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mar 17 2019

Radicepura Garden festival 2019: anteprima

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Dal 27 aprile al 27 ottobre 2019 si terrà a Giarre (Catania) la II edizione del Garden festival Radicepura, promosso dall’omonima fondazione.

Fino al 27 ottobre, nel parco botanico della Fondazione Radicepura, sarà possibile visitare 14 installazioni e 2 giardini, oltre all’Orto della Dieta Mediterranea, realizzate appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà, grazie all’attività portata avanti da oltre 50 anni da Venerando Faro, alla guida dell’azienda insieme ai figli Mario e Michele.
L’edizione 2019 propone un tema di grande attualità: I GIARDINI PRODUTTIVI. Un giardino che sappia coniugare, in maniera originale, per l’uomo del terzo millennio l’ancestrale bisogno di utilità con le nuove esigenze estetiche della società contemporanea, non tralasciando la sua ricerca nel giardino di un luogo intimo in cui ritrovare se stesso e rigenerarsi.

Quest’anno la Fondazione Radicepura curerà – in collaborazione con ARS e Fondazione Federico II – l’allestimento a Palermo di Passage to Mediterranean, giardino ideato da un gruppo di studenti Turchi per la passata edizione del festival. Lo spazio, che sarà inaugurato il 1 giugno in Piazza del Parlamento, diventa simbolo di dialogo tra culture, foriero di stimoli e riflessioni capaci di offrire nuovi paradigmi intellettuali.

In sintonia con questa capacità dei giardini di facilitare e stimolare la riflessione, a Giarre I GIARDINI PRODUTTIVI del Radicepura Garden Festival per 6 mesi esploreranno arte, cultura, storia e tutela dell’ambiente, come elementi costitutivi di un territorio straordinario quale la Sicilia. A interpretarlo grandi nomi del paesaggismo internazionale: Antonio Perazzi e Andy Sturgeon, che realizzeranno per il festival due giardini site-specific superiori ai 100 metri quadrati ciascuno.
Il paesaggista italiano porterà il visitatore nella sua Home ground, Terra di casa, un giardino capace di dare forma e prendere la forma delle piante. Al centro la casa, in basalto, pietra semplicemente tagliata, quale corpo ideale di un luogo capace di accogliere. In questo giardino Perazzi crea un ambiente naturale usando gli elementi già esistenti, senza scartare nulla, operando solo attraverso scomposizione e riassemblamento.
Andy Sturgeon in Layers riflette sulla dipendenza dell’uomo dalla natura per soddisfare le sue necessità fondamentali. Il garden designer inglese conduce i visitatori attraverso il giardino, offrendo loro una visione delle piante produttive enfatizzando la dipendenza necessaria che lega l’uomo alla natura. L’acqua, elemento essenziale, è al centro del giardino, tra l’ombra degli alberi e dei muri circostanti, oasi di riparo e calma.

Altri dieci giardini, di dimensioni più piccole, di circa 50 metri quadrati ciascuno, saranno realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale. La call, che si è chiusa il 28 novembre 2018, ha registrato un’importante partecipazione, con oltre 150 domande provenienti da 15 paesi diversi. La giura, presieduta da Sarah Eberle con Pablo Georgieff, Giovanni Iovane, Daniela Romano e Franco Livoti, ha selezionato a dicembre i 10 designer, provenienti da Francia, Inghilterra, Italia, Scozia e Spagna.

Per avere informazioni organizzative

Comunicato stampa

Ars e Fondazione Federico II

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set 27 2011

Note a margine del convegno I maestri del paesaggio, Bergamo, 4-5 settembre 2011

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Il convegno organizzato da Arketipos è stata l’occasione per conoscere i progetti di alcuni tra i più qualificati paesaggisti che operano sulla scena internazionale.
Senza pretendere di fornire un resoconto dettagliato dei loro interventi vorrei soffermarmi con alcune brevi segnalazioni a commentare alcuni degli interventi che mi hanno maggiormente suggestionato corredandoli da alcune immagini che ho scattato durante il convegno (quindi immagini non tanto belle, ma spero comunque tali da fornire suggestioni).
Tra i paesaggisti che affrontano la scala maggiore del paesaggio ho trovato molto affascinante l’approccio di Lodewijk Baljon, di stanza ad Amsterdam, che ha presentato tra gli altri un ambizioso progetto la cui sfida è un paesaggio che nasce prima della città e integra tutti gli aspetti progettuali in un ambiente sostenibile. L’intervento è collocato in un polder di circa 200 ettari e la sfida appunto quella di ideare per prima cosa un paesaggio che solo successivamente, dopo circa 5 anni dalla realizzazione dell’intervento paesaggistico, accoglierà un complesso residenziale dove ogni casa resterà invisibile dalle altre vicine e strettamente collegata alla natura circostante.

Giardino a Delft, Olanda

Sulla scala urbana opera il paesaggista Peter Fink, fondatore dello studio FoRM e con un interessante background formativo che spazia dall’ingegneria, alla filosofia e alle arti visive.
Molti dei suoi lavori all’insegna del Green urbanism sono progetti partecipati con un forte coinvolgimento delle collettività.

Millwall dock, Londra: ridefinizione del waterfront con giardini galleggianti collegati fra loro

Rendering del progetto londinese

Tra i progetti presentati dal prestigioso studio olandese West8, che conta uno staff di oltre 70 professionisti di differenti discipline, ho trovato molto affascinante l’intervento “10.000 bridges” ideato per la International Horticultural Expo 2011 di Xian, in Cina.

10.000 bridges, Expo Xian

Alberi inclinati in un progetto ad Anversa

Tra i paesaggisti che operano invece piuttosto sulla scala del giardino segnalo la garden designer inglese Charlotte Rowe, che ha un curriculum molto particolare: dopo aver studiato storia dell’arte in Italia (tra i suoi riferimenti fondamentali i quadri di Piero della Francesca per le sue prospettive e per la plasticità e semplicità delle linee), design e orticultura, ha lavorato per 15 anni come marketing manager e nel 2001 ha completato i suoi studi in garden design e ha aperto uno studio a Londra. Nei suoi giardini, spesso di contesto urbano, l’acqua e la luce sono due componenti fondamentali e davvero superba la sua capacità di integrare casa e giardino.

Infine una breve menzione ai progetti del garden designer inglese Andy Sturgeon, pluripremiato al Chelsea Flower Show di Londra. Spesso nei suoi giardini gioca con le tonalità del verde da lui giudicato il colore che meglio ci fa sentire in pace con il mondo.

Progetto presentato al Chelsea

Nello stesso giardino effimero stupendo gioco con piccoli quadrati di acqua

Interessanti i pannelli di rete metallica con inserti di acrilico blu e pietre

Progetto più formale con parterre e tulipani vermigli

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