Tag: 'Antonio Perazzi'

mar 29 2019

Il paesaggio in Libreria. Alla Libreria della natura di Milano dalle 18 alle 20

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2 Aprile 2019
Preludi mediterranei e tropicali nella flora milanese del global warming
I mutamenti climatici che cambieranno il verde di Milano
Emanuele Bortolotti e Enrico Banfi


9 Aprile 2019
Dalla farfalla sudafricana nel mediterraneo al giardino senza irrigazione

Chiaccherata informale tra un lepidotterista e un paesaggista
Antonio Perazzi e Gian Cristoforo Bozano


16 Aprile 2019
Progettare con la natura per contrastare il cambiamento climatico

Servizi ecosistemici, nature based solutions, focus sulle aree urbane mediterranee
Francesca Neonato e Francesco Tomasinelli


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mar 17 2019

Radicepura Garden festival 2019: anteprima

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Dal 27 aprile al 27 ottobre 2019 si terrà a Giarre (Catania) la II edizione del Garden festival Radicepura, promosso dall’omonima fondazione.

Fino al 27 ottobre, nel parco botanico della Fondazione Radicepura, sarà possibile visitare 14 installazioni e 2 giardini, oltre all’Orto della Dieta Mediterranea, realizzate appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà, grazie all’attività portata avanti da oltre 50 anni da Venerando Faro, alla guida dell’azienda insieme ai figli Mario e Michele.
L’edizione 2019 propone un tema di grande attualità: I GIARDINI PRODUTTIVI. Un giardino che sappia coniugare, in maniera originale, per l’uomo del terzo millennio l’ancestrale bisogno di utilità con le nuove esigenze estetiche della società contemporanea, non tralasciando la sua ricerca nel giardino di un luogo intimo in cui ritrovare se stesso e rigenerarsi.

Quest’anno la Fondazione Radicepura curerà – in collaborazione con ARS e Fondazione Federico II – l’allestimento a Palermo di Passage to Mediterranean, giardino ideato da un gruppo di studenti Turchi per la passata edizione del festival. Lo spazio, che sarà inaugurato il 1 giugno in Piazza del Parlamento, diventa simbolo di dialogo tra culture, foriero di stimoli e riflessioni capaci di offrire nuovi paradigmi intellettuali.

In sintonia con questa capacità dei giardini di facilitare e stimolare la riflessione, a Giarre I GIARDINI PRODUTTIVI del Radicepura Garden Festival per 6 mesi esploreranno arte, cultura, storia e tutela dell’ambiente, come elementi costitutivi di un territorio straordinario quale la Sicilia. A interpretarlo grandi nomi del paesaggismo internazionale: Antonio Perazzi e Andy Sturgeon, che realizzeranno per il festival due giardini site-specific superiori ai 100 metri quadrati ciascuno.
Il paesaggista italiano porterà il visitatore nella sua Home ground, Terra di casa, un giardino capace di dare forma e prendere la forma delle piante. Al centro la casa, in basalto, pietra semplicemente tagliata, quale corpo ideale di un luogo capace di accogliere. In questo giardino Perazzi crea un ambiente naturale usando gli elementi già esistenti, senza scartare nulla, operando solo attraverso scomposizione e riassemblamento.
Andy Sturgeon in Layers riflette sulla dipendenza dell’uomo dalla natura per soddisfare le sue necessità fondamentali. Il garden designer inglese conduce i visitatori attraverso il giardino, offrendo loro una visione delle piante produttive enfatizzando la dipendenza necessaria che lega l’uomo alla natura. L’acqua, elemento essenziale, è al centro del giardino, tra l’ombra degli alberi e dei muri circostanti, oasi di riparo e calma.

Altri dieci giardini, di dimensioni più piccole, di circa 50 metri quadrati ciascuno, saranno realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale. La call, che si è chiusa il 28 novembre 2018, ha registrato un’importante partecipazione, con oltre 150 domande provenienti da 15 paesi diversi. La giura, presieduta da Sarah Eberle con Pablo Georgieff, Giovanni Iovane, Daniela Romano e Franco Livoti, ha selezionato a dicembre i 10 designer, provenienti da Francia, Inghilterra, Italia, Scozia e Spagna.

Per avere informazioni organizzative

Comunicato stampa

Ars e Fondazione Federico II

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mag 23 2016

Un piccolo giardino pubblico firmato Antonio Perazzi

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Di recente è stato inaugurato a Milano in via Brisa vicino ad un sito archeologico un piccolo giardino pubblico (di 1500 mq), pensato per creare uno spazio versatile e aperto, dove è piacevole isolarsi dal traffico, grazie ad una barriera perimetrale di alberi di Magnolia soulangeana e volumi compatti di vegetazione pensati per accompagnare e proteggere gli utenti di una zona particolarmente ricca di valore artistico e storico. Lo spazio verde è disegnato da una linea spezzata che alterna masse compatte di carpini potati e fitti ed aerei gruppi di perenni. Molto semplice ma accurato nei dettagli (come la pavimentazione in parte di pietra e in parte di calcestre); molto bella la forma segmentata delle aiuole che accolgono le perenni e i carpini. L’unico neo poche le fioriture (avrei aggiunto delle Verbene e anche dei papaveri, le Gaursa sono un pò affogate in mezzo alle graminacee ma bisogna aspettare più avanti nella stagione). Forse sarà più bello ai autunno con le spighe delle graminacee); non so se per consapevolezza della mancanza di manutenzione le aiuole sono già piene di erbe selvatiche ma a mio parere questo non è un male perchè hanno un aspetto molto naturale ed è giusto non contare sulla manutenzione!

Ecco alcune immagini catturate al volo con l’I phone

Scorcio del giardino con sullo sfondo il quartiere residenziale in parte ristrutturato e in parte con nuovi edifici

Vista d’insieme delle aiuole

Particolare della siepe di carpini

Una delle aiuole di perenni

 

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feb 27 2014

Letti per voi di febbraio

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Questo mese vi segnalo due libri che ho appena letto, diversi tra loro ma entrambi molto interessanti e affascinanti.

 

  • Anna Lambertini,Urban beauty. Luoghi prossimi e pratiche di resistenza estetica. Editrice Compositori, 254 pp, 2013, 24 euro
    Un libro veramete ben fatto, nella sua articolazione tematica, nella grafica semplice ma frizzante e nei suoi suoi contenuti innovativi e stimolanti molte riflessioni e di supporto alla pratica nel paesaggio urbano. Una rassegna ragionata per filoni tematici di progetti che ci narrano esempi felici di cambiamento nel panorama di alcune città europee. I 6 filoni – chiamati azioni di progetto – vanno da “Lavorare in prossimità” (trasformazioni graduali a partecipative dei paesaggi minimi dell’abitare); “Coltivare immaginari” (cioè coltivazione dell’immaginario attraverso azioni di spaesamento poetico); “Metter in gioco” (il ruolo del gioco nella riconfigurazione dei paesaggi urbani); “Reinventare luoghi minori” (reinterpretati come tessere costitutive di un sistema eterogeneo ma interconnesso di vuoti minori); “Incoraggiare nature urbane” (favorire la diffusione di ricchezza biologica, di capitale vegetale e di risorse naturali); “Far emergere costellazioni di spazi aperti” (considerare il progeto urbano come un progetto inventivo, flessibile e adattativo).
    Per ogni progetto una sheda sintetica con le parole chiave che ne sintetizzano il significato e le finalità e una descrizione corredata da alcune immagini. L’ultima parte intitolata Intersezioni/sguardi raccoglie alcune riflessioni firmate da differenti autori.

  • Antonio Perazzi, Foraverde. Maestri di giardino, 260 pp., 2013, 10 euro
    Antonio Perazzi si rivela con questa raccolta di racconti uno scrittore di talento e ci offre delle piacevoli narrazioni che seppure intitolate a diverse piante non le descrivono affatto. Nonostante ciò tutti i racconti sono intrisi di un amore curioso e attento per i fenomeni naturali e denotano una osservazione davvero preziosa per la natura. Molti personaggi reali o inventati sono protagonisti di storie fantasiose, uriose e affascinanti. Come dice Gilles Clément nella sua bella presentazione “La storia è accompagnata da una magia che lega le piante agli uomini e gli uomini agli animali, in una coesione che rimanda ad animismi primitivi e moderni, tanto che noi umani, passeggeri della Terra, troviamo in questo contatto un equilibrio universale, limpido e gioioso”.

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