Healthscapes per la XXII edizione delle Giornate di studio sul paesaggio
La ventiduesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, in programma giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, sarà dedicata al tema Healthscapes. Il paesaggio, il senso contemporaneo della cura e l’equivoco del benessere.
Ecco come è sviluppato il tema dalla presentazione della Fondazione
Il neologismo Healthscapes, fondato sull’unione delle parole “salute” e “paesaggi”, non indica un concetto circoscritto e facilmente delimitabile ma, piuttosto, tiene insieme svariate questioni che trovano un denominatore comune nell’influenza che l’ambiente fisico (e più in particolare il paesaggio) esercita, in molti modi diversi, sul benessere e la salute dei viventi, così come è stata definita.
Si pensi, ad esempio, e non solo in prospettiva antropocentrica, alla salubrità/tossicità dell’aria, dell’acqua e del suolo; alla disponibilità o meno, nelle città, di spazi accessibili a tutti per l’esercizio fisico e la socialità, per coltivare il proprio cibo o, semplicemente, per entrare in contatto con la natura e goderne tutti i ben noti benefici, ampiamente dimostrati sia a livello fisico sia a livello psichico.
I luoghi incidono sulla salute anche a causa di una serie di problematiche legate alla loro condizione, così come viene percepita da chi li abita: dall’inevitabile spaesamento che si prova di fronte all’omologazione, banalizzazione e, in alcuni casi, distruzione del paesaggio fino alle sensazioni di angoscia e depressione causate proprio dal degrado di ambienti nei quali si vive ma non ci si riconosce più. La devastazione dei paesaggi spesso corrisponde alla devastazione dello stato d’animo degli abitanti che male sopportano lo stravolgimento dei loro luoghi di vita, tanto più quando questo è determinato da trasformazioni calate dall’alto con regole imposte senza alcuna mediazione.
Allargando lo sguardo alla scala planetaria, si pensi agli effetti del clima sulla salute dei viventi e agli impatti che hanno avuto le sue variazioni nella storia della vita sulla Terra, tutte manifestazioni della connessione tra la salute del pianeta e quella dei suoi abitanti, che si può riassumere nell’efficace espressione one health. Una salute “unica” messa a dura prova, soprattutto nelle giovani generazioni, anche dalle conseguenze, dal punto di vista psicologico, della consapevolezza degli effetti disastrosi dei comportamenti umani rispetto all’emergenza ecologica (ecoansia).
In questo quadro, il progetto paesaggistico, alle diverse scale, a partire dal proprio giardino, ha un ruolo decisivo (insito nella definizione stessa della pratica) nel disegno consapevole e responsabile di luoghi dedicati alla cura dei nostri corpi e delle nostre menti e, prima ancora, di ambiti urbani concepiti per il benessere, individuale e collettivo, di chi li abita; inclusivi del mondo animale, vegetale e minerale; orientati al ripensamento radicale che la crisi ambientale di questi tempi ci mette di fronte e che appare non più rimandabile.
Informazioni pratiche
Ingresso libero senza obblighi di prenotazione fino ad esaurimento di posti con traduzione simultanea e diretta streaming nel canale Youtube della Fondazione
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