Post di maggio, 2011

mag 20 2011

Campagna Pisapia: ultime istruzioni

Pubblicato da in "News"

Sul sito di Pisapiaxmilano trovate a questo link http://www.pisapiaxmilano.com/la-campagna-la-facciamo-tutti-noi/ tutte le istruzioni per partecipare alle prossime azioni in vista del ballottaggio il 29 e 30 maggio.
Importante:
- può partcipare al voto del ballottaggio anche chi non ha votato al primo turno
- per esprimere il voto fare una croce solo sul nome del candidato sindaco Giuliano Pisapia e assolutamente non contrassegnare i simboli dei partiti: il rischio è l’annullamento della scheda!

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mag 09 2011

Orticola e dintorni

Pubblicato da in "plant design"

Prima di andare all’inaugurazione di Orticola ho fatto un salto a vedere la deliziosa installazione che Stefania Fanchini e Giovanna Greco di Archiland hanno realizzato con VerdeCrea al nuovo Sushi di Piazza Cavour: Green fish, dal divertente e irridente logo sotto forma di un pesciolino con un bel cavolo come cappellino. Sopra l’ingresso del ristorante una piccola parete vegetale (permanente) composta da rosmarino prostrato, edere e viburno tino e ai lati due inserti (effimeri, purtroppo) con tasche che accolgono aromatiche, fragoline e piccoli ortaggi. Nell’insieme una composizione molto ben assortita, vivace e assai piacevole.

Alla prima serata di Orticola tra le tante dame con cappellini fioriti di varie fatture e molti strati una signora più spiritosa esibiva un casco fiorito!

Come già nelle edizioni precedenti si può notare come molti vivaisti sappiano ormai presentare le piante con grande attenzione alle composizioni per forma e colore; tra questi l’Erbario della Gorra spicca sempre per la bellezza delle sue scenografie vegetali

Anche le composizioni di perenni di Didier Berruyer de Il Giardino vivace sono sempre molto affascinanti: in questa immagine un accostamento molto naturale ma prezioso di Geum, Stipa e Nepeta

Un vivaio assolutamente interessante per le sue collezioni di felci, restionacee ed erbacee da ombra è Central Park che presentava una scenografia molto riuscita di muschio, sassi grigi su un fondale nero; tra le piante esposte ho apprezzato un Thalictrum insolitamente grande della specie rockbrunianum.

Bellissima la collezione di pelargoni aromatici del vivaio catanese Malvarosa

Molto belle le clematidi del vivaio Valleversa

Il vivaio Coccetti di Lisanza ha presentato una interessante collezione di trachelospermum rustici per la quale ha ricevuto un premio dalla giuria

Molto riuscita la composizione presentata dal Susanna Magistretti per Cascina Bollate: una Rosa omeiensis dalle incredibili enormi spine rosse in un barile riconvertito a contenitore

 

Per gli amanti delle hosta da segnalare il vivaio Mauro Zanelli di Montichiari (BS) che propone una bella collezione di mini hosta

Ecco infine una piccola selezione di piante che ho trovato interessanti e da tenere presenti

Anemopsis californica

Nymphaea Black Princess

Cornus alternifolia argentea

Rosmarinus officinalis Cascade D'Orleans

Sysyrinchium angustifolium

Verbascum chaixii Gainsborough

Weigelia Ruby Red

Infine qualche piccola idea in tema di contenitori per piccoli orti, come le strutture di vimini intrecciato su supporto di ferro proposte da Celui qui tresse

O le ceste in castagno per mini orti

Sempre in tema di orti, tema di gran moda è stato esposto anche un complicato ingranaggio per orti rotanti!

Tra i contenitori molto belle le vasche  per acquatiche in corten proposte da Eta beta

Infine Ingegnoli ha esposto la nuova collezione di vasi Ehlo, tra cui una interessante soluzione per vasi in plastica disponibili in molti colori da inserire a cavallo delle ringhiere dei balconi 

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mag 02 2011

Come costruire un piccolo giardino giapponese

Pubblicato da in "Giardini e luoghi"

A fine marzo ho partecipato a Sanremo a un interessante workshop dedicato alla composizione e realizzazione di un piccolo giardino secco (karesansui) all’interno del bel parco di Villa Ormond. Organizzatori del corso sul campo il Dipartimento di Agronomia dell’Università di Torino (Francesco Merlo) e il Comune di Sanremo. Un gruppetto di una ventina di professionisti (paesaggisti, giardinieri, agronomi) ha lavorato per tre giorni sotto la guida del maestro Kazuo Makioka, tra i massimi esperti dell’arte del giardino giapponese e del suo assistente Sachimine Masui. La cornice come dicevo il parco di Villa Ormond che ospita già un giardino giapponese realizzato nel 1991 da Claudia Aprosio del settore parchi e giardini  come frutto del gemellaggio tra Sanremo e la città giapponese di Atami (due cittadine accomunate dal festival della canzone, dalla posizione geografica e dalla tradizione di floricoltura). Il giardino di stile da passeggio, con cascata d’acqua e una collezione di specie botaniche originarie del Giappone, è stato recentemente recuperato dal suo stato di degrado con un progetto di riqualificazione condotto da Francesco Merlo e oggi si presenta in tutto il suo splendore con la cortina di bambù intrecciati ad una spettacolare Photinia (davvero bella se lasciata crescere in libertà e non costretta nelle forme delle orrende siepine che dilagano ormai dappertutto) che domina dall’alto la cascata che si tuffa nel laghetto incorniciato da  un ginepro potato a forma di cuscinetti che rievocano il carapace di una tartaruga, da pini d’aleppo, azalee e camelie.

 Il tassello mancante al disegno originario era proprio il giardino secco che si è deciso di donare alla città di Sanremo e che riempie lo spazio lasciato libero dalle vecchie voliere. A seguito della sciagura che ha inferto una così grande ferita al Giappone si è deciso di ampliare il progetto originario e di ospitare nel giardino un’isola della gru (tsurushima), animale che simboleggia l’ eternità.
Il maestro aveva preparato un piccolo schizzo del giardino che poi è stato parzialmente modificato in corso d’opera; in effetti il giardino si compone molto sul campo ed è stato interessante studiare le piccole e sapienti mosse del maestro che via via aggiustava il tiro dirigento con poche parole e gesti sicuri i lavori della squadra: ora scegliendo una diversa collocazione per una pietra, ora lo spostamento della bacinella d’acqua…

  

Divisi in tre squadre abbiamo iniziato il lavoro: una squadra si occupava di posizionare le grosse pietre per comporre la composizione sui bordi del laghetto e i lastroni per la pavimentazione del piccolo percorso dall’ingresso del giardino, una squadra lavorava la terra per formare la piccola collinetta dell’isola della gru e un’altra, di cui ho fatto parte, si dedicava alla composizione della macchia arbustiva composta da rosmarini, mirti, bossi, tuja e polygala.

Lavorando di vanga, zappa e rastrello a poco a poco il giardino ha preso forma: il maestro di volta in volta segnava con uno spray la collocazione di una pietra o faceva piccoli commenti prontamente tradotti per noi dal suo assistente, la terra era molto dura e argillosa grazie alle forti piogge dei giorni precedenti ed è stata una faticaccia… Nel correggere la posizione di una pietra il maestro la guardava da ogni angolatura e poi la soppesava e la gettava a terra: solo una posizione di stabilità era quella giusta, ma difficile catturare il segreto della disposizione così felice, armonica e giusta che le pietre e i massi assumevano sotto la sua direzione. Daltra parte secondo le indicazioni scritte nel Sakuteiki – il vecchio manoscritto risalente all’undicesimo secolo che detta le regole del giardino – “Non si devono mai sistemare le rocce a caso. Se si viola anche solo un tabù, il proprietario del giardino soffrirà inevitabilmente gravi conseguenze e breve sarà la prosperità della sua casa”. Ho capito che nella disposizione delle pietre è necessario evitare di mettere vicine due pietre grosse, che occorre ottenere un effetto di irregolare naturalezza. Gli arbusti destinati a formare una macchia mista (karikomi) sono stati disposti in modo da formare delle onde nelle quali rosmarini, mirti e bossi si mescolavano tra loro e in mezzo è stato costruito un piccolo corso d’acqua composto di pietre e sassi: alcune pietre sono state disposte per dare un effetto di controcorrente, fattore che procura energia. L’ isola della gru ha preso a poco a poco forma con il pino d’aleppo collocato in cima e intorno una cortina di pietre; poi è stata stesa la ghiaia scura di cava a comporre la spiaggia intorno al laghetto con i bordi leggermente rialzati e mescolati a un poco di cemento lungo le rive per delimitare più nettamente l’area dell’acqua che è stata riempita successivamente di ghiaia bianca, un macinato di Carrara di un calibro abbastanza grosso. L’area della spiaggia è stata successivamente delimitata da una cortina di pietre. Interessante la costruzione della recinzione di bambù che è stata disposta sul davanti e su un lato del giardino: tra due pali distanziati fra loro di circa due metri sono stati collocati a circa 20 cm dall’alto due file orizzontali di canne di bambù inchiodati ai pali, mentre piccoli bambù verticali sono stati piantati a intervalli regolari e ravvicinati dietro i due bambù e davanti e sfasati sono stati piantati altri bambù. Alla fine si è creata una recinzione molto fitta e tutte le intersezioni dei pali legati attraverso nodi molto particolari e difficili da copiare con rafia nera. La piccola isola è stata rivestita di prato a rotoli e cosi il piccolo bordo arrotondato d’ingresso che però è stato composto da una scacchiera di prato e terra, soluzione solo provvisoria per l’inaugurazione, ma che è risultata molto bella come effetto.

Ed ecco il risultato finale!

 

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