lug 11 2017

Un giardino all’insegna di piante particolari

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Sono tornata, in una gita organizzata dall’Associazione Piante guerriere, al giardino dei coniugi Bettin a Somma Lombardo.
Un giardino pieno di suggestioni, all’insegna di piante assai ben curate e utilizzate in maniera insolita, come ad esempio le pareti di ortensie, o la Choysia utilizzata a spalliera. certo il motivo è ottimizzare lo spazio non enorme del piccolo giardino, ma la perizia giardinistica del proprietario e la sua creatività sono veramente notevoli.

Moltissime ortensie insolite e anche tante altre specie particolari.
Sono venuta via carca di preziose talee!

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citrus-ichangensis-: un agrume rustico

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Tante ortensie ben collocate lungo sentieri ombreggiati

Una bella scenografia con sullo sfondo una grande Gunnera

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Una bellissima parete di ortensie

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Hydrangea Tovelit, ottima come tappezzante

Schisandra chinensis, giardino Bettin

 

 

 

 

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lug 11 2017

Islanda: Reykjavik

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Un murale su una casa nel centro di Reykjavik

La capitale dell’Ilsanda è una città molto interessante, vivace, con alcune architetture sia contemporanee che  del XX secolo piuttosto interessanti. Suggestiva la posizione e molto estese le aree verdi, un grande parco e un notevole giardino botanico che vi presento in un altro post.

Harpa la nuova concert hall affacciata sul porto, progettata dallo studio daneseHenning Larsen Architects in collaborazione con l’artista danese-islandese Olafur Eliasson e ianugurata nel 2011

Harpa

Interni della concert hall

Hallgrimskirkja, la gigantesca chiesa luterana commissionata nel 1937 all’architetto di stato Guðjón Samúelsson. Tuttavia, si diede inizio alla costruzione dell’edificio soltanto nel 1945, al termine della seconda guerra mondiale, e la struttura fu completata dopo 38 anni di lavoro, nel 1983.

hallgrimskirkja

Un piccolo percorso alberato con Alchemilla mollis al piede degli alberi e sullo sfondo la grande chiesa

Reykjavik

Ci sono tanti piccoli giardini ben curati annessi alle case del centro

Una tipica costruzione del centro storico

reykjavik-museo-darte-amsmundur-sveinsson coo annesso un giardino di sculture. L’architettura firmata dallo scultore si richiama esplicitamente alle case greche e in parte all’Egitto

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reykjavik-museo-darte-amsmundur-sveinsson: il giardino di sculture

reykjavik-museo-darte-amsmundur-sveinsson

Un gruppo di giovani volontari cura la manutenzione del giardino, come in altri luoghi islandesi

 

 

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lug 11 2017

Flavia da Villa Ada Villa Fiori a Bagni di Lucca

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Ancora delle immagini che mi ha inviato l’amica Flavia de Petri da Bagni di Lucca: alcune suggestioni da Villa Ada Villa Fiori

Un gigantesco vecchio castagno

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parco-villa-ada-e-villa-fiori-

parco-villa-ada-e-villa-fiori-

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lug 10 2017

Paesaggi islandesi

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Ghiacciai lungo la pista interna Kyolur

Sono reduce da un viaggio di una settimana in Islanda dove abbiamo scoperto i paesaggi assai mutevoli dalla costa occidentale ai fiordi del nord ovest fino alla pista interna e alle spiagge di sabbia lavica del sud.

Davvero paesaggi sorprendenti, primordiali ma, come dicevo, molto vari da ambienti quasi bucolici verdi con tanta acqua ai deserti lunari dell’interno alle coste frastagliate dei fiordi occidentali alle spiagge di infinita sabbia nera del sud. E poi le maestose cascate, le acque bollenti, i geysir con le colonne di acqua bollente.

Acqua, ghiaccio, terra, fuoco in una miriade di scenari sempre sorprendenti. Piccole case-fattorie sparse di solito di lamiera dipinta con i tetti ora rossi, ora azzurri.

In questo periodo distese infinite di lupini blu e bianchi (Lupinus nootkatensis) a volte mescolati a tante ombrellifere (Anthriscus, Angelica…).

Tappeti di muschio e licheni dalle mille tonalità di verde. Cuscini di carex, sassifraghe, salici e betulle nane…

E poi un paradiso per gli ornitologi: dal piviere dorato, alle tante starne, ai beccaccini di mare, agli edredoni, al pulcinella di mare, al cormorano, ai tanti cigni selvatici, ai diversi gabbiani.

Pascoli con pecore e tantissimi cavallini della razza islandese.

Ecco una sfilata di immagini

da-keflavik-a-stykkis-holmur: edredoni, una specie di anatre bianche e nere

Da Keflavik a Stykkis holmur lungo la strada numero 1 che circonda tutta l’isola

da-keflavik-a-stykkis-holmur: rivoli d’acqua tagliati nel terreno

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Cormorani avvistati nell’arcipelago del fiordo breidafiordur

gabbiani-tridattilo-

Colonne di basalto giro-in-barca-arcipelago-fiordo-breidafiordur

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Le tipiche architetture sparse tra i pascoli

Un piccolo villaggio Borgarnes

Distese di lupini

penisola-di-vatnsnes, a nord ovest: molto bella senza nessun turista!

borgarvirki-penisola-di-vatnsnes: una antica fortezza in un cratere vulcanico

penisola-di-vatnsnes: i cavallini della razza islandese

Un caratteristico recinto rotondo per le pecore, penisola-di-vatnsnes

penisola-di-vatnsnes

penisola-di-vatnsnes

Dryas-octopetala

Distese di lupini

Una sterna su un palo

fiordi-occidentali-verso-drangsnes: cataste di legni portati dal mare-

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fiordi-occidentali-verso-drangsnes: un piccolo cimitero

Cavalli e puledri, fiordi-occidentali-verso-drangsnes-

fiordi-occidentali-verso-drangsnes-

Armeria maritima

Mertensia maritima la pianta che ha una foglia che ha il sapore dell’ostrica

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Paesaggi lunari e sullo sfondo i ghiacciai lungo la pista Kyolur

hveravellir: sorgenti di acqua bollente

Lago di Hvitarvatn

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cascata-skogafoss-costa-sud-verso-vik-

Costa sud lupini e Angelica archangelica

Le spiagge laviche a sud

Dyrholahey, costa sud verso Vik

Dyrholahey

Dyrholahey il faro

Lupini e Angelica lungo la spiaggia di Vik e in mezzo forse un’allodola

 

 

 

 

 

 

 

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giu 19 2017

In cerca di giardini intorno ad Udine

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Un particolare del giardino di Mirella Presot Collavini

Un piccolo tour di giardini e vivai intorno ad Udine con un gruppetto di amiche appassionate di giardini. Una scoperta davvero straordinaria, il giardino di Mirella Presot Collavini a Rivignano, un luogo magico, molto suggestivo, poetico, con un gusto davvero notevole e una capacità di disegnare lo spazio in tante stanze alcune aperte ed alcune strette e ombrose. Tutto all’insegna del verde declinato in mille sfumature. Una collezione notevole di aspidistra, facciate ricoperte di verde, piccoli cortili ricchi di felci. Tanti particolari che catturano lo sguardo. La proprietaria, famosa per la sua collezione di viole, una persona squisita che ci ha accolto in maniera stupenda e generosa intrattenendoci in simpatiche conversazioni e offrendoci un ottimo pranzo!. Un giardino dove tornerò di sicuro con più calma.

Appunto le sorprese possono essere molto belle oppure una delusione. E devo dire che il famoso roseto di Eleonora Garlant, di cui tanto avevo sentito parlare, è stato davvero una delusione. Per carità tante bellissime rose, ma nessuna poesia, un insieme di piante disposte più con il desiderio di fare una raccolta che di cercare una disposizione, un disegno, una poesia. C’è da dire che la proprietaria, nonostante avessimo prenotato da molto tempo la visita, ci ha sbrigativamente accolto e lasciate sole a girare a scoprire le sue famose rose tutte in incognita, perchè non c’era nessuna etichettatura. L’unica scoperta davvero interessante la stupenda rosa Kew Rambler, che porta il nome dei Kew gardens.

Rosa Kew rambler, roseto Garlant

Particolare del fiore di Kew rambler

Poi un ritorno sempre piacevole nel bel giardino vivaio di Ruggero Bosco, Botanica Santa Marizza (vi rimando ai miei articoli su Giardino Antico http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2013/03/vivaio-1.pdfe e su Gardenia http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2014/03/Botanica-Santa-Marizza.pdf).

Un luogo sempre magico, ricco di spunti e suggestioni e un giardino in continuo divenire, come devono essere i giardini: i progetti in corso di realizzazione un giardino giapponese che credo sarà molto interessante e un labirinto di edere. Oltre al giardino una bella collezione di edere appunto, di felci e di alcune ortensie notevoli. Ruggero sempre disponibile e accogliente.

Ecco alcune immagini a cominciare dal giardino di Mirella Presot Collavini

L’ingresso del giardino con la facciata avvolta nella vite americana e la sfilata dei vasi di bosso. Giardino di Mirella Presot Collavini

L’ingresso del giardino con la facciata avvolta nella vite americana e la sfilata dei vasi di bosso. Giardino di Mirella Presot Collavini

La collezione di Aspidistra

Un particolare di uno dei locali interni. Giardino di Mirella Presot Collavini

Mirella con la sua gattina nera

La grande stanza aperta dominata dai tanti bossi, dalla forme di tasso e dalla grande sequoia

Un angolo della stanza affacciato su un piccolo stagno

Le ortensie quercifolia si specchiano nello stagno

Una piccoola stanza ombrosa che si conclude con una piccola statuta

Il grande anfiteatro composto di alloro e sullo sfondo una grande rosa bracteata

Le maestose architetture vegetali di alloro che circoscrivono la stanza ad anfiteatro

Un piccolo percorso con un tunnel di rose

Un’altra vista della grande stanza con i bossi

Giardino di Mirella Presot Collavini

Il piccolo cortile con una collezione di felci e la grande felce arborea

Sopra il cortile pendono i grandi contenitori di rame con aromatiche

Un altro particolare della facciata laterale

La stanza delle erbe seccate da bruciare alla festa di san Giovanni

Vasi di agrumi all’ultimo piano della casa

Hydrangea-hereomalla-giardino-mirella-presot-collavini

Ecco alcune immagini dal giardino di Botanica Santa Marizza

Una ortensia molto bella Hydrangea aspera Chocolate

Botanica Santa Marizza

Botanica Santa Marizza

Botanica Santa Marizza

Botanica Santa Marizza

Botanica Santa Marizza

Botanica Santa Marizza

Botanica Santa Marizza

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giu 15 2017

Esplosioni di fioriture a maggio

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Rosa Dorothy Perkins sulla pegola davanti alla mia casa a Laveno

Quest’anno i giardini sono esplosi con fioriture meravigliose: non si capisce bene quale sia la ragione, l’inverno relativamente mite oppure il caldo precoce di questa primavera quasi estiva?

Ecco alcune immagini del mio giardino di Laveno e di quello di Maria Grazia Campagnani a Brezzo di Bedero

La bellissima rosa bianca di Nono Sanremo che mi ha regalato la mia amica Marina Mondello: ormai si arrampica sui rami del nocciolo e fiorisce generosa tutta l’estate!

Angolino bianco nel mio giardino a Laveno

Hydrangea serrata

La generosa Clematis Arabella che fiorisce fino all’autunno

Il Giardino di Maria Grazia Campagnani è sempre una scoperta ogni volta che lo visito

Uno dei laghetti del giardino di MG Campagnani a Brezzo di Bedero

Una macchia di Centranthus ruber Albus si specchia nel laghetto. Giardino di MG Campagnani a Brezzo di Bedero

L’angolo delle graminacee del giardino di MG Campagnani a Brezzo di Bedero

Il giardino bianco con vista lago. Giardino di MG Campagnani a Brezzo di Bedero

La staccionata rustica di noccioli su cui si arrampicano le rose. Giardino di MG Campagnani a Brezzo di Bedero

Il giardino giallo che esplode in piena estate. Giardino di MG Campagnani a Brezzo di Bedero

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giu 14 2017

Nuovi parterre alla Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA)

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giardino-porta-bozzolo-parterre

Sono stata di nuovo, nel mese di maggio,  alla Villa della Porta Bozzolo e ho potuto ammirare i recenti parterre di prato, molto semplici e belli, che sono stati inseriti nelle terrazze del giardino.

Ecco alcune immagini

giardino-porta-bozzolo-parterre

Giardino Porta Bozzolo parterre

Giardino Porta Bozzolo parterre

Giardino Porta Bozzolo parterre

Rosa Anempoides, Giardino Porta Bozzolo

Giardino Porta Bozzolo

 

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giu 14 2017

Orti dipinti: un community garden a Firenze

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Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Si chiama Orti Dipinti, perchè si trova in Borgo Pinti 76 e tratteggia con i colori di ortaggi, piante e alberi da frutto il disegno di uno spazio aperto e condiviso.
Un luogo dove la terra è di nessuno, ma il lavoro per coltivarla è di tutti, così come il suo raccolto.
In questa ex pista di atletica si pratica il giardinaggio urbano ecologico e la sua applicazione pratica nel quotidiano… ma anche molto altro.
Così viene presentato sul sito http://www.ortidipinti.it/it/

L’ho scoperto per caso passeggiando a Firenze in borgo Pinto. E’ davvero un esempio eccellente di giardino comunitario a scopo didattico: un luogo piacevolissimo dove le persone lavorano agli orti, si dondolano nelle amache appese, possono pranzare assieme, poltrire seduti all’ombra. Una bel disegno dello spazio e tante piccole strutture con materiali di recupero piene di creatività. Tante idee da copiare. Come quella delle bustine di tè da riempire con le erbe dell’orto per farsi delle buone tisane.

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Ecco una piccola galleria di immagini

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze. Un’idea per una pergola molto semplice

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze. Particolare della piccola struttura in bamboo

 

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze. Una piccola parete vegetale con sedum

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze

Orti dipinti giardino comunitario di Firenze


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giu 14 2017

High Line in primavera. Testo e foto di Marisa Aresi

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High Line New York foto M. Aresi

New York è una città che stupisce sempre, ogni volta che ci torni scopri sempre qualcosa di nuovo.

Marisa Aresi passeggia lungo l’High Line

Questa è stata la volta della High Line dove ci sono andata con grande curiosità, alla curiosità poi si è aggiunto lo stupore e per finire tanto entusiasmo.
Piet Oudolf ha fatto un bellissimo lavoro con piccoli alberi, graminacee, erbe spontanee, fiori.
Vista in primavera la cosa che colpisce è il verde tenero degli alberi, incredibile come riescano a vivere bene con un substrato così limitato; sono stati messi a macchie creando un ambiente molto naturale che invita al relax sulle panche e chaise longue di tek disseminate lungo il percorso, dove senti anche il canto degli uccelli, non sembra di essere in mezzo ad una città caotica e rumorosa come New York.
Il bello di questo recupero è che sono state mantenute alcune testimonianze della vecchia funzione, come le rotaie, dove, tra una traversina e l’altra, incontri rigogliose salvie, bulbose, Tiarella, Tellima, Baptisia, caprifogli, la particolare Amsonia Tabernaemontana e piccole graminacee, per non parlare dell’ Heuchera presente in tante tonalità e dei Geranium.

High Line New York foto M. Aresi. Heuchera

High Line New York foto M. Aresi. Baptisia australis

High Line New York foto M. Aresi. Lungo le rotaie

Si tratta di spazio largo una decina di metri circa, ma che risulta dilatato dalla particolare pavimentazione che spesso presenta delle fessure, come “rotaie di terra” piene di piccole piante che sembrano spuntare dal cemento.
Una posizione privilegiata, stando in mezzo al verde, per vedere palazzi , grattacieli, l’Empire state building, il fiume Hudson o il traffico sottostante.
Non mancano numerosi allestimenti artistici.
Si può scendere quando si vuole ed io l’ho fatto in corrispondenza del Chelsea Market, altra grossa sorpresa: la vecchia fabbrica NABISCO (National biscuit company, quella dei biscotti OREO) trasformata in grande mercato, lasciando intatta la vecchia struttura metallica, dove respiri un’atmosfera particolare, vecchi bidoni trasformati per la raccolta differenziata, vecchi muri con mattoni in vista, lampade ricavate da vecchi manufatti.

Chelsea market

E stata una passeggiata entusiasmante da ripetere per vedere la colorazione autunnale di foglie e graminacee.

Per vedere la versione autunnale si rinvia al post http://www.giardininviaggio.it/new-york-high-line

maggio 2017

Altre immagini

High Line. Foto M. Aresi

High Line. Foto M. Aresi

High Line. Foto M. Aresi

High Line. Foto M. Aresi

High Line. Foto M. Aresi

High Line. Foto M. Aresi

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mag 15 2017

Letto per voi: Plant revolution di Stefano Mancuso

Molto interessante, come al solito, l’ultimo libro di Stefano Mancuso, sempre molto chiaro pur affrontando processi molto complicati e assai stimolante anche perchè ci fa capire come la conoscenza dei raffinati processi del mondo vegetale potrebbero aiutarci a migliorare la nostra vita.

Non a caso il sottotitolo è ‘Le piante hanno già inventato il nostro futuro’!

Per Mancuso le ragioni per imitare il mondo vegetale sono tante ‘le piante consumano pochissima energia, compiono movimenti passivi, sono costruite a moduli, hanno una intelligenza distribuita (al contrario di quella centralizzata degli animali) e si comportano come delle colonie’.

Nelle piante la parola d’ordine è decentrare e la loro forza, nonostante non possano muoversi, dipende dal fatto che tutte le funzioni che negli animali sono concentrate in organi specifici sono invece distribuite in tutto il corpo. E questo è il solo modo per difendersi dalla predazione non potendo ovviamente scappare.
Fino ad oggi l’uomo ha sempre replicato, nelle sue innovazioni tecnologiche l’espansione e il miglioramento delle funzioni umane replicando l’essenziale dell’organizzazione centralizzata animale. Un esempio per tutti è il computer che in un certo senso è ‘una banale trasposizione dei nostri organi in chiave sintetica’, dove il cervello è il processore che deve governare l’hardware e ram, dischi rigidi, schede video e audio sono i tanti organi con funzioni specifiche. Le piante, che hanno dovuto sviluppare una eccezionale sensibilità per conoscere il loro ambiente, rappresentano un modello molto più moderno e resistente di quello animale coniugando flessibilità e solidità con una architettura cooperativa, distribuita e senza centri di comando, capace di resistere a ripetuti eventi catastrofici senza perdere funzionalità.

Per dimostrare questa sua tesi, il biologo passa in rassegna nei vari capitoli le tante capacità a volte davvero incredibili delle piante e i campi dell’innovazione tecnologica dove sarebbe possibile copiarle.

  • La memoria senza cervello (con riferimento ad esempio agli esperimenti condotti sulla Mimosa pudica).
  • Le piante come plantoidi sfruttando le inesauribili potenzialità delle radici (cioè ispirarsi alle piante con un approccio bioispirato per produrre nuove tipologie ai automi in grado di resistere in ambienti ostili, come la mappatura di campi minati, le esplorazioni spaziali, le ricerche minerarie e petrolifere!!!)
  • L’arte della mimesi (con il caso della Boquilla trifoliata, una vera zelig del mondo vegetale che riesce a copiare le foglie della specie ospite, albero o arbusto) e la dimostrazoione che le piante sono dotate di una seppur rudimentale visione
  • Muoversi senza muscoli: le piante hanno movimenti attivi (apertura degli stomi e la fioritura), che richiedono il consumo di energia interna e movimenti passivi che invece utilizzano l’energia dell’ambiente senza copnsumare energia e che sono dovuti a variazioni igroscopiche di alcuni costituenti delle cellule (ad esempio la pigna apre le sue squame in ambiente secco e le chiude quando l’umidità dell’aria si alza). Mancuso si domanda se non sia possibile trovare un materiale in grado di muoversi sfruttando solo i gradienti di umidità dell’aria
  • Rapporto piante e animali: spacciatori e consumatori di nettare extraflorale. La mirmecofilia, ossia la cooperazione tra piante (offrono il nettare) e le formiche (difendono la pianta dai predatori)
  • Democrazia verde. Molte delle soluzioni sviluppate dalle piante sono l’esatto oposto di quelle prodotte dal mondo animale. Se per gli animali l’unica risposta è il movimento, per le piante la parola d’ordine è adattamento. E per questo occorre una sorprendente sensibilità che aiuta le piante a percpire una molteplicità di fattori chimici e fisici. Le radici sono il cuore di questo sofisticato sistema di intelligenza distribuita. Le piante si comportano come una colonia di insetti.
  • Archipiante: copiare il meccanismo della fillotassi, cioè la disposizione delle foglie lungo i rami per ottimizzare l’esposizione alla luce. Il caso delle cactacee che hanno compiuto una trasformazione della fotosintesi che avviene di notte per evitarela perdita di acqua.
  • Cosmopiante: le piante come nostre compagne nel viaggio nello spazio!
  • Vivere senza acqua dolce

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