mag 16 2013

Fioriture nel mio giardino sul lago

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Qualcosa di buono la pioggia ce l’ha portata nonostante i malumori per questo tempo così scontroso: fioriture davvero generose!
Nell’aiuola dove da luglio a ottobre fioriranno gli anemoni giapponesi, ora è un trionfo di bianco, uno dei miei colori preferiti in giardino: le choisya, le camelie, le spiree, gli iris giapponesi, il viburno…

In alto il grande cespuglio di Choisya ternata e i rami arcuati di Spiraea thunbergii, in basso una camelia e Choisya Atzec pearl, meno fiorifera della ternata ma così delicata e graziosa

Choysia Atzec Pearl

Iris japonica

I narcisi bianchi nel prato fiorito

Una cascata candida: Spiraea thunbergii

Viburnum rhytidophyllum

E poi i rosa acceso e i viola di Lunaria annua, lillà, glicine, del Loropetalum chinensis che finalmente quest’anno è carico di fiori.

Un pò dappertutto nel mio giardino si sono autodiseminate le lunarie, sia rosa che violetto

Dialogo tra il lillà e il glicine

Loropetalum chinensis

Un’altra piacevole sorpresa: per la prima volta il calicanto estivo mi ha donato una fioritura ricchissima con i suoi fiori color cioccolato

Calicanthus fruticosus

 

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mag 16 2013

Cornovaglia quarta puntata: spunti da copiare

Ecco una galleria di immagini di particolari che mi hanno colpito e che penso possano essere motivi di ispirazione
Elementi di arredo

Per conservare la frutta e forse anche per sedersi!

Come ricilare le cassette per le piante

Come rendere gradevole la spazzatura!

Sedute di legno

Portalumini ricavati dalle lattine

Una bella pergola in legno

Bella scalinata in legno

Una panchina con un piccolo cassetto per libri e giornali

Un modo molto bello di utilizzare gli alberi da frutto con un disegno a ventaglio; Heligan Garden, Prunus Rivers early prolific

Pergola di Platanus acerifolia Eden Project

Composizioni vegetali

Anemone Carex e fritillaria, a Trengwaiton

Anemone nemorosa, Trelissick

Chaenomeles trattato come rampicante, a Trelissick

Erytronium e lamium, a Trelissick

Euphorbia ed helleborus, a Glendurgan

Iris pallida variegata e primule a Trebah

Una bella macchia di Luzula sylvestris, una graminacea che è molto interessante come tappezzante all’ombra

Un bel cuscino di Symphitum, un’altra tappezzante da ombra

Vinca dal fiore bianco e Libertia, una graminacea dalle foglie aranciate

Una bella siepe di Symphoricarpos

 

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mag 16 2013

Orticola 2013: suggestioni e idee a cui ispirarsi

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L’ultima edizione di Orticola, appena conclusasi, ha offerto una panoramica molto interessante e suggestiva di composizioni di piante curate da alcuni dei vivaisti.
Interessanti poi alcuni allestimenti come quello della fontana centrale firmato dal paesaggista Carlo Gabriele; dei giardini tematici ho trovato particolarmente felice quello progettato da Umberto Pasti per i vivai Tor San Lorenzo dedicato al giardino mediterraneo. La qualità delle composizioni mi è sembrata quasi all’altezza del Chelsea Flower Show.

Ecco in sintesi alcune immagini in primo luogo delle composizioni che più mi hanno colpito

Una stupenda composizione di graminacee a cura del vivaio Phytotrend di maurizio Casale di Sanremo: spicca l’arancio di Libertia e il verde brillante di Chasmanthium

Sempre graminacee di Phytotrend

Collezione di Aquilegie presentata dal vivaio Zanelli

Composizione all’insegna del rosa con lupini, peonie e digitali, Vivai Buffa e La Campanella

Una composizione in verde con tante varietà di hosta del Vivaio Garden Studio di Bologna

Bellissima la scenografia di perenni presentata da Priola

Fresca e luminosa la composizione de Il Giardino vivace

Un tripudio di peonie, Vivaio Buffa

Foglie meravigliose di begonie, del vivaio Un quadrato di giardino

Un quadrato di giardino Trifollium repens Pentaphyllum

Un quadrato di giardino Rodgersia pinnata

Collezione di euforbie, vivaio Zanelli

Syringa meieri Palibin e Phisocarpus, vivaio Gilli

E tra gli allestimenti

Installazione nella fontana centrale di Carlo Gabriele

Installazione di Carlo Gabriele

Il giardino mediterraneo Pasti per Tor San Lorenzo

Giardino d’ombra Elena Stevanato e Vivai Nord

Altre piccole scoperte

Sambucus di Gilli

Hosta Striptease Garden Studi BO

Collezione di mini hosta del Vivaio I Campi

Un bellissimo Trachelospermum asiaticum “Summer sunset”, ottima ricadente o coprisuolo da sole

Un’idea semplice per dei contenitori, Il posto delle margherite

Piccolo vegs for pots: semi per piccoli ortaggi adatti ai balconi e terrazzi

 

 

 

 

 

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mag 16 2013

Catturate nel bosco

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Ecco alcune immagini della mia amica Flavia De Petri catturate nei boschi della Lucchesia

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mar 21 2013

Giardini mediterranei sotto vetro di Federica Raggio

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Sparmannia africana

Ecco un altro contributo dell’amica Federica Raggio, fantasiosa e originale come sempre

Sono talmente abituata a vedere serre popolate da piante tropicali, succulente e di origine desertica, che quando mi è capitato di entrare in una serra mediterranea, mi sono sentita come dentro un barattolo da conserva.
Intrappolata sotto vetro, ma anche (e soprattutto) catturata, in senso metafisico, dalla bellezza delle serre del Giardino Botanico di Monaco di Baviera, ecco dove è successo.
È pieno inverno e le aiuole non valgono la pena di uno scatto, soprattutto in una giornata senza sole, dove non avrei neppure il divertimento della compagnia delle adorate ombre. Attraverso velocemente i giardini esterni barellando dal freddo. È la maestosità di alcuni esemplari che incoraggia qualche rapido passo sotto un nevischio fastidioso. È un vero peccato che il cielo non possa far da fondale alle chiome antiche e arabescate, che mai mano villana ha offeso con potature scriteriate.
Ritorno barbellando al barattolo.
Una vera sorpresa camminare in un set tipo “passeggiata mare sulla riviera ligure” con una temperatura coerente con l’invernalità bord de mer, associata a fioriture forse un poco anticipate; del resto il sottovetro qualche effetto sulla naturalezza ce l’ha.
Ancora oggi non riesco a capire da dove provenga tutto questo stupore.
Sarà forse perché ambienti umidi o desertici ricreati in serra hanno comunque un che di artefatto, mentre dentro questa serra sembra di avvertire una maggiore naturalezza? Oppure è proprio la percezione del mio habitat messo sottovetro che sposta il mio baricentro vegetale in un nuovo punto da riquadrare?
Cosa prova un brasiliano quando entra in una serra tropicale? La prossima volta che mi capita un incontro del genere, non perderò occasione di proporre la questione.
Pur essendo molto meno noto dei giardini di oltre manica, i Kew Gardens, il complesso delle serre è magnifico e copre una superficie di ben 4500 m², quasi quanto quelle dei Kew !
Si riassume in 11 serre laterali e 3 halls distributive. La Hall di ingresso per i grandi cacti e gli aridi del continente americano. La centrale, con i suoi 21 m. di altezza che ospita gli ambienti tropicali. L’ultima con piante del continente africano e Madagascar. Le 11 serre laterali sono suddivise per tipologia climatica in successione. Orchidee, piante da commercio alimentare dei tropici, serra vittoriana ovvero il giardino mediterraneo sotto vetro, acquatiche e carnivore, una seconda serra centrale con piante dell’Africa arida e Madagascar, e poi ancora succulente e cacti nella serra del Messico, arecaceae e bromeliaceae, cycadaceae, felci arboree e Begonie e infine la serra temperata, molto simile a quella vittoriana.
L’efficienza e il pragmatismo tedesco diventano fuochi d’artificio (http://www.botmuc.de/)

Ecco alcune immagini

Botanischer Gart. Serra vittoriana

Botanischer Gart . Serra messicana Cyphostemma currori e aloe sp

Serra delle cycadaceae

Serra di felci ed epifite

Hall delle grandi cacti Beaucarnea recurvata

Mimosa, quercus ilex e chamaerops humilis

Viburnum tinus e Teline nervosa

Sparmannia africana

fioriture di Erica arborea e viburnum tinus

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dic 22 2012

Fuochi d’artificio islandesi: gli orti botanici di Federica Raggio

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Ecco l’ultima parte del servizio di viaggio sull’Islanda di Federica Raggio.
In questi mesi l’Islanda potrebbe essere terra non riconoscibile a chi l’avesse percorsa solo durante l’estate.
È arrivato il periodo dell’anno più temuto, anche dall’intera popolazione. È arrivato il buio. La natura schiaccia il pedale dell’eccesso verso quanto di più estremo riesce a esprimere,e tutto ciò che per mesi è inondato di luce, ora, passati gli equinozi, per altrettanti mesi sarà avvolto dalle tenebre. L’unica luce è quella di aurore boreali e, meno di charme ma indispensabile, quella quasi regalata da centrali e compagnie elettriche.
Gli appunti del precedente appuntamento sul blog di Laura, sono stati l’ultima trance del mio viaggio, ma non del tutto.
Ho aspettato fino alla fine e conservato i luoghi che seguono, per un rush finale di fuochi d’artificio, forse ormai aspettato. Una specie di capodanno nel golfo di Napoli, un’onda anomala di colori, possibile solo grazie il clima (tutto sommato!) mite dell’isola.  La corrente del Golfo qui la fa da regina e regala niente meno che…la vita. L’Islanda sarebbe come la Groenlandia o, alla meglio, come i Paesi Baltici, se le sue coste non fossero toccate da quel qualcosa di tanto invisibile quanto potente che arriva dal Golfo del Messico e impedisce che tutto sia immobilizzato sotto ghiacci semi perenni.
Sicuramente non mi sarebbe stato possibile visitare i suoi tre giardini botanici. Chissà che aspetto hanno ora questi luoghi, che ho frequentato in alcuni casi fino a tarde ore serali, durante la scorsa estate. È stata una travolgente sorpresa che incalzava su tutti i sensi. In Islanda gli occhi non sono assolutamente abituati a vedere tante fioriture tutte insieme, e soprattutto sembra essere addirittura incoerente la palette cromatica intensissima, brillantissima e superlativa. E poi il naso viene deliziato da profumi, le orecchie dal ronzio degli insetti che banchettano ingordi e dalle sfumature del vento che vibra tra le tante tessiture di foglie e ramaglie; anche il gusto è stuzzicato, da bacche commestibili e dolcissime (che inevitabilmente non riesco a non assaggiare), e il tatto curiosa tra foglie e steli.
Tre sono i giardini, i due botanici di Reykjavik e Akureyri, e un piccolo parco cittadino a Husavik, famosa esclusivamente per i tours all’inseguimento di balene e altri grossi cetacei.
I Giardini Botanici di Reykjavik nascono nel 1961 con lo scopo di proteggere 175 specie di piante locali e promuovere la conservazione e ricerca della flora isolana. Ha una bella collezione di rose botaniche, di erbacee perenni indigene e di altri continenti, svariati esemplari di Sorbi e altre piante da bacca.Ha un giardino roccioso che, pur essendo io una delle più acerrime nemiche del genere, devo ammettere, mi ha sorpreso e coinvolto a tal punto che lo ritengo, ancora a distanza di mesi, uno dei migliori angoli dell’intero Parco.
È, naturalmente, anche un luogo di piacere e svago – in islandese giardino botanico è Lystigardurinn, dove lysti ha la stessa matrice di lustig, in tedesco divertimento. Ha un orto meraviglioso, che i locali chiamano il Gourmet Garden. D’impianto è fedele alla tradizione, le verdure sono coltivate tra fiori da taglio, ornamentali e piccoli frutti. La verdura coltivata è ad uso esclusivo della cucina del Cafè Flora, il bistrot all’interno delle serre centrali, che oltre a piatti incantevoli, ha un fitto calendario di eventi che si susseguono per tutta la durata della bella stagione.

 

Reykjavik Botanic Gardens aiuole delle perenni

Reykjavik Botanic Gardens aiuole delle perenni

Reykjavik Botanic Gardens orto

Reykjavik Botanic Gardens orto

Reykjavik Botanic Gardens aiuole perenni da ombra

Reykjavik Botanic Gardens cafè

Reykjavik Botanic Gardens prati con altofusti

Reykjavik Botanic Gardens filipendula

Reykjavik Botanic Gardens giardino roccioso

La minuscola Husavik, punto di partenza per il whale watching, è un paesino di pescatori (ex). Non c’è praticamente nulla, ma, forse per la sua remota posizione nell’estremo nord est, si respira un’atmosfera di totale astrazione dalla realtà, niente ha impattato l’aria tersa e l’aspetto quasi fiabesco del piccolo borgo. La sorpresa maggiore arriva, come sempre, stando al verde. Lungo il fiume Budara (sembra più un torrente) che attraversa la città, si sviluppa un quieto quartiere residenziale. I giardini privati sono un tutt’uno con il parco urbano ed è forse questa fusione che lo fa apparire ancor più speciale. Fondato nel 1975 da 12 donne del Rotary Club di Husavik, non conserva collezioni particolari, ma conta più di 50 specie di alberi e arbusti e oltre un centinaio di specie di perenni, distribuite con eleganza e sensibilità. Alcuni edifici storici e rovine presenti entro i confini del parco sono stati ”inseriti” nel contesto con grande attenzione e l’anello di congiunzione tra esistente e nuovo ne fa un paesaggio perfettamente riuscito.

 

HUSAVIK

HUSAVIK

HUSAVIK

Akureyri, a nord del paese, è la seconda (e unica) città più importante dopo Reykjavik. Il Giardino botanico, a meno di 15 minuti a piedi dal centro città, è un’altra inaspettata meraviglia, soprattutto non va dimenticato che si trova a solo un centinaio di km a sud del circolo polare artico. L’impianto del parco è del 1912, e nasce come luogo di svago, su decisione di un gruppo di donne locali che fonda nel 1910 la Park Society. Vivono qui gli alberi più antichi del Paese. È solo nel 1957 che viene aperta la sezione botanica, incrementata di collezioni di perenni artiche, orticole, ornamentali, arbusti. Il giardino funge anche da banca del seme in tema di conservazione e scambio di specie resistenti alle condizioni climatiche più estreme. L’ingresso è gratuito e il giardino è aperto fino a tardi le sere estive, l’immancabile Caffè molto accogliente ne fa un’ ancor più piacevole meta.

Akureyri Botanic Gardens Cafè

Akureyri Botanic Gardens Capanno degli attrezzi di fronte alle aiuole delel perenni

Akureyri Botanic Gardens Capanno degli attrezzi di fronte alle aiuole delel perenni

Akureyri Botanic Gardens aiuole delle perenni

Akureyri Botanic Gardens aiuole delle perenni

Akureyri Botanic Gardens aiule centrali lungo i percorsi tematici

“Bambino, ho scoperto i giardini grazie ai romanzi inglesi e francesi che mia madre faceva arrivare dal Continente e che adoperava, dopo averli letti, per insegnarmi le lingue straniere, la sera, accanto al caminetto. Quelle descrizioni di luoghi incantati, carichi di profumi e di fiori dai colori meravigliosi, mi facevano forse sognare? Non proprio. Cosa significavano per me? Se si eccettuava qualche sparuto orto di campagna, non c’erano giardini nella mia isola, battuta senza tregua dai venti. I fiori erano rari, gli alberi rachitici, i paesaggi vuoti.”
Sono battute con cui Jorn de Pércy apre il suo libro “E il giardino creò l’uomo” (ed.Ponte delle Grazie). I giardini che ho appena descritto non esistevano ancora quanto, nel 1912, veniva scritto questo breve ma preziosissimo saggio. Io, con le sue parole, chiudo il mio breve racconto a puntate sull’Islanda, la sua terra e, con trepidazione, ve ne consiglio lettura integrale. Scalderà il cuore. E ringrazio l’amico che me lo ha regalato. Buona Natale.

 

 

 

 

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nov 25 2012

Spunti di vegetazione a Milano

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Visto in corso Garibaldi: un’idea per coprire di verde un muro senza interrare le piante. Qui tre vasi con falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides)

Al Parco delle Basiliche, verso il Museo Diocesano: un boschetto di prunus penduli che in questo momento dell’anno si colorano di tonalità davvero stupende

All’ingresso del parco da via Molino delle armi un interessante boschetto di Morus platanifolia

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ott 29 2012

Orticolario: piante e oggetti

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A Orticolario ho preso nota di alcune piante interessanti e di alcuni oggetti. Ecco una rapida rassegna:

Stupenda Clematis florida sieboldiana ancora in fiore a ottobre

Molto bello l’accostamento di Coreopsis ruby forst con la mia amata Persicaria Philiphormis che fiorisce in tarda estate con piccole spighe color corallo

Falkia repens, tappezzante che fiorisce di bianco-rosato da giugno a settembre

Ligopodium japonicum, felce rampicante proposta dal vivaio Garden Studio di Bologna che ha una interessante collezione di felci

Hydrangea arborescens Invicibelle

Leucophyllum frutescens

Milletia satsuna, glicine che fiorisce in estate (da luglio a ottobre) con fiori rosso scuro molto profumati

Persicaria philimormis dal fiore bianco, Vivaio Priola

Sellowiana, una strisciante rustica e vigorosa che fiorisce da primavera all’autunno

Skimmia rubella dal fiore verdastro

Zoysia tenuifolia una alternativa al prato proposta dai vivai Fattoria La Parrina

Belle le casette per gli uccelli presentate dai Giardini di via San maurilio di Milano

Semplici lampade di rete metallica

Animali di paglia

Come alternativa alla plastica, vasi Vipot di lolla di riso

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ott 10 2012

Recupero low cost: giocare con i rifiuti e i materiali poveri di Marina Mondello

Pubblicato da in "plant design"

Ecco una nuova preziosa firma sul mio blog: Marina Mondello è una cara amica paesaggista che ha una grande capacità creativa e artistica di recuperare materiali e oggetti. Ecco una sua interessante proposta per vasi davvero low cost.
Sono un architetto paesaggista , mi occupo di verde ormai da più di trent’anni e devo dire che il costo delle fioriere ha sempre inciso in modo considerevole nella realizzazione di un terrazzo.
Sento parlare tanto di low cost (ultimamente anche un po’ a sproposito, devo dire) e ne sono molto contenta perché finalmente, forse, si farà strada un metodo che io adoro e applico da sempre.
Poco importa se adesso si sta diffondendo per moda o indotto da questo periodo di crisi. Ci saranno comunque alcune persone che, d’ora in avanti, faranno del “non spreco” uno stile di vita, rendendosi conto che “buttiamo via” troppo e che i rifiuti possono costituire una grandissima risorsa.
Credo di avere il recupero nel DNA perché, fin da quando ero bambina, mi diverto moltissimo a riutilizzare ogni tipo di oggetto e di materiale destinato alla discarica.
Allo stesso modo mi piace cercare di usare i materiali più poveri per realizzare oggetti utili in alternativa ad altri che dovrei acquistare a caro prezzo.
Qualche anno fa ho risolto un’esigenza particolare realizzando una fioriera leggerissima a un costo bassissimo che poi ho continuato a riprodurre all’occorrenza ed ora si trova sparsa qua e là in tutte le dimensioni possibili e nelle situazioni più disparate, nei giardini e sui terrazzi di amici e di qualche cliente sensibile a queste argomentazioni.
I materiali usati sono poverissimi: rete e juta o altra stoffa disponibile e i pregi maggiori ovviamente sono il basso costo e la leggerezza, ma, come si può vedere dalle foto, nel tempo vengono letteralmente inglobate dalla vegetazione, che può crescere anche sulle pareti (edera, sedum, fragoline ecc.) e questo le rende anche più interessanti. Per questa peculiarità io le uso anche in giardino, senza sottovaso, appoggiate al terreno, quando voglio creare più movimento e lo spazio limitato non consente movimenti di terra.
La convenienza è chiaramente maggiore con il fai da te, ma chi non se la sentisse può ricorrere al mio aiuto: posso aiutarvi a organizzare il lavoro e seguirvi nella realizzazione o addirittura, per i più pigri, posso realizzarle io stessa. E’ ovvio che, se al costo della materia prima si aggiunge il mio lavoro il prezzo aumenta, ma credo che possa comunque risultare competitivo rispetto alla maggior parte della produzione attuale, fermo restando il vantaggio della leggerezza e l’originalità della forma, senza contare la versatilità del materiale che consente di creare contenitori delle dimensioni più disparate.
Con lo stesso sistema ho realizzato anche delle lampade…..ma questa è un’altra storia. Se ne può riparlare.

arch. marina mondello tel/fax 031 681854 3383728371 marina.mondello@tin.it

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ott 10 2012

Archi e parchi, Mercante in fiera

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Il progetto di Silvia Ghirelli

Archi e parchi è la sezione di Mercante in fiera – la mostra mercato di antiquariato e collezionismo di Parma – dedicata agli oggetti e mobili outdoor. Quest’anno questa sezione della fiera è stata disegnata dalla paesaggista Silvia Ghirelli che ha creato una serie di isole vegetali, molto leggere e soffici con tanti angoli per sedersi, mangiare e chiacchierare. Devo dire che rispetto agli altri padiglioni della fiera, un pò claustrofobici come in ogni manifestazione del genere, la sezione di Archi e parchi spiccava per la piacevolezza e la voglia di sostare.

Archi e parchi mercante in fiera

Archi e parchi mercante in fiera

Alcuni degli oggetti proposti da All’origine, di Imola

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