mar 11 2019

Letto per voi: il giardino pigro

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 Laura Caratti (a cura di), Il giardino pigro. Esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino, Blu Edizioni, 2019, 218 pp., 22 euro

Un libro a più voci, frutto dell’esperienza sul campo di un gruppo di giardinieri appassionati (M. Acquaria, L. Rubens Antonello, C. Baldazzi, A. Benvenuti, L. Caratti, R. Versari e A. Vindrola), che ci offre tante interessanti soluzioni pratiche per evitare fatiche inutili e avere più tempo per vivere il proprio giardino.

In fondo si tratta di abbandonare quella sorta di ostinazione che ci spinge a coltivare a tutti i costi piante che si ammalano o che non sono adatte al nostro ambiente (‘Posti insospettabii e accanimenti inutili’ di E. Volpato; ‘Le mie rose da far niente’ di R. Versari o anche ‘Convivere felicemente con le rose’ di L. Rubens Antonello), oppure quella mania di combattere le piante vagabonde (‘Disseminanti sipatiche’ di L. Caratti).

In ogni capitolo gli autori giardinieri, oltre a raccontare la nascita e l’evoluzione dei propri giardini (7 giardini distribuiti in diverse regioni italiane), forniscono consigli molto utili per affrontare i molteplici problemi che si incontrano nella vita quotidiana del giardiniere ‘consapevole’.

Si passa così dalle tecniche di compostaggio, all’uso dei concimi, alla scelta degli attrezzi ‘salvatempo’, a quella dei vasi, alle soluzioni per affrontare la sfida dell’ombra secca, fino al ‘Decalogo dei lavori astuti’ (A. Vindrola).

Un libro prezioso da leggere attentamente e da tenere accanto per trovare soluzioni semplici a problemi complessi.

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feb 14 2019

Design trends 2019. Una sintesi da Gardens Illustrated, january 2019

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Il primo numero del 2019 di Gardens illustrated riporta, come ogni anno, il parere di alcuni paesaggisti e garden designer sulle nuove tendenze.
Vi propongo una breve sintesi con il parere di alcuni professionisti

Lodewijk BALJON
L’estetica naturalistica delle perenni e delle erbe ornamentali, che sta entrando negli spazi pubblici, è una tendenza che continua, sia per il suo interesse lungo le stagioni sia per i suoi meriti ecologici.
Altro trend quello del woody planting che si svilupperà anche nei centri urbani. Alberi a ceppaia particolamente adatti.

Luciano GIUBBILEI
Sottolinea l’importanza dell’uso di Instagram, sia per avere ispirazioni, sia come strumento di comunicazione dei sprogetti

Debbie ROBERTS and Ian SMITH, una coppia di garden designer che lavora in Europa e negli Usa
I clienti stano cminciando ad imparare la semplicità del design, ad apprezzare textures e i sottili giochi di luce e a volere naturalezza nei loro giardini

Anne_Marie POWELL, garden designer, scrittrice e conduttrice si servizi alla televisione
Nota una maggiore consapevolezza nella clientela rispetto ai giardini di impronta naturalistica, richiedendo prati selvatici, laghetti e piante che attirino gli insetti utili impollinatori.

Emily ERLAM, landscape designer
Sottlinea il crescente interesse per l’indoor planting, per pulire gli ambienti dalle tossine e rilasciare umidità per migliorare le nostre abitazioni.
Inoltre i clienti sono più interessati al planting rispetto all’hard landscaping.
La paesaggista sta seguendo molti progetti in cui sviluppa sistemi di recupero e riciclo dell’acqua

Tim RICHARDSON, scrittore e garden critic
A suo parere la tendenza è verso una maggiore complessità negli schemi di planting, attraverso la ripetizione di gruppi di piante e una maggiore enfasi su arbusti, comprese le rose, e piccoli alberi come Cornus e Malus.
La passione per le erbe ornamentali sta diminuendo.

Chris MOSS, garden designer
Piuttosto che combattere contro le conseguenze nei giardini dei cambiamenti climatici, è opportuno progettare assecondando la natura, con molta capacità di osservazione e pazienza. Un no reciso al giardino pronto effetto. Anche i clienti sono più sensibili alla scelta ponderata delle piante, meno piante ad effetto e più esemplari piccoli e semplici

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feb 06 2019

Nuova Zelanda. 4 Botanical gardens

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Molto interessanti e assai ben tenuti i giardini botanici che ho visitato nelle principali città sia al nord che al sud. Sono molto grandi e per lo più hanno, oltre a percorsi paesaggistici,  numerose collezioni di piante (soprattutto le native, le camelie, i rododendri, le rose e altro ancora). Spesso sono a disposizione dei visitatori interessanti pannelli didattici.
Auckland botanical garden, a circa 20 km dalla città, attualmente in parziale ristrutturazione, ma comunque molto interessante anche per l’impianto di parco paesaggistico all’inglese; ci sono alberi maestosi e molte siepi di pittosforo tenuifolia e di un arbusto che avevo conosciuto in Irlanda tipico delle zone costiere, Griselinia littoralis e lucida.

auckland-botanical-garden

auckland-botanical-garden

Wellington Botanical Garden, si raggiunge facilmente dal centro con una funicolare. Dall’alto si gode di una bella vista sulla città e sulla baia. Molto interessante la collezione di felci e quella in cui vengono illustrati con pannelli didattici i principali alberi della Nuova Zelanda.

Wellington Botanical garden

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botanical-garden-wellington: il giardino delle rose che vengono curate senza pesticidi

botanical-garden-wellington: uno dei pannelli esplicativi sulla Tree house che spiega le caratteristiche dei principali alberi nella zona sottostante

Dunedin botanical garden, il più interessante a mio parere sia dal punto di vista dell’impianto paesaggistico, sia per la cura straordinaria e per la ricchezza delle collezioni: conifere, piante australiane ed asiatiche, camelie, native della Nuova Zelanda; tra le zone molto bello il rock garden e il laghetto. Molto ricca e assai ben documentato l’area dedicata alle rose antiche con preziosi pannelli didattici dedicati alle diverse tipologie.

botanical-garden-dunedin

botanical-garden-dunedin

botanical-garden-dunedin: uno dei pannelli didattici nel giardino delle rose antiche

Christchurch Botanical garden, in centro città all’interno di un grandissimo parco. Oggi appare non in ottime condizioni credo a causa dei grandi impegni dovuti alla ricostruzione della città dopo il terremoto. In ogni caso molto articolato con il giardino neozelandese, il giardino delle rose, quello delle eriche, con serre molto belle. Ben fatto e accogliente il nuovo edificio che ospita il centro di informazione, la biblioteca e un piccolo ristorante. Delizioso il giardino delle erbe che conclude il percorso.

botanical-garden-christchurch

botanical-garden-christchurch

botanical-garden-christchurch: il giardino delle eriche

botanical-garden-christchurch. Interessante la pergola di piccoli alberi di pero nel giardino del curatore che contiene l’herb garden

Per finire interessante il Redwood Treewalk nell’isola del nord: un percorso molto bello in una foresta di sequoie californiane con una ricca vegetazione di felci arboree

Redwood Treewalk

Redwood Treewalk

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feb 06 2019

Nuova Zelanda. 5 La vegetazione

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Umbrella fern (Sticherus cunninghamii) nel Tongariro NP

La vegetazione della Nuova Zelanda è ricchissima e variegata. E’ in primo luogo il regno delle felci arboree sia al nord che al sud: due generi Dicksonia (squarrosa e fibrosa) e Cyathea (medullaris, dealbata, smithii e cunninghamii) che sono una componente molto importante nelle foreste in quanto giocano un ruolo di piante pioniere soprattutto nei suoli umidi esposti a sud e occupano gli spazi vuoti dopo la caduta degli alberi. Le foreste sono composte da conifere (della famiglia delle Podocarpaceae, come Podocarpus tatara, Dacrycarpus dacrydioides, Dacrydium cupressinum) dai cedri nativi e dai notofagus (Nothofagus fusca, menziesii, solandri e truncata). Poche e assai ben conservate le foreste di kauri (Agathis australis).
Grande la presenza dei Phormium tenax spesso associati ad un’altra pianta nativa Crocosmia-crocosmifolia. Tra gli arbusti moltissimi pitosfori (presenti anche in forma arborea), Hebe (salicifolia, stricta, canterburiensis), Griselinia littoralis. Molte siepi di Muehlenbeckia australis e astonii.
Tra gli alberi molto diffuso il metrosidero (Metrosideros excelsa dal fiore rosso e robusta dal fiore giallo) e il Cabbage tree (Cordyline australis).
Nelle zone geotermiche grande la presenza di Manuka (Leptopermum scoparium) dal qual si ottiene un ottimo miele e di Kanuka ( Kunzea ericoides) arbusti o piccoli alberi.
Tra le graminacee si segnalano molti Carex, Libertia, Astelia, Dianella nigra, Chionochloa cospicua.
Oltre a quelle arboree tantissime felci sia tappezzanti, che disposte su pareti in verticale che rampicanti. Molto diffusi e quasi naturalizzati gli agapanti.

Ecco una galleria di immagini: le piante delle foreste

Agathis australis Kauri tree

dacrycarpus-dacrydioides-kahikatea

dacrydium-cupressinum

nothofagus-solandri-

podocarpus-totara

Felci arboree

cyathea-dealbata-ponga

cyathea-medullaris-

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dicksonia-squarrosa-wheki-

Altre felci

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microsorum-pustulatum-

Pareti di felci lungo la strada. Isola del nord

pteridium-esculentum-sori-fern

pyrrosia-eleagnifolia-leather-leaf-fern: una felce rampicante

Altri alberi, arbusti ed erbacee della Nuova zelanda

cordyline-australis-cabbage-tree

nikau-palm-rhopalostylis-sapida: l’unica palma neozelandese

metrosideros-excelsa-

Lagunaria patersonii; albero dalla stupenda fioritura rosea

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dodonea-viscosa-akeake

Griselinia littoralis

Hebe salicifolia

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muehlenbeckia-astonii-

Crocosmia e felci

olearia-capillaris

Phormium tenax

pittosporum-tenuifolia-humpty-dumpty-

brachyglottis-compacta-

pachystegia-insignis-, delle zone costiere

Dianella nigra

Libertia ixioides

Distesa di carex nella strada verso Dunedin, Isola del sud

Tanti agapanti sia nell’isola del nord che del sud e non solo nei giardini

 

 


 

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ott 15 2018

Parco botanico Isole di Brissago

L’isola sede del Parco botanico di brissago dal battello.

Dopo qualche anno sono tornata – in una visita organizzata dall’associazione Piante guerriere – al parco botanico di Brissago: un posto incantevole per la sua magica collocazione su un’isola del lago Maggiore, per l’accuratezza della manutenzione e per la straordinaria ricchezza delle collezioni botaniche che raccolgono piante da tutti i paesi di clima mediterraneo. Molto bello il disegno delle diverse zone che non dà l’impressione di una mera collezione di piante, tutt’altro. Inoltre ho potuto constatare che sono stati aggiunti molti cambiamenti, come, all’inizio del percorso, le diverse camelie piantumate per costruire nel tempo una parete vegetale o ancora come – accanto al bel laghetto – la struttura di legno che funge da seguta e nel contempo ospita piccole aiuole di piante acquatiche e palustri.
Purtroppo per il caldo che permane, i Taxodium non avevano ancora virato a quella meravigliosa tonalità di rosso che li tinge in autunno.
Ecco qualche immagine

La mappa del Parco botanico di Brissago

parco-isole-brissago-

Il bagno romano al Parco di brissago

La zona ombrosa con la collezione di felci

davallia-mariesii-parco-botanico-brissago-

isoplexis-canariensis-parco-botanico-brissago

woodwardia-radicans-parco-botanico-brissago

Un muretto a secco con tante specie di felci

Il laghetto Parco di brissago

La zona delle piante del Mediterraneo

La zona delle piante del Sudafrica

La zona del Sudafrica con le restionacee. Qui Elegia capensisa

Erica baueri

Protea punctata

Ed ecco altre immagini di piante o di elementi di arredo e decoro

acacia-milotica-parco-botanico-brissago

anthyllis-ermanniae-parco-botanico-brissago-

argyrocytisus-battandieri-parco-botanico-brissago

Grevillea lanigera

Piccole siepi composte da Camellia sinensis

chrysanthemum-cinerariifolium-parco-botanico-brissago

dorycnium-rectum-parco-botanico-brissago

Un bell’accostamento: Hibiscus mutabilis e Salvia guaranitica

liquaris-squamigera-parco-botanico-brissago

roldana-petasitis-parco-botanico-brissago

santoreggia-spicifera-repande-parco-botanico-brissago-

solanum-laciniati-parco-botanico-brissago-

spiranthes-cernua-bulbosa-autunnale-parco-botanico-brissago

tibouchina-parco-botanico-brissago

I primi segni di arancio dei Taxodium distichum

Un piccolo nido con sculture in legno

Struttura in legno che funge con sedute e aiuole di acquatiche

Una serie di vasi di terracotta a forma conica

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ott 11 2018

Orticolario 2018: X edizione

Una stupenda composizione nei toni del bianco di Erbario della Gorra, Orticolario 2018

Una edizione dedicata alle salvie con spazi creativi, non sempre convincenti e con molte piante interessanti, in primis le salvie di Essenze di Lea e delle diverse collezioni sparse nel parco, gli ellebori di Althea, gli aster di Erbario della Gorra, le fucsie rustiche del vivaio Il giardino delle delizie e molto altro ancora. Il premio “Per un Giardinaggio Evoluto 2018″ è stato assegnato a Roy Lancaster, vicepresidente dell’RHS, Royal Horticultural Society, e le premiazioni del concorso internazionale “Spazi Creativi”, quest’anno vinto dallo Spazio Green Passion “La Topitta” di Leonardo Magatti.
Una parola sugli spazi creativi: sono molto contenta che il premio sia stato assegnato a la Topitta che ho trovato veramente bello, suggestivo e poetico nel suo equilibrio e nella sua armonia; molto semplice, in apparenza, e tale da offrire davvero suggestioni sulla composizione di un piccolo giardino e sull’utilizzo delle piante. Non molto convicenti gli altri con una eccezione per il bel progetto di Stefania Pluchino del vivaio Leonelli e anche per Splayceslip di Mirco Colzani che si presentava giocoso.
Molto bella l’installazione di sabbia nel giardino giapponese sotto i grandi platani: un gigantesco drago di Massimo Caporali. Come sempre piena di vitalità e scapigliata l’installazione di Mario Mariani di Central Park

La premiazione di Roy Lancaster con Gianfranco Giustina e Moritz Mantero, presidente di Orticolario

Ecco una galleria di immagini, a cominciare dagli spazi creativi:

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sabbia-tra-le-dita-m-caporali-orticolario-2018

Il vincitori di spazi-creativi: La Topitta di-leonardo-magatti-orticolario-2018

Il vincitori di spazi-creativi: La Topitta di-leonardo-magatti-orticolario-2018

La Topitta di Magatti Orticolario 2018

Spazi creativi: Good vibrations di Stefania Pluchino, Vivaio Leonelli. FOTO DI FEDERICA CORNALBA

Spazi creativi: Good vibrations di Stefania Pluchino, Vivaio Leonelli. FOTO DI FEDERICA CORNALBA

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Installazione di central Park. Foto M. Mariani

Ed ecco alcune foto di piante e di piccoli arredi

Splendida composizione con echinacee e aster di Erbario della Gorra

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aster-ericoides-snow-flurry, Erbario della Gorra

aster-herbstchnee, Erbario della Gorra-

aster-holly-light, Erbario della Gorra

aster-vasterival, Erbario della Gorra

begonia-evansiana-silver-spotted, una varietà con foglie maculate di Il Giardino delle essenze perdute-

fuchsia-regia-giardino-essenze-perdute: una fucsia molto grande con portamento quasi rampicante e rustica

Vivaio Althea con una bella collezione di ellebori

fallopia-japonica-variegata, proposta da Il quadrato di giardino, vivaio specializzato in piante da ombra

caryopteris-divaricata

Un bell’accostamento di hydrangea-arborescens-pink-annabelle-e-muhlenbergia-capillaris

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salvia-indigo-spires

salvia-patens-patio-dark-blue

salvia-theresa

L’allestimento a cura di Silvia Ghirelli di All’origine

L’allestimento a cura di Silvia Ghirelli di All’origine

Uccelli di plastica

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set 25 2018

Maestri di paesaggio 2018: la piazza disegnata da Piet Oudolf a Bergamo alta

bergamo-piazza-oudolf 2018

Quest’anno la piazza vecchia di Bergamo alta è stata disegnata da Piet Oudolf con la collaborazione dei vivai Valfredda che hanno portato circa 15000 piante erbacee secondo le precise indicazioni del plant designer olandese. Interessante vedere il disegno molto preciso di Oudolf dove si distinguono le piante individuali come Helianthus salicifolius, le piante che fanno da matrice come gli Anemone hybr. Hadspen Abundance e infine le piante sparpagliate come Allium ramosum.

Il disegno di Piet Oudolf per la piazza 2018

Ecco alcune immagini di insieme della piazza e di seguito alcuni accostamenti che mi sono piaciuti in modo particolare

bergamo-piazza-oudolf 2018

La piazza di notte

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clematis-heracleifolia-china-purple, una clematide erbacea a lunga fioritura. -bergamo-piazza-oudolf 2018

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Piante individuali a sinistra Molinia Transparent e a destra Helianthus salicifolia. Piazza Oudolf 2018

Imperata-cylindrica-Red-baron-aster-autumn-blue-e-sedum-telephium-bergamo-piazza-oudolf- 2018

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set 25 2018

Workshop Valfredda: Nigel Dunnett, Thomas Rainer e Piet Oudolf

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Nigel Dunnett durante la sua conferenza. Workshop valfredda 2018

Il primo workshop con Nigel Dunnett, professore all’Università di Sheffield e progettista dei pictorial meadows all’Olympic Park e delle nuove aiuole al Barbican di Londra.
Un intervento molto interessante anche per la grande capacità comunicativa del relatore e la sua generosità nell’illustrare i suoi principi e metodi.
Il suo motto è “Inspired by nature, design for people” e anche “My real job is to make people happy”.
Ciò significa che per portare la natura in ambiente urbano, le piantagioni devono essere migliorate rispetto al contesto naturale attraverso l’uso di colori molto vivaci e l’impiego di grandi blocchi di piante. Questo per creare paesaggi che che sappiano offrire forti emozioni e sensazioni di gioia. In una certa misura si tratta di far riaffiorare il bambino nascosto in ciascuno di noi, perchè l’attaccamento alla natura è insito in ogni persona.
Poi, altra cosa importante per Dunnett, essere nella natura è una esperienza immersiva non passiva.
Dalla natura si imparano gli ecosistemi e i modi in cui le piante si associano fra loro.

In generale per Dunnett si tratta di portare il verde in città ma non solo attraverso parchi e giardini ma piuttosto in molteplici luoghi e modi: dai tetti verdi, alle pareti vegetali, alle strade fiorite, ai parcheggi. Solo in questo modo si possono obbligare le persone ad avere un contatto quotidiano con la natura in città.

Riassumendo i suoi principi
- Effetti visuali molto drammatici
- Alto appeal per il pubblico
- interesse distribuito nelle stagioni
- colore
- Biodiversità
- limitato impiego di risorse: poca acqua ed energia, no concimi
- comunità di piante disegnate
- teniche miste: semina, piantagione, piantagione+semina

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bergamo-nigel-dunnett-

bergamo-nigel-dunnett

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Il secondo workshop con Thomas Rainer, architetto paesaggista americano, titolare dello studio Phyto studio.
Rainer propone un approccio al planting design che è una intersezione di orticoltura, ecologia e design.
Partendo dal quesito ‘Come si possono concilirae biodiversità, bellezza e bassa manutenzione’ il pasaggista propone un nuovo approccio basato sulle comunità vegetali progettate.

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bergamo-thomas-rainer

Le piante impiegate dal ‘New perennial style’ sono particolarmente adatte a climi oceanici freddi e umidi, come quelli del nord Europa e sono meno adatte ad altri climi, come quello italiano.

bergamo-thomas-rainer

I principi che distinguono tale metodologia dal planting tradizionale possono essere così sintetizzate: le piante si autodisseminano; le piante operano in comunità; si accettano e non si combattono gli stress del contesto ambientale; bandita la fertilità del suolo; la gestione si concentra sulle comunità.

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bergamo-thomas-rainer

bergamo-thomas-rainer

bergamo-thomas-rainer

Bergamo Piet Oudolf

Il terzo workshop con Piet Oudolf, che non ha bisogno di presentazioni. Durante la mattina Piet ha ripercorso la storia della nascita del vivaio, del movimento New perennial e ha illustrato alcuni dei suoi primi lavori; poi ha illustrato più in dettaglio il suo approccio al plant design con molti esempi progettuali. Nel pomeriggio divisi in gruppi abbiamo fatto una esercitazione di progettazione con piante definite di un paio di aiuole che poi Oudolf ha commentato.

Workshop con Oudolf, bergamo 2018

Bergamo workshop Oudolf: il progetto del nostro gruppo

Le due giornate di workshop organizzate da valfredda hanno offerto una panoramica delle nuove tendenze del planting design, con  molti spunti di riflessione che meritano di essere sedimentati anche attraverso alcune letture più approfondite.
Per citarne solo alcune

N. Dunnet -N. Clayden, Rain gardens
N. Dunnett – J. Hitchmough, Dynamic landscape
T. Rainer – C. West, Planting in a wild post-wild world
P. Oudolf, Hummelo
N. Kingsbury – P. Oudolf, Planting in a new perspective

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set 25 2018

Murabilia. Settembre 2018

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Dopo parecchi anni sono tornata a Murabilia, una mostra sempre molto interessante, cresciuta negli anni non solo per il numero degli espositori ma anche per il ricco programma di eventi, presentazioni di libri e conferenze. Il tema di questa edizione il Giappone.
Molto interessante il giardino di muschio proposto da Mariani del vivaio Central Park

giardino-di-muschio-mariani-murabilia-2018

giardino-di-muschio-mariani-murabilia-2018

giardino-di-muschio-mariani-murabilia-2018- Farfugium crispatum

ginkgo-biloba-variegato-giardino-di-muschio-mariani-murabilia 2018

Prezioso il contributo dell’organizzazione Eta beta onlus – banca dati della biodiversità che presenta una collezione straordinaria di semi di ortaggi.

eta-beta-onlus-banca-dei-semi-murabilia-2018-

Molto interessante la collezione di clematidi del vivaio francese di Nadine Dewost (www.mes-plantes.com)

clematis-princess-kate-murabilia-2018-

clematis-terniflora-murabilia-2018-

Clematis-texensis-prince-william-murabilia-2018

clematis-triternata-rubro-marginata-murabilia-2018-

I Dianthus di Billo

dianthus-wharfiield-wisp-di-billo-murabilia-2018

I bellissimi meli da fiore dei Vivai Sonnoli

malus-red-hobelisk-murabilia-2018

Molto interessante il vivaio Il posto delle margherite

liatris-scariosa-alba-posto-margherite-murabilia-2018

patrinia-scabiosifolia-murabilia-2018-

E poi il vivaio Erbario della Gorra che ci propone sempre, oltre a piante interessanti anche accostamenti molto belli

Echinacea Green Jewel Erbario della Gorra Murabilia 2018

Echibeckia summerina Orange GORRA Murabilia 2018

Un vivaio francese che propone piante da ombra molto particolari è Michel Lumen del Périgord.

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rehmania-elata-michel-lumen-murabilia-2018

Molto poetici e delicati gli accostamenti del giardino vivace

giardino-vivace-murabilia-2018

E per finire il vivaio Althea propone una bellissima collezione di ellebori

ellebori-althea-vivai-murabilia-2018

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lug 19 2018

Ortensie che passione: la collezione di Corinne Mallet nel jardin Shamrock

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Jardin Shamrock è una straordinaria collezione di ortensie, una delle più importanti al mondo, piacevolmente disposte in un giardino di circa 2.5 ettari a Varengeville sur mer: 2000 piante di oltre 1200 varietà collocate secondo la provenienza geografica, soprattutto Giappone, poi America del nord e centrale.
Ad accompagnarci nella visita Robert Mallet il marito della famosa collezionista Corinne. Un paradiso per gli amanti, come me, delle hydrangea. Qui ho fatto molte interessanti scoperte che mi piace condividere.

hydrangea-agrifolia-jardin-shamrock-mallet

hydrangea-arborescens-bella-anna-jardin-shamrock-: simile alla quercifolia per le foglie

hydrangea-blue-bell-jardin-shamrock-: dai fusti neri

hydrangea-eco-pink-pukk- -jardin-shamrock: dal profumo di biancheria pulita

hydrangea-general-patton–jardin-shamrock: rifiorente

hydrangea-macr-lutin-blue-jardin-shamrock-

hydrangea-paniculata-dentelle-de-goron-piccola-e-precoce-jardin Shamrock

hydrangea-paniculata-prim-white: precoce e dak profumo di miele e mandorle

hydrangea-paniculata-shikoku-jardin-shamrock-

hydrangea-petiolaris-silver-lining-jardin-shamrock-: rampicante dalla foglia variegata

hydrangea-seemani-rampicante tropicale sempreverde,Jardin-shamrock-

hydrangea-quercifolia-ice-crystal, con foglia molto incisa,-jardin-shamrock-

hydrangea-ruby-annabelle-jardin-shamrock

hydrangea-sargentiana-jardin-shamrock-

hydrangea-serrata-gaziosa-e-preziosa-jardin-shamrock

hydrangea-serrata-hallisan-jardin-shamrock

hydrangea-serrata-twist-and-show-fiore blu-e-foglie-rosse

hydrangea-cote-dazur–jardin-shamrock-, adatta ad esposizioni soleggiate e zone marine

hydrangea-sikokiana-alta-4-metri-jardin-shamrock-

hydrangea-strong-annabelle: più -vigorosa della comune Annabelle, -jardin-shamrock-

 

 

 

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