mar 21 2013

Giardini mediterranei sotto vetro di Federica Raggio

Pubblicato da alle 9:50 am nella plant design

Sparmannia africana

Ecco un altro contributo dell’amica Federica Raggio, fantasiosa e originale come sempre

Sono talmente abituata a vedere serre popolate da piante tropicali, succulente e di origine desertica, che quando mi è capitato di entrare in una serra mediterranea, mi sono sentita come dentro un barattolo da conserva.
Intrappolata sotto vetro, ma anche (e soprattutto) catturata, in senso metafisico, dalla bellezza delle serre del Giardino Botanico di Monaco di Baviera, ecco dove è successo.
È pieno inverno e le aiuole non valgono la pena di uno scatto, soprattutto in una giornata senza sole, dove non avrei neppure il divertimento della compagnia delle adorate ombre. Attraverso velocemente i giardini esterni barellando dal freddo. È la maestosità di alcuni esemplari che incoraggia qualche rapido passo sotto un nevischio fastidioso. È un vero peccato che il cielo non possa far da fondale alle chiome antiche e arabescate, che mai mano villana ha offeso con potature scriteriate.
Ritorno barbellando al barattolo.
Una vera sorpresa camminare in un set tipo “passeggiata mare sulla riviera ligure” con una temperatura coerente con l’invernalità bord de mer, associata a fioriture forse un poco anticipate; del resto il sottovetro qualche effetto sulla naturalezza ce l’ha.
Ancora oggi non riesco a capire da dove provenga tutto questo stupore.
Sarà forse perché ambienti umidi o desertici ricreati in serra hanno comunque un che di artefatto, mentre dentro questa serra sembra di avvertire una maggiore naturalezza? Oppure è proprio la percezione del mio habitat messo sottovetro che sposta il mio baricentro vegetale in un nuovo punto da riquadrare?
Cosa prova un brasiliano quando entra in una serra tropicale? La prossima volta che mi capita un incontro del genere, non perderò occasione di proporre la questione.
Pur essendo molto meno noto dei giardini di oltre manica, i Kew Gardens, il complesso delle serre è magnifico e copre una superficie di ben 4500 m², quasi quanto quelle dei Kew !
Si riassume in 11 serre laterali e 3 halls distributive. La Hall di ingresso per i grandi cacti e gli aridi del continente americano. La centrale, con i suoi 21 m. di altezza che ospita gli ambienti tropicali. L’ultima con piante del continente africano e Madagascar. Le 11 serre laterali sono suddivise per tipologia climatica in successione. Orchidee, piante da commercio alimentare dei tropici, serra vittoriana ovvero il giardino mediterraneo sotto vetro, acquatiche e carnivore, una seconda serra centrale con piante dell’Africa arida e Madagascar, e poi ancora succulente e cacti nella serra del Messico, arecaceae e bromeliaceae, cycadaceae, felci arboree e Begonie e infine la serra temperata, molto simile a quella vittoriana.
L’efficienza e il pragmatismo tedesco diventano fuochi d’artificio (http://www.botmuc.de/)

Ecco alcune immagini

Botanischer Gart. Serra vittoriana

Botanischer Gart . Serra messicana Cyphostemma currori e aloe sp

Serra delle cycadaceae

Serra di felci ed epifite

Hall delle grandi cacti Beaucarnea recurvata

Mimosa, quercus ilex e chamaerops humilis

Viburnum tinus e Teline nervosa

Sparmannia africana

fioriture di Erica arborea e viburnum tinus

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