set 19 2017

Nature urbane: il festival del paesaggio a Varese dal 29 settembre all’8 ottobre

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Dal 29 settembre all’ 8 ottobre a Varese si festeggia la natura con un ricco programma di eventi intitolato ‘Nature urbane. festival del paesaggio’
Organizzato dall’Amministrazione – in particolare dal sindaco Davide Galimberti, dal vice sindaco e grande arboricoltore Daniele Zanzi e dall’assessore Roberto Cecchi – il festival è un appuntamento davvero imperdibile per tutti gli appassionati di giardini e paesaggi.
Sarà possibile visitare in diversi giorni moltissime ville private con parchi e giardini, i parchi pubblici cittadini con visite guidate. Ci saranno appuntamenti di approfondimento, come la conferenza di Paolo Pejrone sull’architettura del giardino a Villa Panzadi sabato 7 ottobre alle 11 , mostre come quella sull’architettura liberty tra il Sacro Monte e il Campo dei Fiori, letture di Italo Calvino a cura di diversi artisti, eventi per bambini e molto altro ancora.

Ecco il programma http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2017/09/NATURE-URBANE-Programma_generale_DEF.doc

Per prenotare le visite e vedere le schede dei luoghi visitabili consultare il sito http://www.natureurbane.it/

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ago 31 2017

L’estate di troppe fiere. Le riflessioni di un guru dei giardini composte in un ventoso studio in una piovosa giornata di fine luglio. Miahalejon Ashworth

Behind the scenes Barbara Negretti ed Elisa Tomat. Chatsworth 2017

Ospito volentieri le considerazioni, sempre originali e professionali, del mio caro amico Michaeljon Ashworth che ci parla delle manifestazioni orticole di questa estate in Inghilterra. 

I garden show organizzati dalla prestigiosa istituzione RHS-Royal Horticultural Society, Chelsea, Hampton Court, Tatton Park e la lunga lista di flower show continuano a crescere ogni anno. Quest’anno (2017) l’ultima aggiunta alla prospera stagione estiva delle manifestazioni orticole è quella della RHS di Chatsworth: probabilmente la più bella delle locations di questa parata di eventi dedicati alle piante e ai giardini.

L’aggiunta di valore di quest’anno l’attribuisco sia all’interesse del viaggio attraverso l’attraente paesaggio del Peak District National Park sia a Chatsworth House, una straordinaria interpretazione seicentesca della casa di campagna barocca, un palazzo di stile italiano che vanta i rinomati giardini nel vasto parco progettato da Lancelot ‘Capability Brown’ in oltre un decennio a metà del XVIII secolo.
Quest’anno le promesse di Chelsea mi sembravano scarse e per questo motivo me ne sono rimasto a casa, risparmiandomi il viaggio, le spese, le lunghe file e le folle del centro di Londra.
Invece ho seguito i servizi televisivi e mi sono reso conto che BBC dedicava al suo evento floreale preferito almeno 3 ore ogni giorno. La splendida interpretazione di James Basson  del ritorno della natura in una cava maltese di pietra abbandonata mi è sembrata una improbabile scelta del tema. Ma questa installazione ha avuto un grande appeal televisivo e comunicata come una romantica rovina in mezzo al paesaggio selvaggio. Questo progetto ha avuto pochi concorrenti dato che quest’anno il motto era disertare Chelsea, sia a causa del dopo Brexit che della scarsità di prestigiosi designer al Chelsea.

Sia il padiglione della manifestazione floreale che la parte dei giardini temporanei, erano molto più accessibili dai visitatori proprio perché c’era circa la metà ( o forse meno) degli abituali show gardens.

E per essere onesti la gran parte dell’eterno fascino di Chelsea dipende proprio dai costosi giardini sponsorizzati dalle maggiori aziende.

L’incanto è rotto se noi vediamo soltanto ciò che possiamo godere comodamente stando a casa o possiamo acquisire know how professionale difficilmente spendibile per i nostri più modesti clienti.

Ma io non sono rimasto a casa per Chatsworth! Meritano da soli una sosta e una visita il palazzo e i suoi giardini che da oltre 50 anni frequento senza mai stancarmi.

Dan Pearson, due anni fa, ha portato Chatsworth a Chelsea e il suo omaggio al giardinaggio naturale in un ambiente boschivo è stato un vero trionfo.

La manifestazione di Chatsworth – che si è tenuta per la prima edizione agli inizi di giugno e che sarà replicata nel 2018 dal 6 al 10 giugno – ha scontato una settimana di tempo atroce superato dal consueto sangue freddo britannico.

Gli show gardens nel bellissimo contesto di Chatsworth sembravano veri giardini . Questa mi sembra che sia la formula delle manifestazioni orticole del futuro. Al posto del lusso e dell’eccesso di Chelsea, dello scarso livello di agio di Hampton Court  e di Tatton park, Chatsworth è un memorandum di concetti del passato (modestia), della naturalezza (rispetto dell’ambiente) e della contemporaneità (accessibilità e disponibilità). Una manifestazione dedicata alla fattibilità e illuminata dalle solari promesse di essere ‘client friendly’ a casa propria.

L’estate di troppe fiere è diventata il trionfo della nuova Chatsworth e un omaggio al passato guardando al futuro con occhi contemporanei. Un brindisi alla prossima edizione 2018!

Eco alcune immagini degli show gardens a Chatsworth

The IQ Quarry Garden, Best Show Garden at the RHS Chatsworth Flower Show Credit: Andrew Fox for the Telegraph

The Bug Hotel Competition. Schools were challenged to create insect habitats Credit: Andrew Fox

Brewin Dolphine garden. Foto scaricata dal sito RHS

Jackie Knight’s Just Add Water. Foto scaricata dal sito RHS

Path of Least Resistance. Foto scaricata dal sito RHS

Behind the scenes, di Barbara Negretti ed Elisa Tomat. Foto scaricata dal sito RHS

Per informazioni sulla prossima edizione di RHS Chatsworth vedi https://www.rhs.org.uk/shows-events/rhs-chatsworth-flower-show

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ago 31 2017

Giardini sospesi di Patrizia Pozzi a Varese

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Giardini sospesi, progetto paesaggistico di Patrizia Pozzi per un complesso residenziale in via Borghi a Varese. Il centro del giardino con lo specchio d’acqua.

Sono andata a visitare il giardino pensile progettato da Patrizia Pozzi per un complesso residenziale a Varese nell’ex area industriale SKF, inaugurato nel 2015.

Un giardino condominiale tutto su soletta, su un substrato in perlite all’insegna della semplicità, della bassa manutenzione e della fruizione dei residenti.
Pochi elementi assai ben combinati: un boschetto di betulle, qualche Gingko, faggi, Cornus florida e una cortina di bamboo.
Forme ben definite a trapezio, uno specchio d’acqua, una bella cortina di bamboo a fare da schermo al giardino in grossi contenitori di corten disegnati a zig zag per movimentare sapientemente i confini dello spazio.
Un boschetto di betulle a ceppaia su un terreno ondulato.

Un bel progetto di giardino condominiale che può essere un modello per altre esperienze.

Per info vedi http://www.patriziapozzi.it/progetti/green-roof/920-510-2015-giardino-varese-giardini-sospesi.html

Ecco alcune immagini

Giardini sospesi, progetto di Patrizia Pozzi per un complesso residenziale in via Borghi a Varese. Plastico

Giardini sospesi, progetto paesaggistico di Patrizia Pozzi. Il boschetto di betulle

L’area giochi

La scultura di un cavallo composta come un puzzle da tanti elementi di ferro che si combinano allo sguardo

Gingko biloba accanto alla schermatura di bamboo

L’andamento a zig zag della schermatura di bamboo

 

 

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ago 31 2017

Installazione verde a Monza dal 28 agosto fino al 3 settembre

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Nel weekend del Gran Premio, la Scuola Agraria del Parco di Monza porta nel centro storico del capoluogo brianzolo un’installazione verde da ben 500 metri quadri

Monza, 28 agosto 2017
Rive, boschi e campagne ma anche orti urbani e paesaggi eduli per gli uccelli, tutti i principali habitat del territorio condensati all’interno di un unico giardino temporaneo, che verrà installato a Monza in piazza Trento e Trieste, da venerdì 1 a domenica 3 settembre, in occasione del weekend del Gran Premio d’Italia. La realizzazione del giardino è opera della Scuola Agraria del Parco di Monza in collaborazione con lo studio di progettazione monzese Lefty Gardens.

L’IDEA PROGETTUALE: BRIANZA IN A NUTSHELL
Cinque micropaesaggi allestiti come un unicum, senza soluzione di continuità, una sintesi che intende rievocare, attraverso l’allestimento e la vegetazione, i tratti salienti del paesaggio della Brianza, intesa come area geografica interclusa idealmente dall’Adda a est e dal Seveso a ovest, dal lago di Como a nord e dall’hinterland milanese a sud. Dal punto di vista paesaggistico, il territorio brianteo è infatti molto più eterogeneo e variegato di quello che si è portati a pensare: è un insieme di aree pianeggianti e colline, movimentata da campi coltivati, boschi, corsi d’acqua, laghi e catene montuose sullo sfondo che la avvolgono su tre lati.

In pillole le cinque aree del giardino, che sarà organizzato attraverso un breve percorso didattico guidato e illustrato:

Bosco Planiziale
Portiamo un piccolo bosco in città con una selezione di querce, carpini, frassini e altri alberi autoctoni, e e relativo sottobosco, che caratterizza i boschi briantei e che un tempo dominava la Pianura Padana

Fascia Ripariale
Esempio di macchia igrofila e vegetazione ripariale che cresce spontanea lungo rive di fiumi e specchi d’acqua, costituita soprattutto da salici, ontani, graminacee acquatiche e palustri

Campagna Irrigua
Un allestimento con vite “maritata”, prateria di graminacee ornamentali e campi fioriti per rievocare il grande “disegno agricolo” praticato dall’uomo nel corso dei secoli
Edible Landscape
Un paesaggio bucolico di frutti e bacche, un “birdgarden” in sintonia con la natura e l’avifauna, per non dimenticarci che non siamo gli unici animali che abitano il pianeta

Orti e Permacultura
Gli orti della tradizione rivisitati secondo i moderni criteri etici, vede allestito un esempio di orto produttivo sostenibile con annessa stazione didattica per fare il compost

I numeri del giardino
500 metri quadrati complessivi
20 alberi
50 arbusti
100 graminacee ornamentali
100 erbe acquatiche
300 erbacee perenni
150 metri quadrati di tappeto erboso
Gli alberi verranno fatti arrivare direttamente da Pistoia, il centro florovivaistico più importante d’Europa, tutte le graminacee e le piante acquatiche sono state selezionate al vivaio Cascina Bollate mentre le erbacee perenni arrivano da vivai locali.

SCUOLA AGRARIA DEL PARCO DI MONZA
Fondata nel 1902, la Scuola Agraria del Parco di Monza è Centro di Formazione Professionale di riferimento su scala nazionale per tecnici e operatori del verde, giardinieri, arboricoltori e forestali, florovivaisti, fioristi, progettisti del verde. Già Ente morale dal 1920, accreditata dalla Regione Lombardia, certificata UNI EN ISO 9001:2008 e qualificata come Ente di Ricerca, da oltre 25 anni la Scuola promuove cultura e formazione del verde ornamentale e territoriale dell’agricoltura multifunzionale, con particolare riferimento all’ortoterapia, della valorizzazione ambientale, della gestione sostenibile dei rifiuti. Le attività formative della Scuola riguardano in particolare: Giardinaggio, Progettazione del Verde, Arboricoltura e Tree climbing, Agricoltura multifunzionale, Ortoterapia, Terapia orticolturale, Composizione floreale.
www.monzaflora.it

I PROGETTISTI
Lefty Gardens è il team di landscape designer che ha curato la progettazione e la direzione dei lavori di questo giardino temporaneo. Esperti di architettura e progettazione del verde, Walter Coccia e Davide Cerruto progettano e realizzano giardini su piccola e larga scala, dal terrazzo privato al grande parco pubblico curando ogni passaggio, dallo studio funzionale fino al progetto esecutivo, che include la scelta e la collocazione di ogni singolo albero, arbusto e rampicante.
www.leftygardens.com

Per saperne di più

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ago 17 2017

Agosto nel giardino

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Hibiscus moscheutus

Nel mio giardino quest’anno ci sono molte fioriture: un profluvio di anemoni giapponesi, le ortensie, le lantane, gli ibiscus, le fucsie magellanica e altro ancora.

Anemoni hupehensis e fuchsia magellanica rossa e rosa pallido

Un’altra aiuola di varietà di anemoni giapponesi

Grande soddisfazione da Anemone ‘Prinz heinrich’ di colore rosa acceso a fiore doppio più tardivo degli hupehensis, di altezza sui 70 cm: si è allegramente propagato nel giardino

Mi ha dato molta soddisfazione Hibiscus moscheutus che mi ha regalato una serie di spettacolari fiori bianchi.
Poi i piccoli fiori di Euphorbia marginata, le stelline violette di Barchicoma multifida, una perenne australiana, il violetto di Trachelium coeruleum, le foglie così eleganti e luminose di Trichostema variegata. Molti sono doni delle mie care amiche appassionate giardiniere.

Euphorbia marginata

Trachelium coeruleum

In primo piano le margheritine di Brachicoma multifida che si mescolano ai fiori di Lantana montevidensis

Le belle foglie della perenne da ombra Trichostema variegata

Il giardino di Maria Grazia Campagnani regala sempre quadri di grande bellezza anche in questo periodo.

L’angolo delle erbe ornamentali nel giardino Campagnani

Uno dei laghetti nel giardino Campagnani


In una delle aiuole su treppiedi un’allegra scenografia dei fagioli fioriti di rosso e di bianco

 

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ago 17 2017

A proposito di High Line

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Sky garden Seoul

Ho trovato davvero molto interessanti due servizi apparsi su The Guardian che discutono del modello High Line, del progetto fallito del parco lineare sul ponte a Londra e ci raccontano del successo di un recente progetto di parco lineare sospeso a Seoul.
Grazie all’amica Barbara Fenati che segue regolarmente l’ottimo quotidiano britannico.

Sarebbe davvero utile che la stampa italiana ospitasse finestre sulle grandi città del mondo come fa, con la grande professionalità del giornalismo d’inchiesta inglese, il Guardian.

Ho molto amato e apprezzato High Line di New York ma mi ha interessato leggere anche delle ombre di questo peraltro prezioso progetto.

Il confronto critico è un grande alimento che nutre i nostri spiriti un pò assopiti.

Ecco i links ai due articoli

https://www.theguardian.com/cities/2017/may/19/seoul-skygarden-south-korea-london-garden-bridge

https://www.theguardian.com/cities/2017/aug/15/new-york-high-line-crowd-london-garden-bridge-urban-design

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ago 17 2017

Cartoline dai giardini di Buenos Aires di Marisa Aresi

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Erythrina christa galli

L’amica Marisa Aresi mi manda alcune parole ed immagini da Buenos Aires dove è ritornata a luglio.

Buenos Aires Rosedal del parco Palermo

Buenos Aires è una città molto verde e fiorita anche in inverno, dato che in questa stagione la temperatura oscilla tra +5° e +20; fiori come la stella di Natale sono alberi lungo le strade (vedi foto), come pure Erythrina crista galli (vedi foto).

Stella di natale – Euphorbia pulcherrima

Il più grande parco della città è il Parque bosques de Palermo, 370 ettari con 4 laghi, prati, piste ciclabili, costituito a metà 800, ospita quindi alberi centenari; ospita anche un museo, l’orto botanico, il planetario, il giardino giapponese, il giardino zoologico ed un grande roseto, Rosedal, che in 3 ettari propone circa 18.000 piante di rose.

In inverno le rose sono ancora tutte in fiore. Mentre le fotografavo i giardinieri le stavano tagliando per la potatura di fine inverno, sacrificando cosi bellissime fioriture.

Su questi alberi centenari nidifica l’hornero (Furnario Rufus Rufus) (vedi foto), un uccello che fa un nido che assomiglia ad un forno, da qui il nome. E’ stato scelto a suo tempo, con una votazione dei bambini di tutte le scuole elementari, come uccello nazionale proprio per questa sua curiosa caratteristica, sbaragliando condor ed altri animali molto comuni dell’Argentina.

Furnario Rufus Rufus

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ago 17 2017

Fioriture di fiori di loto sul lago di Comabbio

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Lago di Comabbio: i fiori di loto

Inizi di agosto: le ultime fioriture dei loti sul lago di Comabbio vicino a Ternate.

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lug 11 2017

Un giardino all’insegna di piante particolari

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Sono tornata, in una gita organizzata dall’Associazione Piante guerriere, al giardino dei coniugi Bettin a Somma Lombardo.
Un giardino pieno di suggestioni, all’insegna di piante assai ben curate e utilizzate in maniera insolita, come ad esempio le pareti di ortensie, o la Choysia utilizzata a spalliera. certo il motivo è ottimizzare lo spazio non enorme del piccolo giardino, ma la perizia giardinistica del proprietario e la sua creatività sono veramente notevoli.

Moltissime ortensie insolite e anche tante altre specie particolari.
Sono venuta via carca di preziose talee!

choysia-ternata-parete-giardino-bettin

citrus-ichangensis-: un agrume rustico

fatsia-japonica-variegata-giardino-bettin

Tante ortensie ben collocate lungo sentieri ombreggiati

Una bella scenografia con sullo sfondo una grande Gunnera

heliotropium-e-papavero-california-giardino-bettin

hybiscus-siriacus-fiore-doppio-giardino-bettin-

hydrangea-ayesha-giardino-bettin

hydrangea-domotoi-giardino-bettin-

hydrangea-magical-giardino-bettin

hydrangea-mirage-giardino-bettin

hydrangea-nigra-giardino-bettin

Una bellissima parete di ortensie

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hydrangea-quercifolia-snow-flake-giardino-bettin

Hydrangea Tovelit, ottima come tappezzante

Schisandra chinensis, giardino Bettin

 

 

 

 

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lug 11 2017

Islanda: Reykjavik

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Un murale su una casa nel centro di Reykjavik

La capitale dell’Ilsanda è una città molto interessante, vivace, con alcune architetture sia contemporanee che  del XX secolo piuttosto interessanti. Suggestiva la posizione e molto estese le aree verdi, un grande parco e un notevole giardino botanico che vi presento in un altro post.

Harpa la nuova concert hall affacciata sul porto, progettata dallo studio daneseHenning Larsen Architects in collaborazione con l’artista danese-islandese Olafur Eliasson e ianugurata nel 2011

Harpa

Interni della concert hall

Hallgrimskirkja, la gigantesca chiesa luterana commissionata nel 1937 all’architetto di stato Guðjón Samúelsson. Tuttavia, si diede inizio alla costruzione dell’edificio soltanto nel 1945, al termine della seconda guerra mondiale, e la struttura fu completata dopo 38 anni di lavoro, nel 1983.

hallgrimskirkja

Un piccolo percorso alberato con Alchemilla mollis al piede degli alberi e sullo sfondo la grande chiesa

Reykjavik

Ci sono tanti piccoli giardini ben curati annessi alle case del centro

Una tipica costruzione del centro storico

reykjavik-museo-darte-amsmundur-sveinsson coo annesso un giardino di sculture. L’architettura firmata dallo scultore si richiama esplicitamente alle case greche e in parte all’Egitto

reykjavik-interni del museo-darte-amsmundur-sveinsson-

reykjavik-museo-darte-amsmundur-sveinsson: il giardino di sculture

reykjavik-museo-darte-amsmundur-sveinsson

Un gruppo di giovani volontari cura la manutenzione del giardino, come in altri luoghi islandesi

 

 

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