lug 15 2019

Orticolario 2019

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Orticolario, Spazi creativi. Black garden-viaggio negli inferi

L’edizione 2019 di Orticolario sarà intitolata “Fantasmagoria”e dedicata al“Viaggio”, alle bacche e ai piccoli frutti, in programma da venerdì 4 a domenica 6 ottobre nel parco storico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca sul Lago di Como, già residenza del regista Luchino Visconti.
Per gettare le fondamenta dell’evento e costruirne l’impalcatura, gli organizzatori hanno viaggiato nel tempo e nello spazio. Hanno ascoltato e raccolto storie imprevedibili di cacciatori avventurosi di piante, dalla Compagnia delle Indie al primo cacciatore che fu donna, da botanici irascibili a pirati (https://orticolario.it/category/viaggio-con-paesaggio/). Hanno letto di altre grandi viaggiatrici, le pianteche, arrivate da chissà dove, si radicano in un luogo diventandone parte integrante (https://orticolario.it/category/natura-sensitiva/).

Le piante
L’edizione 2019 sarà dedicata alle bacche e ai piccoli frutti per un giardino dei sensi  “sempre in fiore”, che in ogni stagione possa essere un riparo o nido per gli uccelli.
La collezione di ORTICOLARIO 2019
La collezione di Piante da bacche e piccoli frutti per Orticolario 2019 è nata con l’intento di mostrare, in un ideale viaggio, uno straordinario assortimento di varietà, molte delle quali mai viste prima in Italia. Gli interpreti di questo ambizioso progetto sono i tre vivaistiche hanno allestito due grandi aiuole nel parco storico di Villa Erba, con la collaborazione dell’Istituto Professionale dei Servizi per l’Agricoltura “San Vincenzo”: una dedicata alle bacche, con le piante dell’Azienda Agricola Maurizio Feletige de I giardini e le fronde, l’altra con i piccoli frutti di Vivai Veimaro. Un’occasione davvero unica per i visitatori e gli appassionati: per conoscere piante tuttora poco note o semplicemente per ammirare un sorprendente caleidoscopio di colori. Ecco i tre vivaisti che firmano le aiuole dell’undicesima edizione di Orticolario:

Azienda Agricola Maurizio Feletig
Arignano (TO) . rosebacche.it

rosa-brunonii_azienda-agricola-maurizio-feletig

I giardini e le fronde
Serravalle Scrivia (AL) . igiardinielefronde.it

malus-comtesse-de-paris_i-giardini-e-le-fronde

Vivai Veimaro
Cossato (BI) . vivaiveimaro.com

Rubus-fruticosus-‘Polar-Berry’_VIVAI-VEIMARO

Per saperne di più  http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2019/07/06B_Orticolario2019_Piante.pdf

Spazi creativi
Otto i finalisti, valutati dal Comitato di Selezione tra numerose proposte inviate da architetti, designer, paesaggisti, artisti, giardinieri e vivaisti.
Per saperne di più  http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2019/07/04_Orticolario2019_Spazi-Creativi.pdf

 Ospite d’onore
Ospite d’onoredi Orticolario 2019 è lo svizzero Paolo Bürgi, architetto paesaggista tra i più apprezzati a livello internazionale, insignito nel 2003 del prestigioso “European Landscape Award Rosa Barba” per il progetto “Cardada, Reconsidering a mountain”.
Per saperne di più http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2019/07/03-Orticolario2019_Ospite-donore.pdf

Nessun commento

lug 15 2019

Attenzione, una nuova minaccia per le piante: il coleottero giapponese

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Popillia japonica su una rosa. Foto M. Aresi

Parliamo di Popillia japonica: un insetto di recente introduzione ( 2014 nel Parco del Ticino ) appartenente all’ordine dei coleotteri, famiglia degli scarabeidi, che può provocare danni sia allo stadio di larva, sia allo stadio di adulto, interessando un gran numero di specie sia erbacee, sia arbustive che arboree. Ora sta marciando in provincia di Varese…

Gli adulti compaiono a giugno, luglio e le femmine depongono le uova nel terreno, prediligendo prati umidi, scavando gallerie profonde 5-10 cm; le larve si muovono nel terreno nutrendosi di radici e svernano ad una profondità di 10-25 cm. A primavera, all’innalzamento delle temperature, si impupano sempre nel terreno e dopo 1-2 settimane sfarfallano gli adulti.

Mezzi di lotta

  1. Agronomici utilizzando trappole attrattive per la cattura dei maschi e reti antiinsetto.
  2. Chimici utilizzando agrofarmaci che riportino in etichetta tra gli insetti bersaglio i coleotteri con principi attivi quali treflutrin granulare contro le larve e acetamiprid o chlorpyriphos contro gli adulti.
  3. Biologici contro le larve o con funghi entomopatogeni ( Metharizium anysoplae ) o nematodi entomoparassiti ( Heterorhabditis bacteriophora ).
FONTE: Il Laboratorio fitopatologico di Varese
Per saperne di più http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2019/07/Popilliajaponica_7_3_2018_784_36235.pdf

Nessun commento

lug 15 2019

Bagni misteriosi a Milano

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Piscina Botta, ‘Bagni misteriosi’ Milano. Plant design Didier Burruyer

Finalmente sono andata a vedere i Bagni misteriosi, la piscina degli anni ’30 recentemente restaurata e riaperta al pubblico, accanto al Teatro Franco Parenti. La piscina è molto bella, tornata al suo antico splendore e piacevole e delicato l’intervento di Didier Burruyer, il vivaista che ha firmato l’impianto vegetale con perenni e graminacee vaporose e molto naturali.
Peccato il pratino finto (ma non si poteva trovare di meglio?) e da cancellare l’aperitivo, orrendo come i peggiori happy hour e carissimo per le schifezze proposte (15 euro obbligatori) quasi sempre in piedi se non si è prenotato!!!

Piscina Botta, ‘Bagni misteriosi’ Milano. Plant design Didier Burruyer

C’è sempre qualcosa che non va anche negli interventi più belli. Non c’è traccia di ombreggiamento. Possibile che non si pensi mai alla fruizione?

Piscina Botta, ‘Bagni misteriosi’ Milano. Plant design Didier Burruyer

Nessun commento

lug 15 2019

Una mostra a Bologna da non perdere: Anthropocene

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Miniera di rame di Morenci, Arizona. Foto di E. Burtynsky, 2012

Anthropocene al bellissimo Mast di Bologna fino al 6 ottobre 2019. Si tratta di una straordinaria esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla terra. Di grande impatto le mega fotografie di Edward Burtynsky, che sembrano stupendi quadri aastratti anche se in realtà documentano l’incredibile distruzione dell’uomo. Interessanti i film di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier. Suddivisa in quattro sezioni che coinvolgono gli spazi del MAST – 1.PhotoGallery, 2.Foyer, 3.Gallery Livello 0, 4.Auditorium – la mostra è un invito a riflettere sulla portata e sul significato di queste trasformazioni radicali.

Miniera di potassa, Uralkall, Russia, 2017. Foto di E. Burtynsky

Anthropocene è curata da Urs Stahel, Sophie Hackett e Andrea Kunard ed è organizzata dalla Art Gallery of Ontario e dal Canadian Photography Institute della National Gallery of Canada in partnership con la Fondazione MAST di Bologna.

Per info https://anthropocene.mast.org/info/

Nessun commento

lug 11 2019

Nuove aiuole in piazza della Scala a Milano a firma Marco Bay

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Piazza della Scala Milano, nuove aiuole, Marco Bay

Un nuovo look alle aiuole intorno al monumento a Leonardo in piazza della Scala a Milano a firma del paesaggista milanese Marco Bay.
Il nuovo impianto vegetale si inserisce nel progetto ‘seMiniAmo’ che unisce cura del verde e integrazione sociale ed è stato ideato dall’agenzia di comunicazione Zack Goodman in collaborazione con il Comune di Milano.

Un intervento discreto, sobrio ed elegante che ha previsto la sostituzione del prato e delle siepi di lauroceraso con siepi di tasso intervallate da grandi sfere sempre di tasso. All’interno dei parterre più esterni un’unica tappezzante: Heuchera ‘Lime marmalade’ dalle foglie sempreverdi giallo-verde che ben contrastano con lo scuro delle foglie del tasso e danno una bella luminosità alla zona ombreggiata dai tigli. Nei parterre sotto il monumento Bay ha scelto rose, anemoni e rovi senza spine.

Piazza della Scala parterre con Heuchera ‘Lime marmalade’

Piazza della scala parterre sotto il monumento

Nessun commento

giu 17 2019

Isola di Kea, una ciclade vicinissima ad Atene

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Kea: vista all’alba del mare dalla terrazza del nostro albergo a Ioulis, il centro principale dell’isola, che i greci chiamano Tzia

Segnalata dalla cara amica Lucia Covi, ho trovato davvero molto interessante l’isola di Kea, una delle più grandi delle Cicladi a solo un’ora di traghetto da Atene (dal porto di Lavrios, una quarantina di minuti dalla città). Un’isola di impronta agricola, molto semplice, poco modaiola, molto amata e frequentata dagli ateniesi. Belle spiaggette, alcune, le più intriganti, raggiungibili meglio a piedi, alcuni resti archeologici interessanti, tante passeggiate assai ben segnalate che in questa stagione sono una meraviglia con le fioriture primaverili della macchia mediterranea.

Kea è l’unica ciclade in cui si trovano boschi di quercia: Quercus aegilops o valonia, una quercia bassa e molto espansa.

quercus-aegilops-o-valonia-kea-

Ioulis, un paesino arroccato tutto percorribile con scale e scale ancora.Dal centro dell’abitato partono molti percorsi a piedi.

Kea, Ioulis, una delle tante chiesette colorate

Kea, distese di ginestre

Kea, uno dei percorsi in mezzo alla macchia mediterranea

Kea, una delle spiaggette

Kea, una spiaggia di sabbia

Kea: distese di cardi e ombrellifere

Kea

Kea

Kea, capre e pecore sparse

Kea: molti terrazzamenti con olivi e muretti di sasso

Kea: tante sfere compatte di timo con fiori violetti

Kea: e accanto al timo sfere dello spinosissimo sarcopoterium-spinosum

Kea: distese di Acanthus spinosus

Kea cardo selvatico

Kea: helychrysum-petiolare

Kea: distese di Daucus carota

Kea: composizioni bellissime nella loro semplicità

Nessun commento

giu 17 2019

Grecia: ritorno ad Atene

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Acropoli, Partenone

Dopo non so più quanti anni, sono tornata ad Atene dove abbiamo visitato il nuovo (per me) museo dell’Acropoli, veramente stupendo con viste straordinarie sull’Acropoli e la Stavros Niarchos Foundation a Killithea afffacciata sul Piero, firmata da Renzo Piano. Oltre alla bellezza dell’architettura ho apprezzato il rigoglioso giardino mediterraneo, un roof garden soprendente e ormai maturo dopo quasi dieci anni dalla sua realizzazione (vedere il post di Antonio Lazzaretto sul mio blog http://www.giardininviaggio.it/stavros-niarchos-foundation-kallithea-atene-testo-e-foto-antonio-lazzaretto).

Ecco alcune immagini

Stavros Niarchos Foundation: la planimetria del grande centro culturale che ospita la Biblioteca nazionale e il Teatro dell’opera di Atene

stavros-niarcos-foundation-atene

stavros-niarcos-foundation-atene: la grande distesa della graminacea Doclyla glomerata

stavros-niarcos-foundation-atene: il roof garden con il giardino mediterraneo

stavros-niarcos-foundation-atene: il roof garden con il giardino mediterraneo

stavros-niarcos-foundation-atene: il labirinto

stavros-niarcos-foundation-atene: il roof garden con il giardino mediterraneo

stavros-niarcos-foundation-atene: il roof garden con il giardino mediterraneo

stavros-niarcos-foundation-atene: il roof garden con il giardino mediterraneo

stavros-niarcos-foundation-atene: il lungo canale d’acqua

E sulla via dell’aeroporto una piccola sosta per rivedere Capo Sounion con il tempio di Poseidone.

capo-sounion-tempio-poseidone

Nessun commento

giu 17 2019

Laguna di Venezia: da Pellestrina a Vignole

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

Labirino di Borges alla Fondazione Cini, Isola San Giorgio

A metà maggio con due care amiche sono andata a fare un piccoloo giro tra le isole della laguna veneta: l’idea era di usare la bicicletta ma il tempo di maggio era davvero infausto. Perciò grandi camminate tra bus, ferry e vaporetti. Punto di partenza l’isola di Pellestrina, isola lunga e stretta, con 3 piccole frazioni, casette colorate e da un lato la laguna e dall’altra il mare aperto. Un’isola dall’atmosfera molto tranquilla, quasi campagnola, lontano dal vortice turistico di Venezia. L’isola si raggiunge facilmente con il bus 11 dal Lido di Venezia che poi sale su un ferry per attraversare il breve tratto di mare.

Pellestrina

Pellestrina

Pellestrina: Reseda alba

In fondo all’isola verso il Lido si trova la riserva naturale Ca’ Roman, con dune di sabbia, avifauna e vegetazione spontanea (tra cui Silene colorata, Ammophila arenaria, Eryngium maritimum e Quercus Ilex)

Pellestrina Riserva naturale Ca’ Roman

Pellestrina Riserva naturale Ca’ Roman

Poi da Fondamenta Nuove traghetto per Vignole, piccola isoletta dopo Murano: solo 60 abitanti, distese di campi coltivati, piccole case sparse, atmosfera molto raccolta.

Vignole

Vignole

Vignole: distese di carciofi violetti, le castraure, ottime fritte

Con un traghetto da Vignole si scende a Sant’Erasmo, altra isola agricola, più grande della precedente.

Sant’Erasmo

Sant’Erasmo

Sant’Erasmo: la Torre Massimiliana, sede ora di mostre temporanee

Ultima meta della laguna l’isola di San Lazzaro degli Armeni dove si visita l’antico monastero, testimonianza molto interessante della cultura armena.

San Lazzaro degli armeni

San Lazzaro degli armeni

San Lazzaro degli armeni

A Venezia siamo andate a visitare la Fondazione Cini sull’isola di San Giorgio: visita guidata all’interno con i chiostri del Palladio, la grande scalinata barocca del Longhena, l’antica biblioteca progettata dal medesimo architetto nel XVII secolo. E  finalmente sono riuscita a vedere il bellissimo labirinto di bosso intitolato a Borges (che si può ammirare dall’alto solo nella visita guidata).

Venezia: Fondazione Cini

Venezia: Fondazione Cini

Venezia: Fondazione Cini, l’antica biblioteca, progettata da Baldassarre Longhena

Nessun commento

giu 17 2019

Il giardino di Rosanna Castrini a Bricherasio (TO)

Giardino di Rosanna Castrini: una delle pergole che disegnano lo spazio

Quello di Rosanna Castrini, paesaggista e fotografa, è un giardino molto bello che nonostante la piccola dimensione (circa 500 mq) sembra molto più grande. Lo spazio è sapientemente disegnato da alcune pergole che strutturano lo spazio e da siepi miste a spalliera (con calicanto invernale, filadelfo, lonicera, Kolkwitzia, viburno bodnatense…) che oltre a separare le piccole stanze proteggono dai forti venti.
All’ingresso un piccolo orto disegnato e a seguire l’aiuola di luglio (sui toni del giallo, con emerocalli, Lysimachia ciliata purpurea, Alchemilla mollis, Berberis thunbergii ‘Rose glow’…).

Giardino di Rosanna Castrini: il piccolo orto disegnato

Giardino di Rosanna Castrini: il bordo estivo con sullo sfondo Berberis thunbergii Rose glow e in primo piano Alchemilla mollis

Di fronte al bordo estivo la spettacolare aiuola ‘sperimentale’ creata quattro anni fa sullo stile di Piet Oudolf: quasi tutto in questa aiuola è stato seminato e non irrigato: in questo momento protagoniste sono le bellissime ombrellifere annuali Orlaya grandiflora, dalle grandi ombrelle candide, che hanno il pregio di sopportare bene la competizione delle piante vicine. Tra le graminacee Rosanna predilige quelle a fioritura precoce come Melica ciliata, che sopporta molto bene caldo e secco. Poi ci sono veroniche, aquilegie, verbaschi, campanule, salvie (Caradonna e Guaranitica) e molto altro ancora.

Giardino di Rosanna Castrini: il borso sperimentale

Giardino di Rosanna Castrini: Orlaya e Aquilegia cristata

Giardino di Rosanna Castrini: Orlaya e melica ciliata

Giardino di Rosanna Castrini: Salvia Caradonna e Orlaya

Molto rigoglioso ancora ora il mixed border di primavera che mescola rose, iris, spiree, allium, digitali…

Giardino di Rosanna Castrini: il mixed border di primavera

Giardino di Rosanna Castrini: il mixed border di primavera. Accanto alla digitale il bellissimo Allium Ambassador che ha il pregio di avere una fioritura lunga e uno stelo molto eretto

Giardino di Rosanna Castrini: il mixed border di primavera

Giardino di Rosanna Castrini: una piccola seduta con davanti Houttuynia cordata Chameleon

Giardino di Rosanna Castrini: unvaso con cosmos-xenia-e-pennisetum-orientalis

Giardino di Rosanna Castrini: Heuchera macrantha

hydrangea-quercifolia-snow-queen-e-h-annabelle-giardino-rosanna castrini

spiraea-crispa-giardino-rosanna-castrini

Nessun commento

giu 17 2019

Il parco del Torrione a Pinerolo: il regno delle ortensie

Parco del Torrione, sullo sfondo il viale dei carpini

Guidati da Eva Boasso Ormezzano (grande conoscitrice delle ortensie e autrice del bellissimo libro appena edito da Libreria della natura ‘Il libro delle ortensie e delle idrangee’ vedi post http://www.giardininviaggio.it/letto-per-voi-il-libro-delle-ortensie-e-delle-idrangee-di-eva-boasso-ormezzano) con un gruppo di appassionati di Piante guerriere sono andata a visitare il bel Parco del Torrione a Pinerolo che vanta una straordinaria collezione di idrangee.
Il parco – di stile paesaggistico – fu progettato intorno al 1830 dall’architetto paesaggista prussiano Xavier Kurten, lo stesso progettista che disegnò la Tenuta reale di Racconigi e una decina di anni fa è stato sapientemente ristrutturato e rivisitato da Paolo Peyrone.

Eva Baosso, la nostra guida al Parco del Torrione

Lungo il parco si incontrano, assai ben disposte, moltissime ortensie delle specie macrophylla, serrata, arborescens, quercifolia, paniculata, serrata ed heteromalla.
Eva Boasso ci ha raccontato la storia del luogo e ci ha dato utili consigli sulle ortensie. Quelle che si adattano meglio all’ombra sono a colori chiari, bianco soprattutto, la potatura è da effettuare alla fine dell’inverno lasciando sulla pianta le infiorescenze seccate che proteggono le gemme dal gelo. Il colore blu viene dato dall’acidità del suolo e dall’apporto di alluminio, alcune hanno colore stabile e non mutano in blu, come ad esempio la bellissima macrophylla ‘Alberta’ dai petali sfrangiati e dalla tonalità rosa confetto.

Parco del Torrione, Hydrangea macrophylla ‘Alberta’

Nelle ortensie lacecap (con fiori fertili al centro) quando i semi cadono i sepali esterni sterili si piegano in basso. Esistono alcune varietà di macrofilla nane, solitamente rosa intenso, che non superano l’altezza di 60 cm: ‘Hornli’, ‘Tovelil’ e ‘Pia’. Le serratofille (incrocio di macrophylla e serrata) hanno le caratteristiche delle serrata ma il portamento e la taglia delle macrofille. Un esempio è ‘Tokyo delight’

Hydrangea Tokyo delight, Parco del Torrione

Hydrangea serrata ‘Blue bird’ ha la caratteristica di avere 5 sepali disposti a croce

hydrangea-serrata-blue-bird-parco-torrione

Le paniculate – inizialmente classificate come viburni – hanno solitamente il portamento ad alberello e fioriscono più tardi delle altre, a luglio; fa eccezione la varietà ‘Praecox’ già fiorita a giugno.

hydrangea-paniculata-praecox-parco-torrione-

Ecco alcune immagini del parco e di alcune altre ortensie che mi sono piaciute in modo particolare

parco-torrione

parco-torrione: il bellissimo campo di grano

parco-torrione: il lago

parco-torrione: Il cerchio degli ippocastani nani rosa: Aesculus pavia

parco-torrione: la stupenda massa di Hydrangea arborescens Annabelle

parco-torrione: Hydrangea arborescens Grandiflora

parco-torrione: hydrangea-heteromalla-breitschneideri, originaria della Mongolia

hydrangea-macr-la-france-parco-torrione

hydrangea-macr-nigra, dallo stelo scuro-parco-torrione-

hydrangea-macr-veitchii-parco-torrione-

hydrangea-macrophylla-renate-steiniger-parco-torrione-

hydrangea-mariesii-grandiflora-parco-torrione

hydrangea-quercifolia-applause-parco-torrione

hydrangea-serrata-tiara-parco-torrione

Nessun commento

Next »