Ogni anno è bello andare a vedere le Magnolia stellata in fiore nel chiostro di Santa Maria delle Grazie a Milano: è uno spettacolo davvero magico con le piccole magnolie candide e sullo sfondo la bella cupola bramantesca di una delle più belle chiese milanesi.
Magnolia stellata bel chiostro di S. Maria delle Grazie a Milano
Pubblico questo invito di Fedrighini per una discussione sull’area C di Milano martedì 6 marzo
Cari Amici,
vi invito a partecipare a un convegno organizzato dal Movimento Milano Civica per discutere sulle misure antitraffico e antismog.
Il titolo è eloquente: “Aria nuova in Area C?”. Mi sembra un’iniziativa importante e utile, alla presenza di un rappresentante della Giunta (l’assessore Granelli), perchè cerca di superare finalmente la dimensione delle opposte (e un po’ ottuse) tifoserie urlanti su Area C, per informare e ragionare, senza propaganda né pregiudizi, nel merito delle cose fatte e da fare per migliorare Milano lungo il solco tracciato dai cinque referendum; questo grazie anche al contributo, in qualità di relatori, di validi dirigenti dell’Amministrazione comunale.
Vi invito a partecipare, l’appuntanento è per MARTEDI 6 MARZO 2012, ore 18.30, in Sala Alessi a Palazzo Marino, piazza Scala.
FATE GIRARE, per favore. INFORMAZIONE E’ PARTECIPAZIONE!
Un caro saluto,
Enrico Fedrighini Portavoce Comitato Promotore MilanoSiMuove
Verdi Ecologisti e Civici di Milano
Dal 18 al 20 maggio ripartirà la manifestazione Franciacorta in fiore, rassegna di rose ed erbacee perenni che prevede l’esposizione di alcuni giardini effimeri. Per partecipare al concorso “Il bel giardino di casa nostra” che prevede due sezioni – 1 per progettisti del verde e 2 per le scuole e le famiglie ocorre inviare la scheda di iscrizione
Segnalo due mostre, una appena inaugurata e una di prossima apertura
I paesaggi di Tiziano, a Palazzo Reale di Milano fino al 20 maggio. In realtà di Tiziano ci sono solo quattro quadri ma la mostra è molto interessante perchè il curatore Mauro Lucco, dotto studioso di pittura veneta, ha una tesi originale secondo la quale il paesaggio nella pittura nasce prima del 1700 ed è già un tema con una sua dignità nella pittura veneta del 1500. Nell’esposizione le opere sono ragguppate per temi e non in semplice ordine cronologico e questo risulta molto stimolante e consente di fare accostamenti fra pittori diversi. Personalmente ho trovato stupendo “Susanna e i vecchioni” di Lorenzo Lotto che pare una stupenda sintesi tra figure umane, architettura e paesaggio-giardino; notevoli le madonne con bambino di Cima da Conegliano con paesaggi che non sono più solo invenzioni di fantasia. Ho poi scoperto un pittore fiammingo trapiantato in Veneto, Lambert Sustris che dipinge paesaggi molto moderni e suoi sono tra l’altro gli affreschi della villa dei vescovi di Luvigliano (PD9, patrimonio del Fai, di cui in mostra sono visibili delle immagini.
Lambert Sustris, Paesaggio con battesimo di Cristo
Giardini di Luce, del pittore impressionista spagnolo a Ferrara, Palazzo dei Diamanti , dal 17 marzo al 17 giugno. La mostra è dedicata alla produzione matura del pittore che, all’apice della sua notorietà, cominciò a realizzare, solo per se stesso, opere che hanno come tema privilegiato il giardino
Ancora un contributo di Federica Raggio che ci parla del fascino del giardino d’inverno raccontandoci un luogo molto suggestivo: Serre de la Madone, vicino a Mentone.
Nell’immaginario collettivo più automatico i giardini durante l’inverno sono associati a luoghi tristi, malinconici e scarsamente interessanti. Non è affatto così !
E ancor meno lo si può dire se si tratta di giardino mediterraneo.Questa è la stagione in cui tutti i verdi sono più splendenti, luminosi e vibranti; per le piante lontana è la memoria della canicola estiva che costringe ogni forma di vita al letargo per garantirsi sopravvivenza in quei periodi in cui l’acqua è scarsa o del tutto assente e il sole brucia.Alcune spettacolari fioriture autunnali si protraggono fino a questa stagione o proprio nell’aria tersa e fresca dell’inverno cominciano le loro danze isolate.Le infinite tonalità di verdi e le tessiture delle foglie hanno pieno possesso della scena. La vera struttura del giardino su mostra allo sguardo del visitatore. È ciò che succede a poca distanza da noi. È sufficiente raggiungere la riviera ligure di ponente e da Ventimiglia a Nizza è un costante susseguirsi di giardini storici e giardini botanici, la cui massima concentrazione è nella città di Mentone, a pochi chilometri dal confine italo-francese.Qui, su una superficie incredibilmente limitata, si incontrano realtà quasi inimmaginabili.Nel mentonese il clima invernale è particolarmente mite e le estati non sono mai eccessivamente calde. Dalla seconda metà dell’ 800 una combriccola di aristocratici, soprattutto nord europei, tubercolotici ma illuminati e capacissimi di intendere e volere, decise di trasferire la propria dimora in questa regione, fonte di benessere per il corpo e per lo spirito. Le grandi possibilità economiche e l’entusiasmo generato dalla possibilità di sbizzarrire l’estro botanico, diedero avvio alla costruzione di eccentriche architetture (è piena Belle Ecoque) e meravigliosi giardini, spesso finalizzati a luoghi sperimentali per l’acclimatamento di molti generi botanici portati dai tropici.Solo nella città di Mentone, che Guy de Maupassant definì “L’ospedale del mondo e il cimitero fiorito dell’aristocrazia europea”, se ne contano cinque, tutt’ora in ottimo stato di conservazione e aperti al pubblico.
Mi sento quasi di casa a Villa Hanbury, visitata ogni volta che mi spingo fino all’estrema punta del ponente ligure, ma la sensazione di stupore che ho provato il pomeriggio dicembrino quando sono entrata per la prima volta a Serre de la Madone, mi fa sentire traditrice irrazionalmente appagata.
La proprietà è situata su una collina nella Valle del Gorbio, alle spalle di Mentone. Acquistata nel 1924, la villa ha subìto opere di restauro e ampliamento e i giardini sono stati concepiti e creati in un arco di tempo che spazia dal 1924-1939 alla morte del proprietario Lawrence Jonhston, stesso proprietario e ideatore del più celebre giardino di Hidcote Manor, in Gloucestershire UK, ora proprietà del National Trust.Sono la manifestazione di un meraviglioso equilibrio tra architettonico, paesaggistico e libera macchia mediterranea. Lo staff che si occupa della cura del giardino, sembra essere ancora coordinato dal padrone di casa in persona. Alla morte di Johnston, avvenuta nel 1959, è passato per le mani di svariati proprietari che hanno solo minimamente modificato l’assetto originale e dal 1999 è di proprietà del Conservatoire du Littoral, che si avvale di collaborazioni con nomi quali Gilles Clement.Il giardino raccoglie molti temi. Il principale è quello del giardino esotico, tema di grido in quell’epoca. Il tocco di genialità e grandezza di Johnston è stato quello di riuscire a celebrare l’esotico escludendo a priori l’utilizzo di palme (ad eccezione delle poche presenti), simbolo di esotico per i suoi gusti già troppo inflazionato e scontato. …..un po’ come se noi riuscissimo a far capire che il giardino mediterraneo non è fatto di soli olivi e melograni centenari come si vedono svettare da certi terrazzi milanesi…Dal genio del grandissimo conoscitore e studioso della flora tropicale, è scaturita a una incredibile collezione di piante tropicali tra le più insolite.Come se tutto ciò non bastasse, i sei ettari di terreno, parzialmente in pendenza, gli hanno permesso di soddisfare parecchi capricci paesaggistici. Giardino italiano, moresco, oliveti e agrumeti, specchi d’acqua, serre fredde e limonaie, libera macchia mediterranea sono altri temi che l’ardito Johnston ha sviluppato con garbo, sapienza e originalità.Una giornata invernale svela tutta la poesia di un luogo in cui le fioriture diventano sorprese che appaiono all’improvviso all’incedere tra sentieri e viali di questo giardino veramente magico.
giardino della serra fredda gioco d’acqua circondato da esedra inverdita con Podranea brycei e Pandorea jasminoides, anticipa il percorso che conduce alla serra fredda e ad un boschetto di Podocarpus e altre collezioni
il giardino arido e la pergola visto dalla fascia superiore. Si intravvede il “pensatoio” di L.Johnston, un tavolo in pietra e una seduta sotto il magnifico esemplare di Nolina longifolia
Da sotto l’ombra di un carrubo (Ceratonia siliqua) una vasca d’acqua con decori in ciottoli assolve la funzione di riserva d’acqua per i periodi siccitosi. Sullo sfondo la Nolina e l’alto muro del terrazzamento del giardino dei Platani
“Il giardino di verzura” visto dalla sotto l’ombrello-carrubo. Un prato formalmente delimitato da siepe di bosso è cinto da una collezione di Acacie. In gennaio le chiome sono già tutte puntate dai fiori che compariranno a partire da marzo. I giochi di verdi sono uno spettacolo inaspettato.
Una delle due sfingi in terracotta rossa fa da vaso ad una comune felce e sullo sfondo, alla base delle Aralia, Chasmanthe bicolor.
Giardino dei platani o Giardino alla francese è su un piano leggermente ribassato rispetto alla serra calda e la grande vasca. Platanus orientalis e quattro aiuole di bosso compongono un disegno formale con al centro una piccola fontana.
Dalla vasca con la Madonna nascosta dai papiri ancora verdi, si leggono i diversi terrazzamenti che conducono verso la villa attraverso giardini tematici con un’importante collezione di proteaceae e mirtaceae.
La villa “Casa Rocca”. Tecoma capensis, una bignoniacea dalle fioriture generosissime.
La vasca del Giardino moresco in assetto invernale. Il Papiro si sta spegnando e appaiono i vasi delle Nymphaea sp dal fondo dalla vasca svuotata. Una quercia aggiunge una tinta autunnale.
Il dehors sul prospetto sud sotto il terrazzamento del giardino moresco. La macchia gialla è Senecio grandifolius
Pubblico questo invito di Emilio Battisti per un incontro martedì 28 febbraio presso il suo studio a Milano per fare il punto sui problemi della mobilità a Milano a seguito dell’istituzione dell’area C
Care Amiche e cari Amici,
dopo i Navigli torniamo a interessarci dei cinque referendum consultivi prendendo il considerazione l’esito del primo di essi, a seguito del quale la nuova giunta ha varato Area C con i significativi effetti che sono sotto gli occhi di tutti.La congestione da mobilità individuale si è ridotta sia in centro che in altre aree, il trasporto collettivo migliora le sue prestazioni in termini di velocità commerciale e di frequenze e, cosa più importante da sottolineare, la città sembra prendere coscienza che vi è un altro modo di muoversi.I pregiudizi ideologici, strumentali e d’interessi non l’hanno fermata e la nuova amministrazione si è dichiarata disponibile ad esaminare ed affrontare le inevitabili contraddizioni che caratterizzano decisioni che coinvolgono abitudini consolidate dei cittadini della cui problematicità ci ha reso edotti Guido Martinotti con il suo interessante articolo del dicembre scorso (clicca qui).E’ quindi opportuno stimolare una riflessione su come perseguire in forma compiuta e innovativa una mobilità ancora più razionale in una città in grado di offrire a chi ci vive e lavora una maggiore qualità di vita e di servizi, anche in previsione di Expo 2015 che resta la nostra principale preoccupazione.Sollecitato da Arcipelago Milano, Club Porto Franco e Milano Civica, ho ritenuto opportuno avviare un confronto su come valorizzare i positivi effetti di Area C, declinando il tema della mobilità nei suoi vari aspetti per stimolare ed accrescere la condivisione, stimolando il contributo di idee, esperienze e professionalità mediante un ciclo di incontri che possano favorire l’ individuazione di affinamenti adottabili nel breve, medio e lungo periodo.
Nel primo incontro si confronteranno:
Davide Corritore Direttore generale del Comune di Milano e Vittorio Biondi Direttore del settore territorio di Assolombarda su ‘Razionalizzazione organizzativa nella società dei servizi: mobilità delle informazioni per una minore mobilità delle persone’.
Franco D’Alfonso Assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo e Marketing territoriale e Simonpaolo Buongiardino Presidente di Meglio Milano, Associazione per la qualità della vita a Milano su ‘Razionalizzazione nei processi di approvvigionamento in una metropoli competitiva e ad alta vocazione terziaria’.Hanno annunciato la propria partecipazione all’incontro oltre a Pierfrancesco Maran Assessore a Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde, Marco Troglia di Quaeryon, Nicola Cattabeni del Network Agenzie Assicurazione Lombarde e Giorgio Spatti esperto di trasporti e logistica.
Io introdurrò brevemente l’incontro lasciando il coordinamento degli interventi a Mimmo Merlo
VI ASPETTO MARTEDI’ 28 FEBBRAIO ALLE 17,30 IN VIALE CALDARA, 13/7, Milano (ingresso da via della Braida, 1)
Inoltrate per favore questa mail a amici e conoscenti.
Grazie e cordiali saluti.
Emilio Battisti
Viale Caldara 13/7
20122 Milano – Italy
Tel +39.02.5461375
Fax +39.02.5466260
Mobile +39.328.8841254
embatt@tin.it
www.emiliobattisti.com
Razionalismo tra geometrie e paesaggio: visite guidate da maggio a settembre a Villa Leoni, un esempio di architettura razionalista perfettamente mantenuto, inserito in uno dei paesaggi più suggestivi del Lago di Como. La villa sorge all’interno di un parco ricco di piante secolari e di specie arboree pregiate, tra le quali gli ulivi (siamo infatti nella zona della Zoca de l’oli ricca di estesi oliveti. Per informazioni e prenotazioni tel. 031/301037; mail segreteria@villaleonilocation.it
Dal 28 agosto al 2 settembre si terrà la IV edizione della Summer School Emilio Sereni. Tema del corso di quest’anno le trasformazioni del paesaggio agrario italiano nel 1900. I docenti sono studiosi di diverse discipline, dalla storia, all’urbanistica, alla geografia, alla museologia. Bozza di programma.
Linaria organizza la prima edizione del concorso biennale Linaria Tesi a assegnare a tesi di laurea inedite sui temi: ambiente, natura e biodiversità; agricoltura e città; ecologia e sostenibilità; arte e architettura del paesaggio. L’obiettivo è quello di dare spazio al lavoro e alle proposte di giovani studiosi e ricercatori. Il premio sarà costituito dalla pubblicazione della tesi nella collana di Linaria. Per informazioni scrivere a info@linariarete.org
Un nuovo libro edito da Ponte alle Grazie su come cucinare le erbe selvatiche; l’autore è Davide Ciccarese, agronomo che si occupa di fattorie didattiche e di orti urbani, attivo nella nuova associazione Garden Club Cuccagna presso l’omonima cascina di Milano.
Giunto alla sua decima edizione Green Island di Claudia Zanfi ha invitato botanici, designer e paesaggisti a realizzare – per gli eventi del fuori salone che si terrà a Milano dal 17 al 22 aprile
tappeto fiorito nell’atrio della Stazione Garibaldi
una pubblicazione/libro quaderno sulle erbe spontanee presenti a Milano
Pubblico volentieri la lettera aperta di Enrico Fedrighini che commenta l’Area C di Milano e fa utili suggerimenti all’Amministrazione
Cari Amici,
ancora una volta grazie del fondamentale aiuto che state dando alla città, con segnalazioni, proposte e indicazioni su benefici e disagi da quando è stata avviata Area C: ogni vostro messaggio viene girato agli uffici responsabili. Gli ultimi avvenimenti dimostrano che sapere comunicare è importante quasi quanto sapere cosa comunicare.L’avvio della congestion charge a Milano è un sogno che si realizza: alcune regole vanno certamente modificate (come le deroghe senza regole concesse ai veicoli commerciali e l’assurda vertenza con i residenti del centro), ma in ogni caso questa scelta – frutto dei referendum cittadini del giugno 2011 – può imporre un cambio di marcia irreversibile in senso ecologista. Non mi riferisco certo al quadro politico, e nemmeno solo alla nostra città. Abbiamo gli occhi puntati addosso: se funziona a Milano, la scelta di liberare le città dalle auto verrà seguita da molti, per il bene di tutti. A determinate condizioni: comunicare in modo chiaro e trasparente gli obiettivi e i risultati conseguiti, in modo da estendere e consolidare il consenso fra i cittadini. E qui iniziano una serie di problemi, che vanno segnalati nella speranza che vengano risolti al più presto. Punto primo: trasparenza dei dati. Area C ha certamente prodotto una importante riduzione del traffico, soprattutto in centro; il sistema di trasporto pubblico ne sta beneficiando, soprattutto in centro. E’ un primo passo: occorre avviare molte altre misure per estenderne gradualmente gli effetti all’intera città. Leggiamo sui giornali commenti diversi: critiche pregiudiziali da parte di chi si oppone ad Area C; commenti positivi da parte dei suoi sostenitori. Manca però la materia prima per trasformare le polemiche da bar in qualcosa di più serio: la pubblicazione dei dati. Durante l’era Ecopass, sul sito del Comune venivano pubblicati (sin dal primo giorno, il 2 gennaio 2008) i report quotidiani, settimanali e mensili stilati da AMAT (l’Agenzia mobilità ambiente e territorio) su flussi di traffico, analisi del trasporto pubblico, impatto su trasporto privato e trasporto commerciale, ecc. Ne ho salvato diverse copie: erano uno strumento di informazione e di lavoro – non di propaganda – molto utile, accessibile a tutti: studiosi e comuni cittadini. Perché lo stesso non succede con Area C? Perché non esiste ancora uno straccio dei report AMAT disponibile e scaricabile da chiunque sul sito del Comune? Qual è il problema? Si parla spesso, talvolta anche a sproposito, di partecipazione e trasparenza. Perché negare uno strumento così importante per l’informazione e il coinvolgimento dei cittadini in una scelta strategica per il futuro della nostra città?Punto secondo: trasparenza economica. Non ho dubbi che l’Amministrazione comunale rispetterà l’impegno – previsto dal referendum – di devolvere le entrate di Area C al potenziamento di trasporto pubblico e ciclabilità. Analogo impegno era previsto anche nella delibera istitutiva di Ecopass: ma è rimasto sulla carta. Affinchè questo avvenga in modo effettivamente verificabile dal cittadino – e quindi promuovendo un coinvolgimento positivo della cittadinanza nel percorso avviato – esiste uno strumento semplice e a costo zero: creare un fondo vincolato, separato dalle altre voci del bilancio comunale, in modo che chiunque possa ottenere in tempo reale un rendiconto puntuale delle entrate e soprattutto delle uscite destinate a migliorare il sistema di trasporto pubblico nelle aree periferiche e semiperiferiche. Tutto questo ancora non esiste. Cosa aspettiamo? Punto terzo: trasparenza di obiettivi. “Area C serve a ridurre il traffico, non l’inquinamento”: me lo sono sentito ripetere più volte, durante un dibattito televisivo serale, da rappresentanti della maggioranza. La stanchezza può giocare brutti scherzi – ho pensato – ma sbagliavo: questa è davvero la linea ufficiale della Giunta. Incredibile. Il traffico veicolare privato in ambito urbano comporta crescenti costi di natura sia economica (tempi, code, spazi) che socio-sanitaria. Area C sta riducendo sensibilmente il traffico, mentre le centraline Arpa registrano livelli di concentrazione di PM10 ancora elevati. Cosa significa? “Significa che abbiamo finalmente avviato un primo passo verso un percorso di graduale riduzione del traffico e miglioramento della qualità dell’aria; significa che iniziare a ridurre il numero di auto in circolazione equivale anche a ridurre la tossicità del PM10, perché si riducono proporzionalmente le emissioni inquinanti più pericolose per la salute umana, quelle prodotte direttamente dai motori e che si mischiano al particolato che respiriamo in città; significa che tutelare la salute dei cittadini è un obiettivo prioritario di questa amministrazione: per questo dobbiamo andare avanti con tutte le altre misure previste dai referendum e chiediamo la collaborazione di tutti per costruire insieme un futuro migliore”. Questo direi ai cittadini: senza propagandare illusioni né svicolare dalle responsabilità. La cosa strana è che, mentre afferma che “Area C non serve a ridurre l’inquinamento”, la stessa Amministrazione incarica AMAT di eseguire un monitoraggio su un marcatore dell’inquinamento da traffico, il black carbon, che pare confermi (dico “pare” perché anche in questo caso i dati non vengono resi accessibili ai cittadini) una riduzione del 30% del carbonio organico legata alla riduzione del traffico privato. Attenzione: questo dato non può essere raffrontato con le concentrazioni medie giornaliere del particolato- PM10 registrate dalle centraline ARPA: è molto più importante e preciso sotto il profilo sanitario perché riguarda la qualità/quantità effettiva di veleni che, mescolati al particolato, inaliamo. In centro si sono ridotte le auto circolanti e si sono ridotti i veleni che i cittadini respirano in quella determinata zona.Perché questa apparente difficoltà a comunicare chiaramente quanto sta accadendo?Ci sono diverse risposte possibili. Non penso sia semplicemente un problema di cattiva comunicazione. Assumere la tutela della salute come prioritario criterio-guida delle scelte in materia di traffico impone una serie di scelte e responsabilità. Se Area C ha liberato il centro dal traffico e anche migliorato la qualità dell’aria che vi si respira, significa che bisogna andare avanti su questa strada. Significa che, come proposto dai referendum, occorre mettere in cantiere nuove misure con nuovi investimenti, progetti e risorse seguendo un preciso programma di estensione al resto della città la cura antitraffico e antismog, liberando spazi pubblici per costruire una città più sana e bella. Questo percorso ha costi e ostacoli che si possono affrontare e superare se il modello di una città più sana viene condiviso. Con coraggio e trasparenza. Senza tentennamenti. L’aria come bene comune. Non abbiamo voluto Area C per far viaggiare senza code i furgoni in centro. A Milano non ci sono Genitori Anticode. La lotta all’inquinamento dell’aria non possiamo delegarla alla neve invernale, alla pioggia primaverile e al sistema polmonare dei ciclisti nei restanti mesi dell’anno. Un caro saluto a tutti, per favore fate girare la comunicazione come al solito.
Enrico Fedrighini Portavoce Comitato Promotore MilanoSiMuove Verdi Ecologisti e Civici