Tag: 'poesia in giardino'

giu 15 2015

Poesia in giardino

Pubblicato da in "News"

Arbutus thuretiana

Sempre segnalate da Sonia Sbolzani

Nell’antichità classica uno dei massimi cantori delle piante fu il famoso poeta latino Publio Virgilio Marone, che dedicò il secondo libro delle “Georgiche” all’arboricoltura (coltivazione degli alberi da frutto, della vite, dell’ulivo e delle altre piante), elogiando la vita campestre.

Gli alberi 

Alcuni crescono spontaneamente

senza che l’uomo se ne occupi…

Ma ve ne sono altri

che solo l’esperienza ha scoperto nel suo evolversi:

vi è chi, tagliando i germogli più teneri

dall’albero materno, li sistema in filari

e chi interra nei campi piantine di serra,

quattro pali in croce e pertiche acuminate.

Alcune piante attendono

che la loro cima venga infossata ad arco,

perché i propri virgulti

nascano dalla stessa terra;

ad altre non servono radici

e senza esitare il contadino recide,

affidandoli alla terra, i rami più alti…

(Da “Georgiche”, 37-30 a.C.)

Anche nella desolazione invernale un povero albero secco riesce ad ispirare sentimenti di gioia a questo sensibile poeta cinese, molto noto ed apprezzato da alcuni anni anche in Italia: Wang-Ya P’ing.

Albero spoglio

Un albero secco

fuori dalla mia finestra

solitario

leva nel cielo freddo

i suoi rami bruni.

Il vento rabbioso la neve e il gelo

non possono ferirlo.

Ogni giorno quell’albero

mi dà pensieri di gioia:

da quei rami secchi

indovino

il verde a venire.

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mag 14 2015

Poesia in giardino

Pubblicato da in "News"

Suggerite da Sonia Sbolzani

WILLIAM WORDSWORTH - Narcisi 

Vagavo solo, come una nuvola
che galleggia in alto sopra le valli e le colline,
quando tutto d'un tratto vidi una folla,
una moltitudine di dorati narcisi;
accanto al lago, sotto gli alberi,
fluttuanti e danzanti nella brezza.

Continui come le stelle che splendono
e scintillano nella Via Lattea,
si stendevano in una linea infinita
lungo il margine della baia:
diecimila ne vidi subito,
scuotere le loro teste in vivace danza.

Le onde ballavano al loro fianco; ma loro
superavano le scintillanti onde in allegria:
un poeta non poteva che essere felice,
in una così gioconda compagnia.
Li fissavo e fissavo ma pensavo poco
alla ricchezza che quello spettacolo mi aveva portato,

Poichè spesso, quando nel mio giaciglio, sdraiato,
in vagabonda o pensierosa maniera,
essi balenano a quell'occhio introspettivo,
che è la beatitudine della solitudine;
allora, il mio cuore si colma di piacere
e danza con i narcisi.
EMILY DICKINSON - Per te io curo questi fiori 

Per te io curo questi fiori,
fulgido assente!
Si fendono le vene di corallo
della mia fucsia - ed io semino e sogno -

I gerani si tingono di chiazze -
umili margherite si frastagliano -
dirada il cactus le spinose punte
per mostrare la gola -

Stilla aromi il garofano
presto colti dall'ape -
un giacinto nascosto
sporge il capo arruffato -
esalano profumi
del fiale così tenui
che ti domandi come li serbassero -

Fiocchi di raso spargono le rose
sferiche sulla ghiaia del giardino -
pure - tu non sei qui -
e vorrei che i miei fiori
non avessero piu' rossi colori -

Che sia felice il fiore
e il suo signore - assente -
mi dà solo dolore -
in un calice grigio mi rinchiudono -
umilmente - per esser d'ora in poi
la tua margherita -
in lutto di te!


              
      			

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apr 08 2015

Poesia in giardino di aprile 2015

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Concerto in giardino , da “Frontiera” di Vittorio Sereni

      A quest’ora
innaffiano i giardini in tutta Europa.

Tromba di spruzzi roca

raduna bambini guerrieri,

echeggia in suono d’acque

sino a quest’ombra di panca.
 


Ai bambini in guerra sulle aiole

sventaglia, si fa vortice;

suono sospeso in gocce

istante

ti specchi in verde ombrato;

siluri bianchi e rossi

battono gli asfalti dell’Avus,

filano treni a sud-est

tra campi di rose.
         Da quest’ombra di panca
ascolto i ringhi della tromba d’acqua:

a ritmi di gocce 

il mio tempo s’accorda.
    

     Ma fischiano treni d’arrivi.  

       S’e’ strozzato nel caldo
il concerto della vita che svaria

in estreme girandole d’acqua.
   

I giardini del poeta, a Juan Ramon Jmenez, di Antonio Machado

        Giardiniere il poeta. Fine brezza
scorre nei suoi giardini

con accordi struggenti di violini,

lacrime d’ usignuoli,

echi di voci assenti e chiare risa

di giovani che parlano d’amore

Possiede altri giardini. La’ una fonte

gli dice: Ti conosco e ti aspettavo.

Egli nell’onda diafana mirandosi:

Sono appena colui che gia’ sognava!

Possiede altri giardini.I gelsomini
sospirano verbene d’estate

e sono cetre d’aroma quei giardini,

dolci cetre che tocca il freddo vento

E trascorrono l’ore solitarie

e gia’ le fonti, con la luna piena,

sospirano cantando sopra i marmi;

nell’aria ovunque solo l’acqua suona.

                            

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mar 11 2015

Poesia in giardino

Pubblicato da in "News"

Christine Lohr Dividere il Vuoto 2010

Eccoci al secondo appuntamento di Poesia in giardino con alcune interessanti segnalazioni di Sonia Sbolzani

 

Rivolgendosi alla propria anima, di Attilio Bertolucci, Dalla rivista “Paragone”, 1979

Tutte le piante che abbiamo amato
tu e io le vere e le dipinte
che s’inverano nel ricordo e s’abbracciano
mortalmente dai muri reclusi

del Palazzo di Giovanni Rossetti
a quelle affaticate del suo Parco -
pini innevati da un eterno inverno
e magnolie stuprate nella carne

bambina e già materna in una estate
che non può non essere fuggevole -
dobbiamo anima mia onorarle
e salutarle forse per l’ultima volta.

Le vedi allontanarsi in senso opposto
a te trascinando gli ospiti invadenti
pochi librati in verità dementi
su noi per cori di figure e canti?

Addio e addio ancora sante piante.

———————

A un olmo secco, di Antonio Machado

Al vecchio olmo, spaccato dalla folgore
e nel mezzo marcito,
con le piogge d’aprile e il sole di maggio,
sono spuntate alcune verdi foglie.
Oh, l’olmo secolare sopra il colle
ch’è lambito dal Duero! La corteccia
bianchiccia da un giallino musco è tinta
nel tronco putrefatto e polveroso.
Come i pioppi canori, che sorvegliano
il cammino e la riva, non sarà
di rossicci usignoli popolato.
S’arrampicano su esso di formiche
un esercito in fila, e nelle viscere
tramano i ragni le loro grigie tele.
Olmo del Duero, prima che t’abbatta
con l’ascia il legnaiuolo, e il falegname
ti trasformi in un mozzo di campana,
stanga di carro o giogo di carretta;
prima che rosso nel camino arda
domani in qualche misera casetta
sull’orlo di una strada;
prima che ti annienti un turbine e ti schianti
il soffio delle candide montagne;
prima che il fiume ti sospinga al mare
per valli e per burroni,
olmo, voglio annotare nei miei appunti
la grazia del tuo ramo rinverdito.
Anche il mio cuore aspetta,
alla luce guardando ed alla vita,
altro prodigio della primavera.

—————

Il susino, di Bertold Brecht, da “Canzoni e poesie”, 1934

Nel cortile c’è un susino.
Quant’è piccolo, non crederesti.
Gli hanno messo intorno una grata
perché la gente non lo pesti.
Se potesse, crescerebbe:
diventar grande gli piacerebbe.
Ma non servono parole:
quel che gli manca è il sole.
Che è un susino, appena lo credi
perché susine non ne fa.
Eppure è un susino e lo vedi
dalla foglia che ha.

 

 

 

 

 

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feb 11 2015

Poesia in giardino

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

L’altro giorno ho trovato nella mia posta un gradito dono: questo libro di poesie intitolato “canti del giardino” di Daniela Beolchi, una visitatrice del mio blog che ringrazio molto.
Mi fa piacere convividere con voi alcune delle sue poesie, molto semplici e minimaliste (mi ricodano i componimenti poetici giapponesi, gli haiku).

Ho pensato che d’ora in avanti dedicherò periodicamente una rubrica alle poesie sul giardino e sul paesaggio e mi farebbe piacere se qualcuno dei visitatori del blog me ne segnalasse.

Ecco alune poesie di Daniela

“Dentro le foglie/radiose/del gingko biloba/si conferma/l’autunno”

“La fatica della neve/celebra/questa stagione/di stenti/con l’intensità/bianca/dell’helleboro”

“Un sorriso di luce/topazio/rende omaggio/all’irragionevolezza/del fiore di Gennaio”

“Agli occhi/il buio/è solo di polvere/la notte/le rose/continuano il loro colore”

“La terra/ha speranze/verdi”

“I cedri e l’alloro/profumato, le ortensie/gonfie di rosa/e di azzurro, le camelie/e le peonie di fresca/porcellana regalano/alla terra che li tiene/respiri/che non andranno perduti”

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