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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

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Aiutiamo il Bosco in città!

Un’altra brutta notizia che riguarda il verde di questa nostra infelice cittò: l’Amministrazione comunale ha respinto la richiesta di proroga ...
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Spunti da una conversazione radiofonica di Paolo D’Angelo su Estetica e Paesaggio

Intervista trasmessa su Radio 3 a Fharheneit il 23 dicembre 2010 Paolo D’Angelo, docente di Estetica all’Università Roma 3, ha ...
Verticalità
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Verticalità

Un  motivo che può ispirare una composizione di erbacee perenni è quello della verticalità scegliendo essenze per la loro altezza: ...
Cromatismi
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Cromatismi

Un accostamento felice è quello che associa due colori complementari quali il giallo e il blu: euforbia ed Eryngium (Foto ...
Giochi di sfondi
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Giochi di sfondi

Un vecchio muro di mattoni rossi può essere la quinta si cui si staglia una composizione molto vivace: nell’ornamental garden ...
Giochi di verde (o declinare il verde)
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Giochi di verde (o declinare il verde)

Le foglie, spesso nel giardino d’ombra, hanno forme, colori e tessiture talmente interessanti e intriganti da non richiedere l’aggiunta di ...
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Prossimi eventi in programma

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Parco Paratico - Erbe danzanti
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A Paratico sul lago d’Iseo nasce il parco delle “erbe danzanti” (pubblicato su Tecnoverde n. 53, 20...

Nonostante le suggestioni offerte dal paesaggio dei nostri laghi, di rado si assiste a interventi progettuali che sappiano coniugare la ...
All’insegna della natura
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All’insegna della natura

In molti giardini di stile campestre o informale è interessante puntare su composizioni di stile naturalistico che volutamente traggono ispirazione ...
Il giardino di Marco Bay al nuovo Hangar Bicocca (pubblicato su VerDiSegni informa N. 2, 2010)
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Il giardino di Marco Bay al nuovo Hangar Bicocca (pubblicato su VerDiSegni informa N. 2, 2010)

Salutiamo un nuovo spazio espositivo milanese dedicato all’arte contemporanea, ma in prospettiva anche a cinema, teatro e danza, che, nella ...
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Chi trova un buon vivaio…trova un tesoro. Il Vivaio Giani specializzato in rampicanti

Pubblicato su Notiziario VerDiSegni Un nuovo piccolo vivaio specializzato che sicuramente ha il know how e l’impostazione per crescere e ...

Nigel Dunnett un grande esponente del palnt design

E’ mancato prematuramente nei giorni scorsi un grande personaggio che ha innovato il plant design degli ultimi anni.
Professore di Planting Design e Urban Orticulture presso il Dipartimento di Architettura del Paesaggio dell’Università di Sheffield, è stato un pioniere del nuovo approccio ecologico nella piantumazione di giardini e spazi pubblici. INei suoi progetti ha cercato di integrare ecologia, orticoltura per ottenere paesaggi a basso input di risorse e ad alto impatto estetico. Famoso per i suoi stupendi “pictorial meadows” progettati per la prima volta per l’Olympic park a Londra e più recentemente per la Tower od London con “Super bloom”.
Ho avuto modo di ascoltarlo durante un suo workshop a Bergamo organizzato da Valfredda. La prima volta che ho visto un suo progetto è stato al Chelsea Flower Show del 2011 quando Nigel presentò un progetto intitolato “Wild garden” con uso dimolti materiali di recupero. Bello e sostenibile.

 

Lungo il fiume Sile. Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Workshop della Fondazione Benetton

La Fondazione Benetton dedica il workshop di progettazione del paesaggio 2026 a un breve tratto del fiume Sile, a valle della città di Treviso, nei comuni di Casier e Silea, un contesto tipico del fiume di risorgiva che si distingue per la presenza inaspettata dell’area “archeologica” conosciuta come il cimitero dei burci e, sulla sponda opposta, di un paesaggio industriale in parte abbandonato.
Nei grandi manufatti in rovina che accompagnano il corso del fiume si sviluppano oggi nuovi ecosistemi selvatici grazie a una vegetazione pioniera e ruderale che sta avvolgendo anche i resti ancora visibili dei vecchi barconi semisommersi.
Scade il 25 maggio 2026  il bando per la selezione dei partecipanti
bando-workshop-paesaggio-2026

 

Giardini siciliani

Sono reduce da un bellissimo garden tour in Sicilia tra Catania e Noto organizzato da Viaggi floreali, “laboratorio artigianale per viaggi lenti” creato da Erica Vaccari. Anche questa volta si conferma un tour operator fantastico per la scelta dei luoghi, alternati saggiamente tra paesaggi, giardini, vivai, architetture, dei piccoli alloggi, dei ristoranti. Il tutto guidati da persone super professionali e gentili. In questo caso Claudia Acquarone. Anche questa volta,come le altre, ho incontrato persone molto simpatiche e interessanti (le piante e i giardini selezionano persone affascinanti!).

Comicio questo piccolo tour virtuale con una carrellata di giardini, alcuni già visti ma in altra stagione (settembre), come il Parco Paternò e il giardino di Giulia Gravina, altri per me una novità e una piacevole scoperta. Ho dovuto scegliere poche foto super selezionate per ogni luogo, ma magari con calma tornerò a raccontare alcuni dei giardini.

Anche in questa occasione a guidarci nella visita del parco Paternò la brava e simpatica Barbara Notarbartolo che in qualche misura ha raccolto il testimone dal suocero Ettore Paternò. Molte novità dovute in gran parte ai fondi del PNRR: il nuovo centro accoglienza, la serra progettata da un architetto giapponese, le aiuole leggere e colorate dell’ingresso… Località Sant’Agata di Battiati, Catania. Mio precedente post

La nuova serra del parco Paternò

Le nuove aiuole all’ingresso

un angolo magico con un particolare delle “saje”, antichi canali di irrigazione di origine araba

Barbara in un angolo del parco

Questo è l’angolo che ho amato di più del Parco Paternò: un disegno molto armonico ed elegante che testimonia la mano abile del paesaggista

Accoglienza davvero calorosa di Teresa Gravina che ha raccolto il testimone dalla madre Giulia, creatrice del giardino. Si conferma un luogo con una vera identità, un giardino amato e curato che sa accogliere al suo interno, oltre alle piante “più nobili”, anche erbe spontanee. (Località Valverde, frazione di Catania). Per vedere il mio post della visita precedente

La vista stupenda sul golfo di Catania dalla pergola della terrazza, ora ricoperta da Rosa banksiae ‘Lutea’

Teresa Gravina davanti alla straordinaria parete lavica con succulente, di epoca pre-etnea

Una piccola sosta nel delizioso vivaio Valverde ospitati da Ester e Francesco Borgese e dal figlio Alberto, architetto paesaggista. Un pranzo meraviglioso dove ogni portata era una gioia per il palato e anche per lo spirito e una breve visita in un luogo pieno di fascino.

Un angolo del vivaio con ferula e fichi d’India

Una vasca d’acqua con ninfee e fiori di loto

Vicino a Lentini (SR), dove una volta sorgeva un grande lago pescoso ora si trova il giardino del Biviere creato dalla principessa Miki Borghese e ora mantenuto dalla nuora e dal figlio che accolgono ospiti “affluent” in nuove stanze molto curate. Un giardino bello ed elegante, molto di rappresentanza direi, con alcune soluzioni spaziali interessantie e alcune presenza vegetali notevoli.

Un angolo molto bello dove gli agrumi e le cactacee sono utilizzate come sculture

La successione di palme intorno alla piscina

Avevo molta aspettativa per il giardino di San Giuliano a Villasmundo (SR), e non sono stata delusa, anzi…Straordinaria la scenografia all’ingresso dove le cactacee sono come una galleria di sculture così ben accostate per forme ora verticali e snelle ora a ventaglio orizzontali e per tessiture e colori. Davvero una grande abilità. Molto meno riuscita la nuova aiuola di ghiaia che si torva più avanti nel giardino, senza alcuna poesia, a mio parere.
Stupendo il giardino arabo con le vasche d’acqua, i papiri e davvero straordinaria la relazione con il paesaggio agricolo circostante.
Unica pecca essere guidati nella scoperta di questo luogo affascinante da una giovane signora francese tanto carina quanto vaga sia sulla storia del giardino che sulla vegetazione presente.

La scenografia all’ingresso del giardino

L’apertura del giardino sulla campagna circostante

Un angolo del giardino arabo

Il filare di palme che si protende nel paesaggo con sullo sfondo la vista dell’Etna e in primo piano la scultura che raffigura Bellini

Cartoline dalla Sicilia

Casa La Carrubbazza, dimora storica a San Gregorio di Catania con bellissima terrazza sul golfo. Il nostro B&B

Ho scelto alcune immagini di particolari che ho incontrato nelle passeggiate a Catania, Siracusa, Noto e Marzamemi.

Uno scorcio fiorito a Catania

La scala all’interno di Palazzo Biscari a Catania

Vasi appesi a Marzamemi

Noto la vista attraverso la gabbia di ferro

La vista dall’alto della cattedrale con la maestosa scalinata

Un angolo meno turistico di Noto

…sempre a Noto

Un angolo a Siracusa

La spiaggia con il mare di una trasparenza incredibile a Siracusa

 

 

Piante interessanti incontrate nei giardini siciliani

Alogyne huegelii, una pianta dal fiore effimero e delicato che dura per tutta l’estate; non resiste purtroppo al gelo. Parco Paternò

Ecco una piccola carrellata di piante che ho incontrato nei giardini siciliani

Bignonia callistegiodes o lindleyana. Giardino del Biviere

Un bellissimo carrubo (Ceratonia siliqua) nel giardino di Giulia Gravina

Chorisia speciosa in un giardino a Catania

I fiori di Dasylirion nel giardino del Biviere

ENCEPHALARTOS FEROX . Giardino San Giuliano

Uno stupendo esemplare di Erythrina caffra dai fiori di una tonalità magica di arancio nel giardino di Giulia Gravina

Tante ferule, questa nel vivaio Valverde

Isatis tinctoria, la pianta dalla quale si ricava l’indaco,. Vivaio Valverde

MELIANTHUS MAJOR. Parco Paternò del Toscano, arbusto dalle foglie di una stupenda tonalità glauca

Phytolacca dioica. Giardino di San Giuliano

nel giardino di Giulia tante sipe ora fiorite di Raphiolepsis indica

Tabebuia rosea dalla stupenda fioritura nel giardino del Biviere

Wigandia urens. Giardino San Giuliano

XANTHORROEA AUSTRALIS BLACK BOY GIARDINO SAN GIULIANO

Passeggiata in quota sull’Etna

In questa immagine tutti gli elementi principali della vegetazione: le betulle dell’Etna, i ciuffi arrotondati dell’astralago e i Pinus nigra

Paesaggio lunare che mi ha ricordato sia alcune parti dell’Islanda che della Patagonia. Abbiamo fatto una passeggiata sui monti Sartorius, circa 1700 metri di quota in una giornata un poco uggiosa, con pioggerellina gelida e nebbiolina. Questo non ci ha impedito di godere del paesaggio davvero stupendo. Le betulle (Betula aetnensis Rafin) sono endemiche e crescono solo sui terreni lavici del vulcano tra i 1300 e i 2100 metri; con i loro tronchi immacolati ci regalano un contrasto davvero insolito con il terreno lavico nero. Purtroppo stanno soffrendo molto per il cambiamento climatico (aridità e caldo eccessivo) e stanno diventando facili prede dell’ armillaria. Qui e là sul terreno scuro si stagliano ciuffi arrotondati di astralago, Astragalus siculus, una pianta arbustiva che forma cuscini spinosi ed è dotata di un forte apparato radicale in grado di sgretolare il terreno.
I Pinus nigra stanno diventando invasivi a scapito delle querce secolari (Quercus robur) e per questo è in corso una piano di deforestazione.
Ecco alzune immagini

Betulla dell’Etna

Astragalo siculo

Oasi di Vendicari

La riserva di Vendicari è un’oasi faunistica istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana e si trova tra Noto e Pachino (provincia di Siracusa) con un territorio che si estende per circa 1512 ettari.
Per info https://www.riserva-vendicari.it

Dalla località di Calamosche abbiamo iniziato una passeggiata di circa 5 km fino alla ex tonnara costeggiando il mare con scorci meravigliosi e scoprendo tante piante della macchia mediterranea. Oltre ai tantissimi lentischi si alternano macchie molto estese di macchie colorate di erbacee. Ho incontrato tantissime salicornie.
Ecco alcune immagini

MACCHIE DI VIOLACIOCCA SELVATICA

 

 

 

 

 

I resti della tonnara

Fenicotteri

ANCHUSA AZUREA

CONVOLVUSLUS ALTHAEOIDES

ECHIUM SABULICULA

GALACTITES TOMENTOSA

LIMONIUM SINUATUM

MATTHIOLA TRICUSPIDATA VIOLACIOCCA SELVATICA

Salicornia

Silene colorata

Teucrium polium

THYMELALAEA HIRSUTA

TRAGOPOGON PORRIFOLIUS

 

 

Fuori salone 2026

Lampade esposte al vicolo Mameli: realizzate con foglie colorate di palma. www.let’s pause.es

Quest’anno solo un rapido giro perchè ero in partenza per la Sicilia e non avevo nessuna voglia di affrontare la folla “assatanata”!
Come ogni anno sono tornata all’ex ospedale militare di Baggio, un luogo magico e intoccato (spero che non lo rovinino come quasi ogni angolo a Milano), con l’esposizione di Alcova: molte lampade, alcune cose carine ma nulla di eccezionale

Lampade realzzate da donne africane. www.petlamp.org

Sempre www.petlamp.org

Lampade delicatamente acquerellate molto belle

Poi alcune installazioni nella zona di Brera…

Città delle idee

Giardino delle meraviglie l’anello mancante

Orto di Brera

La fantomaticaPusterla del Monforte e il suo quartiere, di Riccardo Rossetti. Prima parte

IL PONTE DI SAN DAMIANO IN DIREZIONE SAN BABILA DOVE UN TEMPO SI ERGEVA LA PUSTERLA DEL MONFORTE

Quello che segue è un breve viaggio nel tempo in più parti che ci porterà dall’ Impero Romano sino al Medioevo, da quest’ultimo all’ Ottocento e ai giorni nostri per poi tornare indietro, a ragion veduta, di 5000. Il denominatore comune sarà la fantomatica Pusterla del Monforte dalla quale prenderà il nome il quartiere omonimo.
Buon divertimento.

In principio era Porta Argentea… O quasi. Ma così cominciano le storie; quelle antiche e ormai così perse nelle nebbie del tempo da confondersi con la leggenda.
La Porta Monforte, difatti, nulla ebbe a che spartire con l’Argentea ma in un certo senso fu una delle sue due eredi: quella povera.

Per contrastare le sempre più numerose rivolte all’interno dell’Impero RomanoDiocleziano decise di suddividerlo in quattro grandi aree (tra il 290 d. C. e il 293 d. C.), dando vita a un nuovo sistema di governo, la TetrarchiaMassimiano Erculeo fece di Milano (assieme ad Aquileia, l’altra sede imperiale in Italia), la propria capitale, ampliando la cinta muraria del periodo Repubblicano.

COME SI PRESENTAVA MILANO AL TEMPO DELLE MURA MASSIMIANEE- IMMAGINI DI MEDIOLANUM

PARTICOLARE DELLE MURA E DELLE TORRI DI DIFESA -IMMAGINI DI MEDIOLANUM

…E CIO’ CHE RIMANE DI ESSE ALL’INTERNO DEL CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO

A est venne aperta Porta Argentea ed accanto ad essa sorsero le celeberrime Terme Erculee.

La sua ubicazione era proprio all’imbocco di Piazza San Babila con Corso Vittorio Emanuele e sull’origine del nome esistono svariate teorie.

RICOSTRUZIONE DELLA PORTA ARGENTEA-CVICO MUSEO ARCHEOLOGICO DI MILANO

Secondo Giovanni Pietro Puricelli era dovuta agli argentei raggi del sole nascente (…Ma non erano dorati quelli del sole e argentei quelli della luna? Mah!) Per Giorgio Giulini, invece, il nome deriva dal paese di Gorgonzola, ai tempi chiamato Argentia.

Per altri l’origine è da ricercarsi nelle miniere di elettro (lega di oro e argento) dell’Asia Minore, ad est della penisola italica. Per quanto poetica la prima ipotesi, la seconda e la terza sembrerebbero più plausibili dato che gli antichi romani, sempre e comunque pragmatici, erano soliti denominare i varchi cittadini con i nomi dei piccoli villaggi situati sulla traiettoria o per richiami squisitamente commerciali: la Porta Aurea (Porta Nova), era situata ad esempio in direzione del Passo dello Spluga, ricco ai tempi di miniere d’oro.

Senza divagare troppo si sappia solo che della gloriosa Porta Argentea nulla è sopravvissuto. Con tutte le probabilità subì, assieme alla cinta muraria, modifiche e danneggiamenti già a partire dal 452 d. C. dopo l’incursione di Attila. Poi sopraggiunsero i Burgundi nel 491 d. C. che ci misero a ferro e fuoco e ancora nel 539 d. C. con il re Ostrogoto Uraia che distrusse quasi completamente la città. Dulcis in fundo, nel 1162 ci pensò il nostro ben odiato Barbarossa a fare tabula rasa della povera Milano.  Nemmeno una pietra è rimasta a testimonianza dell’antico varco cittadino ma, in una certa misura e pur cambiando ubicazione nei secoli, il suo retaggio è giunto sino a noi. Porta Argentea divenne Porta Arienza (ai tempi all’imbocco di Via Senato, San Damiano e Corso Venezia).

LA PORTA ORIENTALE MEDIEVALE IN UN DIPINTO DI ANTONIO BASOLI

In seguito sul nuovo tracciato delle mura Spagnole sorse Porta Renza…Nessun rida, più nota come Porta Orientale, e oggigiorno conosciuta come Porta Venezia.

Ma tornando al parente povero, protagonista di questo piccolo excursus storico, la Pusterla del Monforte può vantare comunque una storia di tutto riguardo seppur avvolta dal mistero.

FINE PRIMA PARTE

Riccardo Rossetti

 

 

Piccole esplorazioni di parchi e oasi naturali

Erica arborea in fiore in questo momento molto diffusa

Punto di partenza Camaiore dove da anni mia sorella e mio cognato hanno una bella casa con un giardino che si apre in modo armonioso sul paesaggio e include un piccolo uliveto e un frutteto cinto da muretti a secco.

Da lì si aprono tantissimi itinerari sia per fare piccole passegGiate che per scoprire parchi e oasi naturali.
Non avevo mai visto il Parco di San Rossore vicino a Pisa che una volta era residenza presidenziale. Un patrimonio naturalistico eccezionale, di oltre 23.000 ettari.
Il Parco Naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, dopo alterne vicende ed una lunga elaborazione politica, sociale e culturale (simile ad altre realtà del panorama nazionale), viene istituito con  Legge Regionale Toscana n. 61 del 13 dicembre 1979. Ci sono diversi itinerari e visite guidate ambientali e di birdwacting. Per info https://www.parcosanrossore.org/visitare-il-parco/

Parco San Rossore

Paduletto, il piccolo laghetto pieno di rane dove si possono vedere garzette e avvistare molti uccelli dalle postazioni di birdwatching

Ci sono molti pannelli didattici come questo che illustra la vegetazione del sottobosco

Un percorso su passerelle di legno in una zona umida

Qui furono firmate le nefaste leggi razziali

Un’altra meta molto piacevole nelle adiacenze di Viareggio è la Riserva naturale della Lecciona. Il sentiero che attraversa la riserva è di particolare valore ambientale e naturalistico perché permette di attraversare tutti gli ambienti naturali che fanno parte del Parco dal bosco fino alla spiaggia libera della Lecciona, sicuramente la più bella spiaggia allo stato naturale che si trova nel Parco.

Il percosro su passerelle di legno che dal bosco conduce alla spiaggia con le dune

Lo splendido affaccio sulla catena delle Alpi Apuane, che prima di Napoleone, che le volle così nominare, si chiamavano Monti della Luna (da Luni)

Spiggia della lecciona

Sulla sabbia tante euforbie: Euphorbia paralias

Giardini in viaggio Laura Pirovano