Tag: 'riciclo creativo'

mar 10 2016

Piccole creazioni di Marina Mondello

Pubblicato da in "plant design"

Marina Mondello è un’anima creativa e il bello delle sue invenzioni è che sono basate sul recupero di materiali per oggetti originali e molto delicati.

Ecco che dopo il taglio della vite americana lei utilizza i tralci per comporre delle piccole palle che montate su bastoncini di legno danno un tocco dinamico alle aiuole del giardino

In mezzo agli ellebori

 

In mezzo ai ciclamini del bosco (Cyclamen coum)

E piccoli uccellini…

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ott 10 2012

Recupero low cost: giocare con i rifiuti e i materiali poveri di Marina Mondello

Pubblicato da in "plant design"

Ecco una nuova preziosa firma sul mio blog: Marina Mondello è una cara amica paesaggista che ha una grande capacità creativa e artistica di recuperare materiali e oggetti. Ecco una sua interessante proposta per vasi davvero low cost.
Sono un architetto paesaggista , mi occupo di verde ormai da più di trent’anni e devo dire che il costo delle fioriere ha sempre inciso in modo considerevole nella realizzazione di un terrazzo.
Sento parlare tanto di low cost (ultimamente anche un po’ a sproposito, devo dire) e ne sono molto contenta perché finalmente, forse, si farà strada un metodo che io adoro e applico da sempre.
Poco importa se adesso si sta diffondendo per moda o indotto da questo periodo di crisi. Ci saranno comunque alcune persone che, d’ora in avanti, faranno del “non spreco” uno stile di vita, rendendosi conto che “buttiamo via” troppo e che i rifiuti possono costituire una grandissima risorsa.
Credo di avere il recupero nel DNA perché, fin da quando ero bambina, mi diverto moltissimo a riutilizzare ogni tipo di oggetto e di materiale destinato alla discarica.
Allo stesso modo mi piace cercare di usare i materiali più poveri per realizzare oggetti utili in alternativa ad altri che dovrei acquistare a caro prezzo.
Qualche anno fa ho risolto un’esigenza particolare realizzando una fioriera leggerissima a un costo bassissimo che poi ho continuato a riprodurre all’occorrenza ed ora si trova sparsa qua e là in tutte le dimensioni possibili e nelle situazioni più disparate, nei giardini e sui terrazzi di amici e di qualche cliente sensibile a queste argomentazioni.
I materiali usati sono poverissimi: rete e juta o altra stoffa disponibile e i pregi maggiori ovviamente sono il basso costo e la leggerezza, ma, come si può vedere dalle foto, nel tempo vengono letteralmente inglobate dalla vegetazione, che può crescere anche sulle pareti (edera, sedum, fragoline ecc.) e questo le rende anche più interessanti. Per questa peculiarità io le uso anche in giardino, senza sottovaso, appoggiate al terreno, quando voglio creare più movimento e lo spazio limitato non consente movimenti di terra.
La convenienza è chiaramente maggiore con il fai da te, ma chi non se la sentisse può ricorrere al mio aiuto: posso aiutarvi a organizzare il lavoro e seguirvi nella realizzazione o addirittura, per i più pigri, posso realizzarle io stessa. E’ ovvio che, se al costo della materia prima si aggiunge il mio lavoro il prezzo aumenta, ma credo che possa comunque risultare competitivo rispetto alla maggior parte della produzione attuale, fermo restando il vantaggio della leggerezza e l’originalità della forma, senza contare la versatilità del materiale che consente di creare contenitori delle dimensioni più disparate.
Con lo stesso sistema ho realizzato anche delle lampade…..ma questa è un’altra storia. Se ne può riparlare.

arch. marina mondello tel/fax 031 681854 3383728371 marina.mondello@tin.it

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ott 10 2012

La risposta islandese al giardino dei tarocchi? di Federica Raggio

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Federica Raggio torna sul tema dell’Islanda con un servizio su un piccolo giardino islandese all’insegna del riciclo creativo che sembra appunto la risposta dell’isola al giardino dei tarocchi!

Sembrerebbe così, o quasi, per lo meno a me.
In realtà non è un giardino aperto al pubblico, ma è una proprietà privata senza recinzioni di alcun genere.
A dire il vero, stando ai canoni classici con cui si identifica il luogo giardino, neppure può essere definito tale, giardino.
Non ci sono aiuole fiorite, arbusti e alberi non sono gli elementi che ne disegnano la struttura portante.
È un mondo a sé, un paesaggio onirico infestato da vagabonde e “rottami”.
Stavo camminando diretta al museo delle sculture di Sigurjón Ólafsson. Ormai avvezza ai controsensi islandesi, ho per un attimo creduto di essere arrivata alla meta, anche se dall’opuscolo del museo, che tenevo in mano per ricordare l’indirizzo, trovavo difficile confermare un legame tra l’immagine stampata e quella realtà che mi si parava di fronte.
Ad ogni modo, con incredibile disinvoltura (faccia tosta) comincio a girare tra queste folli architetture-sculture, fotografando, gustando pienamente l’estro generato da una buona dose di follia, mi diverto e non riesco a staccarmi da quel luogo, nonostante la pioggia in agguato (nonostante la ormai confermata consapevolezza di trovarmi su una proprietà privata).
È tutto un salire-scendere, terrazze e belvedere in successione sincopata, mostri marini e dell’immaginario più fantasioso, tutto prende forma da oggetti di metallo, legno, ogni sorta di materiale recuperato o portato dal mare.
Uno scultore proveniente da una comunità di trolls e posseduto dallo spirito di Mirò sembra aver dato forma ad alcune sculture che allestiscono alcune porzioni del giardino.
Angelica arcangelica è la vagabonda padrona, satura l’aria col suo profumo di tiglio e riempie gli spazi adattando la sua dimensione che può raggiungere anche i tre metri di altezza. Il suo colore è sempre perfettamente in contrasto con i colori del paesaggio islandese.
Posso solo immaginare a giugno i lupini (Lupinus nootkatensis) in fiore puntellare di viola le lamiere arrugginite a ridosso della roccia vulcanica.
Una rosa color Barbie (rosa gallica) a ridosso della casella delle lettere accoglie il gesto del postino e diffonde quel profumo quasi citrino, nota costante durante l’estate.

Una rosa gallica

 

Angelica arcangelica

 

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apr 18 2011

Riciclo creativo con aiuole fiorite al Fuori Salone

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Tra le diverse installazioni viste al Fuori salone forse l’idea più bella e intelligente è quella di “Da morto a orto”
di Peter Bottazzi e Denise Boanapace presso il Garden Ingegnoli: una serie di indovinate composizioni fiorite
ospitate in mobili e oggetti recuperati dalla discarica e resuscitati in una nuova veste inconsueta e molto
piacevole. Ora  pentole ridipinte e saldate fra loro, ora una poltrona di velluto, o  una vecchia sdraio, un
comodino o un vecchio infisso si trasformano in una serie di divertenti orti da camera.

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