giu 25 2012

Letture

Pubblicato da alle 12:18 pm nella Giardini e luoghi,News

  • Südtiroler Paradises. Orti di montagna
    A cura di Michela Pasquali, Linaria, 2012, 157 pp., €28
    Un bel libro inaugura la nuova linea editoriale di Linaria, organizazione non profit per la bio e biblio diversità creata da Michela Pasquali, che già aveva diretto con successo la collana “Oltre i giardini” di Bollati Boringhieri. Il volume si presenta con una grafica e un editing molto accurati e ha un bell’apparato iconografico. La prima parte, di Michela Pasquali, costituisce una interessante ricostruzione storica, paesaggistica e culturale del contesto degli orti di montagna del Sud Tirolo; la seconda. Di Andrea Heistinger, è dedicata specificatamente alle piante che vengono coltivate negli orti; la terza è dedicata agli orti contadini, alle piante da davanzale e ai cimiteri di paese.
  • Breve storia del giardino
    Gilles Clément, Quod Libet, 2012, 129 pp., 14.50 euro
    Gilles Clément si riconferma anche con questo suo ultimo saggio uno dei più interessanti e originali teorici del giardino oggi. Si tratta di una breve e insolita storia del giardino e la brevità non va assolutamente a scapito della profondità e originalità delle riflessioni. Il primo giardino è quello dell’uomo che ha scelto di interrompere le proprie peregrinazioni. Quindi l’orto è il primo giardino. Il giardino paesistico romantico sostituisce alla prospettuva del giardino del XVII secolo il punto panoramico e l’inquadramento. In ogni caso nel giardino barocco “la natura è domata” mentre in quello paesistico “è adattata. Di lasciarla in pace non se ne parla ancora”. Clément si interroga sul significato del giardino oggi e sul ruolo del giardiniere-paesaggista. “ Il giardiniere artista di questo giardino di nuovo genere si presenta come un interprete delle invenzioni della natura. Cerca comunque di ritagliarsi un posto nello spazio del giardino, ma si muove con cautela particolare, finora ignota all’arte del giardinaggio, poiché tutti gli esseri viventi suscettibili di condividere questo spazio devono potervi trovare condizioni di vita adeguate. Ĕ un uomo d’azione e di riflessione”. “Il paesaggista-artista-giardiniere del giorno d’oggi, ecologista implicito, deve dotarsi di due strumenti ineffabili: il non recinto e il tempo dilatato”. Nell’ultimo capitolo l’autore presenta una piccola bibliografia sulla storia dei giardini e cita, come libro più documentato e completo, “Les jardins: paysagistes, jardiniers, poétes”, di M. Baridon, Laffonti, Paris, 1998.
  • Storie di giardini. Volume primo Antichità e Islam. Il giardino europeo dal cinquecento al settecento
    Guido Giubbini, Adarte, 2012, 380 pp., €60
    Il fondatore della rivista “Rosanova” affronta la storia del giardino con un primo volume (il secondo uscirà a fine anno e arriverà ai giorni nostri) che raccoglie molti degli articoli da lui scritti per le riviste “Rosae” e “Rosanova” . Nel presentare il libro presso la libreria Hoepli di Milano, Pia Pera ha sottolineato come particolarmente appassionanti le pagine dedicate al giardino inglese del 1700 nelle quali Giubbini fa risalire a John Vanbrugh il primo giardino in cui viene capovolto il rapporto fra giardino e residenza, in modo opposto allo stile francese. Su Bomarzo l’autore conferma l’ipotesi, spesso solo accennata, di un suo forte legame – non solo per i riferimenti esteriori ma anche nelle intenzioni programmatiche – con le preesistenze archeologiche etrusche e suggerisce di visitare il Sacro bosco solo dopo aver compiuto un tour archeologico nei dintorni. Vicino Orsini avrebbe scelto di mettere al centro la civiltà etrusca, identificata come età dell’oro in contrapposizione alla corruzione della Chiesa romana. Anche sul significato del giardino islamico Giubbini presenta e argomenta tesi molto differenti da quelle più diffuse e comuni: la sua vera natura non sarebbe la sua struttura chiusa e quadripatita ma il modo di usare l’acqua nel giardino: “mentre nei giardini dell’Occidente cristiano anteriori al Cinquecento, l’acqua ha una funzione simbolica e decorativa, ma mai strutturale, nei giardini ispano-arabi ce l’ha”.
  • L’orto diffuso. Dai Balconi ai community garden, come cambiare la città coltivandola
    Mariella Bussolati, Orme edizioni,Collana secondo natura, 2012, 121pp., €14.90
    Mariella Bussolati, laureata in Scienze Agrarie, dopo aver lavorato per vent’anni nella redazione di Focus, occupandosi di ambiente, scienza e tecnologia, nel 2009 ha dato vita a Orto diffuso (http://ortodiffuso.noblogs.org), un progetto di mappatura degli orti sui balconi e dei community garden. In questo libro-manifesto la Bussolati, dopo aver descritto storicamente le origini di questo fenomeno, ci guida alla scoperta di una comunità che sta ridisegnando le nostre città. Facendo scoprire un nuovo modo di coltivare gli ortaggi, e di gestire gli spazi comuni. Un libro agile e utilissimo, corredato da fotografie e da un capitolo “pratico” su come avviare il nostro orto.
  • Les plus beaux jardins des graminées
    Philippe Perderau e Didier WilleryUlmer, 2012, 166 pp., €30
    Il libro presenta dodici esempi di composizioni a base di graminacee, distinguendo i giardini illustrati secondo lo stile differente: graminacee al naturale, mescolate con perenni, disegno a onde, a cerchio, linee e ritmi, immersione, minimalismo, diversità e leggerezza.
  • L’alber de Milan con gli occhi di Thoreau e le mani pronte a respirare
    Tiziano Fratus, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2012,140 pp, € 12.00
    Una Milano totalmente inedita, poetica e botanica, un percorso alla scoperta di alberi secolari e monumentali a due passi da Brera, dalla Scala e dal Duomo.
    Il libro sarà presentato sabato 23 giugno alle 16 presso la libreria MaRea libri di Milano
  • Il libro nero
    Davide Ciccarese, Ponte alle Grazie, 2012
    Una inchiesta su come si prodec, coltiva e alleva ciò che mangiamo. Presentazione
  • Cucinare con i fiori
    Daniela Bencivenni e Cecilia Meacci, Editrice fiorentina, 2012, 40 pp., 2€
    Ricette da preparare con i fiori per pietanze dolci e salate

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