dic 17 2018

Parco delle terne di Levico dopo l’urgano di ottobre, di Fabrizio Fonza curatore

Pubblicato da alle 1:13 pm nella Giardini e luoghi

Parco di Levico dopo l’uragano

Il 29 ottobre venti a 180 Km orari hanno causato enormi danni al patrimonio boschivo alpino. Un uragano che ha investito con la sua forza dirompente anche anche lo storico parco delle Terme di Levico, danneggiando gravemente centocinquanta alberi monumentali. Faggi, cedri dell’ Himalaya, abeti del Caucaso, querce, aceri di monte, abeti pluricentenari, tigli, larici, pini neri e un Pinus sabiniana, una rara specie di pino nordamericana che nel parco aveva raggiunto dimensioni monumentali sono stati sradicati o spezzati come fuscelli. Tutta l’area est, (circa 40000 mq) è stata totalmente rasa al suolo, con una stima dei danni che supera i cinque milioni di euro. Serviranno però decenni per ricucire il paesaggio di quello che è il più importante parco storico della provincia di Trento.
Con notevole sforzo i giardinieri del parco coadiuvati da una squadra di boscaioli specializzati in esboschi, hanno iniziato lo sgombero dei tronchi e a distanza di un mese la prima fase dei lavori è ora quasi conclusa.
Il 24 novembre è stato così possibile aprire regolarmente il mercatino di Natale che tutti gli anni illumina con le sue luci il parco delle Terme.
Ora inizia la difficile fase di ricostruzione in base a un progetto che è in corso di elaborazione che dovrà considerare il reimpianto di alberature, di arbusti, la riparazione di pavimentazioni, arredi e impianti tecnologici.
Grazie alla solidarietà della comunità locale è partita una raccolta di fondi con un conto corrente dedicato “Adotta un albero” per acquistare i nuovi alberi e ricucire le ferite.
Si può aderire versando l’importo di € 10,00 sul conto corrente “Adotta un albero”, Cassa rurale di Levico Terme IT08H0817834940000018157920 Cassa Rurale Alta Valsugana

Regolamento nel sito http://www.visitvalsugana.it/

Parco di Levico dopo l’uragano

Parco di Levico dopo l’uragano

Parco di Levico dopo l’uragano

 

 

Nessun commento

Commenti RSS

Lascia un commento