Tag: 'Giappone'

nov 10 2016

Ritorno in Giappone. Piccoli particolari suggestivi

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Un piccolo cortile a Kyoto

Dopo quasi dieci anni sono tornata in Giappone, paese che mi era rimasto nel cuore e non solo per il fascino misterioso dei suoi giardini Zen ma anche per la gentilezza della gente e per l’attrazione verso una cultura così lontana e difficile da cogliere.
Questa volta ho girato molto in treno tra Kyoto, Tokyo, che ho apprezzato di più dell’altra volta per aver esplorato meglio alcuni quartieri così diversi tra loro, Kanazawa, che è un mix di antichi quartieri con case di legno, uno stupendo stroll garden e strordinari musei d’arte contemporanea e l’isola d’arte di Naoshima con i tanti musei progettati da Tadeo Ando e l’interessante progetto Art House. E poi ancora una sosta in una località termale un pò démodé dove ho potuto di nuovo godere dei bollenti onsen (bagni collettivi dove ci si immerge nudi dopo essersi a lungo lavati per non sfigurare di fronte alle signore giapponesi che passano una buona mezz’ora a lustrarsi sedute su bassi sgabellini!).
Comincio da alcune particolari affascinanti che si incontrano nei giardini e poi da alcune piante che mi hanno affascinato. Poi in altri post vi parlerò di alcuni giardini antichi, di quelli novecenteschi del grande paesaggista Mirei Shigemori e di alcuni luoghi d’arte.

Le pavimentazioni sono davvero straordinarie per la loro eleganza e raffinatezza. Questa è nel tempio Genko-an a Kyoto.

Funda-.in Temple a Kyoto

Ginkakuji tempio d’argento, a Kyoto

Ohkouchi sansou garden, Kyoto

Uno dei bellissimi ponticelli bordati di muschio a Katsura Imperial Villa, Kyoto

Una delle raffinate recinzioni in bamboo a Katsura

Una delle tante recinzioni in bamboo, piccoli capolavori di artigianato.

Un bel portale sempre di bamboo

Un delizioso Ikebana in un negozio

Soprattutto a Kyoto le pasticcerie sono una vera meraviglia…con dolcetti belli e anche buoni

Spesso nei giardini si incontrano queste piccole pietre avvolte da uno spago: stanno a indicare il limite del giardino aperto agli ospiti e visitatori. Un modo delicato e gentile per tutelare la privacy e l’intimità.

 

 

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nov 10 2016

Giappone: dagli antichi giardini Zen alla moderna reinterpretazione di Mirei Shigemori

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Hojo Hasso Garden tofukujii temple, Morei Shigemori : giardino a nord

Il contributo più originale del Giappone all’arte dei giardini è senza dubbio quello dei karesansui (da kare, povero o secco e sansui, montagna-acqua), i giardini secchi solo da contemplare che rappresentano la massima rarefazione del paesaggio e una immagine simbolica della natura. Il tema dell’immutabilità, della dottrina Zen, si manifesta con l’estromissione di quasi tutti i componenti vegetali trasformando gli elementi minerali (sabbia e pietre) in protagonisti assoluti della scena. Le prime tracce di questi giardini risalgono all’epoca Heian (794-1185) e il termine compare per la prima volta nel trattato Sauteki, ove viene definito come “un luogo senza acqua nè stagni in cui si ergono pietre”. Tra i giardini secchi dell’epoca Muramaki, il più sorprendente per la sua totale astrattezza è Royanji, il tempio del quieto drago, della fine del 1400: un semplice rettangolo delimitato su due lati  da splendidi muri fatti di calce mescolata a olio caldo che forma sulla superficie straordinari disegni astratti e su un lato da una veranda dalla quale si può contemplare; la sabbia è rastrellata in linee parallele e su di essa sono posate in un ordine perfettamente studiato 15 pietre disposte su aree di muschio e circondate da cerchi concentrici di sabbia.

Ryoanji temple

Ryoanji temple

Un esempio molto particolare di giardino di sabbia è quello più recente del Tempio del padiglione d’argento (Ginkaku-ji), risalente al periodo Edo (1615-1868) con una distesa di sabbia bianca rastrellata in strisce parallele e un sorprendente tronco di cono a simboleggiare rispettivamente il mare e il Monte Fuji.

Il giardino secco del Padiglione d’argento

Giardino secco del Padiglione d’argento

Il giardino paesaggistico del Padiglione d’argento

Un altro esempio molto famoso di karesansui è quello del tempio Ryogen-in nel complesso di Daitokuji dell’era Muramaki

Ryogen in Temple

Nel 1900 Mirei Shigemori, il più illustre paesaggista e restauratore di giardini zen ha rivisitato con uno straordinario linguaggio moderno alcuni giardini zen. Il suo capolavoro, quasi un compendio del giardino moderno giapponese è il progetto realizzato nel 1939 per i quattro giardini del tempio Tofuku-ji a Kyoto. Il primo giardino a sud è composto da 4 pietre che rappresentano le isole degli immortali e da una linea diagonale che divide la parte di muschio da quella di sabbia; il giardino a ovest, ispirato ai campi di riso, presenta un semplice disegno con cordoli di pietra che descrivono una scacchiera riempita di sabbia bianca e masse di azalee in forma di parallelepipedo. Il più famoso, diventato quasi un’icona, è il giardino a nord con il muschio e le pietre quadrate che formano un disegno a scacchiera. L’ultimo giardino a est presenta blocchi di pietra troncati su un letto di sabbia.

Hojo Hasso Garden tofukujii temple, Morei Shigemori : giardino a sud

Hojo Hasso Garden tofukujii temple, Morei Shigemori : giardino anord

Hojo Hasso Garden tofukujii temple, Morei Shigemori : giardino a ovest

Un altro giardino di Shigemori è quello del tempio Zuiho-in del complesso di Daitokuji risalente agli anni sessanta.

Zuiho in Temple

Zuiho in Temple

L’ultimo lavoro di Morei Shigemori è del 1975 all’interno del tempio shintoista Matsuo Taisha e fu completato dal figlio dopo la sua morte; nonostante sia considerato il suo capolavoro a mio avviso non raggiunge la bellezza e armonia dei suoi lavori precedenti. Alcuni particolari come i bordi di cemento dei laghetti risultano poco eleganti e nell’insieme il progetto contiene troppi elementi minerali non sempre in armonia fra loro.
Il più intrigante a mio avviso è il giardino ispirato ai paesaggi naturali, con bamboo e pietre.

Matsuo Taisha, Morei Shigemori

Il giardino ispirato al periodo Kamakura con un lago e un’isola al suo centro

 

 

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nov 10 2016

Giappone: La vegetazione

Pubblicato da in "plant design"

Trycirtis hirta

Purtroppo ad ottobre non è ancora tempo di foliage, in compenso abbiamo avuto un clima molto favorevole con temperature quasi estive e mai una goccia di pioggia.
Bellissimi alberi: tante canfore, podocarpus, aceri, cornus, e pini stupendi (nigra, thunbergii, densiflora), zelkowa, stewartia…; tra gli arbusti oltre ad azalee e rododendri in grandi forme arrotondate, molte callicarpa piene di bacche violette, Lespedeza thunbergii, indigofere, osmanthus e olea e tra le erbacee tanti tanti anemoni giapponesi e trycirtis in piena fioritura. Molti arbusti con fioritura invernale, calicantus ed edgewothia e molto altro ancora…Ovviamnte foreste intere di altissimi bamboo molti dei quali Phyllostachis edulis.
Un luogo davvero suggestivo – che varrebbe la pena di visitare all’alba in modo da poterlo vivere in silenzio e solitudine -  il Bamboo grove nel distretto di Arashiyama a Kyoto.

Bamboo grove kyoto

Bamboo grove kyoto

Bamboo grove kyoto

Grandi forme topiarie di azalee nel Kenrokuen garden a Kanazawa.

Nell’antico giardino Zen di Funda in Temple una bellissima composizione con rocce e forme topiarie arrotondate.

Le caratteristiche forme a nuvola dei pini a Katsura Imperial Villa

Un esemplare stupendo di Tenstroemia gymnanthera ‘Beddome’, un arbusto parente delle camelie che fiorisce in estate.

Un antico esemplare di Karasakinomatsu Pine nel Kenrokuen garden a Kanazawa.

Pinus densiflora Kenrokuen garden Kanazawa

Olea fragrans rubra Kyoto

Siepe di Podocarpus sp.

Cinnamonum camphora a Tokyo

Callicarpa dichotoma

Un tocco di rosso in questa bella composizione con Enkianthus perulatus e Nandina domestica, entrambi arbusti molto usati.

Un abbinamento da copiare con Loropetalum chinensis e Abelia grandiflora.

A kyoto a metà ottobre le strade di un vecchio quartiere erano piene di vasi di Eupatorium sp.Qui in un tempio shintoista una festa

Ho incontrato molti Hibiscus mutabilis a fiore doppio

Il momento dei crisantemi e molti in questa foggia stravagante

Una composizione interessante con Anemone Prinz Heinrich e Trycortis hirta.

Ligularia tussilaginea argentea variegata

Sasa veitchii

Kanazawa, uno dei quartieri antichi

Piccoli dettagli

Composizioni molto delicate

Un’aiuola davanti al nostro albergo a Kyoto

Una squadra di giardinieri al Ryoanji Temple a Kyoto

 

 

 

 

 

 

 

 

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nov 10 2016

Giappone: architetture e arte

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Grande zucca: scultura di Y Kasama a Naoshima

Un viaggio non solo tra gli antichi giardini giapponesi ma anche alla scoperta delle nuove architetture a Tokyo e degli straordinari musei a Kanazawa e sull’isola d’arte di Naoshima.
Tokyo è una città immensa piena di contrasti, come tutto il Giappone, fra moderno e antico, fantasmagorici quartieri illuminati di neon e antichi quartieri con casette di legno.

Vista della città dalla Torre Mori, sede di un museo al 53° piano

tokyo: il quartiere di Shinjuku di sera

Lungo la via della moda, Omote Sando, molte interessanti architetture tra cui quella di Prada firmata Herzog de Meuron

Tokyo: il quartiere Yanaka non lontano dai grandi musei

Tokyo Yanaka

Museo 21 Design Sight Tadao Ando a Tokyo

Un’opera di Jan Fabre “The man who measures the clouds” sul tetto del 21st Century Museum of contemporary art a Kanazawa, opera dell’architetto Kazuyo Sejima. Un museo che ha dato nuovo impulso alla città di Kanazawa.

Uno degli interni del museo.

The swimming pool di Leandro Erlich, una delle attrazioni più sorprendenti del museo: la superficie dell’acqua rappresenta una sorta di interfaccia tra le persone che guardando di sopra e quelle di sotto.

Una parete vegetale di Patric Blanc

Museo Suzuki Kanazawa, opera dell’architetto Yoshio Taniguchi dedicato al filosofo Zen D.T. Suzuki

Museo Suzuki Kanazawa

Naoshima è una delle tre isole d’arte nel mare interno Seto che assieme a Inujima e Teshima fanno parte del progetto Triennale d’arte; sono tutte isole ex industriali protagoniste di uno straordinario progetto di ristrutturazione che le ha trasformate in luoghi d’arte con affascinanti architetture, musei e progetti artistici nelle antiche abitazioni. Le isole sono raggiungibili con un breve percorso in traghetto da Uno Port, a circa un’ora di treno da Oakayama. Io sono riuscita a visitare solo Naoshima, la più grande dove Tadao Ando ha lavorato per circa 20 anni.

Isola di Naoshima

Benesse art museum naoshima

Benesse House Museum

Benesse House Museum

Richard Long Benesse House Museum

 

Interno del Chichu Art Museum, direi il luogo più interessante dell’isola con tre opere collocate in maniera fantastica: la stanza con le ninfee di Monet, quella con le sculture di Walter De Maria e quelle con le installazioni luminose di James Turrell.

Richard Long Chichu Art Museum

Lee Ufan museum isola di Naoshima

Lee Ufan museum isola di Naoshima

 

 

 

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giu 13 2016

Una mostra di fotografie sul Giappone

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Mostra Giappone scuola Yokohama

Fino al 30 giugno a Milano presso la Fondazione Matalon di Milano (Foro Buonaparte 67)  è visitabile una bellissima mostra di fotografie dedicate al Giappone. La mostra presenta una documentazione fotografica, delle prime immagini scattate in Giappone, tra cui spicca il lavoro di uno dei maggiori fotografi dell’Ottocento: l’italiano Felice Beato. Il materiale, proveniente dalle collezioni del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze, ci mostra  l’interesse e il fascino esercitato dal mondo orientale alla fine dell’Ottocento nella cultura europea.
Nella mostra sono raccolte 110 fotografie originali d’epoca
(vintage-prints) colorate a mano con prodotti all’anilina, che ne caratterizzano inconfondibilmente la provenienza dall’atelier di Beato, oltre a tre preziosi album-souvenir con copertine originali, in lacca, madreperla e avorio, che testimoniano la moda orientalista largamente diffusa nell’Europa del XIX secolo.
Sono immagini veramente molto belle sia quando ritraggono scene della vita quotidiana sia quando rappresentano i paesaggi.

scuola Yokohama

Venditore di scope

Ponte Kintai a Suho scuola Yokohama

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