Intorno ai giardini degli scrittori
Luca Bergamin, giornalista e scrittore, accompagna il lettore in un viaggio insolito alla scoperta delle passioni botaniche e dei giardini che sono stati fonte di ispirazione e di dedizione di una quarantina di scrittori della letteratura mondiale. L’ autore spazia dai ginepri sardi amati da Deledda, fino al meleto che Tolstoj realizzò per la madre, visita – tra gli altri – i giardini di Goethe, Cioran, Neruda, Gide e indaga le ossessioni floreali di Agatha Christie, Virgnia Wolf e Henry James.
Gli scrittori si presentano come coltivatori (Orwell con le sue rose, Manzoni con gli amati platani e le ortensie), attenti osservatori (come Calvino tra Sanremo, Roccamare e Roma, Saramago tra i cactus di Lanzarote, Dickens da Genova al Kent), esteti come i giardini di Boboli amati da Dostoevskij e il Marchese de Sade, idealizzatori (i giardini labirinto di Borges, Villa Medici con Keats e Chateaubriand). Infine vengono raccontati ,nell’ultimo capitolo, gli architetti disegnatori attraverso i giardini ideati e curati da Jane Austin nell’Hampshire, Morselli nel parco sotto il Monte Rosa, Kipling nel Sussex, Rousseau in Val-d’Oise e a Chambéry, Wharton tra The Mount e il Sud della Francia.
“I giardini e gli spazi all’aperto svolgono un ruolo centrale nei romanzi di Jane nono solo perchè sono ottimi espedienti letterari, ma anche perchè Jane amava stare nella natura tanto quanto i suoi personaggi” così nelle parole dell’autrice Molly Williams che si propone di creare un compendio dei riferimenti botanici presenti nei principali romanzi della scrittrice.
Si passano in rassegna momenti della vita di Jane Austin, le sue piante preferite, si offrono consigli pratici per coltivare frutti e ortaggi, per preparare l’acqua alla lavanda, ghirlande decorative, o lo sloe gin e nel contempo si illustrano gli stili del giardino e la gestione dei boschi nell’età della Reggenza. Tante citazioni dalle meravigliose opere di Austin dove si scoprono le sue passioni botaniche e i suoi parchi preferiti.
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