Post di marzo, 2019

mar 29 2019

Il paesaggio in Libreria. Alla Libreria della natura di Milano dalle 18 alle 20

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2 Aprile 2019
Preludi mediterranei e tropicali nella flora milanese del global warming
I mutamenti climatici che cambieranno il verde di Milano
Emanuele Bortolotti e Enrico Banfi


9 Aprile 2019
Dalla farfalla sudafricana nel mediterraneo al giardino senza irrigazione

Chiaccherata informale tra un lepidotterista e un paesaggista
Antonio Perazzi e Gian Cristoforo Bozano


16 Aprile 2019
Progettare con la natura per contrastare il cambiamento climatico

Servizi ecosistemici, nature based solutions, focus sulle aree urbane mediterranee
Francesca Neonato e Francesco Tomasinelli


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mar 22 2019

In ricordo di Paolo Villa

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Paolo Villa durante un viaggio in Normandia con Filippo Piva e Anna Chiara Vendramin e un gruppo di soci AIAPP. Foto F. Piva

L’ultima volta che ho visto Paolo Villa è stato durante il bellissimo viaggio in Normandia organizzato da Filippo Piva e Anna Chiara Vendramin. Me lo ricordo, nonostante qualche momento di stanchezza, pieno di entusiamo e curiosità per i tanti luoghi stupendi che abbiamo visitato. Come sempre si fermava per fare i suoi  schizzi, con mano ferma e con una rapidità invidiabile. Era il suo modo di fissare, più che con le foto, le scene che più lo colpivano dei luoghi.
Paolo Villa è stato un grande architetto paesaggista e un preziosoo e generoso insegnante attraverso le sue lezioni in tanti ambiti, tra cui ISAD.

Per ricordarlo mi piace inserire un paio dei suoi disegni che ci aveva mandato dopo il viaggio in Normandia, l’uno dedicato al giardino di Cribier e l’altro al Jardin Plume. Che grazia e che poesia!

Rughe d’acqua, un particolare del Bois de Morville, il giardino normanno di Pascal Cribier. Disegno di Paolo Villa, 2018

Un drago in giardino, Jardin Plume. Disegno di Paolo Villa, 2018

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mar 18 2019

News in tema di seminari, convegni, fiere e altro ancora. Marzo 2019

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orange-arancio-2019-by-m-pasquali-e-f-cornalba. Foto Michela Pasquali

Corsi e convegni

Fiere e vivai
  • Novità dal vivaio Borgioli Taddei: ‘In questo marzo, vorremmo presentare, anzi, ri-presentare un’ortensia che, pur da sempre tra le nostre “piante madri”, non coltivavamo da tempo e che, rimessa in produzione da più di un anno, è  ora invece nuovamente disponibile: Hydrangea macrophylla ‘Sir Joseph Banks’. Si tratta della prima varietà di ortensia che fu introdotta in Europa, nella fattispecie in Inghilterra, ad opera del botanico e naturalista Joseph Banks che la ricevette a sua volta dalla Cina presentandola a Kew nei primi anni Novanta. La pianta, che è all’origine di numerose altre varietà e perciò a ragione considerata  la “madre” delle ortensie oggi presenti, suscitò subito vivo interesse, sia per la provenienza (raramente in Cina era consentito agli stranieri di viaggiare fuori dal dipartimento della Compagnia delle Indie), sia per la mutevolezza del colore dei fiori. Per saperne di più http://www.pbortensie.com/hydrangea_macrophylla_sir_joseph_banks.htm
  • 22-24 marzo, Fiera di Vita in campagna a Montichiari. Comunicato stampa
  • 23-24 marzo, Artigiani in fiore a Villa Ricotti la Valera ad Arese (MI). Comunicato stampa
  • 5-7 aprile, VERDEMURA sulle mura di Lucca. Comunicato stampa
  • 6-7 aprile Le giornate delle camelie a Porta Bozzolo di Casalzuigno. Per info https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-della-porta-bozzolo
  • 12-14 aprile Nel segno del giglio a Colorno nel Parco della Reggia. Per info www.nelsegnodelgiglio.it
  • 27 e 28 aprile 2019 Borgo plantarum a Telarolo di Castellarano, Reggio Emilia. Per info www.borgoplanarum.com

    festival-del-verde-e-del-paesaggio

  • 10-12 maggio, Festival del verde e del paesaggio all’Auditorium di Roma. Comunicato stampa
  • 17-19 maggio, torna a Milano ai Giardini Montanelli ORTICOLA
  • 1-2 giugno, Menta e rosmarino a Villa Nigra, Miasino, sul Lago d’Orta. Comunicato stampa

Film

Giardini e luoghi

  • 23-24 marzo, Giornate FAI di primavera. Per conoscere i luoghi aperti https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/?utm_source=dem&utm_medium=e-mail&utm_term=&utm_content=nl-istituzionale&utm_campaign=nl-istituzionale

    De Lucchi

  • fino al 5 gennaio 2020, all’Orto botanico di Padova ‘Radici al vento testa nella terra’ di Michele de Lucchi. A pochi metri dal primo Platano orientale giunto in Italia nel 1680, nell’Arboreto dell’Orto Botanico dell’Università di Padova è cresciuto l’Albero degli Alberi. Non accresciuto dalla Natura ma creato da Michele De Lucchi che, per questa sua istallazione, ha ottenuto e messo insieme tronchi e rami di decine di alberi di diverse essenze – faggio, abete rosso, larice, frassino, tiglio e nocciolo – provenienti dalle vallate del bellunese e del Trentino. Alberi abbattuti da Vaia, la terribile tempesta che lo scorso ottobre ha divelto boschi tra i più belli d’Europa, stravolgendo il paesaggio di 40.000 ettari di territorio montano.
  • Il 23 marzo riaprono al pubblico i Giardini di Villa La Pergola ad Alassio. Per info www.giardinidivilladellapergola.com
Milano

  • Magnolia Stellata Chiostro Santa Maria delle Grazie

  • Dal primo marzo è partita la terza edizione di Milano Museo City e, per la prima volta, Orticola di Lombardia ne entra a far parte presentando una “passeggiata tra i fiori in sei musei di Milano”:un percorso che coinvolge 6 opere esposte in altrettanti musei cittadini. Comunicato stampa
  • 19 marzo, nell’ambito di ‘Paesaggio bene comune’ di AIAPP, F. Farinelli su ‘Quadri di natura’, ore 18 Casa della cultura
  • 30 marzo, Italia Nostra organizza Passeggiata di primavera a Porto di Mare. Locandina
  • aprile-maggio, Architectural Walks 2019. Per info http://fondazione.ordinearchitetti.mi.it/it/notizie/dettaglio/9923

Mostre

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  • 7 aprile- 11 agosto, al Museo Vela di Ligornetto: In – flore – scientiaArte e botanica. Josef Hanel (1865-1940) / Gabriela Maria Müller

Viaggi

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mar 17 2019

Broken nature: una mostra imperdibile fino all’1 settembre 2019 alla Triennale di Milano

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mostra-broken-nature-triennale-2019

Broken nature: Design takes on Human Survival, il titolo della mostra in corso fino all’1 settembre 2019 alla Triennale di Milano.
Curata da Paola Antonelli rappresenta una panoramica ragionata e molto complessa sul rapporto che lega gli uomini e l’ambiente naturale, rapporto che negli anni si è molto compromesso minacciando le sorti del nostro pianeta. La mostra ci propone il Design come strumento riparatore con molti esempi di progetti innovativi, freschi e pieni di creatività.
La mostra si articola in tre ambiti: esposizione di progetti degli ultimi tre decenni, esempi di architettura, design e arte ricostituente provenienti da tutto il mondo; la Nazione delle piante, curata da Stefano Mancuso, che ci invita a guardare le piante in modo nuovo usandole per quello che possono insegnarci; Le partecipazioni internazionali, promosse da istituzioni e atenei di eccellenza internazionali.

Per visitare la mostra occorre pianificare molto tempo, ma vale assolutamente la pena, anche ritornarci.

Ecco alcune suggestioni che ho ricavato tra le molte dalla visione della mostra

Mostra-broken-nature-Reliquaries-2018-Paola-Bay-e-Armando-bruno-Triennale-

mostra-broken-nature-supergroww-11000-little-inventors-2018triennale: uno strumento per far muovere le piante alla ricerca della luce

Mostra-broken-nature-Hippo-roller-by-P-Petzer-J-Jonker-Triennale: bidone in polietilene e acciaio per il trasporto dell’acqua concepito per un villaggio in Sudafrica

mostra-broken-nature-anima di Kosokue Ataki -2018-2019-triennale: stoviglie composte da resti vegetali, carbone vegetale e lacca urushi

mostra-broken-nature-acoustic-fur 2018 by C. Meidertsma-triennale: feltro fonoassorbente costruito con scampoli di tessuto

mostra-broken-nature-triennale: Concept shoe for Adidas, A. Taylor scarpe realizzate con detriti di plastica

mostra-broken-nature-triennale-2019: poltrocina costruita con alghe secche e resina organica, Gasmi Issia Khen Feriel

mostra-broken-nature-plants-from-plantst by LEGO: polietilene rinnovabile prodotto a partire da canna da zucchero

La mostra Nazione delle piante, curata da Stefano Mancuso, è una occasione preziosa per divulgare le teorie del famoso biogolo vegetale. Molti pannelli didattici aiutano il pubblico a capire il complesso sistema delle piante e le loro straordinarie capacità, ci invita a guardare con occhi nuovi il mondo vegetale per imparare tante cose utili per il nostro futuro. Ho trovato solo un pò troppo scenografica la sala degli specchi.

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L’installazione mette a confronto alcuni dati delle piante con animali, architetture e altro. Ad esempio la Sequoia General Sherman pesa 1910 ton.contro le 210 di una balenottera azzurra; l’estensione del Ficus bengalensis è di 19.000 mq contro i soli 7140 di un campo da calcio o ancora l’altezza della Sequoia hyperion è di 115 metri contro i 93 della Statua della libertà.

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nazione-delle-piante-mostra-broken-nature-triennale-2019: la sala degli specchi

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mar 17 2019

Radicepura Garden festival 2019: anteprima

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Dal 27 aprile al 27 ottobre 2019 si terrà a Giarre (Catania) la II edizione del Garden festival Radicepura, promosso dall’omonima fondazione.

Fino al 27 ottobre, nel parco botanico della Fondazione Radicepura, sarà possibile visitare 14 installazioni e 2 giardini, oltre all’Orto della Dieta Mediterranea, realizzate appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà, grazie all’attività portata avanti da oltre 50 anni da Venerando Faro, alla guida dell’azienda insieme ai figli Mario e Michele.
L’edizione 2019 propone un tema di grande attualità: I GIARDINI PRODUTTIVI. Un giardino che sappia coniugare, in maniera originale, per l’uomo del terzo millennio l’ancestrale bisogno di utilità con le nuove esigenze estetiche della società contemporanea, non tralasciando la sua ricerca nel giardino di un luogo intimo in cui ritrovare se stesso e rigenerarsi.

Quest’anno la Fondazione Radicepura curerà – in collaborazione con ARS e Fondazione Federico II – l’allestimento a Palermo di Passage to Mediterranean, giardino ideato da un gruppo di studenti Turchi per la passata edizione del festival. Lo spazio, che sarà inaugurato il 1 giugno in Piazza del Parlamento, diventa simbolo di dialogo tra culture, foriero di stimoli e riflessioni capaci di offrire nuovi paradigmi intellettuali.

In sintonia con questa capacità dei giardini di facilitare e stimolare la riflessione, a Giarre I GIARDINI PRODUTTIVI del Radicepura Garden Festival per 6 mesi esploreranno arte, cultura, storia e tutela dell’ambiente, come elementi costitutivi di un territorio straordinario quale la Sicilia. A interpretarlo grandi nomi del paesaggismo internazionale: Antonio Perazzi e Andy Sturgeon, che realizzeranno per il festival due giardini site-specific superiori ai 100 metri quadrati ciascuno.
Il paesaggista italiano porterà il visitatore nella sua Home ground, Terra di casa, un giardino capace di dare forma e prendere la forma delle piante. Al centro la casa, in basalto, pietra semplicemente tagliata, quale corpo ideale di un luogo capace di accogliere. In questo giardino Perazzi crea un ambiente naturale usando gli elementi già esistenti, senza scartare nulla, operando solo attraverso scomposizione e riassemblamento.
Andy Sturgeon in Layers riflette sulla dipendenza dell’uomo dalla natura per soddisfare le sue necessità fondamentali. Il garden designer inglese conduce i visitatori attraverso il giardino, offrendo loro una visione delle piante produttive enfatizzando la dipendenza necessaria che lega l’uomo alla natura. L’acqua, elemento essenziale, è al centro del giardino, tra l’ombra degli alberi e dei muri circostanti, oasi di riparo e calma.

Altri dieci giardini, di dimensioni più piccole, di circa 50 metri quadrati ciascuno, saranno realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale. La call, che si è chiusa il 28 novembre 2018, ha registrato un’importante partecipazione, con oltre 150 domande provenienti da 15 paesi diversi. La giura, presieduta da Sarah Eberle con Pablo Georgieff, Giovanni Iovane, Daniela Romano e Franco Livoti, ha selezionato a dicembre i 10 designer, provenienti da Francia, Inghilterra, Italia, Scozia e Spagna.

Per avere informazioni organizzative

Comunicato stampa

Ars e Fondazione Federico II

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mar 17 2019

La strage degli abeti nel bellunese: immagini e video

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Foto Flavia de Petri marzo 2019

Le mie care amiche Donatella Lupo e Flavia de Petri mi hanno inviato delle foto strazianti del disastro dei boschi nel bellunese a seguito del tornado dello scorso novembre: a marzo la situazione è ancora tremenda e il paesaggio appare devastato

Foto Donatella Lupo marzo 2019

Foto Flavia de Petri marzo 2019

Foto Flavia de Petri marzo 2019

A questo link un video 734855dd-d565-4cb3-a05f-bbbfc5db3b66.MP4 da aprire con windows media player

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mar 13 2019

Grandi giardini italiani: novità 2019 dal network

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Giardini di Orazio-Castello di Mandella foto archivio Grandi giardini italiani

Grandi Giardini Italiani, il prestigioso network che riunisce ben 137 tra i più splendidi giardini visitabili in Italia,  con oltre 8 milioni e mezzo di visitatori l’anno, presente in 14 regioni del Paese, oltre alla Città del Vaticano, alla Svizzera e a Malta, continua a crescere.

 Sei i nuovi Grandi Giardini Italiani che entrano a far parte del circuito:

  • Villa Marigola (Lerici, SP)
  • Villa Cipressi (Varenna, LC)
  • Giardino di Pojega – Villa Rizzardi (Negrar, VR)
  • Villa Revedin Bolasco – Università di Padova (Borgo Treviso, TV)
  • Villa Puglie (Valsamoggia, BO)
  • Giardini di Orazio – Castello di Mandela (Mandela, RM)

Villa Cipressi, Varenna, archivio fotografico Grandi giardini italiani

Villa Marigola, Lerici, archivio fotografico Grandi giardini italiani

Villa Revedin Bolasco, Borgo Treviso, archivio fotografico Grandi Giardini italiani

Giardino di Pojega-Villa Rizzardi, Negrar, archivio fotografico Grandi Giardini italiani

Villa Puglie, Valsamoggia, archivio fotografico Grandi Giardini italiani

 

Fra le iniziative 2019 dei Grandi Giardini Italiani, è di grande rilievo l’accordo concluso con Trenitalia per scoprire in treno l’incanto dei giardini. Tra gli oltre 130 giardini valorizzati dall’impresa culturale, 21 sono raggiungibili con i treni regionali e con le Frecce di Trenitalia.

 Altra rilevante novità è l’accordo con Tiqets per il primo servizio di biglietteria online per l’ingresso ai giardini della rete sul portale. Il nuovo servizio vuole rispondere alle crescenti richieste, da parte dei visitatori del portale Grandi Giardini Italiani, circa la possibilità di prenotare visite ed altre esperienze nei giardini della rete.

Altra novità del network la nascita della Rosa Grandi Giardini Italiani,frutto di un lungo lavoro di ricerca e di collaborazione con la famiglia Barni, che troverà dimora nei più bei giardini visitabili in Italia e si distinguerà fra tutte per il suo portamento, le calde note rosse dei suoi petali e il suo intenso profumo.
Per informazioni sull’acquisto della Rosa Grandi Giardini Italiani:

Rose Barni Srl – www.rosebarni.it – Tel: +39 0573 380464 – Email info@rosebarni.it

Sito web www.grandigiardini.it

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mar 11 2019

Un parco esoterico e teatrale: villa Durazzo Pallavicini di Pegli

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Villa Durazzo Pallavicini: il grande lago con il tempietto di Diana e la pagoda cinese a rappresentare il paradiso empireo

Nei giorni scorsi ho partecipato ad una interessante visita di Villa Durazzo Pallavicini sotto la guida dell’arch. Silvana Ghighino che assieme a Fabio Calvi ha in concessione la gestione del parco attraverso l’omonima associazione temporanea d’impresa. I due architetti, dopo lunghi studi, hanno avviato dal 2010 al 2016 un complesso progetto di restauro filologico e hanno potuto scoprire le antiche motivazioni alla base di questa insolita opera concepita  tra il 1840 e il 1946 dal marchese Alessandro Pallavicini e dal suo architetto Michele Canzio.

Silvana Ghighino, direttore del Parco di villa Durazzo Pallavicini

Un parco davvero originale che rappresenta un misterioso percorso iniziatico fitto di simbologie esoteriche, massoniche e allusioni mitologiche e che è concepito come una rappresentazione teatrale che si sviluppa in tre atti, ciascuno composto da 4 scene. Ogni scena è accompagnata da una particolare scenografia vegetale, da arredi e architetture di stile neogotico, neoclassico, esotico, rustico.

La gestione del parco è curata dall’Associazione Villa Durazzo Pallavicini, la manutenzione è assicurata da uno staff di 5 giardinieri professionisti e da una rete di volontari. Oltre alla conservazione del giardino e alla sua valorizzazione l’associazione provvede alla organizzazione turistica e alla progettazione di una serie di eventi culturali e didattici attraverso visite esoteriche, botaniche, a percorso scenografico e performance di giovani artisti. (per il calendario delle iniziative da marzo a luglio si rinvia al sito https://www.villadurazzopallavicini.it/eventi/).

Parco Durazzo Pallavicini: alcuni dei giardinieri che curano la manutenzione del parco

Il parco Durazzo Pallavicini è al primo posto tra i Luoghi del cuore FAI in Liguria e al 37° posto in Italia.

Ecco alcune immagini che illustrano sinteticamente il percorso del parco

Parco Durazzo Pallavicini: Viale gotico, che rappresenta l’antefatto

Parco Durazzo Pallavicini: l’ingresso con il cancello con i due cani sui pilastri che simboleggiano i sorveglianti che danno il benestare per far entrare i profani nel mondo onirico del parco

Parco Durazzo Pallavicini: qui ha inizio il viaggio alla ricerca dell’io. Nella scena tutto è concepito con una straordinaria perfezione architettonica, come la fontana in posizione aurea

Parco Durazzo Pallavicini: scene del bosco e della natura della montagna. Interessanti i particolari dei muri a secco

Parco Durazzo Pallavicini: il percorso nel bosco

Parco Durazzo Pallavicini: scene del bosco

Parco Durazzo Pallavicini: oasi mediterranea con macchie di Viburnum tinus

Parco Durazzo Pallavicini. Il viale delle camelie. Si tratta di uno dei più vecchi ed estesi camelieti italiani

Parco Durazzo Pallavicini: camellia-japonica-magnoliaeflora

Parco Durazzo Pallavicini: il castello del capitano – di stile neogotico – che simboleggia il potere

Parco Durazzo Pallavicini: Erica arborea

Parco Durazzo Pallavicini: il paradiso empireo con il grande lago e il tempietto di Diana

Parco Durazzo Pallavicini: il grande lago e sullo lo sfondo la pagoda cinese, che assieme al ponte romano e l’obelisco egizio vuole rappresentare le differenti etnie

Parco Durazzo Pallavicini: sullo sfondo il campanile di San Martino che l’architetto Canzio fece ricostruire in asse con il tempio di Diana

Parco Durazzo Pallavicini: il maestoso esemplare di Cinnamomum camphora

Parco Durazzo Pallavicini: i giardini di Flora a rappresentare il paradiso terrestre

Parco Durazzo Pallavicini: il tempio ottagonale di Flora, divinità madre dell’ordine del mondo

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mar 11 2019

Letto per voi: il giardino pigro

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 Laura Caratti (a cura di), Il giardino pigro. Esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino, Blu Edizioni, 2019, 218 pp., 22 euro

Un libro a più voci, frutto dell’esperienza sul campo di un gruppo di giardinieri appassionati (M. Acquaria, L. Rubens Antonello, C. Baldazzi, A. Benvenuti, L. Caratti, R. Versari e A. Vindrola), che ci offre tante interessanti soluzioni pratiche per evitare fatiche inutili e avere più tempo per vivere il proprio giardino.

In fondo si tratta di abbandonare quella sorta di ostinazione che ci spinge a coltivare a tutti i costi piante che si ammalano o che non sono adatte al nostro ambiente (‘Posti insospettabii e accanimenti inutili’ di E. Volpato; ‘Le mie rose da far niente’ di R. Versari o anche ‘Convivere felicemente con le rose’ di L. Rubens Antonello), oppure quella mania di combattere le piante vagabonde (‘Disseminanti sipatiche’ di L. Caratti).

In ogni capitolo gli autori giardinieri, oltre a raccontare la nascita e l’evoluzione dei propri giardini (7 giardini distribuiti in diverse regioni italiane), forniscono consigli molto utili per affrontare i molteplici problemi che si incontrano nella vita quotidiana del giardiniere ‘consapevole’.

Si passa così dalle tecniche di compostaggio, all’uso dei concimi, alla scelta degli attrezzi ‘salvatempo’, a quella dei vasi, alle soluzioni per affrontare la sfida dell’ombra secca, fino al ‘Decalogo dei lavori astuti’ (A. Vindrola).

Un libro prezioso da leggere attentamente e da tenere accanto per trovare soluzioni semplici a problemi complessi.

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