammirare paesaggi molto belli e la macchia mediterranea al suo meglio.

In questa prima parte brevi cenni dell’Oasi naturalistica di S’Ortu Mannu con gli ulivi secolari, la zona mineraria di Monte Poni e la meravigliosa e insolita grotta di Santa Barbara.

Struggenti e maestosi gli ulivi monumentali (circa 700) che sono i protagonisti dell’oasi naturalistica di S’Ortu Mannu di circa 13 ettari: una gestione che si può descrivere come una multiproprietà dove ciascuno dei partecipanti si prende cura di un ulivo. Il più grande e antico è Sa Reina con un fusto di 16 metri e una anzianità di quasi 1000 anni! Stupeno l’intrico di rami e radici che lo fanno sembra una scultura misteriosa. La cosa sorprendente è che gli ulivi sono in ottima salute e in questa stagione carichi di fiori.

Sa reina

Una vista d’insieme dell’oasi degli ulivi secolari

I rami carichi di fiori

In Sardegna da metà ‘800 (dopo la promulgazione della legge che separava la proprietà del suolo da quella del sotto suolo) sono state costituite oltre 500 concessioni minerarie prevalentemente di argento, calamina (zinco) e piombo, ormai la quasi totalità dismesse negli anni novanta del secolo scorso. I più importanti tra i siti minerari erano Monteponi e Montevecchio. Noi abbiamo visitato la ex miniera di Monteponi e il villaggio minerario.
“La miniera di Monteponi era una miniera da record, con un tasso di estrazione di Zinco e Piombo tra i più alti di Italia, con la presenza di minatori provenienti da tutta l’Europa. Una storia di 150 anni fatta di invenzioni e progetti faraonici, come la costruzione di una ferrovia privata per trasportare i minerali verso il mare o lo scavo di una galleria di 6 km per estrarre le acque sotterranee e potenziare i cantieri minerari.”

Monteponi il villaggio minerario

Monteponi interno dell’edificio Pozzo Sella ora museo. La struttura aveva la funzione di estrazione ed eduzione delle acque dalle sottostanti gallerie destinate all’attività estrattiva; la costruzione risale agli anni compresi tra il 1872 ed il 1874. In tempi successivi gli ampi spazi dell’edificio hanno ospitato l’officina meccanica, le caldaie, la falegnameria e le forge.

Particlare dell’interno di Pozzo sella

Scavi di Cungias

Paesaggi molto belli fitti di una vegetazione da macchia mediterranea con tantissimi cisti bianchi (di Montepellier) ed elicrisi

…quanti nastrurzi!!

Villa Stefani un edificio in stile inglese nel villaggio Normann (intitolato all’ingegnere inglese che diresse la miniera di San Giovanni), dove risiedevano i dirigenti e gli impiegati della miniera

Il delisio erbario dipinto dagli aluni delle scuole primarie della zona introrno al villaggio Norman

La grotta di Santa Barbara è stata una stupenda sorpresa. Anche la storia della sua scoperta è sorprendente. Ha luogo nel 1952, durante uno scavo nella miniera di San Giovanni per la costruzione di una galleria ascendente: gli operai, che avevano abbattuto una parete rocciosa, si trovarono davanti uno spettacolo incredibile! Il bello è che da subito questo sito prezioso venne protetto e tutelato. Ora è visitabile con una visita guidata di un’ora: vi si accede con un trenino, muniti di caschetto, poi si sale con ascensore e su una ripida scala a chioccciola si arriva all’ingresso della grotta. Davvero una sorpresa la vista di questa grandissima cattedrale sotterranea. “La grotta è un caso esemplare per i cristalli tabulari di barite bruno scuro che ne tappezzano le pareti e si apre tra lo strato roccioso di calcare ceroide e la dolomia gialla silicizzata, formazioni del Cambrico inferiore che risalgono a circa 500 milioni di anni fa”.

Grotta di Santa Barbara: alcune delle colonne raggiungono i 6 metri di diametro

Grotta di Santa Barbara

Grotta di Santa Barbara

Trackback dal tuo sito.

Commenti (1)

  • Avatar

    Nicoletta

    |

    Laura che bel lavoro! Anche molto utile come memoria di questo bellissimo trekking. Grazie

    Rispondi

Lascia un commento

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Giardini in viaggio Laura Pirovano