mar 28 2014

Le giornate di studi di Orticola dal primo dopoguerra agli anni ottanta

Pubblicato da alle 3:31 pm nella Giardini e luoghi

Arrivate al III appuntamento, le giornate di studio di Orticola – curate da Filippo Pizzoni e Margherita Lombardi – che si sono svolte alla Galleria d’arte moderna di Milano il 27 e 28 marzo 2014, si confermano un appuntamento molto qualificato e stimolante per la capacità di intrecciare tanti diversi sguardi disciplinari sul mondo del giardino e delle piante del nostro paese.
Come impressione generale quella di una vivacità non sempre conosciuta che ha visto nel passato l’emergere di tante eccellenze, di tanti saperi, alcuni forse un pò persi di vista oppure nascosti allo sguardo dalla nostra tendenza a vedere il meglio del giardino nei paesi anglosassoni.
Per esempio il grande ruolo che ha rivestito nella nostra cultura del verde la rivista Il giardino fiorito nato nel 1931 per iniziativa della Società Italiana Amici dei Fiori e che ha visto tra i suoi illustri collaboratori i coniugi Calvino (da non perdere il piccolo libro pubblicato nel 2011 da Donzelli “250 quesiti di giardinaggio risolti”), Pietro Porcinai, Cecil Pinsent, Domenico Icardi (solo per fare alcuni nomi) e che ha cessato le pubblicazioni nel 2007.
Dalla rassegna è emersa anche la storia così ricca delle ibridazioni delle rose italiane che, secondo il bel quadro che ne ha fatto Michela Mollia, ha contato nel periodo preso in esame 465 varietà di rose (Fratelli Ingegnoli, Cazzaniga, Icardi, Fratelli Giacomasso tra i più importanti ibridatori).
Molto interessanti i contributi di Annamaria Conforti Calcagni sul revival del giardino all’italiana negli anni venti dopo l’innamoramento del giardino paesaggistico che aveva visto la trasformazione di molti giardini formali del nostro paese e di Giorgio Galletti che ha illustrato la figura e l’opera del grande Cecil Pinsent tra revival e nuovo stile.
Uno spaccato della storia del vivaismo italiano è stato tracciato da Francesco Mati, rappresentante della quarta generazione dell’azienda Piante Mati di Pistoia, dai primi innesti degli anni venti che vedevano in primo piano il know how italiano in tutta Europa, la grande professionalità dei giardinieri e la cultura delle piante degli anni ’30.’40 e ’50,  fino ai problemi dell’oggi: il calo drammatico dell’occupazione nel settore, la diminuzione delle barriere alla concorrenza per l’emergere della produzione fuori terra e la diminuzione del vantaggio competitivo delle piante italiane, complici gli appesantimenti burocratici e amministrativi.
Da segnalare che Francesco Mati ha appena pubblicato un ebook di divulgazione botanica per bambini: Linneus, distribuito su Itunes.
Molto belli e approfonditi i ritratti del Vittoriale (a cura dello storico e antropologo Federico Carlo Simonelli) , ultima vera opera di D’Annunzio  che lo concepì come foresta di simboli vivi e che lo vide impegnato negli ultimi trent’anni di vita assieme all’architetto Giancarlo Maroni e del giardino di Ninfa fatto da Giuppi Pietromarchi, cresciuta alla scuola del padre Benedetto Sgaravatti.
Maria Pia Cunico ha presentato un ritratto a tutto tondo del grande Pietro Porcinai con riguardo speciale al suo utilizzo della vegetazione; significativa della sua poetica la dichiarazione del grande paesaggista che suona più o meno così “Quando le piante vivono fra loro in piena armonia associativa, anche il loro portamento e la loro forma esprimono una perfezione armonica e tale armonia di rapporti si estende anche al colore”.
Intrigante la bella rassegna dei fiori e delle piante come gioelli presentata da Francoise Izaute.
A concudere i lavori Francesca Marzotto Caotorta, che  nella sua bella rassegna “Il giardino ha bisogno anche di parole” , ha ripercorso la straordinaria figura di Ippolito Pizzetti e della sua stupenda avventura editoriale sia con “Pollice verde”, la rubrica tenuta sull’Espresso per otto anni fino al 1983 e, soprattutto con la mitica collana “Ornitorinco” di Rizzoli i cui titoli oggi sono quasi introvabili e che sarebbe bello che fossero ripubblicati (a questo proposito per una panoramica di tutti i titoli usciti nella collana si veda il recente “Gli ornitorinchi di Ippolito Pizzetti”, edito da Pendragon) per arrivare alla creazione di Gardenia nel 1983, di cui fu l’ideatrice e il primo direttore.
Per il programma delle giornate e per consultare le relazioni http://www.orticola.org/orticola/?page_id=5546

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