Tag: 'Land art'

mar 16 2017

Una installazione a Cannero riviera di Michela Pasquali

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ORANGEARANCIO foto M. Pasquali

Ho chiesto a Michela Pasquali di raccontarmi brevemente il suo progetto ancora visibile fino al 19 realizzato sulle sponde del Lago Maggiore a Cannero Riviera in occasione della X edizione della manifestazione ‘Gli agrumi di Cannero Riviera’.

Ecco il suo racconto e le sue fotografie

Cannero Riviera, Lago Maggiore 11 – 19 marzo 2017

ORANGEARANCIO

 Installazione realizzata da Linaria in occasione della decima edizione della manifestazione dedicata agli agrumi di Cannero Riviera, splendido borgo del Lago Maggiore che vanta una straordinaria biodiversità legata ad un particolare microclima. Sicuramente uno dei luoghi simbolo del paesaggio italiano.

Sono mille sfere, dipinte in tante sfumature di arancio, a suggerire ai visitatori le emozioni legate a un’idea, quella che un frutto possa quasi rasentare la perfezione! Lo disse Bruno Munari in Good Design, ma lo pensarono anche gli antichi, quando ne affidarono la preziosa custodia alle Esperidi. Tra fantasia e leggenda, tra artificiale e naturale, tra arte e paesaggio, un viaggio alla ricerca di una dimensione nella quale collocare non l’arancia, ma la sua idea.
Una dimensione sospesa tra terra, acqua, aria. Una luce che esplode allegra e solare, ringraziando la montagna che scherma i venti settentrionali, e che in un percorso fluido come un’onda arriva all’acqua e invade il lago, fonte di vita.

 Michela Pasquali

PROGETTO: Linaria – Michela Pasquali

ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO: Maria Cristina Pasquali per Gabarè, Susanna Donini per il Comune di Cannero

REALIZZAZIONE: Michela Pasquali, in collaborazione con un fantastico gruppo di persone del luogo: Federico, Ignazio, Matilde, Nino, Maria Chiara, Katia, Ginella, Francesca, Alessia, Adrian e Debora.

ORANGEARANCIO foto M. Pasquali

ORANGEARANCIO foto M. Pasquali

ORANGEARANCIO foto M. Pasquali

ORANGEARANCIO foto M. Pasquali

ORANGEARANCIO foto M. Pasquali

 

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feb 08 2016

I reportage fotografici di Flavia De Petri in Lucchesia

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Quasi land art: le reti per la raccolta delle olive

Ecco qui alcune delle ultime foto scattate da Flavia nelle sue passeggiate in Lucchesia.

Già in fiore il cotogno del Giappone (Chaenomeles japonica)

Un piccolo cimitero romantico

Chi dice che l’inverno è una brutta stagione?

Quante!

Pura land art!

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ago 13 2014

Land art a Villa Panza, II atto

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Lo scorso luglio è stato inaugurato a Villa Panza di Varese il “II atto” del progetto Art in nature organizzato in collaborazione con Arte Sella. L’anno scorso avevo postato le prime tre installazioni di Stuart Ian Frost (vedi http://www.giardininviaggio.it/land-art-a-villa-panza), oggi vi segnalo l’ultima opera del belga Bob Verschueren intitolata The slope, una gigantesca ruota di rami di legno quasi in bilico sul pendio del terzo parterre del parco.

Ecco alcune immagini

Il primo a destra è l’artista belga accanto agli organizzatori

 

 

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ott 20 2013

Land art a Le Rayol il giardino dedicato alle piante mediterranee di Gilles Clément

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Sempre vicino a St. Tropez c’è un luogo magico che merita una sosta: Domaine de Rayol che è intitolato ai giardini mediterranei di tutto il mondo che Gilles Clément ha progettato alcuni anni fa e che a differenza dai consueti giardini botanici è una interpretazione del paesaggio e lascia al visitatore la libertà di scoprirlo in un itinerario che conduce fino alle scenografiche viste della baia e si conclude sulla piccola spiggia. Le piante a Rayol non sono etichettate e sono lasciate alla loro naturale ecoluzione. Sono tornata a rivederlo e in questa occasione ho potuto apprezzare alcune opere di land art in una esposizione che durerà fino all’11 di novembre.

Ecco alcune immagini

Uno dei tanti messaggi poetici che Clément ha sparso nel giardino

Il compendio della filosofia del jardin naturel secondo Gilles Clément

Prendre la tangente , installazione di Daniel Van de Velde

Un altro elemento della installazione Prendre la tangente con la quale l’artista ha trasformato l’architettura dell’Hotel de la mer inserendo dei tronchi tra l’edificio e il vuoto

La parete dell’edificio è rivestita da una bignoniacea esotica, Doxantha unguis-cati

Un maestoso esemplare di Eucalyptus globulus

Tutta la valle con le felci arboree è attraversata da “Fleuve rouge” una installazione di Alexandra Dior e Benoit Floquart a simboleggiare la comparsa dell’acqua attraverso la creazione di un paesaggio immaginario

Sasa veitechi e ipomoea

Uno degli scorci mozza fiato sulle scogliere

Sulle scogliere sono state allestiti dei piccoli mobiles che si muovono al Vento: “Les Eoliens di Remi Duthoit e Franck Feurtè

La grande pergola che scandisce l’asse centrale dei giardini con la scalinata che scende fino al mare

Una siepe di mirto

L’angolo degli attrezzi dei giardinieri

 

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ago 14 2013

Land art a Villa Panza

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Mi piace sempre tornare a Villa Panza e al suo bellissimo giardino. L’altra settimana sono andata a vedere le tre opere che l’artista inglese Stuart Ian Frost ha creato in diversi angoli del parco.
Quando si dice capacità di cogliere il genius loci: l’artista ha ideato tre differenti opere sfruttando meravigliosamente alcuni angoli del giardino. La prima che si vede è alla fine della carpinata e infatti si intitola “a Tribute to the carpinata gallery”, ricorda un poco le opere di Mauri e crea un effetto di grande suggestione

Il grande occhio da vicino

Sullo sfondo della galleria di carpini la struttura composta di 300 rami di differenti varietà di arbusti, che sembra un grande occhio magico

Nella parte centrale del parco in uno dei due grandi parterre di prato ecco “Fagus”, una installazione composta da più di 30.000 blocchi di faggio su una superficie di circa 130 mq; i cerchi sono stati realizzati bruciando la superficie del legno con la fiamma ossidrica

Fagus di Stuart Ian Frost

La terza opera, collocata nell’altro parterre di prato è Embrace, a rappresentare un abbraccio tra due alberi, utilizzando due tronchi di alberi morti accostati fra loro

Embrace di Stuart Ian Frost

Ecco ora alcune immagini del parco

I parterre nella prima parte del giardino e sullo sfondo la supenda struttura di unaquercia putroppo morta che però mantiene in pieno la sua valenza scultorea

Sullo sfondo il fianco della carpinata

Fagus aesculifolia

Particolare delle foglie

Un’edera che si arrampicava sul tronco ha lasciato questa bella tessitura

Suggestivi giochi di luce nella carpinata

 

 

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