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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

La Certosa di Calci e il museo di storia naturale

La splendida facciata barocca della certosa in un contesto ambientale stupendo

Sono rimasta davvero colpita dalla visita di questo luogo unico. A parte l’architettura, molto bella, unica la collezione del museo di storia naturale dove si scoprono tantissimi mammiferi impagliati e scheletri completi di cetacei, in primis di una balenottera lunga più di 20 metri. Luogo incantato poi la wunderkammer con soffitto di conchiglie e rettili e vetrinette colme di reperti i più strani e disparati.

La Certosa di Pisa a Calci è un bellissimo complesso monumentale alle pendici del Monte Pisano, a pochi chilometri da Pisa. Fondato nel 1366 da una famiglia di certosini, è stato ampliato tra il XVII e il XVIII secolo e oggi si presenta come uno splendido monumento barocco inserito in un contesto paesaggistico fortemente suggestivo. Nel 1972 la Certosa, abbandonata dai pochi monaci rimasti, divenne Museo Nazionale, mentre nel 1979 la parte occidentale del complesso fu concessa in uso perpetuo e gratuito all’Università di Pisa, che vi fondò il Museo di Storia Naturale, da allora ampliato, arricchito e rinnovato con collezioni  che sono il percorso di visita del Museo di Storia Naturale si snoda all’interno della Certosa nei locali più “umili”, quelli utilizzati dai monaci conversi nei lavori quotidiani: cantine, magazzini, frantoio, falegnameria, fienile e così via. Questi locali riprendono oggi nuova vita ospitando le prestigiose collezioni del Museo, frutto di quasi 500 anni di storia. Si tratta di collezioni uniche per importanza storica e scientifica, che comprendono reperti di zoologia, paleontologia e mineralogia, oltre agli animali vivi ospitati nel più grande Acquario d’acqua dolce d’Italia. In quello che era originariamente il granaio della Certosa, utilizzato dai monaci come essiccatoio per i loro raccolti, oggi è allestita la Galleria dei cetacei,uno degli spazi espositivi più grandi al mondo dedicato ai cetacei, dove è possibile osservare gli scheletri dei tre più grandi mammiferi viventi sulla Terra: la balenottera azzurra, la balenottera comune e la balenottera boreale, oltre ad alcuni esemplari particolarmente rari e importanti come il mesoplodonte di Bowdoin.

Nella sala dedicata all’evoluzione umana, tra le ricostruzioni a grandezza naturale di specie estinte di ominini (il gruppo di primati che comprende l’uomo e i suoi parenti estinti) ce n’è una che è possibile osservare soltanto qui, quella di Homo naledi, specie vissuta tra 335.000 e 236.000 anni fa, con caratteristiche intermedie tra Australopithecus e Homo, scoperta nel 2013 in Sudafrica in due grotte del complesso chiamato Rising Star Cave.

Molto bello il paesaggio circostante con uliveto e frutteto e il piccolo giardino naturalistico

Rosa banksiae Lutea

Euphorbia spinosa

 

 

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Giardini in viaggio Laura Pirovano