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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

Quando il tram arrivò a Milano, di Riccardo Rossetti

Esempio di fiacres

Il trasporto pubblico milanese risale al periodo napoleonico, quando nel 1801 il viceré Eugenio Beauharnais inaugurò un servizio di fiacres: carrozze a quattro posti, trainate da una coppia di cavalli, un vetturino e un aiutante. Nel 1813 venne costituita l’Impresa Generale delle Diligenze e Messaggerie e nel 1827 furono introdotti i velociferi (per i percorsi più lunghi, solitamente extraurbani) e gli omnibus (per spostarsi in città). Con la rivoluzione della strada ferrata, il primo treno Milano/Monza (stazione di Porta Nuova,1840), anche il trasporto pubblico cittadino si adeguò di conseguenza. Le ferrovie a cavalli erano già presenti in Europa centrale e in America ma, causa le maltenute e anguste strade meneghine, si optò ancora per i classici omnibus. Nacque così, nel 1861, la S.A.O. (la Società Anonima Omnibus) che prese ufficialmente servizio alle 7:30 del 1° gennaio 1862: 9 linee che partivano da Piazza del Duomo, con sala d’aspetto al civico 23. Costo del biglietto, 10 centesimi durante il giorno e 15 al calar del sole.

Prende servizio in Piazza del Duomo

Intorno al 1863 si cominciò a pensare alla prima tramvia milanese lungo tutto il perimetro della vecchia Strada di Circonvallazione: Montenero, Premuda, Piave, Vittorio Veneto, ecc.: lo scopo era alleggerire il traffico, soprattutto commerciale, all’interno della cinta cittadina. La burocrazia bloccò tutto e si dovette attendere l’otto luglio 1876 per vedere i primi tram a cavalli: la Milano/Monza, con partenza da Porta Venezia e binari lungo lo Stradone di Loreto (Corso Buenos Aires).

LA LINEA MILANO-MONZA IN PARTENZA DA PORTA VENEZIA: SULLA DESTRA, IL LAZZARETTO

Finalmente, dopo infiniti tira e molla in consiglio comunale, nel 1878 iniziarono i lavori per le rotaie sulla Strada di Circonvallazione. Da quel momento l’espansione della rete urbana non si fermò più: nel 1886, tutta la Circonvallazione era stata coperta e 11 linee radiali e 125 vetture fecero di Milano una città europea vera e propria.

Nel 1890 si inaugurò in Italia la prima tramvia elettrica, la Firenze/Fiesole e, poco dopo, la Edison ottenne la concessione per i tram elettrici milanesi, decretando l’inizio della fine per la povera S.A.O. L’ uno novembre 1893 il primo tram elettrico Edison partì da Piazza del Duomo con destinazione Arco della Pace (Porta Sempione).

INAUGURAZIONE DEL TRAM ELETTRICO DELLA EDISON

Il giorno dell’inaugurazione una vettura prese pure fuoco ma il Comune di Milano rilasciò comunque in seguito una concessione ventennale alla Edison: dal 1897 al 1916. Nacque in quegli anni l’Ufficio Tramviario Municipale. All’inizio del XX secolo i tram a cavalli erano ormai andati in pensione e una moderna rete elettrica di 83 km copriva Milano. Allo scadere del contratto con la Edison il Comune rilevò tutto, apportando diverse migliorie al trasporto pubblico: nel 1926 venne introdotto il senso unico e la circolazione, tram compresi, passò da sinistra a destra. Insomma, fino a quel momento si era viaggiato all’inglese. E a proposito di inglese, se qualcuno si fosse domandato perché qui da noi si dica tranvia o tranviere, è un’eredità del Ventennio, sotto antistaminici per ogni temine anglofono. La M fu sostituita con la N e, per suggellare la nuova semantica, nel 1931 arrivò l’A.T.M. (Azienda Tranviaria Municipale) …Ringraziamo almeno che non si sia giunti a dire, vado a prendere il tran.

Piazza Duomo, fine 800 inizio 900.JPG

Tempi comunque andati, fatti di pavé ben curati e scintillanti cavalli d’acciaio. Oggigiorno è la metropolitana a far da padrona: comoda, rapida e sempre apprezzata perché ci risparmia dall’odierno caos della superfice. Ma un superstite, ormai prossimo al secolo, di un’era meno caotica che viaggiava alla luce del sole e non nel sottosuolo, circola ancora per le nostre vie: il leggendario tram modello ‘28(anno del primo servizio), costruito dalla Breda. Con un’Indistruttibile meccanica, affidabile come mai sarà la delicata e digitale elettronica ma, soprattutto, concepito per districarsi e non intasare le minute strade milanesi, resite ancora allo schizofrenico scorrere del tempo: ad oggi è il tram più vecchio del mondo ancora in circolazione. Ne abbiamo venduti tanti a San Francisco, le Milan Cars, desiderosa di mantenere la propria tradizione dei cari e vecchi tram.

Il mitico modello ’28

Di contrappunto, la flotta della vecchia guardia meneghina si assottiglia di anno in anno. La adorano i turisti e manca tanto ai suoi concittadini ma a Milano il passato, anche quando affidabile e prezioso, non è mai stato vanto; è orpello.

Ma ora, senza ulteriori indugi, mì a vù a ciappà el tràmm!

 

 

 

 

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