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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

In ricordo di un grande personaggio del mondo dei giardini: Michaeljon Ashworth

Il 15 settembre è mancato Michaeljon Ashworth, un carissimo amico e un grande ‘garden guru’ come scherzosamente amava definirsi. I funerali si svolgeranno a Manchester in forma intima il prossimo 9 ottobre.
Personalità poliedrica, MJ, di grande cultura, storico dei giardini e finissimo botanico. Umanamente una persona molto sensibile e con un umorismo straordinario, capace di essere allegro e vitale ma sempre con un fondo di tristezza, credo. Adorava l’Italia, dove aveva vissuto e lavorato per alcuni anni. Per questo parlava perfettamente l’italiano conoscendone tutte le sfumature, ma era così piacevole ascoltarlo parlare il suo meraviglioso inglese colto.

Con Silvia Ghirelli, la sua più grande amica, abbiamo pensato di raccontarlo brevemente dedicando questo breve scritto a tutti coloro che lo hanno conosciuto e per farlo conoscere a chi non lo ha incontrato.

Comincio io e poi passerò la parola a Silvia.

Ho conosciuto Michalejon nel 2002 durante il mio primo viaggio alla scoperta dei giardini inglesi in uno dei tanti tour organizzati dalla Manchester Language School diretta da Bill e Judith Godfrey, dei quali MJ era la guida scientifica.
Bill così lo ricorda “Everything about MJ was big: his knowledge, his life experience, his generosity, his sense of humour, his friendship and of course the man himself.  In the words of our brother in law  ‘ He will leave a big space in the corner of the room”.

Una guida davvero eccezionale che ti insegnava a ‘leggere’ i giardini e che ti raccontava quasi ogni pianta che vi si incontrava (e le sapeva identificare tutte). Quante volte negli anni gli inviavo fotografie di una pianta di cui non conoscevo il nome e lui mi rispondeva prontamente non solo indicandomi il nome di genere/specie/varietà ma anche descrivendone puntualmente ogni caratteristica.
Da quel primo viaggio alla scoperta di alcuni straordinari historical gardens siamo diventati amici, l’ho incontrato in tanti altri viaggi e lui è venuto varie volte a trovarmi nella nostra casa a Laveno.

Mj nel nostro giardino mentre fa piccole talee

Prima della visita giornaliera ai giardini previsti nel programma teneva sempre un breve speech per darci alcuni sintetici ma profondi strumenti di lettura.
Riguardando i miei appunti ritrovo questa distinzione delle tipologie di giardini che MJ ci proponeva.
‘Walk gardens’, come Biddulph Grange, ‘you must move in order to appreciate it; you must follow a particular root in order to understand the concept of the garden’.
‘View gardens’, gardens for the eyes, as a carpet, to view from the house
‘Room gardens’, dei quali il più iconico resta Sissinghurst
‘Every garden could be a combination ot the three models’

Ecco uno dei tanti schemi che disegnava per spiegarci come si può analizzare un giardino


MJ ci diceva che non bisognerebbe mai guardare delle foto di un giardino prima di visitarlo perché la visita di un giardino è una esperienza da vivere direttamente. Come è vero in un periodo di proliferazione quasi insopportabile di immagini!

Con MJ ho potuto visitare lo straordinario giardino di Charles Jencks in Scozia, che così veniva raccontato con le sue parole ‘Visiting this garden is an extraordinary experience. It’s a landscape of twists, folds and waves of energy. It speaks in terms of complexity, science, chaos theory as well as the traditional gardens of China (a special interest of Jenck’s late wife, Maggie). All the senses are stimulated to the highest level of thought and contemplation’.

Michaeljon nel giardino di Jencks a sinistra Bill Godfrey e a destra Clare Littlewood

Michalejon e Silvia Ghirelli erano legati da una amicizia profonda, quasi un rapporto fraterno. Mi racconta Silvia che ogni inizio e fine di giornata erano accompagnati da un messaggio di Mj, di saluti, piccoli pensieri e giochi di parole.

Silvia e MJ ad una lezione di acquerello durante un viaggio

Ma ora lascio la parola a Silvia che ci racconta ciò che lui ha rappresentato per lei, sia come amico che come maestro.

‘MJ era una persona autentica, estremamente sincera, colta e ricca di ironia.

La prima cosa che ho appreso da MJ è stata la capacità di guardare i giardini (e con lui pensate che ne ho visitati oltre 100!). Prima, ogni volta che visitavo un nuovo giardino, scattavo tante fotografie in modo un pò compulsivo, poi, a poco a poco, da lui ho imparato a guardare con i miei occhi senza filtri e non solo attraverso l’obiettivo. In questo modo i particolari dei giardini mi sono restati impressi molto di più di prima, è stato come rievocarli con gli occhi della mente.

MJ aveva una straordinaria conoscenza delle piante, tra di noi era come un gioco a chi riconosceva prima una varietà (ma vinceva sempre lui!). Ecco, un altro insegnamento che ho ricevuto da lui è stato proprio lo stimolo a continuare lo studio del mondo vegetale con curiosità e passione.

Mi colpiva la sua felicità ‘come un bambino in un negozio di giocattoli’. Infatti le tante volte che soggiornava da me era sempre intento a sfogliare e a studiare i libri della mia biblioteca di giardini e paesaggi (che oggi conta più di 5000 volumi): così scoprivo, grazie al suo fiuto, delle ‘chicche’ che non avevo notato prima tra i miei tanti libri.

Dell’Italia Michaljon amava tutto, dalla cultura, al paesaggio, alla cucina, ma soprattutto amava profondamente i giardini italiani, dei quali conosceva storie e notizie curiose del tutto sconosciuti ai più.

Un sogno che non ha potuto realizzare era proprio quello di scrivere il suo ‘Decameron dei giardini’ – così amava chiamarlo – un racconto dei 10 giardini da lui preferiti e studiati: da villa Rufolo a Ravello, alla Gamberaia di Settignano, a villa Lante, alla Foce in val d’Orcia.

Ci mancherai tanto MJ!

 

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Commenti (1)

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    Manuel

    |

    Grazie mille .
    Un caro saluto
    Manuel

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Giardini in viaggio Laura Pirovano