nov 17 2017

Un vivaio di eccellenza: Central Park di Mario Mariani

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Una stupenda scena autunnale nel vivaio Central park: si cammina lungo stretti sentieri avvolti dagli enormi esemplari dei miscantus

Dopo alcuni anni sono tornata a visitare il vivaio Central park di Mario Mariani (all’interno del parco del Ticino in località Galliate): una esperienza sempre molto interessante e suggestiva non solo per le splendide scene autunnali delle grandi masse di graminacee, ma anche perchè da Mariani si imparano tantissime cose. Mario è un vero ricercatore e sperimentatore botanico: ultimamente oltre alla coltivazione dei muschi si sta dedicando alla scoperta di tanti rovi ornamentali e alla prossima edizione di Orticola ne presenterà una collezione. In un mio post precedente ho inserito anche foto del suo giardino prrivato, davvero notevole http://www.giardininviaggio.it/il-vivaio-central-park-e-il-giardino-di-mario-mariani

Ecco alcune immagini

Mario Mariani, titolare del vivaio Central Park.

Vivaio Central Park

Un carex adatto all’ombra: carex everilla. Vivaio Central Park

Miscanthus Krater. Vivaio Central Park

Pennisetum alopecuroides Moudry. Vivaio Central Park

In primo piano, accanto ad un cavolo color porpora, Poa cita, una bellissima erba ornamentale che forma grandi ciuffi arrotondati e che Mario preferisce alla Stipa. Vivaio Central Park

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Tilia henryana, un bellissimo tiglio dalle foglie ciliate

Strutture di ferro da ricoprire con edere o altri rampicanti. Vivaio Central park.

 

 

 

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ott 30 2017

Cotswold: un giardino privato che si ispira a Piet Oudolf

Pettifers gardens. Dove ora si trovano i due tassi arrotondati prima c’era un arco di rose per sottolineare la vista del paesaggio. Bello e originale il cambiamento.

Tra i giardini che ho visitato nei Cotswold con Viaggi floreali il più intrigante è Pettifers di Gena Price, la proprietaria che da totale autodidatta ha iniziato circa 20 anni fa la costruzione del suo giardino sperimentando diversi approcci e scegliendo alla fine di ispirarsi al New perennial movement olandese di Oudolf e altri. Si intuisce guardando il giardino la grande creatività della proprietaria e la padronanza del giardinaggio – nei lavori del giardino che è sempre in ripensamento in qualche parte Gena è aiutata dalla sua giardiniera Polly Stevens che ci ha accolti nel giardino.

Prima di questo meraviglioso giardino avevamo visitato il giardino di Bourton House. Curatissimo, ordinatissimo, complicatissimo e di manutenzione maniacale. La cosa sorpendente è che il giardino è affollato di piante delicate che sono interrate e poi tolte nel periodo invernale. Il che francamente mi sembra assurdo. Come mi pare superato questo stile di giardino che al di là dei suoi pregi estetici è così immobile nella sua perfezione. un poco imbalsamato.

La lezione olandese di Oudolf, ma non solo, è quella di proporre quadri dinamici, spettinati nei quali le piante sono apprezzate non solo per le grandi fioriture.

In entrambi i luoghi il paesaggio è catturato nel giardino, ma a mio parere in quello di Pettifers la relazione con il paesaggio è più dinamica e meno scontata.

Detto questo anche nel giardino di Bourton house ho trovato scorci intriganti e piante interessanti.

Ecco alcune immagini di Bourton House garden per iniziare

Bourton House garden

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Bourton House garden

Fuchsia arborescens, Bourton House garden

Le bella campanelle gialle di una erbacea che sopporta anche l’ombra, Kirengeshoma palmata. Bourton House garden.

Ecco alcune immagini di Pettifers garden.

La bravissima giardiniera Polly Stevens

Pettifers garden. La parte del giardino davanti alla casa.

In primo piano un ciuffo di Hakonechloa macra e sullo sfondo un Cornus controversa variegato. Pettifers garden

Un angolo tappezzato da Epimedium. Pettifers garden

Lo sguardo sul paesaggio: in primo piano Cortaderia Richardii. Pettifers garden

Petttifers garden

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Calamagrostis Karl Foerster e brachitricha. Pettifers garden

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Pettifers garden

Pettifers garden

Pettifers garden

Particolare della pavimentazione. Pettifers garden

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ott 30 2017

A proposito dell’workshop di Valfredda con Noel Kingsbury: una sintesi di Manuel Bellarosa

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Noel Kingsbury in aula

L’amico Manuel Bellarosa, grande giardiniere, con cui ho conidiviso la partecipazione all’workshop di Valfredda a fine settembre, mi ha inviato la sua sintesi e riflessione su quanto ci hanno raccontato sia Noel Kingsbury che Annie Guilfoyle.

WORKSHOP 20 -21 settembre 2017 presso i Vivai Valfredda di Cazzago S.Martino (Bs), sintesi  a cura di Manuel Bellarosa

Noel Kigsbury & Annie Guilfoile: struttura, ecologia, estetica, durata,  costi di impianto e manutenzione degli abbinamenti vegetali.

Noel Kigsbury : Ecology for planting design

La conoscenza dello “strumento”pianta è necessaria per impostare buoni lavori:

-          la conoscenza del luogo di origine di una specie consente di capirne le esigenze ed il ciclo vegetativo.

-          sapere a quale temperatura minima o massima le perenni vanno in stress per conoscere i periodi  di stasi estiva, con ripartenza autunnale se esistente e riposo invernale.

-Fioriture primaverili, bulbi (geofite) fioriscono precocemente, scompaiono durante il periodo estivo, ritornano la primavera successiva. Sopravvivono senza cure.             I narcisi, originari dell’ovest Europa.  

-Erbacee perenni con dormienza estiva attive alle basse temperature, con l’arrivo dell’estate vanno in dormienza scomparendo.                    Anemone sylvestris, Ranunculus ficaria.

- Erbacee perenni da inizio estate formano generalmente dei cuscini, alcune si sviluppano verticalmente, hanno fogliame attraente  e possono avere uno sviluppo tardivo coprendo le vegetazioni successive ; alcune hanno dormienza estiva altre diventano brutte e devono essere tagliate.

-Erbacee perenni a fioritura estiva complementari alle precedenti, lavorano a temperature più elevate.

-Erbacee perenni da tarda estate iniziano a sviluppare velocemente da primavera inoltrata, hanno sviluppo molto veloce e continuo, necessitano di acqua e nutrienti durante tutto il periodo di crescita. In ambiente mediterraneo il fattore limitante è l’acqua.

- Erbacee a fioritura tardo estiva- autunnale di origine nord americana od orientale, la loro  crescita avviene durante il periodo estivo e rimangono di taglia piccola, presentano struttura molto forte dominata dal fusto centrale. Se si sviluppano bene riescono a mantenere la loro architettura durante il periodo invernale.          Sedum”Matrona”

- Erbacee perenni dal fogliame particolare dove non è il fiore il motivo di attrazione ma la forma o il colore delle foglie.                               Ligularia dentata “Desdemona”

- Specie Annuali funzionano se si disseminano spontaneamente.                         Smirnium perfoliatum

- Erbe ornamentali ( Ornamental grass) provenienti prevalentemente dalle praterie del nord America, dalle pianure europee o dalle steppe asiatiche. Molto interessanti in tarda estate.           Calamagrostis x acuti flora”Karl Foerster”.

In clima mediterraneo sono rilevanti i fogliami precoci che spesso iniziano a germogliare in autunno.     Cynara, Silybum

Molti ibridi di riferimento sulle erbacee perenni sono tedeschi o britannici: le differenze con il sud Europa sono notevoli, ciò che a nord va al sole a sud sarà da posizionare in mezzombra o in ombra.

Alcuni generi sopportano meglio il secco (Achillea) di altri (Astilbe), alcuni necessitano di presenza d’acqua (Ligularia).

In ambiente secco perfetto è Limonium platyphyllum.

Guardare sempre l’origine delle specie.

Capirne il posizionamento ecologico.

Conoscere il ritmo del lungo o breve periodo.

Sapere se si muove o è statica nello spazio.

A tale riguardo esiste poco materiale di documentazione, bisogna imparare a leggere le piante dal loro portamento, chinandosi, guardando la pianta, trovare ispirazione dalla sua struttura.

In ambito ecologico la massima biodiversità si trova in ambiente a basse risorse dove troviamo

specie pioniere o ruderali che tollerano gli stress, sono opportuniste, vivono con poco sfruttando al massimo le risorse esistenti. Queste specie sono caratterizzati da piccole dimensioni, breve durata del ciclo vitale, età riproduttiva precoce, produzione di una prole assai numerosa, molto piccola e per lo più generata una sola volta nel corso della vita, eccellenti capacità di disperdere la prole nell’ambiente.

Sono le specie annuali e biennali che producono molti semi: tanti fiori, molto vistosi per favorire l’impollinazione.

In design le piante che non si muovono ma si allargano sono più affidabili di quelle che vanno in giro e si propagano.

Si contrappongono ai Competitori che danno il loro meglio in ambienti ricchi di risorse.

In ambito mediterraneo la maggior parte delle specie è opportunista, devono mantenere le risorse, spesso sono sempreverdi per riuscire a fotosintetizzare durante tutto l’arco dell’anno, crescono lentamente e spesso sono legnose. Questa lentezza di accrescimento semplifica la manutenzione. Spesso hanno vita corta perché adattate a convivere/sopravvivere con gli incendi: vivono alcune stagioni poi muovo ripartendo da zero.

Natura & new planting design: la lettura degli ambienti naturali offre l’ispirazione per la realizzazione di architetture vegetali. Ciò che offre l’ambente però non è sufficientemente ornamentale è necessario quindi prendere il meglio dell’offerta di ambienti ecologicamente compatibili tra di loro, shakerare per ottenere un risultato appagante esteticamente e funzionale da un punto di vista gestionale.

Perché piantare secondo natura?

-          per favorire la biodiversità;

-          per estetica;

-          per ecologia: aumento delle superfici permeabili, controllo inquinamento, calmiere termico ecc…

Gli impianti naturalistici devono essere belli per essere accettati dal pubblico ed avere così il sostegno economico necessario alla gestione e manutenzione.

Gli impianti naturalistici possono evolvere seguendo una linea giardinistica oppure una linea ecologica ottenendo due risultati completamente diversi: l’impianto ecologico ha uno sviluppo diverso dall’impianto giardinistico.

Prato con perenni:è piacevole, da valore alla ripetizione, è romantico, funzionale alla biodiversità, facile da realizzare, di basso costo.

In natura le erbe si sviluppano a basse temperature, generalmente inferiore a 10°C, basse concentrazioni di nutrienti

(che non favoriscono lo sviluppo di competitori). Con la bella stagione corta le piante fiorite riescono a superare in altezza il prato.

In Germania, dove esiste una forte industria vivaistica che riesce a finanziare la ricerca pubblica, hanno realizzato moduli schematici in grado di riprodurre ambienti naturalistici pratensi adatti a delineare le proporzioni corrette in un determinato ambiente, su una determinata area. Il progettista riesce a calcolare esattamente il costo di impianto per metro quadro ed i costi di gestione sul lungo periodo a seconda se si vuol far prevalere l’aspetto naturalistico o giardinistico. Sono disponibili in commercio circa 40 miscugli, dalle piante autoctone ai mix ornamentali, diversi per esigenze di luce, acqua e temperatura.

I vantaggi del mixed plantig sono la riduzione dei costi su ampie aree.

Gli svantaggi sono dati dai costi per la ricerca, dalla necessità di una industria vivaistica vivace, in grado di supportare la ricerca (che altrimenti non riuscirebbe a testare gli schemi) e produrre il materiale necessario a basso costo ed in alto numero, la noia della replica (in chi è in grado di leggerla).

Sono necessarie anche ottime basi teoriche non sempre disponibili, ed un accurato studio sulla manutenzione.

In Giappone, all’interno di un parco è stato sperimentato da Roy Diblik il modular planting: il mixed planting è stato ripetuto in maniere modulare su ampia superficie. Questo ha permesso di ridurre notevolmente i costi riducendo la serialità.

Unico accorgimento è di tener presente che non tutte le combinazioni sono compatibili tra loro.

Ottima pratica è quella della semina dei miscugli di specie perenni dove si instaurano relazioni naturali tra le piante, vengono eliminati i competitori e vengono ridotti fortemente i costi di impianto. Purtroppo non sono disponibili sementi in quantità per tutti i generi di mix progettati, ma potenzialmente si possono aprire buone opportunità per il futuro.

Figura chiave di questo nuovo modo di concepire il giardino è quella del giardiniere che deve essere ecologo, giardiniere, artista, sociologo ecc.

il giardino secondo Piet Oudolf :

-strutture e toni

- taglio del legno per mantenere la forma e dare struttura

- blocchi monospecifici di piante erbacee

- alternanze di colori

- utilizzo di strutture morbide – veli trasparenti- messi in risalto da strutture più consistenti.

  • Piante strutturali che anche da secche mantengono lo scheletro; hanno fioritura tardiva.
  • Piante da riempimento (filler plants) hanno fioritura precoce e scompaiono; sono in numero minore rispetto alle strutturali.
  • Piante casuali, appaiono e scompaiono random, passano inosservate prima e dopo la fioritura.

Matrix planting in cui la maggior parte dello spazio è occupata da specie copri suolo con alcune emergenze a fiore sparse all’interno della matrice.

Riduce notevolmente i costi di impianto, si avvicina agli schemi tradizionali e la preparazione richiesta per la manutenzione è presente sul mercato.

Di contro, i costi manutentivi sono molto elevati.

Anne Guilfoile: “Creative landscapes ovvero, il mio approccio alla progettazione con gli arbusti”

-  uso storico degli arbusti:

  • Ars topiaria romanica (buxus)
  • Rinascimento -villa Gamberaia- (buxus+ conifera)
  • Hampton Court Palace
  • Cotay Manor, Devon, degli anni ’20 (buxus+taxus+lavanda)
  • Hidcote Manor anni ’10, le piante diventano architettura (taxus)
  • Lytes Cary, Somerset
  • Long Barn, Kent  1915, primo giardino di Vita Seckville-West
  • Great Dixter, east Sussex, 1910 esempio di Arts&Crafts
  • Sissinghurst, Kent- il “rondelle”di taxus

E’ necessario osservare le piante nel loro habitat ricordando che le piante non leggono i libri e non sono macchine:sono loro che ci dicono cosa dobbiamo fare noi e non viceversa( entro determinati limiti).

Per pianificare gli arbusti necessari in un piccolo spazio si può utilizzare il metodo di posizionare dei volumi, a matita, su carta da lucido appoggiata su foto producendo un planted plan a partire dalla struttura sempreverde che ha la stessa importanza dei volumi architettonici e con essi dialoga diventandone complementare.

  • Scampston Hall, Yorkshire, Piet Oudolf
  • Marchant’s Hardy Plants, East Sussex , Graham Gough.

-          Siepi insolite con specie diverse…. Stanze con siepi basse

-          Siepi mosse, con percorsi stretti….esplorazione, crano intimità, atmosfera

-          Siepi alte, con percorsi stretti……creano dramma, intensità.

Importante è la stagionalità: inverno, primavera, autunno…..struttura, colore, profumo.

“Non bisogna disdegnare nessuna pianta perché c’è un posto per ognuna”

-          Arbusti manipolati;

-          Arbusti bassi………………….seguire lo sguardo;

-          Colori contrastanti;

-          Siepi miste in altezza e/o forma, magari ripetute nel colore e nella forma, per creare armonia

-          Piante rampicanti ottime come copertura dei muri, da sole o da ombra;

-          Forme e strutture contrastanti:

  • East Lambrook Manor, Somerset
  • Hanham Court, Somerset
  • Derry Watkins -Special plants nursey-
  • Bury Court

 Non bisogna creare un mostro: tenere sempre presenti i bisogni manutentivi

La presenza dell’acqua è molto importante sia per attrarre fauna selvatica, che per il suono e per il riflesso della vegetazione.

Prestare attenzione alla scala è necessario colmare il divario tra la dimensione del cotruito e quella del giardino.

 

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ott 17 2017

Novità al vivaio Coccetti di Lisanza

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Sono in arrivo al Vivaio Coccetti di Lisanza (Sesto Calende) oltre una trentina di specie di Allium, a fioritura primaverile, estiva e autunnale, da sole e mezz’ombra di diverse altezze. Una bella scelta!

Sabato 21 ottobre il vivaio organizza un pomeriggio ai Microrganismi effettivi con l’agronomo Giani Ficola. Locandina

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set 26 2017

Trifolia 2017 torna ad Arona.

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La bella esposizione di felci in vasi di plastica nera molto sottili e alti. Vivaio Central Park

Anche quest’anno il bel lungolago di Arona ha accolto la piccola fiera di piante Trifolia organizzata dal vivaio Leonelli.

Ecco alcune piccole segnalazioni

L’erbario della Gorra prpone un nuovo interessante ibrido incrocio di Solidago ed Aster: Solidaster

Ligularia Crispa, Vivaio central Park

Una bellissima ciperacea, Rynchospora alba, proposta da Central park

Cercis canadensis Heart of gold

Tante aromatiche proposte da GEEL Floricoltura

Sempre GEEL Floricoltura

 

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set 26 2017

A scuola al Vivaio Valfredda con Noel Kingsbury

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Vivaio Valfredda: lo spettacolare angolo degli esemplari di erbe ornamentali

Devo dire che apprezzo sempre di più la professionalità, la serietà e la lungimiranza del vivaio Valfredda, di Lorenzo e Mauro Crescini.
In occasione dell’workshop con Noel Kingsbury e Annie Guilfoyle – che si è tenuto il 20 e 21 settembre all’interno della manifestazione Maestri del paesaggio – i vivaisti hanno presentato un’anteprima del prossimo catalogo. Un libretto molto bello anche nella grafica che si intitola Consilium Valfredda e che è dedicato alla struttura e alla forma delle erbacee perenni e delle erbe ornamentali. Un contributo davvero prezioso per il plant design. Una sezione del vivaio esponeva molti esemplari di perenni e graminacee suddivise per tipo di portamento.

L’workshop con Noel Kingsbury dedicato sia all’ecologia che all’utilizzo delle erbacee perenni è stato davvero molto utile e interessante con una parte pratica di esercitazione che ci ha insegnato molte cose sulla comprensione delle performance a breve e lungo termine di queste piante. Tornerò con un prossimo post su quanto ho appreso da Noel.
Anche la piccola esercitazione con Annie Guilfoyle – la creazione in 40 minuti di un piccolo giardino tematico utilizzando le piante del vivaio è stata utile e anche divertente.

Ecco alcune immagini scattate nel vivaio e durante l’workshop.

Cortaderia selloana Splendid star. Vivaio Valfredda

Una cascata di Lippia nodiflora

Shibataea Kuma

Una distesa di Allium ramosum, a fioritura autunnale. Vivaio Valfredda

Vivaio Valfredda

Il piccolo giardino realizzato dal mio gruppo sul tema di un impianto interessante tutto l’anno

Una delle slides proiettate da Noel Kingsbury

Noel Kingsbury illustra il metodo di Piet Oudolf

Noel Kingsbury durante l’esercitazione pratica nel vivaio Valfredda

 

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set 26 2017

Maestri di paesaggio 2017: la piazza verde

La piazza verde progettata dal paesaggista Lodewijk Baljon sul tema Cool Landscape: visione notturna

Anche quest’anno sono tornata a Bergamo alta in occasione del consueto appuntamento con Maestri del paesaggio. Sul tema Cool Landscape la piazza – progettata da Lodewijk Baljon – appariva molto più architettonica e meno vegetale rispetto alle scorse edizioni (per la descrizione del progetto vedi http://www.giardininviaggio.it/maestri-di-paesaggio-vii-edizione-anteprima-sul-programma). Ma guardandola meglo, soprattutto nella sua versione notturna con una suggestiva illuminazione, mi sono resa conto che la disposizione così geometrica e regolare dei palloni bianchi appesi guidava l’occhio verso le architetture bellissime di piazza Vecchia e faceva leggere il rapporto tra l’installazione e i palazzi circostanti. Con un occhio, di giorno, rivolto al cielo che in queste giornate settembrini era perfettamente azzurro!

Purtroppo il grande blocco di ghiaccio è durato solo alcuni giorni a testimoniare che il riscaldamento del pianeta non è una opinione e il grande caldo di quest’estate ha impedito alle piante di luppolo di arrampicarsi nei grandi vasi toccando i palloni.

Ecco altre immagini della piazza e della città

La Piazza verde di giorno

Nuvole appese sotto i portici della piazza

Una bella installazione luminosa su un letto di graminacee, come un campo di riso

La zona del design al lavatoio

Cmposizioni a cura di Valfredda

Uno dei tanti giardini a bergamo alta

 

 

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ago 31 2017

L’estate di troppe fiere. Le riflessioni di un guru dei giardini composte in un ventoso studio in una piovosa giornata di fine luglio. Miahalejon Ashworth

Behind the scenes Barbara Negretti ed Elisa Tomat. Chatsworth 2017

Ospito volentieri le considerazioni, sempre originali e professionali, del mio caro amico Michaeljon Ashworth che ci parla delle manifestazioni orticole di questa estate in Inghilterra. 

I garden show organizzati dalla prestigiosa istituzione RHS-Royal Horticultural Society, Chelsea, Hampton Court, Tatton Park e la lunga lista di flower show continuano a crescere ogni anno. Quest’anno (2017) l’ultima aggiunta alla prospera stagione estiva delle manifestazioni orticole è quella della RHS di Chatsworth: probabilmente la più bella delle locations di questa parata di eventi dedicati alle piante e ai giardini.

L’aggiunta di valore di quest’anno l’attribuisco sia all’interesse del viaggio attraverso l’attraente paesaggio del Peak District National Park sia a Chatsworth House, una straordinaria interpretazione seicentesca della casa di campagna barocca, un palazzo di stile italiano che vanta i rinomati giardini nel vasto parco progettato da Lancelot ‘Capability Brown’ in oltre un decennio a metà del XVIII secolo.
Quest’anno le promesse di Chelsea mi sembravano scarse e per questo motivo me ne sono rimasto a casa, risparmiandomi il viaggio, le spese, le lunghe file e le folle del centro di Londra.
Invece ho seguito i servizi televisivi e mi sono reso conto che BBC dedicava al suo evento floreale preferito almeno 3 ore ogni giorno. La splendida interpretazione di James Basson  del ritorno della natura in una cava maltese di pietra abbandonata mi è sembrata una improbabile scelta del tema. Ma questa installazione ha avuto un grande appeal televisivo e comunicata come una romantica rovina in mezzo al paesaggio selvaggio. Questo progetto ha avuto pochi concorrenti dato che quest’anno il motto era disertare Chelsea, sia a causa del dopo Brexit che della scarsità di prestigiosi designer al Chelsea.

Sia il padiglione della manifestazione floreale che la parte dei giardini temporanei, erano molto più accessibili dai visitatori proprio perché c’era circa la metà ( o forse meno) degli abituali show gardens.

E per essere onesti la gran parte dell’eterno fascino di Chelsea dipende proprio dai costosi giardini sponsorizzati dalle maggiori aziende.

L’incanto è rotto se noi vediamo soltanto ciò che possiamo godere comodamente stando a casa o possiamo acquisire know how professionale difficilmente spendibile per i nostri più modesti clienti.

Ma io non sono rimasto a casa per Chatsworth! Meritano da soli una sosta e una visita il palazzo e i suoi giardini che da oltre 50 anni frequento senza mai stancarmi.

Dan Pearson, due anni fa, ha portato Chatsworth a Chelsea e il suo omaggio al giardinaggio naturale in un ambiente boschivo è stato un vero trionfo.

La manifestazione di Chatsworth – che si è tenuta per la prima edizione agli inizi di giugno e che sarà replicata nel 2018 dal 6 al 10 giugno – ha scontato una settimana di tempo atroce superato dal consueto sangue freddo britannico.

Gli show gardens nel bellissimo contesto di Chatsworth sembravano veri giardini . Questa mi sembra che sia la formula delle manifestazioni orticole del futuro. Al posto del lusso e dell’eccesso di Chelsea, dello scarso livello di agio di Hampton Court  e di Tatton park, Chatsworth è un memorandum di concetti del passato (modestia), della naturalezza (rispetto dell’ambiente) e della contemporaneità (accessibilità e disponibilità). Una manifestazione dedicata alla fattibilità e illuminata dalle solari promesse di essere ‘client friendly’ a casa propria.

L’estate di troppe fiere è diventata il trionfo della nuova Chatsworth e un omaggio al passato guardando al futuro con occhi contemporanei. Un brindisi alla prossima edizione 2018!

Eco alcune immagini degli show gardens a Chatsworth

The IQ Quarry Garden, Best Show Garden at the RHS Chatsworth Flower Show Credit: Andrew Fox for the Telegraph

The Bug Hotel Competition. Schools were challenged to create insect habitats Credit: Andrew Fox

Brewin Dolphine garden. Foto scaricata dal sito RHS

Jackie Knight’s Just Add Water. Foto scaricata dal sito RHS

Path of Least Resistance. Foto scaricata dal sito RHS

Behind the scenes, di Barbara Negretti ed Elisa Tomat. Foto scaricata dal sito RHS

Per informazioni sulla prossima edizione di RHS Chatsworth vedi https://www.rhs.org.uk/shows-events/rhs-chatsworth-flower-show

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ago 31 2017

Orchideria di Pozzi a Morosolo

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Orchideria Pozzi di Morosolo

Posto magico per gli appassionati di orchidee, l’Orchideria di Giancarlo Pozzi a Morosolo (VA).

Bellissime serre con migliaia di orchidee nei vasi  e appese a supporti alle pareti. Grande competenza e professionalità.
Per saperne di più http://www.orchideria.it/home.html

Ecco alcune imagini

Orchideria Pozzi

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lug 11 2017

Islanda: il giardino botanico di Reykjavik

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Pensavo fosse un piccolo giardino botanico e mi interessava conoscere meglio la flora islandese. Invece, con  mia grande sorpresa, ho trovato un giardino botanico ben articolato in differenti habitat con una ricca gamma di specie non solo islandesi. Tutto assai ben curato e perfettamente etichettato. Quante scoperte ho fatto soprattutto nella zona molto ricca delle erbacee perenni: tantissime Ligularia, Thalictrum, primule candelabro, campanule. Poi un bel percorso nel bosco e aiuole ben disgenate ricche in questa stagione di macchie dorate di ranuncoli.

Ecco alcune immagini di esemplari della flora che si trova in Islanda

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Ecco altre piante interessanti

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Pulsatilla pratensis

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orto-botanico-reykjavik il piccolo caffè nella serra

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orto-botanico-reykjavic: l’angolo delle perenni

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