mag 14 2019

Garden festival al Castello Quistini di Rovato (Franciacorta)

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Scoprire il buio: una piccola stanza ‘verde’ dove si sperimenta il dialogo tra natura e oscurità. Progetto di Simone Montani di Matite verdi

In occasione del convegno ‘Luce e giardino’ organizzato il 4 maggio in occasione del Garden festival, al quale sono stata invitata come relatrice, ho potuto visitare il Castello Quistini, antica dimora del 1500 a pochi passi dal centro di Rovato (BS) con un giardino che raccoglie una collezione di circa 1500 varietà di rose (purtroppo non etichettate!).

Simone Montani ha progettato una intrigante stanza ‘verde’ intitolata ‘Scoprire il buio’ all’interno del castello.

Scoprire il buio: una piccola stanza ‘verde’ dove si sperimenta il dialogo tra natura e oscurità. Progetto di Simone Montani di Matite verdi

Ecco alcune immagini del giardino

Giardino del Castello Quistini

Giardino del Castello Quistini

Una gigantesca pergola rivestita da Rosa banksiae, purtroppo già sfiorita

Giardino del Castello Quistini

Le piante del Vivaio Zanelli

 Ed ecco alcune piante

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mag 13 2019

Secret garden alle Gallerie d’Italia e Giardino di Alessandro Manzoni

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Secret garden by Marie Claire Maison – Fuori Orticola 2019

In occasione del Fuori Orticola 2019 nel chiostro ottocentesco di Gallerie d’Italia è stato allestito un piccolo raffinato giardino dalle delicate fioriture bianche (vegetazione scelta da Gaetano Zoccali, giornalista e fine botanico): Secret garden. ‘Una narrazione vegetale di piccoli arbusti, perenni e rampicanti’ che dialoga armonicamente con la scultura ‘Disco in forma di rosa del deserto’ di Arnaldo Pomodoro.
Tutti i sensi sono coinvolti, con una colonna sonora naturalistica e sollecitazioni olfattive. Un giardino effimero che si vorrebbe diventasse permanente!

Secret garden by Marie Claire Maison – Fuori Orticola 2019. Al centro la scultura di Arnaldo Pomodoro

Secret garden by Marie Claire Maison – Fuori Orticola 2019. La bella composizione vegetale scelta da Gaetano Zoccali

Secret garden by Marie Claire Maison – Fuori Orticola 2019

Prima di uscire sono andata a vedere il Giardino di Alessandro Manzoni, inaugurato nell’ottobre 2015, che non avevo mai visto. Uno spazio elegante e raffinato con sculture di Mirò. Poncet e Giò Pomodoro, dominato da due maestosi esemplari di tiglio. Per visitarlo  dalle 9.30 alle 18 marzo-settembre; dalle 9.30 alle 16.30 da ottobre a febbraio. Biglietto Gallerie d’Italia

I due maesto si tigli nel Giardino di Alessandro manzoni. Gallerie d’Italia

Giardino di Alessandro manzoni. Gallerie d’Italia

Giardino di Alessandro manzoni. Gallerie d’Italia

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mag 09 2019

Isola Madre, aprile 2019

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Isola madre dal battello

Sono tornata a fine aprile al giardino botanico dell’isola Madre sul Lago Maggiore con un gruppetto di appassionati con la nostra Associazione lavenese Piante Guerriere.
Siamo stati fortunati perchè c’erano ancora le ultime fioriture delle camelie, rododendri e azalee in piena esplosione di colori (troppo accesi per i miei gusti ma comunque assai scenografici) e le stupende fioriture dei glicini di tante specie e varietà lungo la galleria che porta al lago.
Devo dire che in questa stagione anche le composizioni floreali nei vasi -  che in estate solitamente sono troppo sfacciate – erano molto delicate nei toni primaverili dei colori freddi, bianco, azzurro e giallo pallido.

Ecco alcune immagini

Un vanitoso pavone in posizione per farsi ammirare

Illicium floridanum

geranium-maderense nella serra della terrazza delle protee

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Una gigantesca Rosa banksiae Lutea abbarbicata su un cedro

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Una esplosione bianca di un gruppo di pallon di maggio (Viburnum opulus)

Una pergola di glicini

La lunga galleria con la collezione di glicini che scende al lago

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Wisteria sinensis

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apr 18 2019

Case albero e giungle cittadine Conferenza VerDiSegni con Stefania Naretto e Chiara Otella, agronome paesaggiste 20 marzo 2019

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25 verde casa albero progetto Luciano Pia, Torino

Un paio di anni fa avevo visto la casa albero progettata a Torino da Luciano Pia (vedi post http://www.giardininviaggio.it/una-casa-albero-a-torino) e l’avevo trovata un progetto davvero molto bello e originale.

Ho seguito quindi con molto interesse la recente conferenza organizzata dall’Associazione VerDiSegni nella quale le due paesaggiste torinesi dello studio Linee verdi, Stefania Naretto e Chiara Otella, hanno raccontato con molti particolari il loro intervento per la progettazione e realizzazione della componente verde così importante in questo edificio.

Cercherò di sintetizzare gli elementi anche tecnici del progetto che ha avuto inizio nel 2009 per concludersi nel 2012. L’edificio – chiamato appunto 25 verde – è un condominio di 5 piani, 6 facciate  e 63 appartmanenti con terrazzi con differenti esposizioni, un giardino condominiale, piccoli giardini privati dei loft a piano terra e alcuni giardini pensili sul tetto. Tutto il verde viene gestito a livello condominiale e la media di spesa annua per la manutenzione è di 500 euro a condomino.
Le paesaggiste hanno avuto carta bianca dall’architetto che ha chiesto loro di trasformare il suo bellissimo progetto in una sorta di foresta urbana. Tutte le piante – alberi, arbusti, rampicanti, erbacee e tappezzanti sono state messe a dimora in vasi di corten a tronco di cono rovesciato di tre misure differenti: diametri di 210 cm; 20 cm e 370 per gli alberi più grandi con altezze da 110 a 150 cm. (Totale 150 fioriere)

25 verde luciano pia torino

25 verde luciano pia torino

Le paesaggiste hanno scelto le piante ripetendo alcune specie in modo da dare unitarietà all’insieme, modulando tra sempreverdi e spoglianti utilizzate nelle parti più nascoste in modo da dare luce agli appartamenti.
Piante in parte autoctone e in parte esotiche naturalizzate. In totale 143 alberi più 50 per il giardino interno. Fino ad oggi, dopo quasi 6 anni non è stato sostituito nessun albero e non sono state fatte potature di contenimento.
Tra gli alberi e gli arbusti sono stati scelti ad esempio: Liquidanbar, carpini, meli da fiore, osmanti, melograni, pittosfori, lagestroemie, Phisocarpus, Jasminum nudiflorum e per le zone più ombrose aralia, aucuba, maonia. Molte tappezzanti alla base dei vasi, tra cui Vinca major. Per il giardino interno Acer platanoides ‘Crimson’.

25 verde luciano pia torino. Rosa banksiae Lutea

Il fatto interessante è che il condominio è diventato una vera community ed è stato creato anche un alveare condominiale.

Davvero un bel progetto, a mio parere decisamente più interessante del Bosco verticale di Milano

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apr 17 2019

Dal Fuori salone 2019

Uno schizzo di Tadao Ando nella mostra al Silos Armani

Ho visto molto poco dei diversi allestimenti in giro per la città e mi è dispiaciuto molto.

Da non perdere – visto che durerà fino a luglio – la grande mostra dedicata a Tadao Ando al Silos Armani. La mostra ripercorre – mostrando schizzi, maquette, foto, video – la carriera del grande maestro giapponese secondo 4 itinerari tematici: Forme primitive dello spazio; Una sfida urbana; Genesi del paesaggio; Dialoghi con la storia.

Mostra Tadao Ando Silo Armani. Schizzi

Mostra Tadao Ando Silo Armani. Maquette

Mostra Tadao Ando Silo Armani. Tetto con vasca di ninfee del Water Temple a Hyogo, 1989, sotto il quale c’è il tempio

Mostra Tadao Ando Silo Armani. Tetto con vasca di ninfee del Water Temple a Hyogo, 1989, sotto il quale c’è il tempio. Maquette

La Statale ospitava come ogni anno le installazioni di Interni. Direi che il difetto a mio parere è il fatto che le diverse installazioni nel cortile d’onore non dialogassero assolutamente tra loro con il risultato che l’insieme appariva abbastanza caotico. detto questo ecco alcune immagini delle installazioni nei diversi chiostri

fuori-salone-2019-interni-statale-help-mc-finucci. All’insegna del riciclo la composizione che forma la parola HELP è composta da tappi di bottiglia in plastica

fuori-salone-2019-interni-statale-help-mc-finucci. All’insegna del riciclo la composizione che forma la parola HELP è composta da tappi di bottiglia in plastica

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fuori-salone-2019-interni-statale-regeneration-galiotto. Fatto con materiali di recupero

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mar 29 2019

Il paesaggio in Libreria. Alla Libreria della natura di Milano dalle 18 alle 20

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2 Aprile 2019
Preludi mediterranei e tropicali nella flora milanese del global warming
I mutamenti climatici che cambieranno il verde di Milano
Emanuele Bortolotti e Enrico Banfi


9 Aprile 2019
Dalla farfalla sudafricana nel mediterraneo al giardino senza irrigazione

Chiaccherata informale tra un lepidotterista e un paesaggista
Antonio Perazzi e Gian Cristoforo Bozano


16 Aprile 2019
Progettare con la natura per contrastare il cambiamento climatico

Servizi ecosistemici, nature based solutions, focus sulle aree urbane mediterranee
Francesca Neonato e Francesco Tomasinelli


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mar 17 2019

Broken nature: una mostra imperdibile fino all’1 settembre 2019 alla Triennale di Milano

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mostra-broken-nature-triennale-2019

Broken nature: Design takes on Human Survival, il titolo della mostra in corso fino all’1 settembre 2019 alla Triennale di Milano.
Curata da Paola Antonelli rappresenta una panoramica ragionata e molto complessa sul rapporto che lega gli uomini e l’ambiente naturale, rapporto che negli anni si è molto compromesso minacciando le sorti del nostro pianeta. La mostra ci propone il Design come strumento riparatore con molti esempi di progetti innovativi, freschi e pieni di creatività.
La mostra si articola in tre ambiti: esposizione di progetti degli ultimi tre decenni, esempi di architettura, design e arte ricostituente provenienti da tutto il mondo; la Nazione delle piante, curata da Stefano Mancuso, che ci invita a guardare le piante in modo nuovo usandole per quello che possono insegnarci; Le partecipazioni internazionali, promosse da istituzioni e atenei di eccellenza internazionali.

Per visitare la mostra occorre pianificare molto tempo, ma vale assolutamente la pena, anche ritornarci.

Ecco alcune suggestioni che ho ricavato tra le molte dalla visione della mostra

Mostra-broken-nature-Reliquaries-2018-Paola-Bay-e-Armando-bruno-Triennale-

mostra-broken-nature-supergroww-11000-little-inventors-2018triennale: uno strumento per far muovere le piante alla ricerca della luce

Mostra-broken-nature-Hippo-roller-by-P-Petzer-J-Jonker-Triennale: bidone in polietilene e acciaio per il trasporto dell’acqua concepito per un villaggio in Sudafrica

mostra-broken-nature-anima di Kosokue Ataki -2018-2019-triennale: stoviglie composte da resti vegetali, carbone vegetale e lacca urushi

mostra-broken-nature-acoustic-fur 2018 by C. Meidertsma-triennale: feltro fonoassorbente costruito con scampoli di tessuto

mostra-broken-nature-triennale: Concept shoe for Adidas, A. Taylor scarpe realizzate con detriti di plastica

mostra-broken-nature-triennale-2019: poltrocina costruita con alghe secche e resina organica, Gasmi Issia Khen Feriel

mostra-broken-nature-plants-from-plantst by LEGO: polietilene rinnovabile prodotto a partire da canna da zucchero

La mostra Nazione delle piante, curata da Stefano Mancuso, è una occasione preziosa per divulgare le teorie del famoso biogolo vegetale. Molti pannelli didattici aiutano il pubblico a capire il complesso sistema delle piante e le loro straordinarie capacità, ci invita a guardare con occhi nuovi il mondo vegetale per imparare tante cose utili per il nostro futuro. Ho trovato solo un pò troppo scenografica la sala degli specchi.

mostra-broken-nature-triennale-la-nazione-delle-piante
L’installazione mette a confronto alcuni dati delle piante con animali, architetture e altro. Ad esempio la Sequoia General Sherman pesa 1910 ton.contro le 210 di una balenottera azzurra; l’estensione del Ficus bengalensis è di 19.000 mq contro i soli 7140 di un campo da calcio o ancora l’altezza della Sequoia hyperion è di 115 metri contro i 93 della Statua della libertà.

nazione-delle-piante-mostra-broken-nature-triennale-2019

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nazione-delle-piante-mostra-broken-nature-triennale-2019

nazione-delle-piante-mostra-broken-nature-triennale-2019: la sala degli specchi

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mar 17 2019

Radicepura Garden festival 2019: anteprima

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Dal 27 aprile al 27 ottobre 2019 si terrà a Giarre (Catania) la II edizione del Garden festival Radicepura, promosso dall’omonima fondazione.

Fino al 27 ottobre, nel parco botanico della Fondazione Radicepura, sarà possibile visitare 14 installazioni e 2 giardini, oltre all’Orto della Dieta Mediterranea, realizzate appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà, grazie all’attività portata avanti da oltre 50 anni da Venerando Faro, alla guida dell’azienda insieme ai figli Mario e Michele.
L’edizione 2019 propone un tema di grande attualità: I GIARDINI PRODUTTIVI. Un giardino che sappia coniugare, in maniera originale, per l’uomo del terzo millennio l’ancestrale bisogno di utilità con le nuove esigenze estetiche della società contemporanea, non tralasciando la sua ricerca nel giardino di un luogo intimo in cui ritrovare se stesso e rigenerarsi.

Quest’anno la Fondazione Radicepura curerà – in collaborazione con ARS e Fondazione Federico II – l’allestimento a Palermo di Passage to Mediterranean, giardino ideato da un gruppo di studenti Turchi per la passata edizione del festival. Lo spazio, che sarà inaugurato il 1 giugno in Piazza del Parlamento, diventa simbolo di dialogo tra culture, foriero di stimoli e riflessioni capaci di offrire nuovi paradigmi intellettuali.

In sintonia con questa capacità dei giardini di facilitare e stimolare la riflessione, a Giarre I GIARDINI PRODUTTIVI del Radicepura Garden Festival per 6 mesi esploreranno arte, cultura, storia e tutela dell’ambiente, come elementi costitutivi di un territorio straordinario quale la Sicilia. A interpretarlo grandi nomi del paesaggismo internazionale: Antonio Perazzi e Andy Sturgeon, che realizzeranno per il festival due giardini site-specific superiori ai 100 metri quadrati ciascuno.
Il paesaggista italiano porterà il visitatore nella sua Home ground, Terra di casa, un giardino capace di dare forma e prendere la forma delle piante. Al centro la casa, in basalto, pietra semplicemente tagliata, quale corpo ideale di un luogo capace di accogliere. In questo giardino Perazzi crea un ambiente naturale usando gli elementi già esistenti, senza scartare nulla, operando solo attraverso scomposizione e riassemblamento.
Andy Sturgeon in Layers riflette sulla dipendenza dell’uomo dalla natura per soddisfare le sue necessità fondamentali. Il garden designer inglese conduce i visitatori attraverso il giardino, offrendo loro una visione delle piante produttive enfatizzando la dipendenza necessaria che lega l’uomo alla natura. L’acqua, elemento essenziale, è al centro del giardino, tra l’ombra degli alberi e dei muri circostanti, oasi di riparo e calma.

Altri dieci giardini, di dimensioni più piccole, di circa 50 metri quadrati ciascuno, saranno realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale. La call, che si è chiusa il 28 novembre 2018, ha registrato un’importante partecipazione, con oltre 150 domande provenienti da 15 paesi diversi. La giura, presieduta da Sarah Eberle con Pablo Georgieff, Giovanni Iovane, Daniela Romano e Franco Livoti, ha selezionato a dicembre i 10 designer, provenienti da Francia, Inghilterra, Italia, Scozia e Spagna.

Per avere informazioni organizzative

Comunicato stampa

Ars e Fondazione Federico II

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mar 17 2019

La strage degli abeti nel bellunese: immagini e video

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Foto Flavia de Petri marzo 2019

Le mie care amiche Donatella Lupo e Flavia de Petri mi hanno inviato delle foto strazianti del disastro dei boschi nel bellunese a seguito del tornado dello scorso novembre: a marzo la situazione è ancora tremenda e il paesaggio appare devastato

Foto Donatella Lupo marzo 2019

Foto Flavia de Petri marzo 2019

Foto Flavia de Petri marzo 2019

A questo link un video 734855dd-d565-4cb3-a05f-bbbfc5db3b66.MP4 da aprire con windows media player

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mar 13 2019

Grandi giardini italiani: novità 2019 dal network

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Giardini di Orazio-Castello di Mandella foto archivio Grandi giardini italiani

Grandi Giardini Italiani, il prestigioso network che riunisce ben 137 tra i più splendidi giardini visitabili in Italia,  con oltre 8 milioni e mezzo di visitatori l’anno, presente in 14 regioni del Paese, oltre alla Città del Vaticano, alla Svizzera e a Malta, continua a crescere.

 Sei i nuovi Grandi Giardini Italiani che entrano a far parte del circuito:

  • Villa Marigola (Lerici, SP)
  • Villa Cipressi (Varenna, LC)
  • Giardino di Pojega – Villa Rizzardi (Negrar, VR)
  • Villa Revedin Bolasco – Università di Padova (Borgo Treviso, TV)
  • Villa Puglie (Valsamoggia, BO)
  • Giardini di Orazio – Castello di Mandela (Mandela, RM)

Villa Cipressi, Varenna, archivio fotografico Grandi giardini italiani

Villa Marigola, Lerici, archivio fotografico Grandi giardini italiani

Villa Revedin Bolasco, Borgo Treviso, archivio fotografico Grandi Giardini italiani

Giardino di Pojega-Villa Rizzardi, Negrar, archivio fotografico Grandi Giardini italiani

Villa Puglie, Valsamoggia, archivio fotografico Grandi Giardini italiani

 

Fra le iniziative 2019 dei Grandi Giardini Italiani, è di grande rilievo l’accordo concluso con Trenitalia per scoprire in treno l’incanto dei giardini. Tra gli oltre 130 giardini valorizzati dall’impresa culturale, 21 sono raggiungibili con i treni regionali e con le Frecce di Trenitalia.

 Altra rilevante novità è l’accordo con Tiqets per il primo servizio di biglietteria online per l’ingresso ai giardini della rete sul portale. Il nuovo servizio vuole rispondere alle crescenti richieste, da parte dei visitatori del portale Grandi Giardini Italiani, circa la possibilità di prenotare visite ed altre esperienze nei giardini della rete.

Altra novità del network la nascita della Rosa Grandi Giardini Italiani,frutto di un lungo lavoro di ricerca e di collaborazione con la famiglia Barni, che troverà dimora nei più bei giardini visitabili in Italia e si distinguerà fra tutte per il suo portamento, le calde note rosse dei suoi petali e il suo intenso profumo.
Per informazioni sull’acquisto della Rosa Grandi Giardini Italiani:

Rose Barni Srl – www.rosebarni.it – Tel: +39 0573 380464 – Email info@rosebarni.it

Sito web www.grandigiardini.it

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