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Il blog di Laura Pirovano: appunti di viaggio, segnalazioni di giardini, proposte di plant design

A proposito dell’workshop di Valfredda con Noel Kingsbury: una sintesi di Manuel Bellarosa

Noel Kingsbury in aula

L’amico Manuel Bellarosa, grande giardiniere, con cui ho conidiviso la partecipazione all’workshop di Valfredda a fine settembre, mi ha inviato la sua sintesi e riflessione su quanto ci hanno raccontato sia Noel Kingsbury che Annie Guilfoyle.

WORKSHOP 20 -21 settembre 2017 presso i Vivai Valfredda di Cazzago S.Martino (Bs), sintesi  a cura di Manuel Bellarosa

Noel Kigsbury & Annie Guilfoile: struttura, ecologia, estetica, durata,  costi di impianto e manutenzione degli abbinamenti vegetali.

Noel Kigsbury : Ecology for planting design

La conoscenza dello “strumento”pianta è necessaria per impostare buoni lavori:

–          la conoscenza del luogo di origine di una specie consente di capirne le esigenze ed il ciclo vegetativo.

–          sapere a quale temperatura minima o massima le perenni vanno in stress per conoscere i periodi  di stasi estiva, con ripartenza autunnale se esistente e riposo invernale.

-Fioriture primaverili, bulbi (geofite) fioriscono precocemente, scompaiono durante il periodo estivo, ritornano la primavera successiva. Sopravvivono senza cure.             I narcisi, originari dell’ovest Europa.  

-Erbacee perenni con dormienza estiva attive alle basse temperature, con l’arrivo dell’estate vanno in dormienza scomparendo.                    Anemone sylvestris, Ranunculus ficaria.

Erbacee perenni da inizio estate formano generalmente dei cuscini, alcune si sviluppano verticalmente, hanno fogliame attraente  e possono avere uno sviluppo tardivo coprendo le vegetazioni successive ; alcune hanno dormienza estiva altre diventano brutte e devono essere tagliate.

-Erbacee perenni a fioritura estiva complementari alle precedenti, lavorano a temperature più elevate.

-Erbacee perenni da tarda estate iniziano a sviluppare velocemente da primavera inoltrata, hanno sviluppo molto veloce e continuo, necessitano di acqua e nutrienti durante tutto il periodo di crescita. In ambiente mediterraneo il fattore limitante è l’acqua.

– Erbacee a fioritura tardo estiva- autunnale di origine nord americana od orientale, la loro  crescita avviene durante il periodo estivo e rimangono di taglia piccola, presentano struttura molto forte dominata dal fusto centrale. Se si sviluppano bene riescono a mantenere la loro architettura durante il periodo invernale.          Sedum”Matrona”

Erbacee perenni dal fogliame particolare dove non è il fiore il motivo di attrazione ma la forma o il colore delle foglie.                               Ligularia dentata “Desdemona”

– Specie Annuali funzionano se si disseminano spontaneamente.                         Smirnium perfoliatum

– Erbe ornamentali ( Ornamental grass) provenienti prevalentemente dalle praterie del nord America, dalle pianure europee o dalle steppe asiatiche. Molto interessanti in tarda estate.           Calamagrostis x acuti flora”Karl Foerster”.

In clima mediterraneo sono rilevanti i fogliami precoci che spesso iniziano a germogliare in autunno.     Cynara, Silybum

Molti ibridi di riferimento sulle erbacee perenni sono tedeschi o britannici: le differenze con il sud Europa sono notevoli, ciò che a nord va al sole a sud sarà da posizionare in mezzombra o in ombra.

Alcuni generi sopportano meglio il secco (Achillea) di altri (Astilbe), alcuni necessitano di presenza d’acqua (Ligularia).

In ambiente secco perfetto è Limonium platyphyllum.

Guardare sempre l’origine delle specie.

Capirne il posizionamento ecologico.

Conoscere il ritmo del lungo o breve periodo.

Sapere se si muove o è statica nello spazio.

A tale riguardo esiste poco materiale di documentazione, bisogna imparare a leggere le piante dal loro portamento, chinandosi, guardando la pianta, trovare ispirazione dalla sua struttura.

In ambito ecologico la massima biodiversità si trova in ambiente a basse risorse dove troviamo

specie pioniere o ruderali che tollerano gli stress, sono opportuniste, vivono con poco sfruttando al massimo le risorse esistenti. Queste specie sono caratterizzati da piccole dimensioni, breve durata del ciclo vitale, età riproduttiva precoce, produzione di una prole assai numerosa, molto piccola e per lo più generata una sola volta nel corso della vita, eccellenti capacità di disperdere la prole nell’ambiente.

Sono le specie annuali e biennali che producono molti semi: tanti fiori, molto vistosi per favorire l’impollinazione.

In design le piante che non si muovono ma si allargano sono più affidabili di quelle che vanno in giro e si propagano.

Si contrappongono ai Competitori che danno il loro meglio in ambienti ricchi di risorse.

In ambito mediterraneo la maggior parte delle specie è opportunista, devono mantenere le risorse, spesso sono sempreverdi per riuscire a fotosintetizzare durante tutto l’arco dell’anno, crescono lentamente e spesso sono legnose. Questa lentezza di accrescimento semplifica la manutenzione. Spesso hanno vita corta perché adattate a convivere/sopravvivere con gli incendi: vivono alcune stagioni poi muovo ripartendo da zero.

Natura & new planting design: la lettura degli ambienti naturali offre l’ispirazione per la realizzazione di architetture vegetali. Ciò che offre l’ambente però non è sufficientemente ornamentale è necessario quindi prendere il meglio dell’offerta di ambienti ecologicamente compatibili tra di loro, shakerare per ottenere un risultato appagante esteticamente e funzionale da un punto di vista gestionale.

Perché piantare secondo natura?

–          per favorire la biodiversità;

–          per estetica;

–          per ecologia: aumento delle superfici permeabili, controllo inquinamento, calmiere termico ecc…

Gli impianti naturalistici devono essere belli per essere accettati dal pubblico ed avere così il sostegno economico necessario alla gestione e manutenzione.

Gli impianti naturalistici possono evolvere seguendo una linea giardinistica oppure una linea ecologica ottenendo due risultati completamente diversi: l’impianto ecologico ha uno sviluppo diverso dall’impianto giardinistico.

Prato con perenni:è piacevole, da valore alla ripetizione, è romantico, funzionale alla biodiversità, facile da realizzare, di basso costo.

In natura le erbe si sviluppano a basse temperature, generalmente inferiore a 10°C, basse concentrazioni di nutrienti

(che non favoriscono lo sviluppo di competitori). Con la bella stagione corta le piante fiorite riescono a superare in altezza il prato.

In Germania, dove esiste una forte industria vivaistica che riesce a finanziare la ricerca pubblica, hanno realizzato moduli schematici in grado di riprodurre ambienti naturalistici pratensi adatti a delineare le proporzioni corrette in un determinato ambiente, su una determinata area. Il progettista riesce a calcolare esattamente il costo di impianto per metro quadro ed i costi di gestione sul lungo periodo a seconda se si vuol far prevalere l’aspetto naturalistico o giardinistico. Sono disponibili in commercio circa 40 miscugli, dalle piante autoctone ai mix ornamentali, diversi per esigenze di luce, acqua e temperatura.

I vantaggi del mixed plantig sono la riduzione dei costi su ampie aree.

Gli svantaggi sono dati dai costi per la ricerca, dalla necessità di una industria vivaistica vivace, in grado di supportare la ricerca (che altrimenti non riuscirebbe a testare gli schemi) e produrre il materiale necessario a basso costo ed in alto numero, la noia della replica (in chi è in grado di leggerla).

Sono necessarie anche ottime basi teoriche non sempre disponibili, ed un accurato studio sulla manutenzione.

In Giappone, all’interno di un parco è stato sperimentato da Roy Diblik il modular planting: il mixed planting è stato ripetuto in maniere modulare su ampia superficie. Questo ha permesso di ridurre notevolmente i costi riducendo la serialità.

Unico accorgimento è di tener presente che non tutte le combinazioni sono compatibili tra loro.

Ottima pratica è quella della semina dei miscugli di specie perenni dove si instaurano relazioni naturali tra le piante, vengono eliminati i competitori e vengono ridotti fortemente i costi di impianto. Purtroppo non sono disponibili sementi in quantità per tutti i generi di mix progettati, ma potenzialmente si possono aprire buone opportunità per il futuro.

Figura chiave di questo nuovo modo di concepire il giardino è quella del giardiniere che deve essere ecologo, giardiniere, artista, sociologo ecc.

il giardino secondo Piet Oudolf :

-strutture e toni

– taglio del legno per mantenere la forma e dare struttura

– blocchi monospecifici di piante erbacee

– alternanze di colori

– utilizzo di strutture morbide – veli trasparenti- messi in risalto da strutture più consistenti.

  • Piante strutturali che anche da secche mantengono lo scheletro; hanno fioritura tardiva.
  • Piante da riempimento (filler plants) hanno fioritura precoce e scompaiono; sono in numero minore rispetto alle strutturali.
  • Piante casuali, appaiono e scompaiono random, passano inosservate prima e dopo la fioritura.

Matrix planting in cui la maggior parte dello spazio è occupata da specie copri suolo con alcune emergenze a fiore sparse all’interno della matrice.

Riduce notevolmente i costi di impianto, si avvicina agli schemi tradizionali e la preparazione richiesta per la manutenzione è presente sul mercato.

Di contro, i costi manutentivi sono molto elevati.

Anne Guilfoile: “Creative landscapes ovvero, il mio approccio alla progettazione con gli arbusti”

–  uso storico degli arbusti:

  • Ars topiaria romanica (buxus)
  • Rinascimento -villa Gamberaia- (buxus+ conifera)
  • Hampton Court Palace
  • Cotay Manor, Devon, degli anni ’20 (buxus+taxus+lavanda)
  • Hidcote Manor anni ’10, le piante diventano architettura (taxus)
  • Lytes Cary, Somerset
  • Long Barn, Kent  1915, primo giardino di Vita Seckville-West
  • Great Dixter, east Sussex, 1910 esempio di Arts&Crafts
  • Sissinghurst, Kent- il “rondelle”di taxus

E’ necessario osservare le piante nel loro habitat ricordando che le piante non leggono i libri e non sono macchine:sono loro che ci dicono cosa dobbiamo fare noi e non viceversa( entro determinati limiti).

Per pianificare gli arbusti necessari in un piccolo spazio si può utilizzare il metodo di posizionare dei volumi, a matita, su carta da lucido appoggiata su foto producendo un planted plan a partire dalla struttura sempreverde che ha la stessa importanza dei volumi architettonici e con essi dialoga diventandone complementare.

  • Scampston Hall, Yorkshire, Piet Oudolf
  • Marchant’s Hardy Plants, East Sussex , Graham Gough.

–          Siepi insolite con specie diverse…. Stanze con siepi basse

–          Siepi mosse, con percorsi stretti….esplorazione, crano intimità, atmosfera

–          Siepi alte, con percorsi stretti……creano dramma, intensità.

Importante è la stagionalità: inverno, primavera, autunno…..struttura, colore, profumo.

“Non bisogna disdegnare nessuna pianta perché c’è un posto per ognuna”

–          Arbusti manipolati;

–          Arbusti bassi………………….seguire lo sguardo;

–          Colori contrastanti;

–          Siepi miste in altezza e/o forma, magari ripetute nel colore e nella forma, per creare armonia

–          Piante rampicanti ottime come copertura dei muri, da sole o da ombra;

–          Forme e strutture contrastanti:

  • East Lambrook Manor, Somerset
  • Hanham Court, Somerset
  • Derry Watkins -Special plants nursey-
  • Bury Court

 Non bisogna creare un mostro: tenere sempre presenti i bisogni manutentivi

La presenza dell’acqua è molto importante sia per attrarre fauna selvatica, che per il suono e per il riflesso della vegetazione.

Prestare attenzione alla scala è necessario colmare il divario tra la dimensione del cotruito e quella del giardino.

 

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Giardini in viaggio Laura Pirovano