nov 17 2017

Il giardino delle camelie: Villa Motta a Orta

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Villa Motta, Orta: l’affaccio sul lago

A fine ottobre sono andata con un gruppo di soci dell’Associazione Piante guerriere a visitare il bel parco di Villa Motta a Orta, affacciato sul bellissimo lago, in una interessante visita guidata da Gian Marco e Mirella Motta . Un giardino ottocentesco di collezione: il proprietario, Gian Marco Motta, è tra i più grandi collezionisti italiani di Camellia sasanqua e possiede alcune rarità botaniche del genere Camellia. Il parco è in una splendida posizione con affaccio sul lago d’Orta e a primavera è un tripudio di fioriture di azalee e rododendri. Un’altra passione del proprietario sono gli osmanti, in alcuni esemplari davvero notevoli. Notevoli anche gli abeti del Caucaso.
Il parco è visitabile su prenotazione. Per info www.villamotta.it.

Ecco alcune immagini del giardino e di alcune piante della collezione

Villa Motta, Orta

Villa Motta, Orta

Villa Motta, Orta

Villa Motta, Orta

Villa Motta, Orta

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nov 16 2017

Venezia: Biennale arte e mostre

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Due giorni intensi a Venezia per visitare la Biennale Arte e altre mostre ormai sul finire. Come sempre, per quanto mi riguarda, ho trovato più interessanti le opere e le installazioni presentate alle corderie dell’Arsenale. Sarà perchè io trovo talmente suggestivo e straordinario questo luogo.
Ai giardini tra i padiglioni nazionali ho trovato molto bello quello della Danimarca che ospitava la mostra “Influenza: Theatre of Glowing Darkness”  di Kirstine Roepstorff . Il progetto intende sfidare il visitatore a concepire l’oscurità come qualcosa di incandescente, dotata di una forza, di un’energia, quindi con valenza positiva.

Padiglione Danimarca

Padiglione Danimarca

Padiglione Danimarca

Giardino di Scarpa

Giardino di Scarpa: Performance di Lee Mingwei

Tra le opere esposte alle corderie ho trovato meravigliosi gli insoliti ricami di Maria Lai e le maschere del cileno Bernardo Oyarzùn.

Tovaglia d’altare di Maria Lai

Tovaglia d’altare di Maria Lai

Libri ricamati di Maria Lai

Michelle Stuart

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biennale-arsenale-corderie: Bernardo Oyarzùn, Cile

biennale-arsenale-corderie: Bernardo Oyarzùn, Cile

Molto interessante la retrospettiva dedicata a Michelangelo Pistoletto sull’isola di San Giorgio Maggiore.

Perimetro sospeso. Love difference, M. Pistoletto. Chiesa San Giorgio Maggiore

M. Pistoletto, Cuba, serigrafia su acciaio

M. Pistoletto, Venere degli stracci

Ma forse, anzi sicuramente, la mostra più bella e suggestiva è Intuition ospitata a Palazzo Fortuny. Si tratta della sesta e ultima mostra curata da Daniela Ferretti e Axel Vervoordt. Una esplorazione dei tanti e diversi modi in cui l’intuizione ha plasmato l’arte, in aree geografiche, culture e generazioni diverse: da artefatti antichi, come gli stupendi menhir esposti a piano terra, ad opere moderne e contemporanee e performance tutte legate al concetto di intuizione, di sogno, di telepatia, di fantasia paranormale, meditazione, potere creativo, fino all’ipnosi e all’ispirazione.
Tra le frasi evocative sul concetto di intuizione bellissima quella di Albert Einstein ‘I believe in intuition and inspiration. Imagination is more important of knowledge’.

Intuition, Palazzo Fortuny: menhir

Intuition, Palazzo Fortuny. Anish Kapor, White dark

Il cortile di Palazzo Fortuny

Intuition Palazzo Fortuny. Senkichiro Nasaka

Intuition Palazzo Fortuny: uno straordinario tendone tutto composto da materiali riciclati come etichette dei tappi di champagne

Archive of mind, di Kimsooja: una installazione composta da sfere di argilla (che ogni visitatore può comporre e aggiungere) disposte su un lungo tavolo di legno di forma ellittica

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ott 30 2017

Cotswold: Viaggio tra i colori autunnali in Inghilterra

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Un tipico villaggio delle Cotswold, Snowhill

Sono tornata, dopo qualche anno di assenza, in Inghilterra per un breve tour, organizzato da Viaggi floreali, in quel bellissimo territorio dei Cotswold, a un paio d’ore di macchina da Londra. Un grande territorio che abbraccia 6 contee e che è un insieme molto armonico di piccoli villaggi dalle architetture omogenee contraddistinte dal color miele della pietra calcarea locale, di dolci colline, di passcoli e campi a perdita d’occhio, con le tradizionali siepi miste di confine. Scene davvero bucoliche e molto rasserenanti. E poi tanti parchi, arboreti e giardini.

I caratteristici muretti a secco che finiscono con le pietre disposte di piatto

Le case spesso sono ricoperte di vegetazione e hanno tutte o piccoli giardini o comunque aiuole ben curate davanti

Lunghe siepi in forma, soprattutto di tasso, ma anche di carpino, faggio o bosso

Un meraviglioso cotoneastro (forse lacteus) carico di bacche rosse

Stanton Village: spesso sulle pareti sono collocati alberi

Un bel particolare della pavimentazione in ghiaia con passi persi di pietra

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ott 30 2017

Cotswold: un giardino privato che si ispira a Piet Oudolf

Pettifers gardens. Dove ora si trovano i due tassi arrotondati prima c’era un arco di rose per sottolineare la vista del paesaggio. Bello e originale il cambiamento.

Tra i giardini che ho visitato nei Cotswold con Viaggi floreali il più intrigante è Pettifers di Gena Price, la proprietaria che da totale autodidatta ha iniziato circa 20 anni fa la costruzione del suo giardino sperimentando diversi approcci e scegliendo alla fine di ispirarsi al New perennial movement olandese di Oudolf e altri. Si intuisce guardando il giardino la grande creatività della proprietaria e la padronanza del giardinaggio – nei lavori del giardino che è sempre in ripensamento in qualche parte Gena è aiutata dalla sua giardiniera Polly Stevens che ci ha accolti nel giardino.

Prima di questo meraviglioso giardino avevamo visitato il giardino di Bourton House. Curatissimo, ordinatissimo, complicatissimo e di manutenzione maniacale. La cosa sorpendente è che il giardino è affollato di piante delicate che sono interrate e poi tolte nel periodo invernale. Il che francamente mi sembra assurdo. Come mi pare superato questo stile di giardino che al di là dei suoi pregi estetici è così immobile nella sua perfezione. un poco imbalsamato.

La lezione olandese di Oudolf, ma non solo, è quella di proporre quadri dinamici, spettinati nei quali le piante sono apprezzate non solo per le grandi fioriture.

In entrambi i luoghi il paesaggio è catturato nel giardino, ma a mio parere in quello di Pettifers la relazione con il paesaggio è più dinamica e meno scontata.

Detto questo anche nel giardino di Bourton house ho trovato scorci intriganti e piante interessanti.

Ecco alcune immagini di Bourton House garden per iniziare

Bourton House garden

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Bourton House garden

Fuchsia arborescens, Bourton House garden

Le bella campanelle gialle di una erbacea che sopporta anche l’ombra, Kirengeshoma palmata. Bourton House garden.

Ecco alcune immagini di Pettifers garden.

La bravissima giardiniera Polly Stevens

Pettifers garden. La parte del giardino davanti alla casa.

In primo piano un ciuffo di Hakonechloa macra e sullo sfondo un Cornus controversa variegato. Pettifers garden

Un angolo tappezzato da Epimedium. Pettifers garden

Lo sguardo sul paesaggio: in primo piano Cortaderia Richardii. Pettifers garden

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Calamagrostis Karl Foerster e brachitricha. Pettifers garden

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Pettifers garden

Pettifers garden

Pettifers garden

Particolare della pavimentazione. Pettifers garden

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ott 30 2017

Cotswold: arboreti, parchi paesaggistici

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Le gigantesche sequoie nell’arboretum di Badsford.

In quattro giorni ho visitato un certo numero di parchi e giardini. Purtroppo a causa del vento ho perso Hidcote che non ho mai visto.

In questo autunno con temperature ancora alte i colori autunnali erano solo agli inizi ma stupendi gli esemplari arborei dei parchi e dei giardini a Blenheim, nell’arboreto di Batsford (creato a fine 1800 da un diplomatico inglese che poi lo ha donato a una fondazione), nel giardino paesaggistico di Sezincote – con corsi d’acqua, alberi secolari e un’opera inconsueta costituita da un palazzo rajastani degli inizi del 1800 che si affaccia sulle distese di pascolo. Molto interessanti i lunghi bordi misti di Waterperry gardens – sede della storica scuola agraria per signore e ancora oggi centro di formazione con molti seminari della RHS.
Interessanti i vivai dell’arboretum e di Waterperry dove ho trovato alcune piante interessanti (ma solo da guardare, per la difficoltà di riportarle in aereo).
Sui giardini privati alcune riflessioni e immagini nel prossimo post.

Ecco una galleria di fotografie

Acer palmatum Sango kaku. Arboretum di Batsford

Magia delle foglie. Arboretum di Batsford

Arboretum di Batsford

Un grosso fico fatto crescere a spalliera sul muro. Arboretum di Batsford

Filari di Gingko biloba. Arboretum di Batsford

Hebe pinguifolia Sutherland. Vivaio Batsford

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Blenheim, uno dei principali interventi paesaggistici di Capability Brown.

Blenheim, uno dei principali interventi paesaggistici di Capability Brown.

Blenheim, uno dei principali interventi paesaggistici di Capability Brown.

Blenheim, uno dei principali interventi paesaggistici di Capability Brown.

Sezincote gardens: il palazzo in stile rajastani e il giardino restaurato a fine anni ’60 da Graham Stuart Thomas.

Sezincote gardens: il giardino restaurato a fine anni ’60 da Graham Stuart Thomas.

Sezincote gardens: il palazzo in stile rajastani e il giardino restaurato a fine anni ’60 da Graham Stuart Thomas.

I pascoli su cui si affacciano il palazzo e i giardini, totalmente aperti sul paesaggio agricolo.

Sezincote

Sezincote

Waterperry gardens

Waterperry gardens

Giardino alpino. Waterperry gardens

Magia delle foglie. Waterperry gardens

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Una alternativa ai piccoli bossi a sfera: pittosporum-tenuifolium-golfball-waterperry

 

 

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ott 30 2017

Cartoline da Napoli

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La suggestiva scultura di Mitoraj tra i resti archeologici di Pompei.

Dopo tanti anni di assenza da questa splendida città, ho trovato Napoli in splendida forma: strade pulite senza immondizia (almeno in tutto il centro), traffico automobilistico vietato nel centro e in parte del lungomare: il sindaco sta facendo un buon lavoro, nonostante le tante critiche. E tantissimi turisti.

Detto questo a Napolici sono veramente tanti luoghi di interesse, oltre al piacere di girovagare per le strade del centro, per i quartieri spagnoli, per il quartiere Sanità, o di arrampicarsi con la funicolare al Vomero per godere di viste stupende. Poi ho scoperto, grazie alla segnalazione dell’amica Donatella, il complesso archeologico di Posillipo con l’incredibile grotta di Seiano che dà accesso alla baia di Gaiano con i resti del teatro e della domus patrizia romana. Le visite al complesso sono assicurate da personale molto competente dell’Associazione Gaiola che assicura la manutenzione del sito e organizza molti eventi anche teatrali nel periodo estivo.
Anche l’orto botanico è stata una felice sorpresa per la buona manutenzione e per la ricchezza botanica; molto interessante il piccolo museo paleobotanico ed etnobotanico. E poi Capodimonte…

Ecco alcune immagini

Il giardino, inaspettato, del B6B Giardino segreto che si trova nell’animata via Foria proprio in faccia all’Orto botanico.

Il Palazzo cosiddetto dello Spagnuolo, edificio stupendo settecentesco nel quartiere Sabità, in via delle Vergini. Qui tra gli altri hanno girato alcune scene del film Passione di Turturro.

Orto botanico di Napoli: la collezione di felci arboree, una delle più importanti in Europa.

L’area desertica dedicata alle succulente nell’orto botanico di Napoli.

Un bellissimo esemplare di Chorisia insignis in piena fioritura.

Uno dei tanti pannelli didatticii nel museo di paleobotanica.

L’interno della Grotta di Seiano, un’opera monumentale lunga quasi un km che taglia la collina di Posillipo e fu fatta costruire nel I secolo d.C. dai romani per dare accesso alla domus e al teatro affacciati sulla baia di Gaiano

Il complesso archeologico di Posillipo con il teatro di 2000 posti e i resti della domus patrizia di Publio Vedio Pollione.

Lo stupendo affaccio sulla baia di Gaiola.

Vista della città dal Vomero.

Un’altra scultura di Mitoraj donata dall’artista a Pompei.

Pompei

L’incredibile folla di turisti a Pompei ai primi di ottobre.

Mosaico nella casa di Nettubo e Anfrite a Ercolano.

Casa di Nettuno e Anfrite a Ercolano.

Casa di Nettuno e Anfrite a Ercolano.

Vista da Capodimonte

Scorci del parco paesaggistico di Capodimonte.

Parco di Capodimonte

Ceramiche nel Gabinetto cinese all’interno della Reggia di capodimonte.

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ott 30 2017

L’orto botanico Carlos Thais di Buenos Aires. Un commento con immagini di Marisa Aresi

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Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Per chi a Buenos Aires volesse passeggiare lungo viali ombrosi, con grandi piante esotiche, aiuole colorate piene di salvie che attirano colibrì e profumate lantane che attirano le farfalle o sedersi per ammirare piante grasse alte diversi metri, deve andare all’orto botanico di Buenos Aires, situato al centro dell’elegante quartiere Palermo.
7 ettari di piante provenienti dai 5 continenti, 5 belle serre che qui chiamano invernaculos, molto rigoglioso e pieno di zone ombrose dovute ad alberi secolari dato che questo giardino risale alla fine del 1800.
Non ci si deve stupire se si vede un gatto dormire tra i fiori, ce ne sono una quarantina, tutti in cerca di adozioni e curati dai volontari.
Unico neo: non tutte le essenze sono cartellinate, cosa interessante l’ingresso è gratuito ed è l’ideale per una sosta verde per i turisti.

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

Petraea volubilis. Orto botanico di Buenos Aires. Foto M. Aresi

 

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set 26 2017

Un giardino di un vero appassionato collezionista di piante: Mario Molteni

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Hydrangea Merveille sanguine. Giardino Molteni

Ho visitato di recente il bel giardino di Mario Molteni vicino a Como, un appassionato collezionista di piante molto belle e anche insolite. Un giardino molto grande con tanti angoli diversi, grandi prati, conifere di vario tipo alcune potate alla giapponese, un laghetto e appunto tante piante da scoprire.

Una lunga siepe di Choisya ternata Sundance. Giardino Molteni

Una bellissima dafne dalle foglie variegate: Geisha girl. Giardino Molteni

Hibiscus syriacus variegato. Giardino Molteni

Una ortensia rampicante sempreverde: Hydrangea seemanii. Giardino Molteni

Una mahonia dalle foglie sottili: eurybracteata. Giardino Molteni

Picea Albertiana conica. Giardino Molteni

Anemone bianco a fiore doppio: Whirlwind

Tinantia: bello il contrasto tra il fiore viola e le foglie scurissime. Giardino Molteni

Trachelospermum Tetha. Giardino Molteni

Vitis vinifera purpurea. Giardino Molteni

Giardino Molteni

Giardino Molteni

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set 26 2017

Ritorno al giardino di Marina Mondello. Settembre 2017

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Un bel contrasto di foglie: quelle porpora di Perilla fruticosa, quelle variegate di Hosta e i fiorellini di Begonia grandis Evansiana. Giardino di M. Mondello

E’ sempre un grande piacere tornare a vedere giardini amati. Quello di Marina Mondello è sempre in movimento e mi regala nuove suggestioni ogni volta che lo visito. Bellissimi i contrasti di tessiture e di colori delle foglie
Un mio articolo sul giardino è comparso tempo fa su Gardenia http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2013/07/GA_350_Mondello_txt.pdf

Marina inserisce vasi colorati e tanti piccoli oggetti da lei stessa realizzati. In primo piano Imperata cylindrica. Giardino di M. Mondello

Giardino di M. Mondello

Giardino di M. Mondello

Giardino di M. Mondello

Giardino di M. Mondello

Giardino di M. Mondello

Pennisetum viridescens. Giardino di M. Mondello

 

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set 26 2017

Maestri del paesaggio 2017: International Meeting

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Una delle immagini proiettate da Perry Lethlean dello studio australiano TCL

Il meeting, dedicato al tema Cool Landscape, ha visto la partecipazione di 7 paesaggisti e di uno straordinario personaggio tra arte e impegno sociale sul territorio, Antonio Presti.

Uno dei progetti di Filippo Piva dello studio Pampa, Ecoarea, intervento paesaggistico in un’area industriale sostenibile

Giardino privato, progetto di Filippo Piva studio Pampa

Ho trovato molto interessante la relazione del paesaggista italiano Filippo Piva: ho apprezzato i suoi progetti originali e con un bell’impianto vegetale e la sua modalità di comunicazione che ha saputo coniugare la testimonianza personale, anche autobiografica, con un autentico understatement, che considero una qualità rara nei nostri tempi.
Qualità che ho trovato del tutto assente nella presentazione così autoreferenziale di Michel Péna che purtroppo ci ha mostrato pagine del suo libro (JOUieR le paysage) e non ha presentato, se non in modo marginale, i suoi progetti peraltro molto interessanti (l’ultimo dei quali è Promenade du Paillon a Nizza, di cui ho parlato sul blog tempo fa http://www.giardininviaggio.it/promenade-du-paillon-a-nizza).

Watrìerfront Sjovistorget, progetto dello svedese T. Andersson

Molto interessanti i progetti di waterfront dello svedese T. Andersson, bella la ricerca di ispirazione dai paesaggi mediterranei della coppia inglese Hellen e James Basson, ma meno convincente a mio parere il loro progetto del Chelsea che pure ha guadagnato il prestigioso premio Best in show di quest’anno. Sarà che ultimamente trovo troppo costosi e troppo complicati i giardini del Chelsea Flower Show.

James hellen Basson: ispirazione dalla vegetazione mediterranea

Il progetto vincitore del Chelsea 2017 ispirato ad una cava dell’isola di malta. Progetto di James ed Hellen Basson

Straodinari i progetti dello studio australiano TCL presentati da uno dei partner Perry Lethlean: in primis l’orto botanico di Melbourne, ma anche l’ultimo progetto ancora in corso, il National Arboretum a Canberra.

Orto botanico di Melbourne. Studio TCL

Orto botanico di Melbourne, studio TCL

Travolgente e appassionante la relazione di Antonio Presti, artista e mecenate siciliano, artefice di Fiumara d’arte, un monumentale parco di sculture monumentali e di tanti altri bellissimi interventi di partecipazione sociale (per info vedi http://www.ateliersulmare.com/it/press/biografia-presti.html).

Fiumara d’arte: opera di Consagra ‘La materia non poteva esserci’

Il tema della prossima edizione 2018 sarà PLANT LANDSCAPE e il progettista della piazza PIET OUDOLF. Maestri di paesaggio sarà anche presente al Vittoriale di Gardone con un seminario su Landscape and Tourism.



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