mag 14 2018

Il Monte Verità ad Ascona

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Monte Verità Ascona

Era da tempo che volevo andare al Monte Verità ad Ascona sul lago Maggiore. L’occasione è stata la manifestazione Giardini in arte alla sua prima edizione.
Il Monte Verità è stato meta, negli anni, di grandi personalità del mondo artistico, politico e culturale come Harald Szeemann, Herman Hesse, Isadora Duncan, oltre agli artisti Marianne von Werefkin, Alexej von Jawlensky, Arthur Segal, i dadaisti Hugo Ball, Hans Arp.
Oggi di proprietà della Fondazione omonima, il Monte Verità è una realtà poliedrica rappresentata da un complesso museale (al quale appartengono Casa Anatta, Casa Selma, Casa dei Russi e il Padiglione Elisarion), un centro congressi internazionale, un albergo e un grande parco.

Ecco alxune immagini

monte-verita-giardini-in-arte-: Casa Russia

monte-verita-giardini-in-arte- Vicino alla casa del tè un piccolo labirinto di camelie da tè (Camellia sinensis)

monte-verita-giardini-in-arte-. Les loups di O. Estoppey

monte-verita-giardini-in-arte- La terrazza dell’albergo in stile bauhaus

monte-verita-giardini-in-arte- La facciata dell’albergo in stile bauhaus

monte-verita-giardini-in-arte- La facciata dell’albergo in stile bauhaus

monte-verita-giardini-in-arte- Lemouvement végétatif, V. Muller

monte-verita-giardini-in-arte-

monte-verita-giardini-in-arte- 17 segni, L. Combin

 

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mag 14 2018

Il vivaio-giardino di Massimo Perazzi a Grignasco (NO)

L’ingresso al giardino nel vivaio di Massimo Perazzi

Un vivaio di eccellenza quello di Massimo Perazzi nel novarese, non solo per le tantissime piante anche inconsuete che vi si scoprono, ma anche per la bellezza del giardino molto naturale che si attraversa. Molto curate le serre con tutte le piante ben etichettate e molto bella la grande serra-auditorium con struttura di legno. Massimo Perazzi è persona squisita, di grande competenza e passione.

Ecco alcune immagini e scoperte che ho fatto:

Vivaio Il giardino di M. Perazzi

Vivaio Il giardino di M. Perazzi: la grande serra-auditorium

Vivaio Il giardino di M. Perazzi

ceanothus-trewithen-blue-vivaio-perazzi-

cornus-essey-vivaio-perazzi

cotinus-coggygria-golden-spire-vivaio-perazzi-

cyathea-felce-arborea-vivaio-perazzi-

dipeltha-floribunda-tipo-weigela-vivaio-perazzi-

euphorbia-griffithii-vivaio-perazzi-

heptacodium-miconioides-vivaio-perazzi

ligularia-othello-vivaio-perazzi

muehelenbeckia-axillaris-vivaio-perazzi

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synocalicanthus-hartlage-wine-vivaio-perazzi

viburnum-conoy-vivaio-perazzi-

Vivaio Il Giardino di Massimo Perazzi

weigela-subsessilis-vivaio-perazzi-

 

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mag 14 2018

Cartoline dal fuori salone 2018

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Future space di P. Pichler Arch. Università statale Interni

Qualche flash dal Fuori salone 2018. Le installazioni sul tema green che ho visto mi sono parse piuttosto banali e alcune scadenti. Molto interessanti, oltre alle installazioni di Interni all’Università Statale e a quelle dell’Orto di Brera, le proposte molto creative e stimolanti del distretto Lambrate negli ex magazzini della Stazione centrale e soprattutto la mostra di Nendo al Superstudio di Tortona.

Ecco alcune immagini

Università statale Future space di Pichler.

Università statale

Università statale. House in motion di Cibic

Università statale. House in motion di Cibic

Orto di Brera. Smart town di Cucinella

Installazione in piazza Castello

Hidden garden in piazza Gae Aulenti: no comment!

Distretto lambrate. Salvami andata e ritorno di F. Mazzucchelli

Distretto Lambrate. Giants with dwarf S. Hurlemann

Distretto lambrate. bring colour into your life. Haru stock on design

Distretto Lambrate. Soundscape AGC Asahi glass

Distretto lambrate. The diner di D. Rockwell

Distretto Lambrate. paper and light D. Guidone e Tomoko Fuse

Distretto Lambrate. Waste no more tessuti composti di abiti e maglioni riciclati stupendi, di Eileen Fisher

Distretto Lambrate. Waste no more tessuti composti di abiti e maglioni riciclati stupendi, di Eileen Fisher

Superstudio più. Mostra Forms of movement di NENDO

Superstudio più. Mostra Forms of movement di NENDO

Superstudio più. Mostra Forms of movement di NENDO

Superstudio più. Mostra Forms of movement di NENDO. Installazione Variations of time

Superstudio più. Breath di Kengo Kuma

Superstudio più.

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mag 07 2018

Les jardins d’Etretat in Normandia

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Jardins d’Etretat. In mezzo alle forme sinuose dei bossi fanno capolino le grandi teste – realizzate in resina poliestere e polvere di alluminio – dello scultore spagnolo Samuel Salcedo nel giardino delle emozioni.

A fine aprile sono stata invitata all’inaugurazione delle nuove sculture dei Jardins d’Etretat in Normandia in una posizione straordinaria a picco sulle famose falaises d’Amont e a un passo dalla Chapelle Notre-Dame de la Garde.

Una storia molto particolare quella di questi giardini che furono creati agli inizi del 1900 da una famosa attrice frances, Madame Thebaut, grande amica di Claude Monet che vi soggiornò parecchie volte immortalando le vedute in diversi quadri.

Nel 2015 il giovane paesaggista russo Alexander Grivko, che ha firmato moltissimi giardini privati in giro per il mondo e che dirige lo studio di landscape Il Nature, ha acquistato la villa La Roxelane con il suo giardino ampliandolo notevolmente (dagli iniziali 5000 mq agli attuali oltre 10.000 mq) ridisegnandolo completamente e trasformandolo in un louogo d’arte contemporanea aperto al pubblico. Un lavoro immane realizzato in soli due anni con un notevole dispendio di risorse e di energie – più di 200 tra operai e giardinieri, oltre 35.00o piante e numerose opere d’arte in parte permanenti e in parte temporanee. Del giardino originario è rimasta la trama arborea costituita da tanti Acer platanoides che si stagliano con le loro forme eleganti tra le sinuose architetture vegetali.

Il paesaggista Alexander Grivko il giorno dell’inaugurazione della stagione 2018. Crediti fotografici Jardins d’Etretat

Alexander ha voluto con questo giardino mostrare finalmente al pubblico una delle sue opere, essendo gli altri suoi giardini tutti privati e non visitabili. E dopo questo suo primo progetto pubblico ha in preparazione altri due giardini uno in Francia nel dipartimento de l’Oise e uno a Madera…

I giardini oggi costituiscono una scenografia assai ben orchestrata di forme arbustive topiarie che disegnano in maniera perfetta onde, archi, boschetti suggestivi in un percorso che dall’alto si snodano fino al punto panoramico da cui si gode di una vista sulle bellissime falaises. Sicuramente Alexander sa usare molto bene le piante, memore della tradizione del giardino rinascimentale italiano da lui molto amato e della lezione contemporanea dei grandi paesaggisti belgi, in primis Jacques Wirtz, che lui riconosce come uno dei suoi maestri. Volutamente poche le specie utilizzate ma sapientemente impiegate in grandi masse: arbusti per lo più sempreverdi, tra cui Taxus baccata, Buxus sempervirens, Phillyrea angustifolia, Ilex aquifolium, Ligustrum delavayanum, Enkianthus japonicus ed Elaegnus. Poche le fioriture ma tali da assicurare delle belle macchie di colore nelle stagioni: in primavera grandi rododendri ed azalee dai toni bianco-rosati, in estate Hydrangea paniculata e Agapanthus africanus, in inverno le bacche degli agrifogli si acconpagnano alle fioriture di ellebori e Camellia sasanqua. Del giardino originario sono state poi conservate tutte le varietà di orchidee della specie Cypripedium.

Lungo il percorso si incontrano diverse opere d’arte di artisti russi, polacchi, tedeschi e spagnoli: alcune, come le sculture in terracotta appese agli alberi – che con le onde sonore che producono pronunciano il nome ‘arte’ in moltissime lingue – o ancora l’albero con carillon (Foret mecanique di Greyworld) sono molto suggestive, altre come ‘Les gouttes de pluie’ molto scenografiche.

All’insegna di Marie Antoinette, la bizzarra e inconsueta sfilata di ballerini agghindati in palloncini colorati che ha inaugurato la stagione 2018 dei giardini

Ecco alcune immagini del giardino e di alcune installazioni ed opere d’arte.

Les jardins d’Etretat. un gioco di siepi di eleagno dalle foglie argentate circoscive il giardino affacciato sulle falaises.Foto L.Pirovano

Les jardins d’Etretat. Vista della villa.Foto L.Pirovano

Les jardins d’Etretat. Un sentiero in discesa in mezzo alle siepi in forma scandite dagli aceri platanoidi.Foto L.Pirovano

Jardins d’Etretat. Un passaggio ad archi tra le forme topiarie di tasso. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. In primo piano le sinuose forme di eleagno dalle foglie argentate e sullo sfondo le architetture di tasso. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Le sculture appese ‘Tant que vivra le verb’ dell’artista russo Sergei Katran creano un angolo suggestivo  Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Fioritura di orchidacee Cypridemium forni. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Intorno ad una panca scolpita in legno (dell’artista tedesco Thomas Rosler) la sgargiante fioritura di Rhododendron ‘Inkartho Duftheke’. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Un lunghissimo tavolo con panche sempre di Thomas Rosler. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. le forme arrotondate di Enkianthus japonicus che in primavera si riempie di fiorellini bianchi a campanella e in autunno si tingono di rosso vivo. Foto di L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Visione d’insieme del giardino e dei suoi percorsi in discesa. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Bello il contrasto tra le argentate e luminose foglie degli eleagni con le architetture vegetali verde scuro dei tassi. In mezzo una sfera di plastica trasparente. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Vista dall’alto con le sculture appese agli alberi e le fioriture dei rododendri. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Come gocce di pioggia nelle onde di bosso le grandi facce di resina nel giardino delle emozioni. Foto di L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Particolare della scultura in resina dell’artista spagnolo Samuel Salcedo. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. La Foret mecanique. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. In alto sullo sfondo la scultura ‘Le coquillage’, dell’artista russa Alena Kogan: come in una metamorfosi la sommità delle falaises sprofonda nel fondale marino. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. ‘E’treignez un arbre, progetto ecologico dell’artista polacco Wiktor Szostalo. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. ‘E’treignez un arbre, progetto ecologico dell’artista polacco Wiktor Szostalo. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Allestimenti sul tema Marie Antoinette. Foto L. Pirovano

Jardins d’Etretat. Allestimenti e performance sul tema Marie Antoinette. Foto P. Gauthier

Jardins d’Etretat. Allestimenti e performance sul tema Marie Antoinette. Foto P. Gauthier

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apr 11 2018

San Rossore, le foto di Flavia de Petri

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San Rossore. Foto F. de Petri

Ecco alcune immagini della Tenuta di San Rossore dell’amica instancabile camminatrice ed esploratrice Flavia de Petri

San Rossore. Foto F. de Petri

San Rossore. Foto F. de Petri

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apr 11 2018

Passeggiando per Citylife a Milano

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Citylife

Ecco alcune immagini del parco progettato da Parc Nouveau e del nuovo centro commerciale firmato Zaha Hadid a Citylife

Parco di Citylife

Parco di Citylife, lo specchio d’acqua

Una delle installazioni artistiche, ‘Hand and foot for Milan’ di Judith Hopt

Parco di Citylife

Parco di Citylife

L’area agility per i cani

Parco di Citylife

Parco di Citylife

Parco di Citylife

Ingresso del nuovo centro commerciale, firmato Zaha Hadid

Interno del nuovo centro commerciale, firmato Zaha Hadid

Il nuovo centro commerciale, firmato Zaha Hadid

 

 

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apr 11 2018

ITINERARI VERDI NELLE CITTà DEL MONDO. A cura di Laura Pirovano. TERZA USCITA NEW YORK

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Gantry Plaza Park, NY

«Itinerari verdi nelle grandi città del mondo» è una collana di guide di viaggio per chi progetta un viaggio in una città europea ed è interessato a trovare informazioni sugli spazi verdi.
La guida segnala– accanto ai luoghi più tradizionali – mete meno conosciute e nuove realizzazioni con tutte le informazioni pratiche che consentano al viaggiatore di inserire itinerari verdi nel proprio
programma di viaggio.
La collana è articolata in piccole guide ognuna dedicata ad una città.
Per ogni città brevi schede descrittive con immagini e informazioni pratiche per accedere ad ogni parco/giardino.
In Appendice: breve segnalazione di guide e siti internet per ulteriori approfondimenti
Le prime guide in uscita riguardano Londra, New York e Parigi e periodicamente verranno pubblicate altre città

Per scaricare la terza guida dedicata a New York ecco il link: http://www.giardininviaggio.it/wp-content/uploads/2018/04/ITINERARI-VERDI-CITTA-MONDO-NEW-YORK-con-copertina-def.pdf
La galleria di immagini sui giardini e parchi di New York al link http://www.giardininviaggio.it/itinerari-verdi-citta-mondo-foto-parigi

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apr 03 2018

ITINERARI VERDI CITTA’ MONDO: NEW YORK. FOTO

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Fotografie dei parchi e giardini per tipologie:

Giardini botanici

Brooklyn Botanical Garden

Brooklyn Botanical Garden

Brooklyn Botanical Garden

Brooklyn Botanical Garden

Brooklyn Botanical Garden

Brooklyn Botanical Garden

Conservatory Garden a Central Park

Conservatory Garden a Central Park

Conservatory Garden a Central Park

Conservatory Garden a Central Park

Conservatory Garden a Central Park

Grandi parchi

Central Park

Central Park

Central Park

Central Park

Central Park

Central Park

Prospect Park

Prospect Park

Prospect Park

Prospect Park

Riverside Park foto Rita Sicchi

Riverside Park foto Rita Sicchi

Riverside Park foto Rita Sicchi

Riverside Park foto Rita Sicchi

Riverside Park foto Rita Sicchi

Parchi e memoriali contemporanei

Battery City parks

Battery City parks

Battery City parks

Battery City parks

Battery City parks

Battery City parks

Battery City parks

Battery City parks

Brooklyn Bridge Park

Brooklyn Bridge Park

Brooklyn Bridge Park

Brooklyn Bridge Park

Brooklyn Bridge Park

Four Freedom Park Roosvelt Island

Four Freedom Park Roosvelt Island

Four Freedom Park Roosvelt Island

Four Freedom Park Roosvelt Island

Four Freedom Park Roosvelt Island

Four Freedom Park Roosvelt Island

Four Freedom Park Roosvelt Island

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

Gantry Plaza Park

High Line

High Line

High Line

High Line

High Line

High Line

High Line

High Line

High Line

Hudson River park

Hudson River park

Hudson River park

Hunter Point South Park

Hunter Point South Park

Hunter Point South Park

Hunter Point South Park

Hunter Point South Park

Hunter Point South Park

Memoriale 11 settembre

Memoriale 11 settembre

Memoriale 11 settembre

Memoriale 11 settembre

Memoriale 11 settembre

Riverside South Park

Riverside South Park

Riverside South Park

Riverside South Park

Riverside South Park

Piccoli parchi  e piazze

Capitol Plaza

Federal Plaza Park

Federal Plaza Park

Federal Plaza Park

Federal Plaza Park

Federal Plaza Park

Federal Plaza Park

Greenacre Park

Greenacre Park

Greenacre Park

Greenacre Park

Greenacre Park

Samuel Paley Plaza

Samuel Paley Plaza

Zuccotti Park

Zuccotti Park

Giardini di musei

Frick Collection

Frick Collection

MOMA Sculpture garden

MOMA Sculpture garden

MOMA Sculpture garden

MOMA Sculpture garden

Noguchi Museum Garden

Noguchi Museum Garden

Noguchi Museum Garden

Noguchi Museum Garden

 

 

 

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apr 03 2018

Premio Scarpa per il giardino 2018

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Céide Fields. Crediti Fondazione Benetton. Premio Scarpa 2018

XXIX edizione, 2018: I Céide Fields, Ballycastle, Contea di Mayo, Irlanda

Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso l’assegnazione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 a uno dei luoghi più suggestivi e storicamente preziosi dell’intera Irlanda se non del continente europeo, la piana dei Céide Fields (letteralmente i “campi della collina dalla cima piatta”), nei pressi di Ballycastle, piccolo villaggio sulla costa settentrionale della contea di Mayo.
Altissime scogliere – Céide Cliffs – preservano questo antichissimo mondo dall’oceano Atlantico.

Qui, 5.500 anni fa, già prosperava una pacifica comunità ben organizzata, specialmente di agricoltori, che si impegnava collettivamente a disboscare la zona e a dividersi poi i terreni, strutturandoli in un sistema di campi regolari. Prosperità e declino di questo amplissimo territorio sono legati a cambiamenti climatici, all’apparenza trascurabili: due gradi di abbassamento della temperatura, appena. Sufficiente a cambiare il mondo dei Céide Fields.
Così quello che era un magnifico ambiente di vita, divenne una terra inospitale e insidiosa, progressivamente coperta dal lento formarsi della torba.  Prati, erbe palustri, eriche e muschi e licheni cancellarono ogni evidenza di un’area che era stata importante e prospera. Su di essa maturò l’immensa distesa delle torbiere.

Ed è stato proprio scavando la torba per il riscaldamento di casa, che un maestro elementare del posto, Patrick Caulfield, negli anni trenta del secolo scorso, ebbe a cozzare contro le pietre del sottosuolo. Dal loro perfetto allineamento intuì non potersi trattare di presenze casuali. Conficcando una sonda nella torba cominciò a rilevare muretti e altri resti. Ma solo quarant’anni più tardi, negli anni settanta, quella sua intuizione si trasformò in una delle più sorprendenti scoperte archeologiche del secolo. Grazie agli scavi del figlio, archeologo, di quel maestro, e delle generazioni successive. Ciò che quelle ricerche, che continuano tutt’ora, rivelarono fu un enorme sistema di campi, abitazioni e tombe coperto e preservato per millenni dagli strati di torba.

Céide Fields, Premio Scarpa 2018. Crediti Fondazione Benetton

 Si tratta di un paesaggio agrario del Neolitico, che si manifesta con una straordinaria geometria dei manufatti, leggibile e godibile grazie alla presenza di un centro visitatori gestito dall’archeologa Gretta Byrne, nell’ambito dell’OPW (The Office of Public Works) irlandese.

(Estratto dal Comunicato stampa della Fondazione Benetton Studi e Ricerche)

 

Céide Fields Premio Scarpa 2018. Crediti Fondazione Benetton

Info: www.fsbsr.it

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mar 13 2018

Paesaggi di Patagonia

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Patagonia argentina lungo Mount Zebellos Road

Sono reduce da un bellissimo viaggio in Patagonia lo scorso mese di febbraio: 15 giorni interi dedicati all’esplorazione di questo territorio meraviglioso tra Argentina e Cile percorrendo circa 3200 km., sulla carretera austral in Cile e sulla ruta 40 e altre minori in Argentina, passando dai 41° di latitudine di Bariloche ai 51° delle Torres del Paine. Un viaggio su misura con altri 3 amici accompagnati da un giovane spagnolo trapiantato in Patagonia che si è dimostrato una guida veramente raccomandabile: esperto, anche di bird watching, professionale, gentile: Josè Fernandez Pinar (vedere il suo sito http://www.tierraspatagonicas.com/en), che tra l’altro ci ha fatto ascoltare durante i lunghi tragitti in macchina una musica molto bella.

Che dire, difficile fare una sintesi di tutto quanto abbiamo visto. Paesaggi sempre diversi – mai un momento di monotonia durante anche i lunghi percorsi in 4×4 in cui anche per 100 km non si incontrava neanche una abitazione – dai boschi verdissmi dei Nothofagus (un genere arboreo che comprende circa 35 specie esclusive dell’emisfero meridionale), dalle forme ora slanciate ora contorte per l’azione del vento (il famoso vento patagonico che davvero quando soffia dà una incredibile sensazione di instabilità), alle steppe mai uguali, ma sempre cangianti ora brunite, ora giallo oro, ora mischiate di nero (il famoso arbusto mata negra), fino alle zone desertiche quasi lunari. Acqua dei laghi che sembrano mari, fiumi, torrenti tumultuosi, cascate, e montagne che per le loro formazioni geologiche hanno colori diversissimi. E poi gli incredibili ventrisqueros i ghiacciai che sembrano distendersi all’infinito.

Se devo dire che cosa mi è piaciuto di più, penso al Parco nazionale del Perito Moreno, luogo assolutamente selvaggio, con quasi nessun turista nonostante l’alta stagione e le più belle stellate che abbia mai visto, poi il lungo percorso lungo Mount Zebellos Road per il mutare continuo dei paesaggi. Come emozione il ghiacciaio Perito Moreno. Le persone davvero simpatiche e gentili, soprattutto in Argentina, alcuni incontri che restano nel cuore. E poi i guanachi, tantissimi, molto eleganti: me ne sarei portato a casa almeno uno!

Qui propongo una selezione spero non noiosa dei paesaggi che abbiamo incontrato da nord a sud. A parte in altri post vi illustrerò flora e fauna.

patagonia argentina-parque-national-los-alerces, il primo parco che abbiamo visitato, ricco di interessanti specie arboree e con bellissime viste sui laghi. Va detto che sin in Argentina che in Cile tutti i parchi nazionali sono tenuti benissimo e in alcuni casi ci sono strutture molto ben ambientate come la passerella per ammirare il Perito Moreno.

patagonia argentina-parque-national-los-alerces: sullo sfondo -ghiacciaio-torrecill

patagonia argentina-parque-national-los-alerces: lagos-de-las-juntas-

Patagonia argentina Villa Futalaufquen, il nostro albergo tipica architettura di stile alpino dll’architetto argentino Bustillo.

patagonia argentina-da-los-alerces-verso-trevelin

patagonia argentina-futaleufù, cittadina di frontiera con il Cile : una delle tipiche case di legno

patagonia argentina-futaleufù: un lago dalle acque di un increbile tonalità di blu

Patagonia cilena villaggio di Puyuhapi, affacciato sul fiordo e pieno di casette colorate, di legno e lamiera. Questo il nostro albergo composto da tante piccole casette circondate da vegetazione, tra cui moltissime Gunnera chilensis

patagonia-puyuhapi: il fiordo

Patagonia cilena: PN di Queulat

Patagonia cilena la rain forest del PN di Queulat

Patagonia cilena PN Queulat

Patagonia cilena lungo carretera austral: una cascata e distese di Gunnera chilensis

patagonia cilena-da-queulat-lungo-car-austral

Patagonia cilena. Lago General carrera, un lago enorme che poi continua in piccola parte in Argentina con il nome di Buenos Aires; non a caso il nome locale è ‘Chelencho’, ovvero lago della tempesta, in quanto ha sempre grandi onde per il vento patagonico!

Patagonia cilena da Puerto Tranquilo una gita in barca molto agitata per ammirare le marble chapels, delle formazioni marmoree dalle forme e dai colori stupendi.

patagonia-puerto-tranquilo-marble-chapels-

Patagonia cilena lugo il lago General Carrera

Patagonia cilena lugo il lago General Carrera

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road, un percorso sterrato davvero straordinario per i paesaggi cangianti – di foreste, steppe, praterie e alte montagne e sulo sfondo la vista del ghiacciaio San Lorenzo

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road: uno dei tanti altarini lungo la strada dove i doni sono i più vari da lattine a occhiali e sigarette

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

Patagonia argentina lungo Mount Zebellos road

patagonia argentina-da-los-posadas (con laghi molto belli)-a-cueva-de-los-manos

patagonia argentina-da-los-posadas-a-cueva-de-los-manos

Patagonia argentina verso Cuevas de los manos sentiero delle terre colorate

Patagonia argentina: pinturas river canyon

Patagonia argentina: pinturas river canyon

Patagonia argentina: pinturas river canyon

Patagonia argentina. Le famose incisioni rupestri di Cuevas de los manos

Patagonia argentina. Le famose incisioni rupestri di Cuevas de los manos

Patagonia argentina: Perito Moreno NP (non c’entra con il ghiacciaio che si trova più a sud): Lago Belgrano

Patagonia argentina Perito Moreno NP passeggiata sulla Peninsula belgrano

Patagonia argentina Perito Moreno NP passeggiata sulla Peninsula belgrano laguna pescado

Patagonia argentina Perito Moreno NP: lago Burmeister

Patagonia argentina Perito Moreno NP Lake Volcàn

Patagonia argentina Perito Moreno NP paesaggio lunare Lake Volcàn

Patagonia argentina. Da El Chalten, nuovo villaggio turistico per il trekking. Sullo sfondo Fitz Roy e cerro Torre

Patagonia argentina passeggiata da El Chalten: boschi bruciati di lengas (Nothofagus pumilio) e sullo sfondo le cime del Fitz Roy

Patagonia: Lago Argentina, il più grande di tutta l’Argentina. si avvicinano i ghiacciai!

Patagonia Perito Moreno glacier . Qualche dato incredibile: superficie 254 Km quadrati, altezza tra 3000 e 185, lunghezza 23.5 km e larghezza 5 km. L’unico ghiacciaio al mondo che non sta arretrando ma che resta in equilibrio tra demolizioni e nuovii accrescimenti. In questi giorni è crollato con un effetto quasi tsunami un grande arco!

patagonia-perito-moreno-glacier

patagonia-perito-moreno-glacier

patagonia-perito-moreno-glacier

patagonia-perito-moreno-glacier

Patagonia argentina: la passerella che dall’alto in basso o viceversa consente la vista ravvicinata del ghiacciaio

Patagonia Lago Argentina iceberg

Patagonia Lago Argentina iceberg

Patagonia argentina escursione al ghiacciaio Upsala

Patagonia argentina escursione al ghiacciaio Upsala

Patagonia argentina escursione al ghiacciaio Upsala e lago Guillermo

Patagonia cilena le Torre del Paine in fondo al Rio Serrano

Patagonia cilena: Torres del Paine NP, lago Pehoe

patagonia cilena-strada-mirador-dos-cuernos-torres-del-paine-

patagonia-torres-del-paine-np

patagonia cilena-torres-del-paine-np

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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