Tag: 'Chelsea Flower Show'

ago 31 2017

L’estate di troppe fiere. Le riflessioni di un guru dei giardini composte in un ventoso studio in una piovosa giornata di fine luglio. Miahalejon Ashworth

Behind the scenes Barbara Negretti ed Elisa Tomat. Chatsworth 2017

Ospito volentieri le considerazioni, sempre originali e professionali, del mio caro amico Michaeljon Ashworth che ci parla delle manifestazioni orticole di questa estate in Inghilterra. 

I garden show organizzati dalla prestigiosa istituzione RHS-Royal Horticultural Society, Chelsea, Hampton Court, Tatton Park e la lunga lista di flower show continuano a crescere ogni anno. Quest’anno (2017) l’ultima aggiunta alla prospera stagione estiva delle manifestazioni orticole è quella della RHS di Chatsworth: probabilmente la più bella delle locations di questa parata di eventi dedicati alle piante e ai giardini.

L’aggiunta di valore di quest’anno l’attribuisco sia all’interesse del viaggio attraverso l’attraente paesaggio del Peak District National Park sia a Chatsworth House, una straordinaria interpretazione seicentesca della casa di campagna barocca, un palazzo di stile italiano che vanta i rinomati giardini nel vasto parco progettato da Lancelot ‘Capability Brown’ in oltre un decennio a metà del XVIII secolo.
Quest’anno le promesse di Chelsea mi sembravano scarse e per questo motivo me ne sono rimasto a casa, risparmiandomi il viaggio, le spese, le lunghe file e le folle del centro di Londra.
Invece ho seguito i servizi televisivi e mi sono reso conto che BBC dedicava al suo evento floreale preferito almeno 3 ore ogni giorno. La splendida interpretazione di James Basson  del ritorno della natura in una cava maltese di pietra abbandonata mi è sembrata una improbabile scelta del tema. Ma questa installazione ha avuto un grande appeal televisivo e comunicata come una romantica rovina in mezzo al paesaggio selvaggio. Questo progetto ha avuto pochi concorrenti dato che quest’anno il motto era disertare Chelsea, sia a causa del dopo Brexit che della scarsità di prestigiosi designer al Chelsea.

Sia il padiglione della manifestazione floreale che la parte dei giardini temporanei, erano molto più accessibili dai visitatori proprio perché c’era circa la metà ( o forse meno) degli abituali show gardens.

E per essere onesti la gran parte dell’eterno fascino di Chelsea dipende proprio dai costosi giardini sponsorizzati dalle maggiori aziende.

L’incanto è rotto se noi vediamo soltanto ciò che possiamo godere comodamente stando a casa o possiamo acquisire know how professionale difficilmente spendibile per i nostri più modesti clienti.

Ma io non sono rimasto a casa per Chatsworth! Meritano da soli una sosta e una visita il palazzo e i suoi giardini che da oltre 50 anni frequento senza mai stancarmi.

Dan Pearson, due anni fa, ha portato Chatsworth a Chelsea e il suo omaggio al giardinaggio naturale in un ambiente boschivo è stato un vero trionfo.

La manifestazione di Chatsworth – che si è tenuta per la prima edizione agli inizi di giugno e che sarà replicata nel 2018 dal 6 al 10 giugno – ha scontato una settimana di tempo atroce superato dal consueto sangue freddo britannico.

Gli show gardens nel bellissimo contesto di Chatsworth sembravano veri giardini . Questa mi sembra che sia la formula delle manifestazioni orticole del futuro. Al posto del lusso e dell’eccesso di Chelsea, dello scarso livello di agio di Hampton Court  e di Tatton park, Chatsworth è un memorandum di concetti del passato (modestia), della naturalezza (rispetto dell’ambiente) e della contemporaneità (accessibilità e disponibilità). Una manifestazione dedicata alla fattibilità e illuminata dalle solari promesse di essere ‘client friendly’ a casa propria.

L’estate di troppe fiere è diventata il trionfo della nuova Chatsworth e un omaggio al passato guardando al futuro con occhi contemporanei. Un brindisi alla prossima edizione 2018!

Eco alcune immagini degli show gardens a Chatsworth

The IQ Quarry Garden, Best Show Garden at the RHS Chatsworth Flower Show Credit: Andrew Fox for the Telegraph

The Bug Hotel Competition. Schools were challenged to create insect habitats Credit: Andrew Fox

Brewin Dolphine garden. Foto scaricata dal sito RHS

Jackie Knight’s Just Add Water. Foto scaricata dal sito RHS

Path of Least Resistance. Foto scaricata dal sito RHS

Behind the scenes, di Barbara Negretti ed Elisa Tomat. Foto scaricata dal sito RHS

Per informazioni sulla prossima edizione di RHS Chatsworth vedi https://www.rhs.org.uk/shows-events/rhs-chatsworth-flower-show

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giu 15 2015

Il Chelsea Flower Garden commentato dal nostro inviato Michaeljon Ashworth

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Dan Pearson, Chelsea 2015

Il mio carissimo amico storico dei giardini e fine botanico, Michaeljon Ashworth,  mi ha inviato un interessante e molto personale commento sull’ultima edizione, appena conclusasi, del Chelsea.

Ecco il suo testo:

CHELSEA FLOWER SHOW 2015
“Onward and Upwards” by Michaeljon Ashworth, june 2015
Ho sentito la parola in giro. Era “Chelsea Fringe”, fuori salone a Londra e quest’anno anche a Milano. La creazione di eventi piccoli e alternativi prima, durante e dopo la grande mostra della Royal Horticultural Society (RHS). Esiste quest’ aria di protesta e critica -va bene. Rivelare altri lati del mondo giardinistico va benissimo ma Chelsea in se stessa è sicura di se e consapevole del suo ruolo, quello cioè di offrire al mondo una vetrina di progettisti talentuosi istruiti nel modo di tradurre la tradizione giardinistica inglese tramite i loro stili. Il livello di investimenti degli sponsor è variabile ma sempre alto.
Altissimo e assurdo per un giardino che durerà una settimana. I giardini, “Show Gardens”, nonostante la loro bellezza e qualità, sono senz’altro “Show Off” gardens.
Vado sempre al Chelsea per sentire e vedere come la tradizione parla del futuro. Il futuro (come la fantascienza nel cinema) ignora le previsioni e che sarà sarà ! Quest’ anno niente giardino verticale, pochissima scultura (di bassa qualità) e pochissimi concetti come “rebus” da decifrare. Con un’ armonia quasi musicale i Show Gardens cercavano di esporre giardini capaci di parlare della tradizione inglese con la lingua della tradizione aggiornata.
Verso un futuro forse! Speriamo! Verso il futuro , tanto sicuro quando parliamo del giardino di Dan Pearson. Grazie a lui, al suo giardino, alla famiglia dei duchi di Devonshire a Chatsworth e allo sponsor Laurent Perrier. Il momento di brindare con il prodotto dello sponsor!
Chat e gossip sono usciti da questo giardino. Uscendo lungo il viale “Main Avenue” per  giungere all fuori salone di “Chelsea Fringe” nel mondo esterno. Lungo il viale il concorso annuale per creare un giardino Wowistico, rettangolare, traboccante di fiori e alberi e controllato dal stretto design è stata una delizia. Altissimo livello quest’anno senza gadget e novità.  Marcus Barnett ha fatto un salotto al centro di un giardino a quadretti ispirato all’ arte di Piet Mondrian. Ispirato di più al paesaggio inglese- tradizionalmente considerato Patchwork. Sopra gli alberi “di moda” quest’anno Osmanthusx Burckwoodii De Stijl (verde) parla in inglese.
I giovani paesaggisti “Rich Brothers” hanno dato una risposta alla stessa domanda: “Interpretare lo spirito del paesaggio inglese ,incorniciarlo in un Chelsea Show Garden”. Per questi ragazzi una versione più
modernistica. Ma sempre ispirata al prato e bosco inglese. Bosco di Amelanchier lamarckii (con le tante malattie in giro non è stato permesso usare alberi autoctoni).  Questi non sono nomi di fama mondiale. I famosi paesaggisti non hanno bisogna di Chelsea come Show case.
Chris Beardshaw ha realizzato un giardino geometrico e urbano per  interpretare il primo principio di Hidcote e Sissinghurst: cioè lo yin e yang di un giardino è l’equilibrio tra struttura e piantagione. L’architettura sposa l’orticultura. Hardscape e softscape = landscape.
Sono finalmente arrivato al giardino di Dan Pearson . Uomo naturalistico, in armonia con il paesaggio attuale e amatissimo in Giappone. Il suo Chelsea Show Garden mi ha commosso in un modo profondo e personale. Sono 11 anni che lui non frequenta Chelsea.
Non voleva più fare giardini articiali da buttare o magari reciclare dopo la settimana dello show. In occasione di una conversazione con il duca di Devonshire circa un restauro/rinnovo nel giardino roccioso e sottobosco a Chatsworth nacque quest’ opera d’arte.
Dan ha creato un episodio del Chatsworth Rock Garden ( Sir JosephPaxton 1840) qui a Chelsea per dimostrare come la bellezza e lo spirito di un giardino reale può essere esposto a Chelsea. Io ero commosso perché questo garden designer di altissima fama ha realizzato le vere cose astratte di un giardino: l’armonia, il movimento, il senso del tempo, lo spirito, l’anima e l’atmosfera.
Enormi rocce (immaginatevi su a Stonehenge e dolmen) fanno il giardino  roccioso. Una piantagione delicatissima copre il sito con le varietà più squisite di fiori spontanei. Un ruscello scende dalla fonte circolare in alto e finisce in un laghetto: movimento. Un sentiero di legno e pietra attraversa il cuore del giardino (il sito è l’unico triangolare a Chelsea) e per gli invitati c’è la possibilità di penetrare il giardino. Tre dimensioni + penetrazione+ acqua scorrevole e ci siamo in uno spazio giardinistico reale. Non con l’illusione di essere a Chatsworth ma con la verità che non esiste una scusa per fare uno show garden inerte come un quadro. Questo vive!
Giardino: lo definisco come l’unica opera d’arte penetrabile; la dimensione di movimento e questo movimento rappresenta tempo, evoluzione e futuro!
Dan adesso lo chiamo il “cavallo di Troia”. Ha liberato il profumo del futuro e chiamato agli utensili i paesaggisti. Li ha chiamati  a  creare un giardino come esperienza.
Una nota. Lungo un lato del giardino una trave funziona come panchina. L’unico Chelsea Show Garden con questo gadget, invenzione e novità. Grazie Dan!
Chelsea quest’anno è stata più che soddisfacente. Armoniosa. Tematica e del tutto inglese (ma nel suo dialetto giardinistico,molto facile da capire all’ estero a differenza  di quando un inglese cerca di parlare in un’ altra lingua).

Finisco con delle parole (tradotte) di Rainer Maria Rilke.
“Questi sono I giardini in cui io credo”

Eco alcune immagini del giardino di Dan Pearson

Dan Pearson, Chelsea 2015

Dan Pearson, Chelsea 2015

Dan Pearson, Chelsea 2015

Dan Pearson, Chelsea 2015

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giu 04 2012

RHS Chelsea flower show 2012 di Michaeljon Ashworth

Ho chiesto al mio caro amico Michaeljon Ashworth, storico dei giardini e appassionato botanico/giardiniere, di scrivere per il blog i suoi commenti sull’edizione di quest’anno del Chelsea Flower Show. Ecco le sue parole scritte direttamente in italiano con alcune immagini.

RHS CHELSEA FLOWER SHOW 2012

Dopo di anni persi nel creare show gardens concettuali (i quali sembravano sempre piu’ concetti che gairdini), la fiera ha ripreso la propria strada nella direzione di lodare e adulare la tradizione inglese del giardinaggio. Nessuno visitatore vuole essercr ispirato per fare un nuovo giardino ma per fare qualche modifica particolare quasi tutti sono pronti. Attention to detail, salutare la regina per il suo giubileo diamond e stabilire il punto cardinale di Chelsea, cioe’ portare avanti la tradizione aggiornata e cambiata in alcuni particolari precisi come planting associations e colour combinations.

Cleve West ha vinto best in show e medaglia d’oro per il suo giardino di colonne rustiche e topiary. La firma è quella di Arts and Crafts Gardens e, come riconosce lui stesso, l’arte topiaria e’ la piu’ economica e variabile forma di scultura nel verde.

Joe Swift ha preso il colore dell’ iris e dedicato la sua versione della stessa cosa dal passato passato al moderno.

Thomas Hoblyn ha rivisitato Villa d’Este a Tivoli per i suoi suggerimenti . Fontane, travertino e un albero di sughero creano un sogno del Grand Tour rendendo al minimalistica l’idea retro’ di prendere a prestito le idee dall’Italia. Andy Sturgeon ha fatto un’ onda di annelli di ferro come scultura e ha capito che quest’anno e’ l’anno di “farcire” i giardini con i fiori.Pero’ con una raffinatezza di scelta mai vista nei suoi giardini a Chelsea.

Arne Maynard ha festeggiato il bicentenario della casa dello champagne Laurent Perrier con un giardino molto tradizionale, tutto giardino e finalmente a Chelsea appare un senso di prospettiva con questo viale tra le siepi.

Sono contentissimo di aver visto questo risorgimento a Chelsea di valori tradizionali e quindi di variazioni sullo stesso tema invece degli esercizi nel creare qualcosa di diverso ma banale e poco giardino. Sotto il sole fornace di Londra questo maggio la voglia di essere in giardino e non tra la folla era enorme ma la soddisfazione di vedere queste meraviglie inglesi valeva la fatica.

Cleve West

Trust garden Joe Swift

Trust garden Joe Swift

Thomas Hoblyn

Thomas Hoblyn

Arne Maynard

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giu 05 2011

Chelsea Flower Show 2011: i giardini in mostra

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Visitando la mostra si tocca davvero con mano quanto il giardino e le piante siano un tema profondamente e direi democraticamente radicato nella cultura inglese. La marea indescrivibile di persone che ad ogni ora del giorno fin dal primo mattino si riversa al Chelsea, dalla signora chic ma meno atteggiata e mondana della tipologia che capita di incontrare nelle mostre nostrane, alla vecchietta che arranca munita di bastone o additittura stampelle, fino alle famigliole eccitate, è una testimonianza vivente di come sia diffuso il piacere e il sapere nel fare giardinaggio.
Detto questo, la mia impressione sugli show gardens di questa edizione è che, nonostante l’eccellente maestria e complessità delle realizzazioni, le scenografie sofisticate e a tratti eccessive abbiano preso il sopravvento sulle idee e anche sulle esigenze più reali che incontra chi vuole farsi un giardino spesso con poche risorse e con problemi ambientali da affrontare. A volte mi è sembrato che l’eccesso di decori, strutture, elementi di arredo abbiano diminuito la coerenza d’insieme di alcune delle proposte e, anche, il piacere di godere di luoghi che diano un senso di armonia e benessere in chi li frequenta. Forse il potere dei grandi sponsor condiziona e non poco la libertà espressiva dei paesaggisti con il risultato di aggiungere anzichè sottrarre e di proporre soluzioni che suscitano più stupore che suggerimenti e suggestioni.
Proprio per questi motivi ho apprezzato di più alcuni progetti più semplici e minimalisti perchè mi sono sembrati rispondere meglio all’esigenza, da un lato di suggerire ai visitatori soluzioni progettuali alle quali più facilmente ispirarsi e, dall’altro, a quella di dare risposte creative ai problemi ambientali che un giardiniere consapevole ha sempre più a cuore.
Qui di seguito una piccola galleria di immagini con brevi commenti dei progetti che mi hanno più colpito sia in positivo che in negativo.
Tra gli show gardens ho trovato molto bello, sia per l’armonia del disegno che soprattutto per la stupenda composizione vegetale, il giardino firmato da Luciano Giubbilei; anche in questo caso però ho trovato ridondante la scultura in forma di tre grandi sassi.

Giardino di Luciano Giubbilei

In fondo una delle 6 Parrotia persica allevata a ceppaia che punteggiano le varie parti del giardino

In primo piano Nectaroscordum siculum in mezzo a una macchia bianca di Anthiscus sylvestris

Deludente a mio parere il giardino di Cleve West che ha conseguito il premio di “best in the show gardens”; il pensiero del progettista – fondere le tracce del passato con il linguaggio contemporaneo -  non è riuscito a tradursi in un progetto coeso e armonioso e allora le pesanti colonne scolpite di color grigio scuro mi sembrano stridere con la parete gialla con grosse bocche da cui sgorga l’acqua che evocano un poco le architetture di Barragan. Più riuscito il contrasto fra forme topiarie e vivaci composizioni di perenni.

Giardino di Cleve West sponsorizzato dal Daily Telegraph

Giardino di Cleve West

Di nuovo un elemento fortemente scenografico – una sorta di piattaforma-giardino mobile – concepito come grande attrattiva per il pubblico, stride fortemente con lo stile del giardino sottostante firmato dall’irlandese Diarmuid Gavin, tutto all’insegna delle tonalità del verde – tante masse arbustive in grandi forme topiate – e dell’acqua – in tante vasche di corten.

Giardino di Diarmuid Gavin

Giardino di D. Gavin

Anche il progetto di Bynny Guinness, pluripremiata in diverse edizioni del Chelsea, che presentava il tema del giardino utile e produttivo, difetta di un eccesso di particolari decorativi fino a risultare quasi indigesto, nonostante l’indubbia maestria nel disegno di alcuni particolari e soprattutto delle composizioni vegetali.

Giardino di B. Guinness sponsorizzato dallo sponsor ufficiale M&G Investments

Perfetta nella sua semplicità e nella coerenza d’insieme e, soprattutto, rispondente alle caratteristiche che potrebbe avere un piccolo giardino urbano, la proposta di Adam Frost esplicitamente ispirata alle architetture di Frank Lloyd Wright.

Giardino di A. Frost presentato nella rassegna "Urban gardens"

Particolare di una piccola siepe topiata di bosso con geranium blu e una hosta

Tutto giocato gioiosamente sui temi della sostenibilità e del riciclo dei materiali il progetto di Nigel Dunnet che, ispirandosi alla filosofia di William Robinson (inventore del wild garden),  propone per la prima volta al Chelsea un “rain garden”, un giardino cioè tutto basato sul recupero dell’acqua piovana, con molte idee ecologiche e materiali riciclati.

Giardino di N. Dunnett: sullo sfondo la piccola costruzione ricavata da un container per spedizioni marittime

Una delle vasche d'acqua per la raccolta dell'acqua piovana che diventano un bell'elemento della composizione

Poetico, suggestivo e delicato il giardino ideato dal giapponese Ishihara Kazuyuki declinato intorno al tema della rievocazione dei paesaggi della sua infanzia: con tanti piccoli aceri, hosta, pieris, felci e calle; anche qui ho trovato che il piccolo padiglione bianco fosse la parte meno riuscita della composizione. 

Particolare del giardino giapponese

Una piccola cascata d'acqua

Infine una delle proposte più fresche di orto ornamentale quella presentata nel padiglione delle piante da Bulldog Fige con un orto tutto giocato su differenti varietà di cavolo piantati in ordinate file diagonali.

 

L'orto dei cavoli

 

La bella composizione di erbacee perenni nell'orto dei cavoli

Un commento presente

giu 05 2011

Chelsea Flower Show: le piante

Pubblicato da in "plant design"

Cominiciamo con il dire che il Chelsea è la quintessenza del vivaismo e del giardinaggio. The Great Pavillon è forse la parte della manifestazione che mi ha più colpito per la strordinaria professionalità dei vivaisti che qui espongono le loro collezioni con una grande attenzione all’estetica della presentazione. Le piante sono proposte non solo per specifiche collezioni (stupefacenti le varietà di heuchera, tiarella, allium, lupinus, dalie, clematidi solo per fare qualche esempio), ma anche per tipologia di esposizione e contesto ambientale (ad esempio tutta una sezione è dedicata alle piante da ombra).
Qui di seguito alcune suggestioni attraverso una galleria di immagini delle proposte che ho trovato più interessanti.

Anchusa ed Elycrisum

Verbascum Blue Lagoon

Composizione per rocky garden con campanule, sassifraghe, globularia

Dahlia australis

Piccola composizione per un mini giardino acquatico: ninfea nana, myosotis, Anemopsis californica e carex variegato

Clematis Crystal fountain

Una parete di Bacopa

Collezione di Allium

Una collezione di Eremurus

Una collezione di lupini

Nomocharis saluensis una inconsueta erbacea da ombra

All'insegna delle dalie

La straordinaria esposizione di clematidi con una intera galleria di tantissime varietà

Oromatus rosmarinus

Bella composizione di Sambusuc nigra "Black Lace", Scabiosa caucasica e petunie

E poi girando per Londra ecco altre piccole suggestioni

Una vetrina di scarpe e fiori!

Una bella composizione in vaso con Ilex crenata ed edere

Una bella parete vegetale con una massa gialla di Senecio grey

Un altro lato della casa con parete vegetale: qui la dominante rosa è di Centranthus ruber

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giu 05 2011

Chelsea Flower Show: suggestioni di design

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Molte le proposte interessanti per ospitare piccoli orti urbani

Contenitori di plastica su una struttura a scaletta

Un contenitore con una struttura per accogliere pomodori o piselli

Interessanti alcune strutture in zinco

Da copiare l’idea di semplici strutture in rete metallica per creare piccoli elementi di topiaria

Infine tante le idee per accogliere gli animali nel giardino

Casette per galline

L'hotel degli insetti!

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