gen 09 2018

Alberi: un taglio ai luoghi comuni di Andrea Giorcelli

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Fagus sylvatica asplenifolia, Parc floral Apremont, Francia

Standomi molto a cuore gli alberi che continuano ad essere potati orrendamente nelle nostre città ho molto apprezzato il contributo di Andrea Giorcelli che volentieri pubblico.

Continuiamo a sentire in giro che bisognerebbe potare sistematicamente gli alberi perché “sono troppo alti”, “cosí si rinforzano (se no si ammalano e diventano pericolosi)”, “non è un bosco, è un giardino”, “si è sempre fatto così”, “lo fanno tutti gli altri”… e via discorrendo con altre banalità del tutto infondate, anche perché nessuno può produrre alcun documento scientificamente basato che attesti una sola di tali frasi fatte.

Deve invece esserci sempre un motivo reale, serio, preciso, per tagliare anche solo un ramo di una pianta (adesso ho scritto io un’ovvietà, perché se non c’è un motivo non si capisce a che scopo togliere ciò che le dà nutrimento ed energia).

Chi vuole approfondire un minimo legga l’articolo allegato, almeno l’introduzione, in cui vengono enunciati anche i tre assiomi (verità evidenti e indubitabili) sulla potatura:

1.    LA POTATURA, COMUNQUE SIA EFFETTUATA, CAUSA UNO SCOMPENSO ENERGETICO ALLA PIANTA.

2.    LA MIGLIOR POTATURA È QUELLA CHE NON SI VEDE.

3.    LE PIANTE PIÚ BELLE SONO QUELLE NON POTATE.

Anche per questo è importante che si scelga a chi affidare la potatura degli alberi (che nella cura del verde è l’operazione a piú alta specializzazione e complessità tecnica) solo tra operatori professionalmente qualificati (per esempio: http://www.isaitalia.org/certificazione/elenco-arboricoltori-certificati.html), al fine di garantire un lavoro corretto e rispettoso.

Da leggere di Francesco Ferrini Potatura degli alberi ornamentali
http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2018/01/Potatura-degli-alberi-ornamentali-di-Francesco-Ferrini.pdf

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dic 18 2017

Passione agrumi: una conferenza di Davide Chiaravalli all’associazione VerDiSegni

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Vivaio Chiaravalli, Monza

Dai vivaisti appassionati c’è sempre molto da imparare. E’ il caso di Davide Chiaravalli titolare dell’omonimo vivaio monzese, che ci ha parlato delle varietà antiche degli agrumi e del modo biologico di coltivarli e curarli. L’occasione un incontro organizzato dall’associazione VerDiSegni lo scorso 13 dicembre a Milano.

Nella prima parte del suo intervento Davide ci ha illustrato con belle immagini quel luogo straordinario che è Kolymbethra nella valle dei Templi ad Agrigento: un gioiello archeologico e agricolo, un giardino di agrumi, bene curato dal FAI.

Giardino della Kolymbethra, valle dei Templi

Venendo agli agrumi Chiaravalli ha passato in rassegna alcune varietà antiche, sottolineandone non solo i pregi dei frutti ma anche le caratteristiche del portamento. Tutti arrivano dall’Oriente ed essendo dotati di genoma plastico sono soggetti a mutazioni spontanee. La Sicilia è famosa per la quantità di agrumi e la Toscana per la qualità. Il più grande collezionista italiano è senz’altro Tintori e a livello europeo il giardino mediceo del Castello vanta la più grande collezione di agrumi in vaso.

SPECIE E VARIETA’

Citrus medica digitata

Citrus canaliculata

Limoni (Citrus limon), che derivano da arancio amaro e cedro

  • Limone lunario: il frutto dura anche 2 anni, fruttifica ogni luna, è molto rifiorente
  • Limone zagara bianca, interessante per il portamento molto ordinato e compatto
  • Limone carrubaro, pure con portamento compatto, vegetazione nuova rossa
  • Limone di Meyer, molto fruttifero, frutto colore arancio

Citrus limonimedica Canarone

Cedri acidi e dolci (Citrus medica)

  • Cedro di Corsica, dolce, con scorza molto profumata; il frutto si mangia intero
  • Citrus medica ‘Maxima’, cedro gigante, acido
  • Cedro della Cina, bugnato, color arancio, spettacolare
  • Limone cedrato (Citrus limonimedica ‘Florentina’), profumo molto delicato. Questo tipo di agrume è nato nella Firenze dei Medici.

Aranci amari (Citrus auranticus):gli unici veramente rustici, molto ornamentali

  • curniculata, con le corna
  • virgolaro o svizzero, molto fruttifero, con striature a righe
  • Indicum salicifolium, con foglie tipo salice, tanti frutti

Bergamotto,incrocio di arancio amaro e limone: è uno straordinario rimedio per il colesterolo

Chinotto

Chinotto (Citrus myrtifolia), originario della Cina, il frutto è edulo, la pianta è molto lenta di crescita e ha una buona resistenza al freddo

  • Chinotto di Savona, presidio Slowfood

Mandarino nano o calamondino: ibrido di mandarino e Kumquat, cespuglio denso a palla con foglie piccole

Limetta di Roma: profumo di bergamotto, senza acidità, famoso nella Roma papalina

Cytrus hystrix: ricco di olii essenziali, se ne ricava un tipo di curry

Fortunella japonica, un kumquat rotondo, dolce

Poncirus trifoliata, molto rustico, spinosissimo, con frutti ricchi di olii essenziali

RUSTICITA’

In ordine di delicatezza limetta, cedro, limone, arancio dolce, arancino, chinotto, pompelmo (resistente) e infine arancio amaro, il pù resistente al freddo e al gelo. Occorre tenere presente che in origine gli agrumi erano ambientati in un clima tropicale e successivamente si sono adattati al clima mediterraneo.

COLTIVAZIONE BIOLOGICA

Per avere piante sane senza utilizzo di sostanze chimiche occorre partire dalla scelta della terra, questo vale per ogni tipo di pianta. Per gli agrumi, in particolare, da evitare i terricci pronti che hanno molta torba che non dà struttura. Bisogna fare un composto di terra di campo, compost e lapilli o pietra pomice (per assicurare la componente minerale).

Per i concimi è preferibile usare bassi dosaggi di azoto; l’ideale una composizione 8 azoto, 5 fosforo e 15 potassio. In questo modo la pianta cresce sana e solida. Da evitare il sangue di bue che ormai è composto quasi esclusivamente da urea chimica (molto azotata). Il lupino va bene perchè acidifica ma in compenso è troppo ricco di azoto. Poi occorrono anche microelementi, ferro e magnesio. In commercio ora si trovano concimi organici completi che sono adatti.
Per i parassiti, acari e cocciniglia, il consiglio è quello di lavare con forti spruzzi le foglie colpite, sia sopra che sotto.
Prodotti consigliati
Un ottimo prodotto ora in commercio come antiparassitario è l’Olio di Nem, che ha una molecola sistemica che entra nella linfa della pianta: va dato la sera perchè è fotosensibile. Si può usare anche per l’oidio delle rose. Il dosaggio: 3 ml ogni litro d’acqua ogni 10 giorni.
Un altro prodotto naturale è Agricolle, un insetticida e acaricida a base di polisaccaradi naturali: disidrata l’insetto e lo fa morire.
Consigliato anche Promanal neu, a base di olio di paraffina, ideale per combattere la cocciniglia.

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dic 05 2017

Il Primo master sulla intelligenza delle piante coordinato da Stefano Mancuso

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E’ la sfida raccolta dalla prima edizione del Master di I livello “Futuro Vegetale. Piante, innovazione sociale e progetto” dell’Università di Firenze, un’esperienza inedita nel panorama della formazione italiana, con il coordinamento scientifico del fisiologo vegetale Stefano Mancuso e del sociologo Leonardo Chiesi.

“Il punto di partenza – spiega Mancuso, ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell’Ateneo fiorentino – sono le strategie del mondo vegetale, sempre contraddistinte da parsimonia energetica, varietà nell’uso dei materiali e assenza di impatto sull’ambiente ecologico. Strategie sorprendenti che approfondiremo per immaginare insieme agli allievi del Master ciò che ancora non c’è ma ci potrebbe essere e per provare a progettarlo”.

Il corso si articolerà in lezioni, laboratori e un workshop finale intensivo, favorendo la condivisione delle conoscenze grazie al lavoro di gruppo e alla sinergia con l’esperienza di cui gli allievi saranno portatori.

“Il nostro obiettivo – racconta Leonardo Chiesi, associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Firenze – è esporre gli studenti a tre forme di sapere che hanno un approccio alla realtà e strumenti metodologici diversi, quello della natura, quello della società e quello della progettazione. Grazie al dialogo tra le differenti discipline ci proponiamo di stimolare negli allievi nuovi processi creativi, in grado di incidere sul mondo e sui problemi legati all’uso indiscriminato delle risorse e alle crescenti disuguaglianze nella distribuzione dell’accesso ai beni”.

Partendo dalla conoscenza del mondo vegetale, dunque, il percorso formativo – organizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – chiederà agli studenti di pensare a come tradurre i modelli biologici in soluzioni strategiche applicabili a politiche sociali virtuose, azioni sostenibili e nuovi modelli organizzativi delle istituzioni pubbliche e private.

Per partecipare al Master è necessario inviare la domanda di ammissione entro il 3 gennaio 2018. Il bando e le altre informazioni sul corso sono online sul sito Unifi . Ulteriori info su www.futurovegetale.it.

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nov 17 2017

Un vivaio di eccellenza: Central Park di Mario Mariani

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Una stupenda scena autunnale nel vivaio Central park: si cammina lungo stretti sentieri avvolti dagli enormi esemplari dei miscantus

Dopo alcuni anni sono tornata a visitare il vivaio Central park di Mario Mariani (all’interno del parco del Ticino in località Galliate): una esperienza sempre molto interessante e suggestiva non solo per le splendide scene autunnali delle grandi masse di graminacee, ma anche perchè da Mariani si imparano tantissime cose. Mario è un vero ricercatore e sperimentatore botanico: ultimamente oltre alla coltivazione dei muschi si sta dedicando alla scoperta di tanti rovi ornamentali e alla prossima edizione di Orticola ne presenterà una collezione. In un mio post precedente ho inserito anche foto del suo giardino prrivato, davvero notevole http://www.giardininviaggio.it/il-vivaio-central-park-e-il-giardino-di-mario-mariani

Ecco alcune immagini

Mario Mariani, titolare del vivaio Central Park.

Vivaio Central Park

Un carex adatto all’ombra: carex everilla. Vivaio Central Park

Miscanthus Krater. Vivaio Central Park

Pennisetum alopecuroides Moudry. Vivaio Central Park

In primo piano, accanto ad un cavolo color porpora, Poa cita, una bellissima erba ornamentale che forma grandi ciuffi arrotondati e che Mario preferisce alla Stipa. Vivaio Central Park

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Tilia henryana, un bellissimo tiglio dalle foglie ciliate

Strutture di ferro da ricoprire con edere o altri rampicanti. Vivaio Central park.

 

 

 

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ott 30 2017

Cotswold: un giardino privato che si ispira a Piet Oudolf

Pettifers gardens. Dove ora si trovano i due tassi arrotondati prima c’era un arco di rose per sottolineare la vista del paesaggio. Bello e originale il cambiamento.

Tra i giardini che ho visitato nei Cotswold con Viaggi floreali il più intrigante è Pettifers di Gena Price, la proprietaria che da totale autodidatta ha iniziato circa 20 anni fa la costruzione del suo giardino sperimentando diversi approcci e scegliendo alla fine di ispirarsi al New perennial movement olandese di Oudolf e altri. Si intuisce guardando il giardino la grande creatività della proprietaria e la padronanza del giardinaggio – nei lavori del giardino che è sempre in ripensamento in qualche parte Gena è aiutata dalla sua giardiniera Polly Stevens che ci ha accolti nel giardino.

Prima di questo meraviglioso giardino avevamo visitato il giardino di Bourton House. Curatissimo, ordinatissimo, complicatissimo e di manutenzione maniacale. La cosa sorpendente è che il giardino è affollato di piante delicate che sono interrate e poi tolte nel periodo invernale. Il che francamente mi sembra assurdo. Come mi pare superato questo stile di giardino che al di là dei suoi pregi estetici è così immobile nella sua perfezione. un poco imbalsamato.

La lezione olandese di Oudolf, ma non solo, è quella di proporre quadri dinamici, spettinati nei quali le piante sono apprezzate non solo per le grandi fioriture.

In entrambi i luoghi il paesaggio è catturato nel giardino, ma a mio parere in quello di Pettifers la relazione con il paesaggio è più dinamica e meno scontata.

Detto questo anche nel giardino di Bourton house ho trovato scorci intriganti e piante interessanti.

Ecco alcune immagini di Bourton House garden per iniziare

Bourton House garden

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Bourton House garden

Fuchsia arborescens, Bourton House garden

Le bella campanelle gialle di una erbacea che sopporta anche l’ombra, Kirengeshoma palmata. Bourton House garden.

Ecco alcune immagini di Pettifers garden.

La bravissima giardiniera Polly Stevens

Pettifers garden. La parte del giardino davanti alla casa.

In primo piano un ciuffo di Hakonechloa macra e sullo sfondo un Cornus controversa variegato. Pettifers garden

Un angolo tappezzato da Epimedium. Pettifers garden

Lo sguardo sul paesaggio: in primo piano Cortaderia Richardii. Pettifers garden

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Calamagrostis Karl Foerster e brachitricha. Pettifers garden

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Pettifers garden

Pettifers garden

Pettifers garden

Particolare della pavimentazione. Pettifers garden

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ott 30 2017

A proposito dell’workshop di Valfredda con Noel Kingsbury: una sintesi di Manuel Bellarosa

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Noel Kingsbury in aula

L’amico Manuel Bellarosa, grande giardiniere, con cui ho conidiviso la partecipazione all’workshop di Valfredda a fine settembre, mi ha inviato la sua sintesi e riflessione su quanto ci hanno raccontato sia Noel Kingsbury che Annie Guilfoyle.

WORKSHOP 20 -21 settembre 2017 presso i Vivai Valfredda di Cazzago S.Martino (Bs), sintesi  a cura di Manuel Bellarosa

Noel Kigsbury & Annie Guilfoile: struttura, ecologia, estetica, durata,  costi di impianto e manutenzione degli abbinamenti vegetali.

Noel Kigsbury : Ecology for planting design

La conoscenza dello “strumento”pianta è necessaria per impostare buoni lavori:

-          la conoscenza del luogo di origine di una specie consente di capirne le esigenze ed il ciclo vegetativo.

-          sapere a quale temperatura minima o massima le perenni vanno in stress per conoscere i periodi  di stasi estiva, con ripartenza autunnale se esistente e riposo invernale.

-Fioriture primaverili, bulbi (geofite) fioriscono precocemente, scompaiono durante il periodo estivo, ritornano la primavera successiva. Sopravvivono senza cure.             I narcisi, originari dell’ovest Europa.  

-Erbacee perenni con dormienza estiva attive alle basse temperature, con l’arrivo dell’estate vanno in dormienza scomparendo.                    Anemone sylvestris, Ranunculus ficaria.

- Erbacee perenni da inizio estate formano generalmente dei cuscini, alcune si sviluppano verticalmente, hanno fogliame attraente  e possono avere uno sviluppo tardivo coprendo le vegetazioni successive ; alcune hanno dormienza estiva altre diventano brutte e devono essere tagliate.

-Erbacee perenni a fioritura estiva complementari alle precedenti, lavorano a temperature più elevate.

-Erbacee perenni da tarda estate iniziano a sviluppare velocemente da primavera inoltrata, hanno sviluppo molto veloce e continuo, necessitano di acqua e nutrienti durante tutto il periodo di crescita. In ambiente mediterraneo il fattore limitante è l’acqua.

- Erbacee a fioritura tardo estiva- autunnale di origine nord americana od orientale, la loro  crescita avviene durante il periodo estivo e rimangono di taglia piccola, presentano struttura molto forte dominata dal fusto centrale. Se si sviluppano bene riescono a mantenere la loro architettura durante il periodo invernale.          Sedum”Matrona”

- Erbacee perenni dal fogliame particolare dove non è il fiore il motivo di attrazione ma la forma o il colore delle foglie.                               Ligularia dentata “Desdemona”

- Specie Annuali funzionano se si disseminano spontaneamente.                         Smirnium perfoliatum

- Erbe ornamentali ( Ornamental grass) provenienti prevalentemente dalle praterie del nord America, dalle pianure europee o dalle steppe asiatiche. Molto interessanti in tarda estate.           Calamagrostis x acuti flora”Karl Foerster”.

In clima mediterraneo sono rilevanti i fogliami precoci che spesso iniziano a germogliare in autunno.     Cynara, Silybum

Molti ibridi di riferimento sulle erbacee perenni sono tedeschi o britannici: le differenze con il sud Europa sono notevoli, ciò che a nord va al sole a sud sarà da posizionare in mezzombra o in ombra.

Alcuni generi sopportano meglio il secco (Achillea) di altri (Astilbe), alcuni necessitano di presenza d’acqua (Ligularia).

In ambiente secco perfetto è Limonium platyphyllum.

Guardare sempre l’origine delle specie.

Capirne il posizionamento ecologico.

Conoscere il ritmo del lungo o breve periodo.

Sapere se si muove o è statica nello spazio.

A tale riguardo esiste poco materiale di documentazione, bisogna imparare a leggere le piante dal loro portamento, chinandosi, guardando la pianta, trovare ispirazione dalla sua struttura.

In ambito ecologico la massima biodiversità si trova in ambiente a basse risorse dove troviamo

specie pioniere o ruderali che tollerano gli stress, sono opportuniste, vivono con poco sfruttando al massimo le risorse esistenti. Queste specie sono caratterizzati da piccole dimensioni, breve durata del ciclo vitale, età riproduttiva precoce, produzione di una prole assai numerosa, molto piccola e per lo più generata una sola volta nel corso della vita, eccellenti capacità di disperdere la prole nell’ambiente.

Sono le specie annuali e biennali che producono molti semi: tanti fiori, molto vistosi per favorire l’impollinazione.

In design le piante che non si muovono ma si allargano sono più affidabili di quelle che vanno in giro e si propagano.

Si contrappongono ai Competitori che danno il loro meglio in ambienti ricchi di risorse.

In ambito mediterraneo la maggior parte delle specie è opportunista, devono mantenere le risorse, spesso sono sempreverdi per riuscire a fotosintetizzare durante tutto l’arco dell’anno, crescono lentamente e spesso sono legnose. Questa lentezza di accrescimento semplifica la manutenzione. Spesso hanno vita corta perché adattate a convivere/sopravvivere con gli incendi: vivono alcune stagioni poi muovo ripartendo da zero.

Natura & new planting design: la lettura degli ambienti naturali offre l’ispirazione per la realizzazione di architetture vegetali. Ciò che offre l’ambente però non è sufficientemente ornamentale è necessario quindi prendere il meglio dell’offerta di ambienti ecologicamente compatibili tra di loro, shakerare per ottenere un risultato appagante esteticamente e funzionale da un punto di vista gestionale.

Perché piantare secondo natura?

-          per favorire la biodiversità;

-          per estetica;

-          per ecologia: aumento delle superfici permeabili, controllo inquinamento, calmiere termico ecc…

Gli impianti naturalistici devono essere belli per essere accettati dal pubblico ed avere così il sostegno economico necessario alla gestione e manutenzione.

Gli impianti naturalistici possono evolvere seguendo una linea giardinistica oppure una linea ecologica ottenendo due risultati completamente diversi: l’impianto ecologico ha uno sviluppo diverso dall’impianto giardinistico.

Prato con perenni:è piacevole, da valore alla ripetizione, è romantico, funzionale alla biodiversità, facile da realizzare, di basso costo.

In natura le erbe si sviluppano a basse temperature, generalmente inferiore a 10°C, basse concentrazioni di nutrienti

(che non favoriscono lo sviluppo di competitori). Con la bella stagione corta le piante fiorite riescono a superare in altezza il prato.

In Germania, dove esiste una forte industria vivaistica che riesce a finanziare la ricerca pubblica, hanno realizzato moduli schematici in grado di riprodurre ambienti naturalistici pratensi adatti a delineare le proporzioni corrette in un determinato ambiente, su una determinata area. Il progettista riesce a calcolare esattamente il costo di impianto per metro quadro ed i costi di gestione sul lungo periodo a seconda se si vuol far prevalere l’aspetto naturalistico o giardinistico. Sono disponibili in commercio circa 40 miscugli, dalle piante autoctone ai mix ornamentali, diversi per esigenze di luce, acqua e temperatura.

I vantaggi del mixed plantig sono la riduzione dei costi su ampie aree.

Gli svantaggi sono dati dai costi per la ricerca, dalla necessità di una industria vivaistica vivace, in grado di supportare la ricerca (che altrimenti non riuscirebbe a testare gli schemi) e produrre il materiale necessario a basso costo ed in alto numero, la noia della replica (in chi è in grado di leggerla).

Sono necessarie anche ottime basi teoriche non sempre disponibili, ed un accurato studio sulla manutenzione.

In Giappone, all’interno di un parco è stato sperimentato da Roy Diblik il modular planting: il mixed planting è stato ripetuto in maniere modulare su ampia superficie. Questo ha permesso di ridurre notevolmente i costi riducendo la serialità.

Unico accorgimento è di tener presente che non tutte le combinazioni sono compatibili tra loro.

Ottima pratica è quella della semina dei miscugli di specie perenni dove si instaurano relazioni naturali tra le piante, vengono eliminati i competitori e vengono ridotti fortemente i costi di impianto. Purtroppo non sono disponibili sementi in quantità per tutti i generi di mix progettati, ma potenzialmente si possono aprire buone opportunità per il futuro.

Figura chiave di questo nuovo modo di concepire il giardino è quella del giardiniere che deve essere ecologo, giardiniere, artista, sociologo ecc.

il giardino secondo Piet Oudolf :

-strutture e toni

- taglio del legno per mantenere la forma e dare struttura

- blocchi monospecifici di piante erbacee

- alternanze di colori

- utilizzo di strutture morbide – veli trasparenti- messi in risalto da strutture più consistenti.

  • Piante strutturali che anche da secche mantengono lo scheletro; hanno fioritura tardiva.
  • Piante da riempimento (filler plants) hanno fioritura precoce e scompaiono; sono in numero minore rispetto alle strutturali.
  • Piante casuali, appaiono e scompaiono random, passano inosservate prima e dopo la fioritura.

Matrix planting in cui la maggior parte dello spazio è occupata da specie copri suolo con alcune emergenze a fiore sparse all’interno della matrice.

Riduce notevolmente i costi di impianto, si avvicina agli schemi tradizionali e la preparazione richiesta per la manutenzione è presente sul mercato.

Di contro, i costi manutentivi sono molto elevati.

Anne Guilfoile: “Creative landscapes ovvero, il mio approccio alla progettazione con gli arbusti”

-  uso storico degli arbusti:

  • Ars topiaria romanica (buxus)
  • Rinascimento -villa Gamberaia- (buxus+ conifera)
  • Hampton Court Palace
  • Cotay Manor, Devon, degli anni ’20 (buxus+taxus+lavanda)
  • Hidcote Manor anni ’10, le piante diventano architettura (taxus)
  • Lytes Cary, Somerset
  • Long Barn, Kent  1915, primo giardino di Vita Seckville-West
  • Great Dixter, east Sussex, 1910 esempio di Arts&Crafts
  • Sissinghurst, Kent- il “rondelle”di taxus

E’ necessario osservare le piante nel loro habitat ricordando che le piante non leggono i libri e non sono macchine:sono loro che ci dicono cosa dobbiamo fare noi e non viceversa( entro determinati limiti).

Per pianificare gli arbusti necessari in un piccolo spazio si può utilizzare il metodo di posizionare dei volumi, a matita, su carta da lucido appoggiata su foto producendo un planted plan a partire dalla struttura sempreverde che ha la stessa importanza dei volumi architettonici e con essi dialoga diventandone complementare.

  • Scampston Hall, Yorkshire, Piet Oudolf
  • Marchant’s Hardy Plants, East Sussex , Graham Gough.

-          Siepi insolite con specie diverse…. Stanze con siepi basse

-          Siepi mosse, con percorsi stretti….esplorazione, crano intimità, atmosfera

-          Siepi alte, con percorsi stretti……creano dramma, intensità.

Importante è la stagionalità: inverno, primavera, autunno…..struttura, colore, profumo.

“Non bisogna disdegnare nessuna pianta perché c’è un posto per ognuna”

-          Arbusti manipolati;

-          Arbusti bassi………………….seguire lo sguardo;

-          Colori contrastanti;

-          Siepi miste in altezza e/o forma, magari ripetute nel colore e nella forma, per creare armonia

-          Piante rampicanti ottime come copertura dei muri, da sole o da ombra;

-          Forme e strutture contrastanti:

  • East Lambrook Manor, Somerset
  • Hanham Court, Somerset
  • Derry Watkins -Special plants nursey-
  • Bury Court

 Non bisogna creare un mostro: tenere sempre presenti i bisogni manutentivi

La presenza dell’acqua è molto importante sia per attrarre fauna selvatica, che per il suono e per il riflesso della vegetazione.

Prestare attenzione alla scala è necessario colmare il divario tra la dimensione del cotruito e quella del giardino.

 

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ott 17 2017

Novità al vivaio Coccetti di Lisanza

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Sono in arrivo al Vivaio Coccetti di Lisanza (Sesto Calende) oltre una trentina di specie di Allium, a fioritura primaverile, estiva e autunnale, da sole e mezz’ombra di diverse altezze. Una bella scelta!

Sabato 21 ottobre il vivaio organizza un pomeriggio ai Microrganismi effettivi con l’agronomo Giani Ficola. Locandina

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set 26 2017

Trifolia 2017 torna ad Arona.

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La bella esposizione di felci in vasi di plastica nera molto sottili e alti. Vivaio Central Park

Anche quest’anno il bel lungolago di Arona ha accolto la piccola fiera di piante Trifolia organizzata dal vivaio Leonelli.

Ecco alcune piccole segnalazioni

L’erbario della Gorra prpone un nuovo interessante ibrido incrocio di Solidago ed Aster: Solidaster

Ligularia Crispa, Vivaio central Park

Una bellissima ciperacea, Rynchospora alba, proposta da Central park

Cercis canadensis Heart of gold

Tante aromatiche proposte da GEEL Floricoltura

Sempre GEEL Floricoltura

 

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set 26 2017

A scuola al Vivaio Valfredda con Noel Kingsbury

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Vivaio Valfredda: lo spettacolare angolo degli esemplari di erbe ornamentali

Devo dire che apprezzo sempre di più la professionalità, la serietà e la lungimiranza del vivaio Valfredda, di Lorenzo e Mauro Crescini.
In occasione dell’workshop con Noel Kingsbury e Annie Guilfoyle – che si è tenuto il 20 e 21 settembre all’interno della manifestazione Maestri del paesaggio – i vivaisti hanno presentato un’anteprima del prossimo catalogo. Un libretto molto bello anche nella grafica che si intitola Consilium Valfredda e che è dedicato alla struttura e alla forma delle erbacee perenni e delle erbe ornamentali. Un contributo davvero prezioso per il plant design. Una sezione del vivaio esponeva molti esemplari di perenni e graminacee suddivise per tipo di portamento.

L’workshop con Noel Kingsbury dedicato sia all’ecologia che all’utilizzo delle erbacee perenni è stato davvero molto utile e interessante con una parte pratica di esercitazione che ci ha insegnato molte cose sulla comprensione delle performance a breve e lungo termine di queste piante. Tornerò con un prossimo post su quanto ho appreso da Noel.
Anche la piccola esercitazione con Annie Guilfoyle – la creazione in 40 minuti di un piccolo giardino tematico utilizzando le piante del vivaio è stata utile e anche divertente.

Ecco alcune immagini scattate nel vivaio e durante l’workshop.

Cortaderia selloana Splendid star. Vivaio Valfredda

Una cascata di Lippia nodiflora

Shibataea Kuma

Una distesa di Allium ramosum, a fioritura autunnale. Vivaio Valfredda

Vivaio Valfredda

Il piccolo giardino realizzato dal mio gruppo sul tema di un impianto interessante tutto l’anno

Una delle slides proiettate da Noel Kingsbury

Noel Kingsbury illustra il metodo di Piet Oudolf

Noel Kingsbury durante l’esercitazione pratica nel vivaio Valfredda

 

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set 26 2017

Maestri di paesaggio 2017: la piazza verde

La piazza verde progettata dal paesaggista Lodewijk Baljon sul tema Cool Landscape: visione notturna

Anche quest’anno sono tornata a Bergamo alta in occasione del consueto appuntamento con Maestri del paesaggio. Sul tema Cool Landscape la piazza – progettata da Lodewijk Baljon – appariva molto più architettonica e meno vegetale rispetto alle scorse edizioni (per la descrizione del progetto vedi http://www.giardininviaggio.it/maestri-di-paesaggio-vii-edizione-anteprima-sul-programma). Ma guardandola meglo, soprattutto nella sua versione notturna con una suggestiva illuminazione, mi sono resa conto che la disposizione così geometrica e regolare dei palloni bianchi appesi guidava l’occhio verso le architetture bellissime di piazza Vecchia e faceva leggere il rapporto tra l’installazione e i palazzi circostanti. Con un occhio, di giorno, rivolto al cielo che in queste giornate settembrini era perfettamente azzurro!

Purtroppo il grande blocco di ghiaccio è durato solo alcuni giorni a testimoniare che il riscaldamento del pianeta non è una opinione e il grande caldo di quest’estate ha impedito alle piante di luppolo di arrampicarsi nei grandi vasi toccando i palloni.

Ecco altre immagini della piazza e della città

La Piazza verde di giorno

Nuvole appese sotto i portici della piazza

Una bella installazione luminosa su un letto di graminacee, come un campo di riso

La zona del design al lavatoio

Cmposizioni a cura di Valfredda

Uno dei tanti giardini a bergamo alta

 

 

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