Tag: 'paesaggio'

set 21 2012

Arte architettura e paesaggio in Islanda di Federica Raggio

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Pubblico la prima puntata di una srie di articoli che Federica Raggio dedica al suo viaggio in Islanda di questa estate

E la natura plasmò arte e architettura.
È già tutto sotto i nostri sguardi, alla portata di chiunque, senza costi aggiuntivi o corsi di specializzazione.
È solo questione di osservazione, ascolto e interpretazione dei messaggi che la natura ci manda.
La sensibilità, certo, è madre del buongusto.
In Islanda, però, parecchie eccezioni sono ammissibili. Non si può neppure più parlare di buon gusto contro folli eccessi di cattivo senso estetico.
Quando la nebbia, che spesso occulta il paesaggio, si alza, gli scenari che ci si parano davanti agli occhi sono tra i più incredibili.
Si fatica a percepire come reale lo stato di veglia. Ci si deve schiaffeggiare per rendersi conto di non essere in un sogno, a metà strada tra il surrealista e il metafisico, nella migliore delle ipotesi.
A livelli più estremi, si arriva a ipotizzare che i pasti serviti in quegli accoglienti caffè di cui l’intera Nazione è disseminata, vengano conditi con droghe psichedeliche a lento rilascio.
E se questa è la quasi immediata percezione per noi comuni mortali, per animi artistici e più sensibili a profonde empatie con le nature del pianeta, l’Islanda diventa il luogo dove è lecito perdere il senso della misura, della direzione, l’intero baricentro sensoriale.
Trovandosi di fronte a certe architetture e opere d’arte, i primi giorni di viaggio si ha ancora sulle spalle una buona dose di quel senso critico e giudizio, che presto si rivela totalmente inutile e quasi fuori luogo.
In breve tempo, chilometri di altrettanto strabilianti forme di paesaggio danno la chiave di lettura alle opere umane.
E non si vede l’ora di poterci tornare, mal d’Islanda è al pari di mal d’Africa, chi lo avrebbe mai detto?

Ecco alcune immagini davvero straordinarie

Stykkishólms Kirkja
Anche per la Stykkishólms kirkja, la chiesa di Stykkishólmur nella penisola dello Snaefell, le ispirazioni al paesaggio sono, come dire, quasi scontate…
Ma attenzione, solo in Islanda delle architetture così azzardate, sono, appunto, degli azzardi e non degli scempi !
(il lago glaciale si chiama Jökulsárlón)

Stykkishólms kirkja

Stykkishólms kirkja

Stykkishólms kirkja: lago glaciale Jökulsárlón

Stykkishólms kirkja: lago glaciale Jökulsárlón

I corpi organici in movimento di dissolvenza elastica di Tony Cragg (Liverpool, 1949; vive a Wuppertal), assomigliano ai profili enigmatici pietrificati sulle scogliere islandesi.

Tony Cragg

Sculture di Ásmundur Sveinsson
Dai campi di lava sembrano uscire forme umane. Gli islandesi convivono con i trolls, esseri notturni che vivono tra le rocce; se all’arrivo della luce non rientrano alle loro dimore rischiano di essere trasformati loro stessi in rocce.

Ásmundur Sveinsson

Hallgrímskirkja e Harpa Concert Hall hanno nel dna la struttura delle formazioni basaltiche. La prima sembra generarsi dalla struttura di una cascata o di un geyser, la seconda è possente sul territorio come alcune formazioni rocciose.

Hallgrímskirkja

cascata Skaftafoss con la roccia basaltica, uno dei simboli di Islanda che ricorda un po’ la chiesa Hallgrims

Hallgrímskirkja

Harpa vetri

Harpa Cocert Hall Reykjavik

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gen 20 2012

Siti su paesaggio e dintorni

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Una piccola rassegna di siti e blog che documentano su progetti di giardini e paesaggio: tratta dalla rivista di architettura del paesaggio Paysage

http://www.vulgare.net/

Blog dell’artista francese Thomas Barbey che contiene moltissime immagini di giardini, parchi, installazioni, elementi di design in giro per il mondo. Può essere fonte di idee, suggestioni e di segnalazioni di luoghi da visitare. Consultando le categorie si possono selezionare architetture, paesaggi e progetti di singoli paesi. Peccato solo che le immagini non contengano nessun commento ma solo l’indicazione del progetto, della località e dell’anno di realizzazione.

http://www.urbanautica.com

Blog indipendente dedicato alla fotografia del paesaggio, che raccoglie le opera di giovani talenti della fotografia, con brevi commenti e link ai siti dei singoli artisti. Aperto a chi vuole contribuire con le proprie foto

http://alessandrogabbianelli.blogspot.com/

Blog dell’architetto paesaggista italiano Alessandro Gabbianelli Dottore di Ricerca (PhD) in “Knowledge and Design of Urban Landscape” – presso la School of Advanced Studies (UNICAM Università di Camerino) con una ricerca riguardo i processi di trasformazione delle aree residuali metropolitane attraverso l’uso di materiali vegetali dal titolo: “Spazi residuali. L’utilizzo di materiale vegetale nei processi di rigenerazione urbana”., che esplora il tema degli spazi residuali. Foto, film, articoli, progetti di paesaggisti italiani e stranieri. Molti links utili

http://www.landezine.com/

Raccoglie progetti internazionali di parchi, piazze, waterfront, cimiteri e memoriali, giardini. Per ogni progetto una descrizione e immagini. Molto interessante la possibilità di effettuare ricerche per tipologia del progetto, località, materiale di costruzione, data e autore.

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gen 18 2011

Spunti da una conversazione radiofonica di Paolo D’Angelo su Estetica e Paesaggio

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Intervista trasmessa su Radio 3 a Fharheneit il 23 dicembre 2010

Paolo D’Angelo, docente di Estetica all’Università Roma 3, ha appena pubblicato il saggio “Filosofia del paesaggio” presso l’editore Quodlibet. Le tesi esposte nel suo libro e più in generale le relazioni tra estetica e paesaggio sono state l’oggetto di una interessante chiacchierata radiofonica.

Mi sembra interessante riprendere qui brevemente alcuni passaggi dell’intervista che meglio si prestano a ulteriori riflessioni e approfondimenti.

  1. Le ragioni dell’ambiente e quelle del paesaggio

Il termine “ambiente”, oggi divenuto quasi onnipresente, è venuto alla ribalta a partire dagli anni ’60 e spesso è stato impropriamente utilizzato come sinonimo di paesaggio ingenerando non pochi problemi concettuali e contraddizioni (è curioso che l’istituzione italiana che per eccellenza è nata per la protezione delle bellezze naturali si chiami FAI, Fondo Ambiente).

Un esempio per tutti le pale eoliche, utili dal punto di vista ambientale in quanto produttrici di una energia pulita alternativa alle tradizionali risorse energetiche, ma che possono provocare, specie nel nostro contesto, forti devastazioni dal punto di vista paesaggistico. Ma anche gli impianti fotovoltaici possono procurare danni se usati su larga scala nella misura in cui distolgono vaste zone di territorio dagli impieghi agricoli. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a due esigenze contrapposte. Non si può lasciare il singolo (ad esempio l’agricoltore che ha un evidente vantaggio economico ad abbandonare l’uso agricolo-produttivo del proprio territorio a favore di una tecnologia molto più redditizia) a sostenere tutto il peso della scelta. Vanno tenute presenti due cose: l’agricoltura può contribuire molto al mantenimento di un paesaggio e di un ambiente sano e quindi anche bello; non bisogna limitarsi a fare calcoli a breve termine perché nel medio-lungo periodo la salvaguardia del paesaggio diventa proficua anche dal punto di vista economico (una per tutte le ricadute sul turismo).

Ambiente e paesaggio possono essere due formidabili alleati: un paesaggio bello dal punto di vista estetico è anche ecologicamente sano e utile per chi vi abita.

La funzione del mondo agricolo nella tutela del paesaggio va incrementata sia a livello nazionale che europeo.
Un’ultima considerazione riguarda poi il fatto che spesso le decisioni prese a livello strettamente locale ingenerano distorsioni, mentre quelle prese a una certa distanza risultano più equilibrate: un esempio riguarda il fatto che in molti casi la tutela di certi luoghi naturali riceve il supporto non tanto degli abitanti della zona ma da coloro che hanno scelto questi luoghi come mete di svago (vedi il Monte di Portofino).

  1. L’invenzione del paesaggio come esperienza estetica

Il modo nuovo di guardare siti naturali nasce con l’umanesimo. Il primo a introdurre una contemplazione della natura fine a se stessa è Petrarca che sale sul Monte Ventoso, intraprendendo una escursione in un luogo impervio solo per vedere come appare un paesaggio, al di là di ogni utilità, come pura e semplice esperienza estetica.

Il paesaggio non è immobile e uno dei suoi più grandi nemici è la concezione museale.

I paesaggi cambiano continuamente nel tempo anche per il sopraggiungere di nuove essenze e di nuove colture (vedi i cipressi toscani portati solo in epoca romana o la trasformazione dei paesaggi mediterranei con la comparsa dei fichi d’India e degli agrumi); l’importante è il mantenimento della natura del luogo e della sua identità.

  1. La legislazione italiana

Noi abbiamo un’antica e articolata tradizione legislativa in materia di tutela del paesaggio (i capisaldi la legge del1922 ispirata da Benedetto Croce, la legge del 1947 del Min. Bottai, l’articolo 9 della Costituzione che detta un legame molto stretto tra paesaggio e patrimonio artistico, il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio). Ma il problema è la troppa dispersione di competenze tra organismi con una frammentazione che produce lentezza nel processo decisionale e incoerenze.

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