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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

Prima e dopo la ‘cura’ di Mastro garden, cosiddetto giardiniere di San Giuliano Milanese

Magnolia grandiflora prima della potatura

Magnolia grandiflora dopo la potatura di Hulk, cioè Mastro garden

Scrivo questo post per denunciare ancora una volta una potatura allucinante che ha massacrato uno stupendo esemplare di Magnolia grandiflora che rappresentava il fulcro del cortile del mio condominio di una casa inizi ‘900 di via Mameli 42 a Milano; la stessa sorte è toccata alle altre 3 magnolie dei cortili delle case limitrofe che fanno parte del medesimo condominio. Questo succede quando ad intervenire sono dei giardinieri senza alcuna professionalità che sanno solo usare la motosega e non hanno alcuna idea di che cosa stanno facendo.
Nonostante che io mi sia spesa con la colpevole e ignorante amministrazione condominiale affinchè venisse chiamato a intervenire al massimo per una potatura di svecchiamento un serio arboricoltore – io avevo chiesto il preventivo e il parere tecnico di Fito-consult di Varese che poi è stato inspiegabilmente scartato – si è deciso di ricorrere alla improbabile ditta Mastro garden che ha fatto questo scempio.

No comment…. Prima la magnolia era il punto qualificante del cortile e ombreggiava rinfrescando il terzo piano a cui abito: ora vedo solo dall’alto la miseranda capitozzatura con la quale il disgraziato giardiniere ha concluso il suo lavoro.

Mi raccomando diffidate di giardinieri di questo tipo…..

Commenti (5)

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    Laura

    |

    Comprendo la rabbia e l’amarezza. Mi spiace, è una mattanza senza fine, e quando ce l’hai sotto il naso, è ancora più insopportabile

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    susanna

    |

    Diffiderei di giardinieri e amministratori di condomino.
    Ne ricordo uno che – alla faccia della dominanza apicale – chiese di tagliare all’altezza del secondo piano il boschetto di abeti di natale (discutibile) del giardino condominiale.
    Il sentimento comune è che, appena piantato, l’albero è sempre troppo piccolo e poi, quando cresce, diventa troppo grande.
    Mi è capitato di chiedere cosa significhi ‘troppo grande’. Risposte variabili. Le foglie cadono e sporcano il cortile; le radici affiorano e rompono l’asfalto; i rami fanno ombra all’inquilino della porta accanto e poi, così grande, basta un temporale per farlo cadere. A ben vedere, poi, non sarebbe male se al posto dell’albero ci fossero un paio di box. E così sugli alberi dei cortili (ma non solo…) si abbatte la mannaia dell’insipienza, delle fantasie catastrofiche, della speculazione. Piccola luce in fondo al tunnel: il regolamento del verde pubblico approvato (con fatica e dopo lungaggini infinite) dal Comune di Milano l’11 dicembre 2017 (http://bit.ly/2H3rFdc). Il rapporto è Davide/Golia ma ci si prova…

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    lorenzo

    |

    Chi ha fatto questo intervento è degno di cambiare il nome in Mostro garden, l’attila delle piante…
    Se le piante potessero urlare…
    Io chiederei i danni

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    Domizia Carafoli

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    Stava per accadere qualcosa di simile alla magnolia nel piccolo giardino davanti a casa mia in via Morosini. Sono riuscita a far avere all’amministratore e ai consiglieri una risposta pubblicata su “Gardenia” in cui si spiegava al lettore che la Magnolia Grandiflora si pota con grandissima cautela dopo la fioritura estiva e solo se rischia di squilibrarsi. Fortunatamente il giardiniere interpellato e si è limitato ad alcumi rami bassi. La Magnolia è in perfetta salute ma bisogna continuare a vigilare prima che a qualcuno non venga di nuovo in mente di effettuare qualche scempio…

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      Laura Pirovano

      |

      Grazie Domizia, che ignoranza che ci circonda!

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Giardini in viaggio Laura Pirovano