Tag: 'ambiente'

apr 01 2011

Il 12 e 13 giugno si voterà per i 5 referendum ambientali a Milano

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Il Consiglio comunale ha approvato una proposta di delibera del Consigliere Fedrighini che prevede l’accorpamento dei Cinque referendum sull’ambiente e la qualità della vita a Milano con i referendum nazionali su Nucleare e Acqua pubblica il 12 e 13 giugno prossimi. Sarà quindi possibile risparmiare oltre 3 milioni di euro dei cittadini milanesi e, soprattutto, garantire una diffusa presenza di seggi e sezioni sul territorio al fine di garantire la massima partecipazione possibile alla consultazione referendaria.
Il massimo sarebbe stato accorpare i referendum cittadini con le elezioni comunali: ma in questo caso sarebbe stato indispensabile modificare una legge nazionale e questo esce dalle competenze del consiglio comunale.
Questo l’articolo pubblicato dal Corriere: http://www.comune.milano.it/cluster/webcity/rassegnastampa.nsf/oggi/1/$FILE/ym0p8.pdf

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mar 28 2011

Lettera di Fedrighini su referendum per Milano

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Mi sembra utile far circolare la lettera di Enrico Fedrighini che ci aggiorna su
- Fuori Milano dal nucleare
- Referendum per Milano

Cari Amicim della class action antismog,
inizia una settimana cruciale per il futuro della nostra città. Vi prego di far girare il più possibile queste comunicazioni, a sostegno degli sforzi
per cambiare (se possibile in meglio) l’aria che si respira a Milano.
- Fuori Milano dal nucleare. Sapete che A2A, controllata dai Comuni di Milano e Brescia, è in affari nella società Edison con la francese EdF per importare
e installare in Italia di reattori francesi di terza generazione (quelli che i francesi non vogliono più a casa loro)? La vertenza per liberare il pianeta dai rischi del nucleare e per l’energia pulita riguarda anche casa nostra, ci interessa tutti direttamente, da vicino. Credo che l’informazione (o controinformazione) sia la migliore risorsa per far valere i propri diritti,
primo fra tutti il diritto alla salute: abbiamo davanti le elezioni amministrative e poi un referendum che riguarderà anche il nucleare. Per questo, siete invitati a partecipare e a diffondere questa comunicazione: abbiamo organizzato (come Verdi ecologisti per Milano) un’incontro pubblico con due esperti di energia nucleare e fonti alternative: Roberto Meregalli e Andrea Poggio. Si intitola:’Energia per il pianeta: le alternative al nucleare’ e si svolgerà Mercoledì 30 marzo 2011, inizio alle ore 18, presso l’Acquario Civico di Milano (viale Gadio 2, fermate M2 Lanza, M1 Cairoli), sala Vitman. Nel corso dell’incontro verranno distribuiti documenti e materiale informativo sul tema, elaborati grazie al contributo di scienziati e ricercatori.

- Referendum per Milano: si decide l’accorpamento con i referendum nazionali!
Questa settimana sono convocate le ultime sedute consiliari utili, prima dell’avvio della campagna elettorale, per votare la delibera da me proposta che consentirebbe di accorpare i cinque referendum cittadini con i referendum nazionali previsti per il 12 giugno (su nucleare, acqua, ecc.). L’accorpamento significherebbe maggiore partecipazione e un risparmio di circa 3 milioni di euro dalle casse comunali, destinabili a finalità sociali e ambientali.
Sarà indispensabile una grande attenzione della città attorno ai lavori del Consiglio in questa fase finale; mai come oggi tornano attuali le parole scolpite su pietra, nel lontano 1316, all’ingresso del Municipio di Augusta:’Publico Consilio, Publicae Saluti’ Referendum per Milano: la scelta di Croci. Molti di voi mi chiedono un parere in merito alla scelta compiuta da Edoardo Croci di tornare a sostenere Letizia Moratti, dopo essere stato cacciato dalla giunta. Alcuni mostrano delusione per questa sua scelta, altri preoccupazione per il futuro dei cinque referendum cittadini, che vedono in Croci uno dei promotori insieme al sottoscritto.
Terrei separate le due cose. Politicamente, ritengo che la scelta di Croci sia stata un grave errore: compromette l’immagine pubblica che si era guadagnato quando, per difendere la propria politica ambientale, era stato fatto fuori.
Che senso ha tornare, non proprio bene accolto, dai propri carnefici politici i quali nel frattempo hanno cancellato dal programma di governo della città tutte le sue proposte?
Diverso è il discorso per i cinque Referendum ambientali per Milano. Se oggi parliamo di referendum a Milano è solo perché ci sono stati volontari in carne e ossa che si sono mobilitati per il bene comune: cittadini come me e voi, contattati attraverso la mailing list con il tam tam della rete, che hanno reso possibile questo straordinario risultato senza alcun finanziamento da parte di di partiti o sindacati.
‘A cosa serve firmare?’ mi chiedevano diverse persone ai banchetti, incerte e dubbiose? ‘A migliorare le cose in questa città!’ era la mia risposta.
Non intendo recedere di un passo.
In che modo? Semplice: mettendo al riparo questa straordinaria esperienza e risorsa da dinamiche e interessi elettorali, da scelte di schieramento, da pur legittime ambizioni politiche di chiunque. Comprese quelle mie, di Cappato, di Croci. Continuando a collaborare fianco a fianco con gli altri promotori, mantenendo quel profilo civico e trasversale che è il vero motore dell’iniziativa.
E facendo il possibile affinchè gli sforzi comuni siano premiati con l’accorpamento dei cinque referendum ai referendum nazionali, per agevolare il raggiungimento del quorum (dovranno votare almeno 300.000 cittadini, cioè il 30 per cento del corpo elettorale).

Fate girare il più possibile questa comunicazione, come sempre!

Un caro saluto, a presto e grazie

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mar 11 2011

Ammissibilità dei 5 referendum ambientali per Milano

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Il Collegio dei Garanti ha dichiarato ammissibili i testi dei 5 referendum ambientali sottoscritti da 25.000 firmatari.
Si tratta di una serie di misure che riguardano le principali tematiche ambientali: riduzione del traffico; miglioramento dell’aria; potenziamento della ciclabilità e del sistema di trasporto pubblico; aumento del verde e degli alberi; energia pulita; mantenimento a verde dell’area-parco che sorgerà per l’Expo; riscoperta dell’acqua e del sistema dei Navigli come elemento di equilibrio e di bellezza per Milano

Per ulteriori informazioni vedere http://www.milanosimuove.it/wordpress/

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mar 11 2011

Class action contro la smog a Milano: aggiornamenti

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Per avviare la class action contro Regione Lombardia (attivabile dai cittadini) e Comune di Milano (riservata ai soli residenti milanesi) occorre contattare al più presto lo Studio Legale Linzola (Via Hoepli 3, tel 02/7200.0557).
Alcune avvertenze pratiche:
E’ possibile utilizzare – anzichè il certificato storico di residenza – un normale certificato di residenza in carta libera, verificando che in esso venga riportata la data iniziale di residenza della persona interessata.
Le spese legali
per partecipare alla class action ammontano a 10 euro a persona; per nucleo famigliare, genitori/figli, resta la stessa cifra.
Documenti necessari:
- certificato di residenza;
- stato di famiglia (
se l’atto di citazione riguarda il nucleo famigliare)

Per ogni altra informazione vedere il sito di Enrico Fedrighini, consigliere comunale di Milano, Capogruppo Verdi-Ecologisti
http://www.enricofedrighini.it

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feb 15 2011

Class action contro lo smog a Milano

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Il Consigliere comunale Capogruppo dei verdi a Milano, Enrico Fedrighini, ha promosso una importante iniziativa per prendere posizione sulla spaventosa situazione dell’inquinamento atmosferico che sta minando la salute dei cittadini milanesi.
Si tratta dell’avvio di un’azione legale civile per il risarcimento del danno alla salute provocato dalla colpevole inerzia di Regione Lombardia e Comune di Milano.
Una sorta di “class action” alla quale ciascun cittadino può aderire sottoscrivendo e diffondendo il più possibile l’appello sul sito
www.greg.it/ariapulita/
Per approfondire vedi documento

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gen 18 2011

Spunti da una conversazione radiofonica di Paolo D’Angelo su Estetica e Paesaggio

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Intervista trasmessa su Radio 3 a Fharheneit il 23 dicembre 2010

Paolo D’Angelo, docente di Estetica all’Università Roma 3, ha appena pubblicato il saggio “Filosofia del paesaggio” presso l’editore Quodlibet. Le tesi esposte nel suo libro e più in generale le relazioni tra estetica e paesaggio sono state l’oggetto di una interessante chiacchierata radiofonica.

Mi sembra interessante riprendere qui brevemente alcuni passaggi dell’intervista che meglio si prestano a ulteriori riflessioni e approfondimenti.

  1. Le ragioni dell’ambiente e quelle del paesaggio

Il termine “ambiente”, oggi divenuto quasi onnipresente, è venuto alla ribalta a partire dagli anni ’60 e spesso è stato impropriamente utilizzato come sinonimo di paesaggio ingenerando non pochi problemi concettuali e contraddizioni (è curioso che l’istituzione italiana che per eccellenza è nata per la protezione delle bellezze naturali si chiami FAI, Fondo Ambiente).

Un esempio per tutti le pale eoliche, utili dal punto di vista ambientale in quanto produttrici di una energia pulita alternativa alle tradizionali risorse energetiche, ma che possono provocare, specie nel nostro contesto, forti devastazioni dal punto di vista paesaggistico. Ma anche gli impianti fotovoltaici possono procurare danni se usati su larga scala nella misura in cui distolgono vaste zone di territorio dagli impieghi agricoli. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a due esigenze contrapposte. Non si può lasciare il singolo (ad esempio l’agricoltore che ha un evidente vantaggio economico ad abbandonare l’uso agricolo-produttivo del proprio territorio a favore di una tecnologia molto più redditizia) a sostenere tutto il peso della scelta. Vanno tenute presenti due cose: l’agricoltura può contribuire molto al mantenimento di un paesaggio e di un ambiente sano e quindi anche bello; non bisogna limitarsi a fare calcoli a breve termine perché nel medio-lungo periodo la salvaguardia del paesaggio diventa proficua anche dal punto di vista economico (una per tutte le ricadute sul turismo).

Ambiente e paesaggio possono essere due formidabili alleati: un paesaggio bello dal punto di vista estetico è anche ecologicamente sano e utile per chi vi abita.

La funzione del mondo agricolo nella tutela del paesaggio va incrementata sia a livello nazionale che europeo.
Un’ultima considerazione riguarda poi il fatto che spesso le decisioni prese a livello strettamente locale ingenerano distorsioni, mentre quelle prese a una certa distanza risultano più equilibrate: un esempio riguarda il fatto che in molti casi la tutela di certi luoghi naturali riceve il supporto non tanto degli abitanti della zona ma da coloro che hanno scelto questi luoghi come mete di svago (vedi il Monte di Portofino).

  1. L’invenzione del paesaggio come esperienza estetica

Il modo nuovo di guardare siti naturali nasce con l’umanesimo. Il primo a introdurre una contemplazione della natura fine a se stessa è Petrarca che sale sul Monte Ventoso, intraprendendo una escursione in un luogo impervio solo per vedere come appare un paesaggio, al di là di ogni utilità, come pura e semplice esperienza estetica.

Il paesaggio non è immobile e uno dei suoi più grandi nemici è la concezione museale.

I paesaggi cambiano continuamente nel tempo anche per il sopraggiungere di nuove essenze e di nuove colture (vedi i cipressi toscani portati solo in epoca romana o la trasformazione dei paesaggi mediterranei con la comparsa dei fichi d’India e degli agrumi); l’importante è il mantenimento della natura del luogo e della sua identità.

  1. La legislazione italiana

Noi abbiamo un’antica e articolata tradizione legislativa in materia di tutela del paesaggio (i capisaldi la legge del1922 ispirata da Benedetto Croce, la legge del 1947 del Min. Bottai, l’articolo 9 della Costituzione che detta un legame molto stretto tra paesaggio e patrimonio artistico, il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio). Ma il problema è la troppa dispersione di competenze tra organismi con una frammentazione che produce lentezza nel processo decisionale e incoerenze.

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